Herschmann Chaim Steinschneider era conosciuto con una dozzina di nomi d'arte, ma quello che più d'ogni altro lo rese famoso fu “Erik Jan Hanussen”. Ebreo di origini morave, convertito al protestantesimo, coetaneo di Adolf Hitler (era nato solo quarantatré giorni dopo rispetto al Führer), nonché connazionale e suo astrologo preferito, nel decennio compreso tra il 1920 ed il 1930, nella Germania del periodo della Repubblica di Weimar divenne una celebrità seconda – per fama – solo a quella del suo contemporaneo Harry Houdini.
Predisse con esattezza la data in cui Hitler sarebbe salito al poterePaola Giovetti, op. cit., pp. 36-7., ma di lì a poco venne arrestato dalla Gestapo, torturato ed ucciso (il suo cadavere orribilmente sfigurato), probabilmente a causa della gelosia che alcuni gerarchi nazisti nutrivano nei suoi confronti, in considerazione del rapporto privilegiato che lo legava al dittatore nazista.
Biografia Erik Jan Hanussen - al secolo Herschmann Chaim Steinschneider - nacque a Vienna il 2 giugno 1889 fuori dal vincolo matrimoniale; la madre fu fatta partorire in una cella del commissariato del quartiere di Ottakring al fine di evitare uno scandalo. Il suo certificato di nascita è conservato, invece, nell'archivio dell'anagrafe della città di Prossnitz. Sua madre, Julie Cohen, apparteneva a una nota famiglia ebraica molto ortodossa che non tollerava la di lei relazione con l'attore girovago e nullatenente Siegfried Steinschneider, anch'egli di religione ebraica.
Nel 1888, al momento della notizia della gravidanza, i due amanti fuggirono in Moravia, una regione dell'attuale Repubblica Ceca, allora facente parte dell'Impero austro-ungarico, al fine di evitare le prevedibili ritorsioni del padre di lei, noto commerciante di pellami. L'anno dopo, al momento della nascita del figlio, a causa delle ristrettezze economiche, essi dovettero far ritorno a Vienna, dove il padre venne incarcerato per diversi mesi. Una volta scarcerato, Siegfried penetrò nottetempo nella camera da letto dell'amata e rapì lei ed il figlio, per fuggire a Hermannstadt (attuale Sibiu, in Romania), dove la madre si ammalò di tubercolosi.
A causa delle peggiorate condizioni di salute della madre, la famiglia fece ritorno a Vienna nel 1892. Alla morte della consorte, nel 1896, il padre si trasferì col figlio nella città di Boskowitz, dove i due rimasero fino all'ottobre del 1900 quando fecero ritorno a Vienna, in seguito alle nuove nozze del padre. Nel 1903 Hanussen fuggì di casa e si unì ad un circo. Da allora non ebbe più contatti col padre e iniziò una vita errabonda fatta di cabaret, avanspettacolo, spettacoli di illusionismo, di funambolia e persino d'intrattenimento sui battelli da crociera nel Mediterraneo, fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Sposò la sua prima moglie, la suggeritrice teatrale viennese Herta Samter, il 19 maggio 1912, e dalla stessa divorziò il 19 luglio 1920.
Nel 1914 venne inviato sul fronte orientale a combattere come mitragliere contro i russi. Prese parte alla difesa di Przemyśl e alla battaglia di Gorlice-Tarnów nel maggio del 1915. Alla fine del 1915 partecipò anche alla conquista di Zamość. A partire dal 1916 furono numerose le sue assenze dal fronte in quanto impegnato negli spettacoli per ricreazione delle truppe. Terminò la guerra sul fronte bosniaco a Sarajevo nel 1918. Fu proprio durante la guerra che assunse l'identità di Erik Jan Hanussen, generalità tipicamente danesi.
Assunto presso uno dei migliori teatri viennesi, l'Apollo Theater, nel gennaio del 1919, divenne ricco e famoso, suscitando al contempo ammirazione in alcuni, invidie ed odio in altri (che non esitarono a definirlo cialtrone e ciarlatano). Nel febbraio di quell'anno contribuì a risolvere il giallo delle banconote rubate alla zecca austriaca, ma la brutta figura rimediata dal capo della polizia della capitale austriaca gli valse l'espulsione dalla città. Nel 1920 si rifugiò in Cecoslovacchia con la sua nuova moglie, sposata in quell'anno (3 agosto 1920), l'attrice Theresia Luksch (in arte Risa Lux), che era incinta e che gli darà una bambina, Erika Steinschneider, futura attrice dell'avanspettacolo italiano del secondo dopoguerra e interprete di alcuni sketch pubblicitari del fortunato programma della Rai Carosello.
