La 23. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Nederland" (niederländische Nr. 1) è stata una delle 38 divisioni ufficialmente create dalle Waffen-SS durante la Seconda guerra mondiale.

Storia Dopo il successo degli attacchi tedeschi in Polonia durante la Blitzkrieg nel 1939-1940, molti fascisti europei videro nella Germania una risposta al "problema bolscevico". Heinrich Himmler, capo delle SS, alla fine del 1940 iniziò con il supporto di Adolf Hitler una campagna per reclutare quei militanti europei di sangue sufficientemente ariano e farne una serie di Legioni da porre sotto il controllo delle Waffen-SS. La SS-Freiwilligen Standarte Nordwest venne costituita per raccogliere i volontari dei Paesi Bassi.

Gli olandesi erano considerati molto qualificati per prestare servizio nelle SS, e venne organizzata una grande campagna di reclutamento con il supporto dell'NSB e di altre organizzazioni di destra. Alla campagna venne data un'aria di rispettabilità dal supporto del luogotenente generale Hendrik A. Seyffardt. L'operazione ebbe molto successo, e già nell'aprile 1941 i volontari avevano cominciato ad affluire ad Amburgo, dove venivano intruppati e mandati in servizio nel nordovest. Molti olandesi erano motivati dall'ipotesi che il servizio avrebbe garantito alla loro nazione una posizione di potere nel Nuovo Ordine promesso da Hitler.

Nel luglio 1941 il numero di reclute era tale che la Nordwest venne dissolta, e separata in diverse unità. Gli olandesi vennero organizzati nella SS-Freiwilligen Verband Niederlande (Unità volontari Paesi Bassi). L'affluenza rimase alta, grazie anche ai molti membri dell'NSB, e nello stesso mese la formazione raggiunse le dimensioni di un battaglione di fanteria rinforzato, dotato di cinque compagnie completamente motorizzate. L'unità venne nuovamente ridesignata, diventando SS-Freiwilligen Legion Niederlande (Legione Volontaria SS Paesi Bassi). Il leader del NSB, Anton Mussert, vedeva nella legione il precursore di un nuovo esercito dei Paesi Bassi. L'11 luglio 1941, Mussert invitò caldamente tutti i membri abili dell'NSB ad arruolarsi nella legione.

Il governo tedesco fece grandi sforzi per convincere gli olandesi che la nuova unità era un'iniziativa completamente nazionale, e di conseguenza molte reclute pensavano che la Legione fosse una formazione indipendente schierata al fianco dell'alleato tedesco.

Il generale Hendrik Seyffardt venne chiamato a comandare la Legione, e fu concesso a tutte le reclute di indossare la Prinsenvlag (una bandiera non ufficiale tradizionale) sulla manica dell'uniforme.

Nonostante molte reclute pensassero la Legione fosse indipendente, il generale Seyffardt venne a conoscenza del ruolo tedesco nella sua formazione. Nonostante fosse un fermo anticomunista, Seyffardt non condivideva l'ideologia nazista e quando seppe che la Legione sarebbe stata sotto il controllo delle Waffen-SS sollevò obiezioni, che però furono ignorate dai tedeschi.

L'addestramento di base delle reclute venne svolto ad Amburgo, per poi proseguire con un addestramento avanzato ad Arys, nella Prussia dell'Est: nonostante i metodi duri degli istruttori tedeschi, le reclute erano molto motivate e completarono l'addestramento con successo.

Nel novembre 1941, la legione venne mandata al fronte presso Leningrado, sotto il comando del Gruppo d'armate Nord.

La battaglia di Leningrado La Legione arrivò alla sponda del fiume Volkhov a metà del gennaio 1942, e cominciò ad installarsi su una linea difensiva. Per le settimane seguenti la Legione venne impiegata in operazioni volte ad impedire ai sovietici di conquistare una testa di ponte sulla sponda occidentale del Volkhov.

In questo periodo l'unità prese parte a numerose offensive contro postazioni di difesa sovietiche, nonché ad attività anti-partigiani.

Il 10 febbraio i sovietici lanciarono un'offensiva di massa per cercare di allentare la morsa su Leningrado. Nonostante fossero ampiamente superate in numero, le reclute della Legione mantennero la posizione pur soffrendo pesanti perdite. La Legione venne impiegata in attività difensive contro gli attacchi russi fino a giugno, subendo forti perdite ma rimanendo attiva.

