Considerato uno dei migliori piloti di tutti i tempi, insieme a Michael Schumacher è il più vincente nella storia della Formula 1, con 7 titoli mondiali conquistati: nel 2008 con la McLaren e nel 2014, 2015, 2017, 2018, 2019 e 2020 con la Mercedes.

Inoltre, detiene diversi altri record in Formula 1 tra cui il maggior numero di vittorie (106), di podi (207) e di pole position (104). Dal suo esordio nel 2007, si è aggiudicato almeno una gara e una pole position durante il campionato mondiale fino alla stagione 2021, il che lo rende l'unico pilota nella storia della massima formula ad esserci riuscito dalla prima stagione per quindici annate consecutive. Con sette titoli mondiali è il britannico più titolato di tutti i tempi, nonché l'unico anglosassone a essere riuscito a trionfare per quattro edizioni consecutive (nel 2017, 2018, 2019 e 2020).Inoltre, è l'unico pilota nella storia della Formula 1 ad aver conquistato il titolo iridato in 3 decenni diversi (anni 2000, 2010 e 2020).

Si distingue per il suo stile di guida molto aggressivo, per la sua velocità in qualifica e per la sua solidità in gara oltre che per la sua destrezza sul bagnato, caratteristiche che lo rendono un pilota completo e molto ostico per i rivali.

Il suo numero di gara è il 44.

Biografia Vita privata È nato a Stevenage, nella contea dell'Hertfordshire, da Anthony Hamilton e Carmen Larbalestier. La sua famiglia materna è originaria dell'Inghilterra, mentre quella paterna proviene dall'America centrale, più precisamente dallo Stato di Grenada, nel mar dei Caraibi, da cui il nonno arrivò nel Regno Unito nel 1954. A seguito della separazione dei genitori nel 1987, Lewis ha vissuto con la madre e con le sorellastre Samantha e Nicola fino ai 12 anni. Visse poi con il padre, la matrigna Linda e con il fratellastro Nicolas, anche lui pilota automobilistico professionale.

Durante il periodo scolastico, sin dall'età di sei anni, è stato bullizzato: è rimasto costantemente vittima di insulti razzisti e percosse, in quanto appartenente ad una minoranza. Per tale ragione considera questa fase la più traumatizzante e più difficile della sua vita.

Ha scoperto la passione per i motori nel 1991, dopo aver ricevuto in regalo dal padre un automodello elettrico. Avendo compreso lo spiccato talento di Lewis per le corse, Anthony si indebitò pur di farlo salire su un kart, svolgendo il ruolo di manager del figlio sino al 2010. È tifoso dell'Arsenal. È stato fidanzato con la voce principale delle Pussycat Dolls, Nicole Scherzinger, da novembre 2007 a febbraio 2015. Da febbraio 2026 ha una relazione con Kim Kardashian e la ufficializza il 7 maggio 2026.

Ha dichiarato di essere cattolico, in una intervista su GQ, nell'aprile 2017 Lewis Hamilton ha detto «Sono cattolico, sono un uomo di fede e prego più volte al giorno: quando mi sveglio, quando vado a letto e prima di ogni pasto. Ho una relazione stretta con Dio, lo ringrazio, chiedo aiuto per gli amici in difficoltà. E domando appoggio per me stesso quando lo stress diventa troppo forte».

Dal 2017 adotta una dieta vegana e, sempre da quell'anno, è coinvolto in iniziative mirate alla salvaguardia dell'ambiente e degli animali.

Nel 2022 riceve la cittadinanza onoraria del Brasile.

Cinema, televisione e musica Nel novembre 2007 ha partecipato come ospite a una puntata di Top Gear facendo registrare il sorprendente tempo di 1:44:7 (sul bagnato) e di 1:42:9 sull'asciutto nel circuito del programma. Nel film Cars 2 ha prestato la voce a una McLaren MP4-12C interpretando se stesso. È tornato in questo ruolo anche in Cars 3. Ha inoltre eseguito un cameo tramite motion capture nel videogioco Call of Duty: Infinite Warfare.