La fama di illusionista iniziò a pervadere l'Europa, tanto che nel 1921 abbandonò moglie e figlia e si mise a visitare diversi paesi: Grecia, Ungheria, Turchia, Siria, Giordania, Arabia Saudita, Palestina, Egitto, Libano, Iraq, Iran, Libia e Algeria. Non sempre i suoi spettacoli risultarono graditi alle autorità locali: Rodi (allora l'isola greca era sotto protettorato italiano) gli negò l'approdo; a Creta rischiò il linciaggio; a Bona (oggigiorno Annaba) ed a Memel (oggigiorno Klaipėda in Lituania) fu espulso. Nel 1924, durante una trionfale tournée negli Stati Uniti, gli fu recapitato a New York il telegramma con il quale la moglie aveva richiesto il divorzio per potersi risposare a Merano. Nel 1925 venne ricoverato d'urgenza all'ospedale di Berlino a causa d'una grave setticemia.
Tra il 1920 ed il 1925 - prima di diventarne amico - fu l'antagonista di Siegmund Breitbart (1883-1925), un erculeo attore ebreo proveniente dalla regione dell'Impero austro-ungarico della Galizia. In questo periodo riuscì a lanciare nel mondo dello spettacolo tre ragazze di umili origini che godettero di un decennio di relativa fama, tali Martha Kohn, Rose Presl e Anna Schedel, che - curiosamente - adottarono tutte il medesimo nome d'arte Marta (o Martha) Farra, cosicché, contemporaneamente, si esibivano a Siviglia, a New York ed a Budapest tre artiste con il medesimo nome. Entrò anche in contatto con Siegfried Herz, un istrione molto conosciuto nella Berlino del primo dopoguerra. Nel 1926 organizzò una serie di spettacoli a Breslavia, a Chemnitz, a Lipsia, a Dresda.
Tra il 1927 ed il 1929 fu quasi ininterrottamente presente in Cecoslovacchia: a Praga (dove fece la conoscenza dello scrittore teatrale Karel Čapek), Brno, Bratislava, Marienbad, Teplitz-Schönau, Karlsbad Lobositz e Leitmeritz, dove fu implicato in un celebre processo per circonvenzione di incapaci, dal quale però uscì assolto (1928-1929). Il 1º gennaio 1928 sposò la sua terza e ultima moglie, la telegrafista berlinese Elfriede Charlotte Rühle (detta Fritzi), da cui si separò nel dicembre 1930, per divorziare effettivamente nel febbraio 1932. Ricchissimo, successivamente al divorzio, divenne famoso per le orge e la droga che veniva consumata durante le gite sul suo yacht privato.
Tra il 1931 ed il 1932 organizzò tournée a Danzica, nei Paesi Bassi, in Svizzera ed in Danimarca. La Norvegia, invece, gli proibì l'ingresso e la progettata tappa in Spagna non si tenne affatto. Nel 1932 divenne il proprietario del quotidiano Berliner Wochenschau, che uscì il 25 marzo di quell'anno riportando in prima pagina, a caratteri cubitali e scritti in inchiostro rosso, il titolo: "Hanussen predice la vittoria elettorale di Adolf Hitler!".
La frequentazione coi nazisti e la morte
Hanussen raggiunse un grande successo nella Berlino del primo dopoguerra, esibendosi nei cabaret e suscitando l'interesse di personalità della cultura, da Sigmund Freud a Thomas Mann, dello spettacolo e soprattutto di Adolf Hitler, che iniziò a frequentarlo con regolare assiduità a partire dal 1932, sebbene alti gerarchi nazisti s'intrattenessero con lui già dal 1924, al momento del loro rilascio dalla prigione di Landsberg am Lech, a causa del tentato colpo di Stato passato alla storia come "il putsch della birreria". Difficile appare, invece, l'accoglienza della testimonianza di alcuni nazisti circa l'incontro tra il medium e Hitler nei primi anni venti del secolo scorso, sia per incongruenze temporali sia per inconciliabilità di luoghi. Pertanto, come riportato in alcuni documenti, non è credibile l'asserzione secondo cui nei primi mesi del 1920 il futuro dittatore nazista prese lezioni dall'astrologo e indovino Hanussen, secondo la testimonianza del suo collega di partito Otto Strasser, in quanto, all'epoca, Hanussen viveva a Vienna mentre è accertato che Hitler non si mosse da Monaco di Baviera.
