Nella serie letteraria di Harry Potter, creata da J. K. Rowling, si incontrano numerosi oggetti magici.
Doni della Morte
I Doni della Morte (Deathly Hallows) sono tre oggetti magici leggendari descritti nei Doni della Morte. Secondo la leggenda, ripresa dal racconto La storia dei tre fratelli presente nel libro Le fiabe di Beda il Bardo, furono creati dalla Morte stessa su richiesta di tre fratelli che erano riusciti a evitarla: il maggiore chiese una bacchetta magica invincibile, il secondogenito richiese un oggetto in grado di riportare in vita i propri cari deceduti ed il minore optò per un mantello con il potere di rendere l'utilizzatore invisibile perfino alla Morte. I protagonisti del racconto sono generalmente identificati nei fratelli Peverell, Antioch, Cadmus e Ignotus, appartenenti a un'antica famiglia magica estintasi in linea maschile e dalla quale i doni sarebbero poi stati tramandati attraverso le generazioni. A detta di Silente, invece, è più probabile che siano stati gli stessi fratelli Peverell, inventori ingegnosi e maghi di grandissimo talento, a creare i tre oggetti.
I Doni della Morte sono ritenuti oggetti magici di straordinaria potenza, e secondo la leggenda riunirli tutti e tre renderebbe il possessore il padrone e conquistatore della Morte; per questo nel corso dei secoli in molti hanno tentato di scovarli e di impossessarsene, tra cui Gellert Grindelwald e Albus Silente. Il simbolo dei Doni della Morte è costituito da una sorta di occhio triangolare dalla pupilla verticale. In maniera stilizzata la linea verticale raffigura la Bacchetta di sambuco, il cerchio la Pietra della resurrezione e il triangolo il Mantello dell'invisibilità. Poiché Grindelwald aveva disegnato il simbolo dei doni su un muro di Durmstrang, il simbolo è da alcuni erroneamente considerato il marchio del mago oscuro. Il simbolo dei Doni della Morte si ricollega a un simbolo alchemico simile rappresentato nel Rosarium philosophorum..
La Rowling ha ideato autonomamente i tre oggetti, ma ha riconosciuto nella storia dei tre fratelli delle similitudini con Il racconto dell'indulgenziere di Geoffrey Chaucer e nel simbolo dei doni un'analogia con il simbolo misterioso nel film L'uomo che volle farsi re.
Bacchetta di sambuco
La Bacchetta di sambuco (Elder Wand) è la più potente delle bacchette magiche esistenti, tanto che nelle mani del suo legittimo proprietario viene ritenuta invincibile e capace di imprese magiche impossibili per bacchette convenzionali. Essa è realizzata a partire da materiali non convenzionali, come il legno di sambuco per il corpo e un nucleo di crine di thestral. Secondo la leggenda la Bacchetta di sambuco venne donata dalla Morte ad Antioch Peverell, un uomo bellicoso che desiderava una bacchetta degna di un mago che aveva battuto la Morte. A causa della sua formidabilità la bacchetta divenne il Dono della Morte più ambito e nel corso dei secoli cambiò numerose volte padrone; poiché quasi sempre ciò avvenne in modo violento e con l'uccisione del proprietario precedente, si diffuse il falso mito che per impadronirsene non fosse sufficiente disarmare il proprietario ma si dovesse necessariamente assassinarlo. In realtà essa si comporta esattamente come ogni altra bacchetta, sebbene non mostri alcuna lealtà verso il proprietario ma sia solo interessata alla ricerca di potere. La Bacchetta di sambuco giunge infine al fabbricante di bacchette Gregorovich, al quale viene rubata da Gellert Grindelwald; quando poi Silente sconfigge il mago oscuro, diviene anche il proprietario della bacchetta.
