Sondrio (, Sundri in dialetto valtellineseortografia classica, AFI: , Sonder in romancio, Sünders o Sonders in tedesco) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia e situato nella parte centrale della Valtellina, di cui è il centro principale. È stata designata Città alpina dell'anno 2007.
Geografia fisica Territorio Con un territorio comunale di e di abitanti circa, Sondrio risulta essere il meno esteso e il meno popoloso (dopo Isernia) fra i 109 capoluoghi di provincia italiani. Sorge nella media Valtellina alla confluenza del torrente Mallero con l'Adda, alle porte della Valmalenco, sotto il massiccio della Corna Mara. La città è il centro principale della zona.
Clima
. Durante l'inverno, la temperatura media giornaliera si attesta generalmente sugli . Le minime tra novembre e marzo sono quasi sempre sotto lo zero, con punte fino a durante le irruzioni artiche da est o da nord. Frequenti le nevicate (la media nivometrica si attesta sui annui con una permanenza al suolo di circa 45-50 giorni). La pioggia da fine novembre a febbraio è rara e le precipitazioni sono prevalentemente nevose ma può succedere ogni tanto che dei venti particolarmente umidi o di scirocco associati a perturbazioni atlantiche portino pioggia e temperature tra i e i (spesso in serata la pioggia si trasforma in neve).
Anche in inverno, tuttavia, le temperature possono risultare elevate grazie ai venti di favonio, capaci di innalzare la temperatura fino a 15- a gennaio e 17- a febbraio, peraltro con dei tassi di umidità insignificanti (15-30%).
La primavera generalmente è instabile, a marzo i primi periodi soleggiati con temperature gradevoli (12- di massima) si alternano a degli improvvisi ritorni del freddo, con abbondanti nevicate tardive e la colonnina di mercurio che può tornare di alcuni gradi sotto lo zero.
Dalla metà di aprile si possono raggiungere i ma il susseguirsi di perturbazioni atlantiche possono portare abbondanti piogge e temperature sui 9-. Non è esclusa anche in questo periodo, una spruzzata di neve in caso di forti piogge associate a venti freddi da nord che generalmente però perdura poco tempo al suolo.
Da maggio le temperature aumentano sensibilmente: nei pomeriggi di metà del mese si può arrivare a 25-, mantenendo però temperature decisamente fresche nella mattina (10-). I primi temporali di calore cominciano a farsi strada in questo mese.
Durante l’estate, da giugno ad agosto fa mediamente caldo: solitamente si raggiungono 31- di massima, che possono diventare 34- durante i rari giorni di anticiclone africano. L'arrivo di temporali e grandinate possono però abbassare le temperature di 10-. Le cosiddette “notti tropicali” con temperature notturne superiori a che si verificano spesso nelle grandi città, a Sondrio e nel resto della valle, sono rarissime o addirittura impossibili, in quanto anche in caso di anticiclone le termiche di notte non superano mai i 18-.
A fine agosto tuttavia, non si toccano più i picchi di calore e da Ferragosto solitamente non si superano i 27-.
A settembre, complice anche la diminuzione delle ore di luce e le prime forti perturbazioni, le termiche si attestano sui 23- di massima (che possono diventare 16- in caso di pioggia) e 9- di minima.
Ottobre è un mese molto piacevole se soleggiato anche se non si raggiungono più i ma al massimo nella prima metà del mese e nella seconda metà, ma può essere molto freddo in caso di pioggia (la neve è rara ma non impossibile).
Novembre ormai è un mese freddo, comincia a nevicare e le minime vanno sotto zero. (3/ e le massime non si spingono oltre i ).
A dicembre, il mese con meno ore di luce, il clima è molto rigido. La media delle temperature minime è di ma in alcuni giorni si sfiorano i / e le massime diurne spesso non superano i -1/ anche perché, a causa della presenza delle Alpi Orobie a sud della città, a Sondrio il 21 dicembre la città rimane illuminata dai deboli raggi di sole solo dalle 11:00 alle 14:00.
Storia
Origini La città di Sondrio ha origini longobarde, anche se nel suo territorio sono state ritrovate testimonianze preistoriche e dell'età romana. Il toponimo deriva dal germanico sundrium ('sundrio'), che indicava quella porzione di terra fatta lavorare direttamente dal padrone.