È difficile per gli storici ricostruire i passaggi chiave del rapporto tra Hanussen ed i nazisti fra la primavera del 1932 e la primavera del 1933, in quanto, dopo l'omicidio dell'illusionista, gli alti gerarchi nazisti cancellarono tutte le prove della loro frequentazione con il veggente.
Tra le personalità di spicco del nazismo solite a frequentare il mago si ricordano Karl Ernst, comandante delle SA di Berlino, ed il suo vice, Edmund Heines. Hanussen era solito scrivere vaticini "su misura"Marco Castelli: "La svastica nelle tenebre - Nazismo magico"; Ed. "Il Foglio"; 2006; pp. 141 - 143; ISBN 88-7606-053-7. Nel periodo compreso tra il 1930 e il 1932 il partito nazista letteralmente decuplica i consensi e Hanussen s'inserisce nella scia dei suoi sostenitori. Il fotografo personale di Hitler, Heinrich Hoffmann, ammaliato dalla formidabile capacità di sedurre e di spaventare il pubblico durante un'esibizione del mago, nel "Palazzo dell'Occultismo" nella Lietzenburgerstraße a Berlino, parlò di Hanussen a Hitler.Ibidem
È certo che tra la fine di giugno e l'inizio di luglio del 1932, su richiesta di Hitler in persona, il conte Wolf-Heinrich von Helldorf, uno dei più noti gerarchi nazisti in Berlino, nonché amico di vecchia data di Hanussen e ospite assiduo dei suoi festini orgiastici, lo presentò ufficialmente al futuro dittatore. Non è noto, però, quanti incontri avvennero tra Hanussen ed Hitler, specialmente dopo il mese di dicembre 1932. Per certo si sa che tali incontri avvenivano nel cuore della notte e che - da allora - sia il ritmo della voce, che il gesticolare di Hitler si modellarono su quelli di Hanussen.
Il futuro dittatore si sentì dire da Hanussen che "Sono i cuori degli uomini che vanno conquistati, non le loro povere menti, con le parole e con la mimica del volto e del corpo intero. Non è il contenuto d'una frase a decidere il suo effetto sul pubblico, bensì il modo in cui essa viene pronunciata: è il tremare o il tuonare della voce dell'oratore a toccare le corde del cuore umano".
Nell'agosto 1932 Hanussen predisse a Hitler il successo all'elezione per la carica di cancelliere entro il gennaio dell'anno successivo, come realmente avvenne, "non appena i più prestigiosi nomi della finanza tedesca si saranno accordati sul vostro nome e nessuno potrà cambiare questa decisione". Nuovamente, dopo l'esito delle elezioni del 6 novembre che sfociarono in un risultato sfavorevole ai nazisti, ebbe a ripetere a Hitler: "Non vi angosciate! Vedo la vittoria arridervi, non la si può fermare! Il destino è scritto nelle stelle e nulla avrà il potere di mutarlo! È volere del Fato che voi diventiate il futuro supremo condottiero della Germania!"
Gli predisse anche la caduta del governo del generale Kurt von Schleicher, ad opera del suo acerrimo nemico Franz von Papen (Schleicher aveva cercato di manovrare Papen dopo averlo fatto eleggere cancelliere: "Io non ho affatto bisogno di una testa" - alludendo a quella di Papen - "Bensì di un cappello!"), il che avrebbe spianato la strada al potere dei nazionalsocialisti. In tale occasione Hanussen utilizzò la frase del famoso bollettino napoleonico del dicembre 1812 che sintetizzò la catastrofica campagna di Russia: "L'armata è a pezzi. Sua Maestà l'Imperatore gode d'ottima salute!". Infatti, all'inizio di gennaio 1933, il presidente della repubblica, Paul von Hindenburg, convocò il cancelliere Schleicher per ricevere le sue dimissioni. La caduta di Schleicher lasciò il posto ad un governo di coalizione in cui Hitler era cancelliere e Papen vicecancelliere. Ma i dicasteri chiave erano nelle mani dei nazisti.