Alla morte di Silente nel Principe mezzosangue la bacchetta viene seppellita con lui, ma, scoperto che si tratta della Bacchetta di sambuco, Voldemort profana la tomba del preside e se ne impossessa. Lo strumento si rifiuta tuttavia di ubbidirgli, in quanto Draco Malfoy ne era diventato inconsapevolmente il legittimo proprietario dopo aver disarmato Silente. In seguito Harry disarma Draco e la bacchetta si piega quindi al suo volere, così che nella battaglia finale contro Voldemort il giovane riesce a prevalere. Dopo aver sfruttato i suoi enormi poteri per riparare la sua bacchetta originale, Harry la ripone nella tomba di Silente, sperando che alla sua morte ella perda i suoi poteri. Nel film I Doni della Morte - Parte 2 invece la spezza in due gettando i resti nel vuoto..
La scrittrice infonde le antiche simbologie associate agli alberi, non a caso la parola elder significa anche "il più antico".. La pianta del sambuco è tradizionalmente associata ai concetti di morte e resurrezione, data la sua capacità di rigenerare i suoi rami danneggiati. Il potere magico associato al sambuco è rafforzato da varie credenze medievali secondo le quali gli alberi costituivano la residenza delle streghe o secondo le quali i mobili realizzati col suo legno portassero sfortuna..
Pietra della resurrezione La Pietra della resurrezione (Resurrection Stone) è una pietra in grado di rievocare i morti in uno stato di semi-vita. Secondo la leggenda la Pietra della resurrezione venne donata dalla Morte a Cadmus Peverell, il quale la usò per riportare in vita la sua fidanzata deceduta; essa era però triste e malinconica, capendo di non appartenere al mondo dei vivi, ed alla fine Cadmus, pazzo di dolore, si suicidò per raggiungerla nell'aldilà. La pietra venne ereditata dalla famiglia Gaunt che la incastonò in un anello tramandandolo poi di generazione in generazione come cimelio di famiglia. Quando l'anello giunse infine in possesso di Orvoloson Gaunt, del valore della pietra si era persa definitivamente la memoria. Ignorando anch'egli la natura della pietra, Voldemort trasforma l'anello in un Horcrux. Quando Albus Silente distrugge l'Horcrux nel Principe mezzosangue, recupera la pietra e la nasconde nel boccino d'oro lasciato in eredità a Harry. Questi usa la Pietra della resurrezione nella Foresta proibita per evocare gli spiriti dei suoi genitori, di Sirius Black e di Remus Lupin, i quali lo rassicurano e gli infondono coraggio prima che il ragazzo si consegni a Voldemort. Harry perde poi la pietra nella foresta, ma dopo la sconfitta di Voldemort decide di non cercarla e di non rivelare la sua posizione a nessuno, nella speranza che di essa si perdano le tracce.
Mantello dell'invisibilità
Il Mantello dell'invisibilità (Invisibility Cloak) è un mantello in grado di rendere invisibile chi lo indossa. Sebbene esistano altri mantelli che conferiscono invisibilità o incantesimi che se gettati su un mantello sono in grado di generare effetti simili, il Mantello dell'invisibilità è speciale in quanto non si logora e non perde mai la sua efficacia con l'uso e con il tempo e risulta immune alla maggior parte degli incantesimi. Alcune creature, come Mrs Purr, Nagini e i dissennatori, sono in grado di avvertire la presenza di una persona anche se nascosta sotto il mantello, mentre l'occhio magico di Alastor Moody può vedervi attraverso. L'oggetto è realizzato in un tessuto molto leggero dalla consistenza simile all'acqua e dalla tinta argentea. Secondo la leggenda il Mantello dell'invisibilità fu donato dalla Morte a Ignotus Peverell, il più giovane e umile dei tre fratelli Peverell, quale lo trasmise ai suoi discendenti fino a che giunse in possesso di James Potter. Dopo l'assassinio dell'uomo, l'oggetto viene custodito da Albus Silente, il quale lo consegna al legittimo proprietario, Harry, a Natale del suo primo anno a Hogwarts nella Pietra filosofale. L'oggetto si rivela molto utile nel corso delle avventure del ragazzo e dei suoi amici. Nella Maledizione dell'erede Harry tramanda il mantello al suo figlio primogenito James Sirius.
