European Rugby Champions Cup, più brevemente Champions Cup, è la massima competizione europea di rugby a 15 per club. Con il nome e la governance attuale esiste dal 2014, anno in cui European Professional Club Rugby, proprietario e organizzatore della competizione, subentrò a European Rugby Cup, fondatore nel 1995 del torneo noto fino al 2014 come Heineken Cup. L'albo d'oro della competizione è comunque unificato.

I club si qualificano annualmente alla competizione attraverso i tre maggiori campionati di lega europei, Premiership Rugby (), Top 14 () e United Rugby Championship; non essendo quest'ultimo un campionato nazionale, le federazioni rappresentabili in Champions Cup (, , , Italia e ) possono variare a seconda di quali dei propri club vi si qualifichino.

Dal 2023 la competizione è nota come Investec Champions Cup per via di accordo commerciale con l'istituto finanziario anglo-sudafricano Investec. In precedenza lo sponsor di più lungo corso della competizione fu il birrificio olandese Heineken (1996-2014 e 2018-2023), il cui nome tuttavia non poté essere usato in Francia a seguito della legge Évin del 1991 che vieta in tale Paese l'accoppiamento di marchi di alcoolici e tabacco a eventi sportivi e di spettacolo.

Strutturata di base con una fase a gironi e una a play-off, ha visto nel tempo cambiare sia il numero di squadre partecipanti che quello dei gironi e del loro funzionamento, l'unica costante essendo l'assegnazione del titolo tramite una finale in gara unica in campo neutro. Nella sua più recente edizione (2025-26) il torneo prevede la partecipazione di 24 club ripartiti in prima fase su 4 gironi da 6 squadre ciascuno.

La vittoria nel torneo conferisce il titolo di campione d'Europa di club; al 2026 si sono tenute trentuno edizioni di torneo e il club francese del è il più vittorioso, avendolo vinto sei volte; alle sue spalle l'irlandese con quattro vittorie e a seguire l'accoppiata anglo-francese e con tre. Sono solo tre le federazioni a vantare vittorie nella competizione: i club francesi hanno vinto quattordici edizioni, compresa la più recente, quella del 2026, vinta dal , alla sua seconda vittoria assoluta consecutiva, a seguire quelli inglesi con dieci vittorie e quelli irlandesi con sette.

Storia Le origini Ad agosto 1995 lInternational Rugby Football Board (oggi World Rugby) aprì al professionismo la disciplina del rugby a 15, lasciando tuttavia alle singole federazioni la libertà di decidere lo status dei propri tesserati.

A seguito di tale pronunciamento nacque European Rugby Cup (ERC), un organismo partecipato e finanziato dalle maggiori leghe e federazioni europee, ivi compresa lItalia, destinato a gestire il rugby délite di club nel continente, che nel giro di pochi giorni, incamerata l'adesione dei club francesi, italiani, gallesi, irlandesi e anche del Farul Costanza, campione di Romania invitato alla competizione, pubblicò il calendario della Coppa Europa (), calibrata su 12 settimane con finale in programma a Cardiff. Avendo la federazione inglese (RFU) imposto una moratoria di una stagione prima di aderire al professionismo, essa decise di non concedere ai propri club la licenza per partecipare allistituenda competizione continentale; la seguì a ruota, nonostante un iniziale blando interesse a partecipare fin da subito.

La prima edizione della Coppa vide ai nastri di partenza dodici squadre: tre ciascuna per Francia, Galles e Irlanda (rispettivamente , e ; , e ; , e ); due per l'Italia ( e ) e una per la Romania, il Farul Costanza. Le dodici squadre furono ripartite in quattro gironi da tre ciascuna, con partite di sola andata; ogni squadra avrebbe disputato un incontro in casa e uno in trasferta. Singolarmente, fu la Romania, federazione che in quell'occasione fece la sua prima e unica apparizione nella Coppa, a ospitare il primo incontro ufficiale internazionale di club in Europa: il , a Costanza, il locale club ospitò il . Gli ospiti vinsero 54-10 e la prima meta fu segnata dal francese Jean-Luc Cester.