Carriera Le formule minori

Dopo aver vinto diversi campionati di kart in gioventù (nel 1995 vinse il campionato cadetto britannico), Hamilton venne messo sotto contratto dalla McLaren all'età di 12 anni; la scuderia diretta da Ron Dennis sponsorizzò il pilota nella sua scalata attraverso le serie minori dell'automobilismo. Nel 2000 divenne campione europeo di Kart Formula A e l'anno successivo esordì in Formula Renault 2.0. Nel 2003 conquistò il titolo in questa categoria, con 10 successi in 15 gare.

Si laureò campione della F3 Euro Series due anni più tardi, nel 2005, anche in questo caso dominando la stagione con 15 vittorie in 20 corse. Nella stagione 2006 esordì nella serie GP2 con la ART Grand Prix sostituendo il campione uscente Nico Rosberg e ponendosi subito in testa al campionato. Vinse entrambe le gare del weekend di Montecarlo, per poi conquistare il titolo nell'ultimo appuntamento di Monza. Grazie alla vittoria nel campionato GP2, il patron della McLaren Ron Dennis annunciò la notizia del suo ingaggio il 24 novembre 2006.

Formula 1

L'esordio con la McLaren e il primo titolo mondiale (2007-2012)

2007

Hamilton esordì con la McLaren in Formula 1 già nella stagione 2007, ottenendo ottimi risultati e ponendosi in testa alla classifica piloti per gran parte del campionato e fino all'ultima gara. Durante la prima parte della stagione concluse per nove volte consecutive a podio, contando due vittorie e andando a comandare la classifica a partire dal Gran Premio di Spagna.

Dopo un nono posto in Europa, dovuto anche a un incidente in qualifica che lo costrinse a partire decimo, oltre che alla scelta del suo team di montare le gomme da asciutto troppo presto, conquistò una vittoria in Ungheria, ma da qui cominciarono vari problemi, tra i quali la foratura di una gomma in Turchia e in Cina, che permisero ai rivali di recuperare, tanto da essere in tre a contendersi il titolo all'ultima gara. In Brasile, un'uscita di pista nelle fasi iniziali di gara gli fece perdere il titolo a favore di Kimi Räikkönen.

Giunse quindi 2º nella classifica iridata (davanti al suo compagno di squadra e campione del mondo in carica Fernando Alonso, 3° a pari punti ma con meno piazzamenti), a solo un punto di svantaggio dal ferrarista, sfiorando quindi di un soffio il titolo già all'esordio (in caso di vittoria sarebbe stato il più giovane vincitore di un mondiale e l'unico pilota a vincere all'esordio mondiale esclusa la prima stagione nel 1950). Il difficile rapporto di coabitazione con Fernando Alonso portò quest'ultimo a rescindere il suo contratto pluriennale e tornare alla Renault, scuderia meno competitiva con cui Alonso aveva già corso anni prima e si era laureato due volte campione del mondo.

2008

Nel gennaio 2008 firmò un contratto quadriennale di 138 milioni di dollari con la McLaren. I dettagli contrattuali prevedevano una cifra base di 17 milioni di euro per il 2008, più altri sei milioni nel caso in cui fosse riuscito a vincere il campionato. Entrambe le parti avrebbero avuto inoltre la possibilità di prolungare l'accordo., da RealSports.it del 07/01/2008

Durante i test pre-mondiali della stagione 2008, a Barcellona, dei tifosi di Fernando Alonso lo schernirono con striscioni e magliette offensive e razziste sui temi del colore della pelle e delle credenze religiose. La Spagna rischiò infatti due dei suoi gran premi fino a quando si presero provvedimenti molto severi, tramite l'installazione di telecamere su tutte le tribune e il divieto assoluto di entrare nell'autodromo con striscioni di ogni tipo. Il 13 febbraio 2008, per contrastare il fenomeno e sensibilizzare il pubblico sull'argomento, la FIA lanciò una campagna antirazzismo, denominata Racing Against Racism.

La stagione 2008 cominciò con una vittoria, seguita da due gare in cui il pilota commise degli errori, mancando di conseguenza la zona punti. A Monaco Hamilton fu costretto al rientro ai box dopo aver urtato lievemente contro le barriere, mentre in Canada, dopo una sosta ai box nella quale presero parte altri piloti, andò a tamponare Räikkönen, il quale stava uscendo anche lui dalla pit lane trovando però il semaforo rosso. Il ferrarista (con la BMW di Robert Kubica al suo fianco) alzò il piede e Hamilton, non accortosi del semaforo, urtò il retrotreno della monoposto dell'avversario compromettendo la sua gara e quella del finlandese.