Horcrux Un Horcrux è un oggetto che contiene un frammento dell'anima di un mago. Lo scopo principale che spinge a ricorrere a questo espediente è vincere la morte, in quanto, anche se si viene colpiti mortalmente, la parte di anima contenuta nell'Horcrux non può esistere senza il contenitore e garantisce di sopravvivere in una forma di semi-vita spirituale. Da questa condizione si può tornare in pieno possesso del proprio corpo e delle proprie forze grazie all'aiuto di particolari sostanze, incantesimi o pozioni. Si tratta della magia più oscura esistente, in quanto per creare un Horcrux è necessario compiere un incantesimo estremamente complicato che richiede che l'anima sia stata precedentemente scissa, e l'unico modo per dividere la propria anima è commettere il gesto più malvagio possibile, cioè un omicidio.. Anche gli animali possono essere trasformati in Horcrux.. Non c'è limite al numero di Horcrux che una persona può creare, ma con la progressiva divisione dell'anima in parti sempre più piccole si inizia a perdere la propria umanità e l'anima diventa progressivamente più instabile e deteriorata, e tale cambiamento si riflette anche sul proprio aspetto fisico.
Gli Horcrux non possono essere distrutti con mezzi e magie tradizionali, ma devono essere danneggiati in modo irreparabile, affinché l'oggetto e la parte di anima del creatore siano distrutti. Gli unici oggetti magici o incantesimi conosciuti in grado di farlo sono il veleno del basilisco e l'ardemonio. Un altro modo per eliminare un Horcrux è che chi lo ha creato inverta il processo, consentendo alla propria anima mutilata di tornare allo stato originale: l'unico sistema conosciuto per attuare questa inversione consiste nel provare un profondo e sincero rimorso per quello che si è fatto, avendone la piena consapevolezza. Si tratta di un processo molto doloroso, la cui riuscita non è certa e che, anzi, può facilmente essere fatale..
Gli Horcrux creati da Lord Voldemort e la loro distruzione sono centrali nella trama degli ultimi due libri della serie. Voldemort, unico mago noto ad aver mai creato più di un Horcrux, scelse deliberatamente per i suoi Horcrux degli oggetti preziosi o che hanno per lui un valore affettivo notevole. Questi sono: la coppa appartenuta a Tosca Tassorosso, il medaglione di Salazar Serpeverde, il diadema di Priscilla Corvonero, il diario che aveva da giovane, l'anello dei Peverell tramandato ai Gaunt e contenente la Pietra della resurrezione e Nagini; inoltre, lo stesso Harry Potter costituisce un Horcrux involontario.
J. K. Rowling non ha mai dichiarato l'etimologia del nome Horcrux; in base al fatto che la scrittrice si sia ispirata, per altri nomi, alla lingua sassone, la saggista Marina Lenti ha ipotizzato che possa derivare dal sostantivo horh, fra i cui significati c'è quello di "umore" inteso come fluido biologico, e cruce, indicante un piccolo contenitore destinato a contenere liquidi come l'olio o l'acqua. Tale etimologia si accorderebbe con il significato di "contenitore di essenza", intesa come "anima"..
Diario di Tom Riddle Tom Riddle, il futuro Voldemort, creò il suo primo Horcrux durante il quinto anno a Hogwarts, usando il suo diario di allora. Il diario venne poi affidato da Voldemort a Lucius Malfoy, che venne informato del suo potere corruttivo e del suo ruolo chiave per riaprire la camera dei segreti ma non della sua natura di Horcrux. Nella Camera dei segreti Lucius nasconde il diario tra i libri scolastici di Ginny Weasley, la quale incautamente vi scrive sopra e trova un interlocutore nel frammento di anima contenuto nell'Horcrux, aprendogli il suo cuore e facendo in modo che progressivamente l'artefatto inizi a possederla e ad assorbirle la vita. Tramite Ginny il diario riesce a riaprire la camera dei segreti, finché Harry non lo distrugge pugnalandolo con una zanna avvelenata del basilisco.
La Rowling trasse l'idea per il diario di Tom Riddle dalla sua avversione per i diari personali, che considera manipolatori, spaventosi e terribili, dal momento che spingono le persone a scrivervi i propri pensieri più intimi. Partendo da questo presupposto, l'autrice si immaginò un diario in grado di rispondere, gettando un'ombra sulla provenienza delle risposte e sulla loro stessa bontà..
Anello di Orvoloson Gaunt