Tale edizione della Coppa fu relativamente breve, in quanto solo 15 incontri furono necessari per stabilire la squadra campione d'Europa: le prime classificate di ciascuno dei quattro gironi disputarono le semifinali, sempre in gara unica in casa della miglior qualificata dalla fase a gironi, e la finale si tenne il , quindi nel mezzo della stagione, all'Arms Park, contendenti la squadra di casa, il , e il Tolosa, che si impose 21-18 dopo i tempi supplementari fregiandosi del primo titolo di campione d'Europa di club. Gli spettatori totali in tutta la manifestazione furono poco più di (per una media di circa a incontro), compresi i quasi che assistettero alla finale. In corso di torneo ERC siglò anche un accordo di naming con il birrificio olandese Heineken, grazie al quale la competizione assunse a novembre 1995 il nome di Heineken Cup. Tuttavia in Francia, per via della cosiddetta legge Évin del 1991, la quale vieta l'associazione di marchi di alcolici e tabacchi a eventi sportivi, la competizione fu chiamata semplicemente Coppa d'Europa di rugby a XV o anche H Cup.

Già dalla seconda edizione la Coppa assunse, per quanto riguarda la composizione nazionale, quella definitiva: la Romania uscì dalla competizione e Inghilterra e Scozia vi entrarono. La Coppa si tenne quindi tra club afferenti alle federazioni che partecipavano al Cinque Nazioni, , , , e , oltre all'Italia. I club partecipanti divennero 20 (quattro francesi, gallesi e inglesi, tre irlandesi e scozzesi e due italiani) divisi in quattro gironi da cinque, i primi due classificati di ciascuno dei quali furono ammessi ai quarti di finale. Furono necessarie 47 partite per determinare la vincitrice, ancora una volta proveniente dalla Francia, il , che, nella finale disputata nuovamente all'Arms Park di Cardiff, sconfisse gli inglesi del per 28 a 9: la media-spettatori rimase sostanzialmente quella dell'edizione precedente, circa , ma alla finale assistette quasi il doppio del pubblico presente a quella di un anno prima, spettatori.

Anche la terza edizione dell'Heineken Cup si disputò a 20 squadre, ma ripartite su 5 gironi i cui vincitori sarebbero stati ammessi direttamente ai quarti; le altre tre partecipanti ai play-off sarebbero uscite da altrettanti spareggi che coinvolsero le cinque seconde classificate e la migliore terza. Quella del 1997-98 fu anche l'edizione in cui la fase a gironi, per la prima volta, si svolse con gare di andata e ritorno. La finale si tenne il a Bordeaux e l'Inghilterra iscrisse per la prima volta il proprio nome nell'albo d'oro del torneo grazie a che sconfisse i campioni uscenti di Brive. La stagione 1998-99 ebbe una gestazione travagliata: RFU appoggiò la protesta dei suoi club, che chiedevano una miglior ripartizione dei diritti televisivi dell'evento, dal momento che questi non rappresentavano che una minima parte rispetto a quanto i club incassavano dal loro campionato interno, Premiership Rugby; non si giunse a un accordo e quindi essi disertarono la Coppa, seguiti dai gallesi di Swansea e Cardiff; Bath, campione uscente, non poté quindi difendere il titolo vinto nell'edizione precedente. La competizione vide alla partenza 16 squadre ripartite in 4 gironi da 4 ciascuna, con 8 squadre, le prime due classificate di ogni girone, ammesse alla fase a eliminazione. La finale si tenne al Lansdowne Road di Dublino e vide per la prima volta la vittoria di una squadra della federazione irlandese (IRFU), l', che si impose sugli outsider francesi di .