Come tutta la Valtellina, in epoca romana, il territorio di Sondrio appartenne al municipio di Como.
Durante le invasioni barbariche e anche successivamente fu luogo di rifugio per i fuggiaschi, soprattutto dalla Val Padana, i quali portarono nuove conoscenze tecniche più perfezionate per la coltivazione della terra e per la lavorazione del legno, della lana, delle pietre e dei metalli. Ben presto sorse un castello dal quale un feudatario, in nome del vescovo di Como, dominava su tutta la pieve, che comprendeva quasi tutta la Valmalenco e alcune terre vicine anche oltre l'Adda.
Medioevo
Nel 1040 Enrico III di Franconia concesse la pieve sondriese alla famiglia dei Capitanei originaria di Vizzola e in questo periodo vennero costruiti il castello di San Giorgio (ora monastero di San Lorenzo) e il Castel Masegra.
Nonostante l'investitura e le vicende del primo Basso Medioevo strettamente legate a quelle dell'Impero, le preferenze politiche della famiglia de' Capitanei, a loro discapito, furono sempre state di parte guelfa; così che, nella seconda metà del XIII secolo, i signori di Sondrio divennero rapidamente nemici della potente famiglia comasca dei Rusca o Rusconi. Nell'anno 1292 la città fu conquistata e rasa la suolo, la rappresaglia si estese anche in Valmalenco ove, in una battaglia svoltasi al dosso di Caspoggio, il castello dei Capitanei venne completamente distrutto.
Le disavventure di Sondrio continuarono nel 1304 ivi venne conquistata e nuovamente distrutta dai Rusconi. Tuttavia la famiglia Capitanei tornò ostinatamente tra le rovine della propria fortezza e si diede a ricostruirla commettendo il grave errore di erigerla ancora nello stesso punto, anticamente nel luogo dell'attuale contrada di Mossini, evidentemente poco difendibile. Ciò fu eseguito in poco tempo, tanto che la cittadella era nuovamente fortificata verso la fine del 1307.
Nel 1310 i vecchi nemici comaschi dei Capitanei intrapresero una nuova scorreria, attaccando Sondrio e distruggendola fatalmente per la terza volta: la motivazione stava nel fatto che vi avevano trovato rifugio i superstiti della famiglia guelfa dei Vitani, nemici e concittadini dei Rusconi. Ciò fu troppo per la famiglia Capitanei, la quale decise finalmente di riedificare la città in una posizione più sicura; in solo otto anni sarebbero state poste le fondamenta dell'attuale centro storico di Sondrio: i signori di quel periodo, Egidio, Ruggero e Corrado, nel 1318 fecero erigere forti ed imponenti palizzate imitando il modello della città precedente. Tra il 1318 e il 1325 Tebaldo e Corrado Capitanei le sostituirono opportunamente con notevoli e definitive opere fortificate in muratura, alla quale costruzione contribuirono distintamente i vassalli malenchi.
Le mura, facenti capo al rafforzato Castel Masegra, si estendevano attorno alla città adagiata allo sbocco della Valmalenco, sulla riva sinistra del Mallero, nel luogo oggi chiamato Scarpatetti, fossato naturale nella direzione consueta degli attacchi nemici; nella cinta fortificata si aprivano tre porte: una a nord detta Porta del Mallero che immetteva nella via carovaniera della Valmalenco; una dalla parte di Montagna in Valtellina, situata presso la storica Piazza Quadrivio chiamata Porta di Prada e la Porta del Cugnolo, volta ad ovest. Una quarta porta venne successivamente eretta a e si chiamò Porta di Foppa. Inoltre i Capitanei nel frattempo ricostruirono il castello precedentemente distrutto dai Rusconi a Caspoggio.
