Le Forze armate sovietiche () erano le forze armate dell'Unione Sovietica dall'inizio della guerra civile russa, nel 1918, fino allo scioglimento dell'URSS nel 1991-1992.

Storia La rivoluzione russa e la nascita

Dopo la rivoluzione russa il Consiglio dei commissari del popolo organizzò l'Armata Rossa attraverso un decreto il 15 gennaio 1918 secondo il calendario giuliano (28 gennaio 1918) basandosi sulla già esistente Guardia Rossa.

L'11 febbraio 1918, con decreto del commissario del popolo per gli affari marittimi Pavel Efimovič Dybenko, veniva dichiarata ufficialmente disciolta la flotta imperiale e creata la Flotta Rossa degli operai e dei contadini, con arruolamento su base esclusivamente volontaria. Il 23 febbraio 1918 indica il primo arruolamento di massa nelle città di Pietrogrado e di Mosca e la prima azione di guerra contro le truppe imperiali tedesche, questo giorno è ricordato come il Giorno dell'Armata Rossa. Il 23 febbraio divenne una festa nazionale molto importante in Unione Sovietica più avanti celebrata come il Giorno dell'Armata Sovietica. Viene tuttora festeggiata in Russia come il Giorno dei difensori della madrepatria. Il titolo di creatore dell'Armata Rossa viene affidato a Leon Trotsky, il Commissario del popolo per la guerra dal 1918 al 1924.

Il 24 maggio 1918 le forze aeree furono ricostituite come "Flotta aerea rossa dei lavoratori e dei contadini" (Glavvozduhflot), poi Voenno-vozdušnye sily SSSR

All'inizio della sua esistenza l'Armata Rossa era un corpo volontario senza gradi o insegne, gli ufficiali erano eletti in maniera democratica, questo fino a quando un decreto del 18 maggio 1918 impose il servizio militare obbligatorio per gli uomini dai 18 ai 40 anni. Per organizzare l'arruolamento di massa, vennero creati dei commissariati regionali militari (военный комиссариат, военкомат (voenkomat)), carica che dal 2005 esiste ancora in Russia e con lo stesso nome.

Dopo che il generale Aleksej Alekseevič Brusilov offrì il suo aiuto ai bolscevichi nel 1920, questi ultimi permisero l'arruolamento di ufficiali che avevano servito nell'Esercito imperiale russo. I bolscevichi crearono una commissione speciale guidata da Lev Glezarov e nell'agosto del 1920 315.000 ex-ufficiali imperiali vennero arruolati. Spesso ebbero la carica di consulenti militari e un numero importante di comandanti dell'Armata Sovietica servirono in precedenza nell'esercito imperiale, molti altri divennero membri del Consiglio militare supremo. Le autorità bolsceviche assegnarono ad ogni unità dell'Armata Rossa un commissario politico o politruk, che aveva l'autorità di stravolgere le decisioni del comandante se queste erano contrarie all'ideologia del Partito comunista.

Nel 1924 la marina inizia la ricostituzione della squadra navale e ripristina i gradi degli ufficiali, sotto il nome di "categorie di servizio".

La guerra fredda Dopo lo sforzo bellico della seconda guerra mondiale, nel 1945 l'Unione Sovietica disponeva di tre soli tipi di forze armate: l'esercito di terra, la marina e l'aeronautica. I due ministri che supervisionavano rispettivamente le forze terrestri - aeree e l'altro la marina vennero uniti in un'unica figura: il ministro delle forze armate nel marzo del 1946. Nel 1948 venne creata una quarta branca: le truppe della difesa aerea. Il ministero venne diviso nuovamente in due dal 1950 fino al 1953 quando venne creato il Ministero della Difesa che li riuniva. Sei anni dopo nacquero le Forze Missilistiche Strategiche. Le VDV (Truppe aerotrasportate) in questo periodo erano una riserva del Alto Comando Supremo.

Nel febbraio 1946 l'Armata Rossa cambiò la sua denominazione in Armata Sovietica e nello stesso anno la marina in Voenno Morskoj Flot SSSR.