Dopo una gara opaca in Francia, il pilota britannico conquistò due vittorie consecutive in Gran Bretagna e in Germania: a Silverstone, sul bagnato, Hamilton sfoderò una delle sue migliori prestazioni fino a quel momento, vincendo con oltre un minuto di distacco sul secondo arrivato Nick Heidfeld; a Hockenheim, il pilota inglese controllò la maggior parte della gara e solo nei giri finali, dopo l'ingresso della safety car, dovette impegnarsi per riprendere la prima posizione.

Dopo queste due vittorie, il pilota britannico subì un leggero stop nel Gran Premio d'Ungheria nel quale, dopo aver forato una gomma, riuscì a classificarsi solo quinto. Le cose andarono meglio nel Gran Premio d'Europa, dove arrivò secondo alle spalle del ferrarista Felipe Massa. Al Gran Premio del Belgio conquistò la pole e vinse poi la gara sotto un improvviso diluvio dopo un discusso sorpasso a Kimi Räikkönen a due giri dalla fine. I commissari di gara però, nonostante il direttore di corsa Charlie Whiting avesse comunicato due volte al team la regolarità della manovra, decisero in serata di infliggere 25 secondi di penalità per taglio di chicane, che declassarono Lewis al terzo posto.Ferrari, dopo la beffa il primo posto Hamilton squalificato dai giudici - Motori - Formula 1 2008 - Repubblica.it Articolo da Repubblica.it

Nel Gran Premio di Singapore Hamilton lottò con Felipe Massa e Kimi Räikkönen per la prima posizione, ma l'incidente di Nelson Piquet Jr. costrinse la safety car a entrare in pista stravolgendo la classifica. Hamilton riuscì a limitare i danni recuperando posizioni e classificandosi terzo, mentre la vittoria andò al rivale Alonso. Successivamente nel Gran Premio del Giappone Hamilton partì in pole deciso a dominare il gran premio, ma al via fu Räikkönen a prendere il comando; tuttavia, dopo aver intravisto uno spiraglio in cui reinfilarsi, Hamilton finì fuori pista trascinandosi dietro le due Ferrari, e poi riprese la corsa alle spalle del suo principale avversario per il titolo Felipe Massa, riuscendo a superarlo. Il brasiliano però non mollò e, dopo aver tagliato la chicane, toccò con l'anteriore destra la vettura dell'inglese, mandandolo in testacoda e facendolo retrocedere in ultima posizione. Successivamente Massa venne penalizzato con un drive-through per il sorpasso pericoloso, sanzione inflitta anche a Hamilton per aver forzato Kimi Räikkönen nella prima curva ad andare lungo. Di questa lotta ne approfittò nuovamente Fernando Alonso, ancora vincitore.

Dopo la vittoria nel Gran Premio della Cina Hamilton si portò a 7 punti di vantaggio su Massa: ciò significò che gli era sufficiente un quinto posto nell'ultimo Gran Premio del Brasile per laurearsi campione del mondo: a 5 giri dal termine della gara cominciò a piovere sul circuito, e dopo una lunga serie di pit-stop, Hamilton si ritrovò arretrato dalla 4ª alla 5ª posizione, tallonato da Sebastian Vettel. Le condizioni della pista lo misero in difficoltà, tanto che subì il sorpasso di Vettel a 3 giri dal termine. A sole due curve dal traguardo Hamilton effettuò un sorpasso decisivo su Timo Glock su Toyota, il quale, non essendosi fermato per il cambio gomme, correva con gomme d'asciutto nonostante la pista fosse bagnata, e riuscì a concludere con il piazzamento necessario a garantirgli il titolo. Quest'ultimo colpo di scena gli permise di diventare il più giovane campione del mondo della storia a soli 23 anni, 9 mesi e 26 giorni (record poi migliorato da Sebastian Vettel nel 2010). La conquista del titolo lo rese il primo vincitore di una serie cadetta della FIA (Formula 2, Formula 3000 o GP2) a diventare anche campione del mondo di Formula 1.

2009