Nel 1329 i ghibellini milanesi e comaschi guidati da Franchino Rusca attaccarono nuovamente Sondrio poterono per la prima volta scontrarsi con le nuove robuste mura dei Capitanei; gli assalitori preferirono passare all'assedio e, a differenza delle volte precedenti, non riuscirono ad espugnare la città con la stessa facilità. L'assedio si protrasse per un anno intero, i difensori vennero logorati da fame e malattie; l'unica fonte di sostentamento della città accerchiata fu tramite il Passo del Muretto in Valmalenco, ma tuttavia si trattò solo di qualche soccorso alimentare. Nel luglio del 1330 gli assediati, date le precarie circostanze, decisero affrettatamente di uscire in forze dalle mura con l'intento di affrontare il nemico in campo aperto, riportando una sconfitta decisiva che segnò l'inizio del breve vassallaggio da parte dei Rusconi.
Nel 1335 Sondrio cadde insieme a Como e a tutta la Valtellina nelle mani della signoria di Milano di Azzone Visconti, il quale nel 1336 risalì la valle per spegnere gli ultimi focolai di resistenza guelfa. Nello stesso anno concesse a Tebaldo Capitanei, superstite dell'assedio dei Rusconi, il titolo di Capitaneus Vallistelline con la qualifica platonica di "governatori della Valtellina", titolo però assolutamente privo di significato come dimostrò la scelta fatta dal Visconti di spostare la sua residenza in valle al Castel Grumello, sede della famiglia ghibellina dei Piri o De Piro; situatosi nell'attuale comune di Montagna in Valtellina fu un vero nido dell'aquila sopra Sondrio.
L'oppressione viscontea continuò nel 1350 con l'avvio di un'operazione fiscale con l'applicazione di tasse e balzelli gravosissimi, ciò contribuì notevolmente ad alimentare il malcontento dei sondriesi, tuttavia dal 1363 i Visconti intrapresero politiche di riforma nei confronti dei valtellinesi: la valle fu divisa in tre terzieri amministrativi, il Terziere di Sotto, il Terziere di Mezzo e il Terziere di Sopra. Sondrio divenne capoluogo del Terziere di Mezzo.
L'anno 1370 vide Tebaldo Capitanei protagonista della rivolta dei guelfi valtellinesi contro i ghibellini milanesi; affiancato principalmente dalla famiglia Beccaria di Tresivio, da non confondere con la più celebre famiglia Beccaria di Pavia, e da numerose altre famiglie filo-papiste. Gli insorti attaccarono con ferocia numerosi possedimenti militari viscontei, così che il contrattacco di Galeazzo II Visconti fu relativamente immediato. Sondrio subì tre lunghi anni d'assedio; in più i milanesi, presidiando la gola di Arquino (frazione sondriese), bloccarono ogni forma di contatto con la Valmalenco e sostentamento dal Passo del Muretto. Durante gli scontri il castello dei Capitanei al Dosso di Caspoggio venne espugnato dalla fazione ghibellina. Nel 1373 Tebaldo Capitanei si arrese uscendo dal Castel Masegra conservando le armi e le insegne; il Visconti nell'impossibilità di venire a capo della situazione, concesse l'onore delle armi ai vinti.
Nel 1430 Francesco Antonio Capitanei, nipote di Tebaldo, fu uno dei capi del partito favorevole alla soggezione della Valtellina alla Repubblica di Venezia sempre a danno dei Visconti. La lotta per il controllo della valle terminò nel 1432 con la vittoria dei milanesi a Delebio, guidati da Niccolò Piccinino e Stefano Quadrio, capo dei ghibellini valtellinesi, contro i veneziani. Nel 1436 morì Francesco Antonio Capitanei senza eredi maschi, la sua unica figlia Giacomina trasferì la titolarità della signoria ai Beccaria di Tresivio, andando in sposa ad Antonio Beccaria; in seguito la città passò nelle mani della casata grigiona dei Salis.
Nel 1450 Sondrio, come il resto della Valtellina, si sottomise a Francesco Sforza, nuovo duca di Milano.
Nel 1463 una violenta inondazione del torrente Mallero danneggiò gravemente la città provocando vittime e danni.
Cinquecento e Seicento Il 22 luglio del 1512, dopo un decennio di dominio francese, Sondrio venne occupata dalle truppe delle Tre Leghe scese dal Passo del Muretto, la Valtellina divenne suddita dei Grigioni, i quali spostarono la sede del governo da Tresivio all'attuale capoluogo.