Nel 1948 i soldati dell'Armata Sovietica furono ridotti da 13 milioni a 2,8 milioni. Per controllare questo processo di riduzione, il numero dei distretti militari venne temporaneamente abbassato da 33 a 21 nel 1946. Le dimensioni delle forze armate sovietiche, secondo le stime occidentali, era tra i 4 e i 5 milioni, durante il periodo della guerra fredda. La coscrizione sovietica prevedeva che tutti i maschi abili dovessero prestare il servizio militare per un minimo di due anni. In questo modo l'Unione Sovietica disponeva del più grande esercito del mondo dal 1945 al 1991. Diverse unità delle forze sovietiche rimasero negli stati della europa dell'est, in quanto stati satelliti dell'URSS e per reprimere manifestazioni di indipendenza. Il più grande contingente sovietico in Europa era in Germania Est (Gruppo di forze sovietiche in Germania), vi erano altri contingenti in Polonia (Gruppo Nord delle Forze), in Cecoslovacchia e in Ungheria.

La devastante invasione della Germania nazista del 1941 influenzò la dottrina militare della Guerra Fredda Sovietica di combattere i nemici, o in una zona cuscinetto sotto controllo sovietico o in ogni caso impedire ogni guerra sul suolo sovietico. Per assicurare gli interessi sovietici nell'Europa orientale, le forze sovietiche repressero le proteste antisovietiche in Germania Est (1953), in Ungheria (1956) e in Cecoslovacchia (1968). Il conflitto cino-sovietico portò alla creazione di sedici distretti militari nel 1969, il distretto militare dell'Asia centrale con quartier generale Almaty. Per testare le capacità per una guerra, alla fine degli anni 70 e ai primi anni 80 vennero creati quattro alti comandi che raggruppavano i distretti militari. L'Alto Comando dell'Estremo Oriente venne creato per primo seguito dagli Alti Comandi dell'Ovest e del Sud-Ovest verso l'Europa e l'Alto Comando del Sud verso il Medio Oriente con sede a Baku.

Dal confronto con gli USA e la NATO durante la guerra fredda venne sviluppata la deterrenza reciproca con armi nucleari. L'Unione Sovietica investì molto in armi nucleari soprattutto nella produzione di missili balistici e di sottomarini nucleari. URSS e USA non si scontrarono mai direttamente, ma indirettamente supportando dittature e ribelli nel terzo mondo.

La dissoluzione dell'Unione Sovietica e la fine

Dal 1985 al 1991, il nuovo leader dell'Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov tentò di ridurre lo sforzo dell'esercito per questioni economiche. Il suo governo, lentamente, ridusse le dimensioni dell'esercito. Dal 1989 le truppe sovietiche lasciarono i loro vicini del Patto di Varsavia a se stessi. Nello stesso anno le truppe sovietiche lasciarono l'Afghanistan. Dalla fine del 1990 l'intero blocco orientale collassò sulla scia delle rivoluzioni democratiche. Come risultato, i cittadini sovietici iniziarono, rapidamente, a rivoltarsi contro il governo comunista. Mentre l'Unione Sovietica avanzava verso la disintegrazione, i militari giocarono un ruolo sorprendentemente debole ed inefficace nel sostenere il morente sistema sovietico. Le truppe furono coinvolte nel tentativo di reprimere disordini e conflitti nel Caucaso e in Asia centrale, ma spesso si dimostrarono incapaci di ripristinare la pace e l'ordine. Il 9 aprile 1989, l'Esercito insieme alle unità del MVD, massacrarono circa 190 dimostranti a Tbilisi in Georgia. La maggiore crisi avvenne in Azerbaigian, quando l'Armata Rossa entrò con la forza a Baku tra il 19 ed il 20 gennaio 1990, rimuovendo il governo ribelle e uccidendo, presumibilmente, centinaia di civili nell'azione. Il 13 gennaio 1991 le forze sovietiche assaltarono la torre della Radio di Stato e Televisione e la torre di riconversione televisiva a Vilnius, capitale della Lituania, entrambe sotto il controllo dell'opposizione, uccidendo 14 persone e ferendone 700.