La formula a 24 squadre

L'edizione 1999-2000 conobbe unennesima formula, la quinta consecutiva in altrettante edizioni di torneo, nessuna delle quali uguali a quelle precedenti. Il rientro delle formazioni di Premiership – che portarono in eredità un lucrativo contratto televisivo siglato da BBC con ERC per complessivi 28 milioni di sterline in quattro anni – comportò infatti la trasformazione a 24 squadre con ripartizione in 6 gironi da 4; ad accedere ai quarti furono le vincitrici di ciascuno dei sei gironi e le due migliori seconde. Per la prima volta, inoltre, la gara per il titolo si tenne in primavera a fine stagione e non più tra gennaio e febbraio. L'inedita finale vide di fronte a Bordeaux gli irlandesi del e gli inglesi di , che si aggiudicarono con l'esiguo punteggio di 9-8 un incontro caratterizzato da una sola meta marcata, peraltro da parte della formazione sconfitta.

Nel biennio 2000-2002 si consolidò la supremazia inglese: nel 2001, infatti, raccolse il testimone da Northampton, divenendo la terza squadra della RFU a laurearsi campione d'Europa dopo aver battuto al Parco dei Principi di Parigi lo ; un anno più tardi di nuovo Leicester, prima squadra a confermarsi campione, vinse la Coppa 2001-02 sugli irlandesi di , nell'occasione registrando il nuovo record d'affluenza per una finale: spettatori al Millennium Stadium di Cardiff.

L'edizione 2002-03, tuttavia, vide un brusco ridimensionamento dell'Inghilterra; nonostante la vittoria dei rispettivi gironi delle ultime due squadre campioni, nessuna delle due giunse alla semifinale, la quale vide invece un confronto incrociato franco-irlandese: da un lato contro e, dall'altro, contro . Le due francesi vinsero le rispettive semifinali e per la prima volta la Heineken Cup fu decisa tra due club di una stessa federazione: Tolosa si laureò per la seconda volta campione d'Europa vincendo 22-17 la finale di Dublino.

Il nuovo sistema di punteggio

Dalla stagione 2003-04 ERC adottò nella fase a gironi il sistema di punteggio allora in vigore nell'Emisfero Sud (in quanto utilizzato dalle Nazionali di , e per il loro Tri Nations), ovvero 4 punti per la vittoria, 2 per il pareggio, 0 per la sconfitta con 8 punti o più di scarto, 1 per la sconfitta con 7 punti o meno di scarto e 1 punto di bonus alle squadre che marchino in un singolo incontro almeno 4 mete. Tale edizione di torneo vide anche lingresso delle franchise federali del Galles: e formarono congiuntamente gli , diede vita agli , ai Newport Gwen Dragons, la capitale ebbe il e sorse anche una quinta franchise, destinata tuttavia a drare un solo anno, il , nell'area di Pontypridd e Bridgend.

Ledizione del decennale nel 2004-05 vide nuovamente una finale tra club connazionali, ancora una volta francesi: – già presente nellaltro derby di finale – contro , ancora alla ricerca del suo primo successo, e di nuovo frustrato nelle sue aspirazioni, visto che il club parigino perse di nuovo e Tolosa divenne la prima formazione a iscriversi per tre volte nellalbo doro.

Nal 2005-06 fu introdotto un turno preliminare alla competizione al fine di stabilire il 24° club da qualificarvi, il cosiddetto «spareggio italo-celtico», da disputarsi tra la prima non qualificata proveniente dalla e l'analoga proveniente dal campionato italiano, al fine di stabilire quale Federazione potesse schierare un club in più rispetto a quelli assegnatile per regolamento. Il primo spareggio fu tra e i gallesi del , e fu vinto da questi ultimi. A titolo statistico, tale edizione del torneo segnò anche il debutto di un direttore di gara italiano, Carlo Damasco, che il diresse il suo primo incontro di Heineken Cup (anche se già dal 2002 arbitrava in Challenge Cup, la competizione cadetta) tra e a Swansea. La finale si disputò per la quarta volta a Cardiff e, per la seconda volta, al Millennium Stadium: una delle due finaliste fu , in precedenza giunta alla gara per il titolo proprio nella prima occasione in cui essa si tenne in tale stadio. La franchigia irlandese trovò i francesi del , questi ultimi alla loro prima finale, e li sconfisse per 23-19, iscrivendo il nome della sua federazione per la seconda volta nell'albo d'oro, dopo la vittoria di Ulster sette stagioni addietro.