In seguito al tentativo di colpo di Stato dell'agosto 1991, il governo dell'Unione Sovietica, praticamente, perse ogni autorità sulle repubbliche. Quasi ogni repubblica sovietica dichiarò la propria intenzione di separarsi dall'URSS, iniziando ad approvare leggi che sfidavano il Soviet Supremo. L'8 dicembre 1991, i Presidenti di Russia, Bielorussia ed Ucraina dichiararono la dissoluzione dell'Unione Sovietica e siglarono il documento che istituiva Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Il 25 dicembre 1991 Gorbaciov rassegnò le dimissioni ed il giorno seguente il Soviet Supremo, l'organismo governativo più elevato, si dissolse, decretando ufficialmente la fine dell'Unione Sovietica. Nel successivo anno e mezzo vi furono vari tentativi di prendere le unità e trasformarle nell'esercito della CSI, ma gli stessi fallirono. Frequentemente, le unità di stanza in Ucraina ed in alcune repubbliche secessioniste giurarono fedeltà ai loro governi nazionali, mentre una nuova serie di trattati fra i nuovi Stati indipendenti divisero il patrimonio militare. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, l'Armata Sovietica si dissolse e gli Stati successori dell'URSS divisero fra loro gli assetti bellici. La suddivisione avvenne quasi esclusivamente su base regionale, con i soldati sovietici della Russia che divennero parte del nuovo esercito russo, mentre i soldati sovietici originari del Kazakhistan divennero parte del nuovo esercito kazako.

Struttura

Le forze armate erano composte da: Armata Rossa (esercito di terra), marina militare, forze aeree e dal Direttorato politico di Stato (OGPU).William E. Odom, The Collapse of the Soviet military, New Haven, Yale University Press, 1998. La OGPU venne successivamente integrata nel NKVD nel 1943. Questo corpo aveva al suo comando le Truppe interne e le Truppe di confine ed era sotto la direzione delle forze armate fino al 1991.. Dopo la seconda guerra mondiale vennero aggiunte Forze Missilistiche Strategiche (1960), le Forze di Difesa Aerea (1948) e le truppe della Difesa civile. Con la creazione di questi corpi l'ordine di importanza delle varie branche delle forze armate sovietiche era la seguente:

Forze missilistiche strategiche (Ракетные войска стратегического назначения, Raketnye vojska strategičeskogo naznačenija) Forze terrestri (Сухопутные войска, Sukhoputnye vojska) Forze di difesa aerea (Войска противовоздушной обороны, Vojska protivovozdushnoj oborony) Aeronautica militare (Военно-воздушные силы, Voenno-vozdushnye sily) Marina militare (Военно-морской флот, Voenno-morskoj flot) Forze di difesa civile (Войска Гражданской обороны, Vojska Graždanskoj oborony) Truppe di confine (Пограничные войска, Pograničnye vojska) Truppe interne (Внутренние войска, Vnutrennie vojska)

Stato maggiore Il 22 settembre 1935 le autorità rinominarono la RKKA come stato maggiore che reincarnava lo stato maggiore dell'Impero russo. Molti ex componenti del RKKA che servirono nell'Impero russo fecero parte dello Stato Maggiore dell'URSS. I componenti erano solitamente persone con una grande esperienza di combattimento e una solida educazione militare. Lo stato maggiore era diretto dal Capo di stato maggiore generale delle forze armate sovietiche.

Gradi e titoli La prima Armata Rossa abolì la figura dell'ufficiale, considerata un'eredità dello zarismo, durante la rivoluzione. L'uso della parola ufficiale venne condannato e sostituita da comandante. L'Armata Rossa abbandonò anche spalline e gradi sostituendoli con titoli come Comandante Divisione o Comandante del Corpo o nomi simili. Nel 1924 venne aggiunto il sistema detto di Servizio Categorie, dal K-1 (il più basso) al K-14 (il più alto). Il servizio categorie operava come i gradi ma in maniera camuffata: indicava l'esperienza e le qualifiche del comandante. L'insegna indicava la categoria, non la posizione del comandante.

Il 22 settembre 1935 l'Armata Rossa eliminò il servizio di categoria e introdusse i gradi personali. Questi gradi erano un misto di titoli funzionali e di gradi tradizionali, ad esempio in questi gradi vi era il tenente e il Komdiv (comandante di divisione). Ulteriori complicazioni si manifestarono con i gradi per i commissari politici (esempio commissario di brigata, commissario esercito di 2º grado) per il corpo tecnico (ingegnere di 3º grado, ingegnere della divisione) e per gli altri corpi non combattenti come i medici o gli amministratori.