Nel mese di giugno la Legione ebbe la sua prima buona occasione per andare all'offensiva, distruggendo una forza dell'Armata Rossa presso il lago di Fuhovga. Durante lo scontro vennero catturati 3500 prigionieri, incluso il famoso generale Andrey Vlasov, che sarebbe poi diventato il leader dell'Esercito Russo di Liberazione. Alla fine di giugno la legione venne trasferita a nord, per prendere parte all'assedio di Leningrado. Dopo un mese tranquillo nelle trincee intorno alla città, la legione venne mobilitata per partecipare all'Operazione Nordlicht, un assalto massiccio contro Leningrado che avrebbe dovuto essere il colpo di grazia per i difensori. Il lancio dell'offensiva, il 14 agosto, venne preceduto da una controffensiva sovietica che trasformò l'operazione in un completo fallimento, con molte unità distolte dall'attacco per cercare di fermare la controffensiva.

Dopo il fallimento dell'attacco, la legione venne spostata a sud di Leningrad, presso il Lago Ladoga, come difesa contro attacchi a sorpresa sovietici. Le battaglie che seguirono prendono il nome di Prima battaglia di Ladoga. La legione fu coinvolta in duri scontri fino alla fine del 1942, quando venne rinforzata con la 2 Brigata di fanteria motorizzata SS.

La legione venne spostata nelle retrovie con la SS-Freiwilligen-Legion Nederland, una divisione di volontari norvegesi.

All'inizio del gennaio successivo una nuova offensiva russa, nota come Seconda battaglia di Ladoga, coinvolse le due unità, che furono attaccate da numerosi carri armati sovietici T-34, che si ritirarono con forti perdite dovute ai fucili anticarro PaK 97/98" in dotazione alle SS.

In seguito a questa azione, l'SS-Sturmmann Gerardus Mooyman ricevette la Ritterkreuz per aver distrutto da solo diciannove T-34 e KV-1 sovietici. Mooyman fu il primo non-tedesco a ricevere l'onorificenza.

Il 6 febbraio il General Seyffardt, di ritorno ad Amsterdam per reclutare nuove truppe, fu assassinato dalla resistenza olandese. I legionari intanto venivano coinvolti in continui scontri, che durarono per tutta la primavera.

Nell'aprile 1943, la legione venne riportata a Sonneberg in Turingia, per venire ricostituita come brigata di Panzergrenadier.

Le operazioni in Jugoslavia Al suo arrivo a Sonneberg, la Legione venne disciolta, e fu ricostituita come 4. SS Freiwilligen Panzergrenadier Brigade Nederland (Brigata di fanteria meccanizzata volontaria Paesi Bassi). La brigata consisteva in due reggimenti di fanteria meccanizzata, cui vennero concessi titoli onorifici: il 48º reggimento ottenne il nome del Generale Seyffardt in onore del loro comandante caduto, e il 49º reggimento venne intitolato a de Ruyter, un ammiraglio delle Provincie Unite del XVII secolo.

Alla brigata vennero aggregate compagnie di ricognitori, genieri, Panzerjäger e artiglieria; la brigata sarebbe stata sotto il comando dell'SS-Oberführer Jürgen Wagner.

Nel settembre 1943 la Brigata venne mandata in Croazia (Jugoslavia) per unirsi al III Corpo Panzer dell'SS-Obergruppenführer Felix Steiner, che si stava raggruppando nell'area. Al suo arrivo, la brigata ricevette altri 1500 operativi dai Paesi Bassi, veterani della SS Divisione Wiking.

Durante la loro permanenza in Jugoslavia, le unità della Brigata furono impegnate nella soppressione delle attività partigiane, incorrendo in scontri brutali e senza tregua che misero alla prova entrambi gli schieramenti e dimostrarono la capacità di combattimento della Brigata. In questo periodo la brigata fu nuovamente ridesignata, diventando 4. SS Freiwilligen Panzergrenadier Brigade Nederland, una forza di 9342 ufficiali e soldati, equivalenti ad una divisione debole.

Il giorno di Natale 1943 la brigata venne riassegnata al fronte, e mandata a Oranienbaum, Russia insieme ai Panzer di Steiner per prestare servizio nel settore delle Armate del Nord.

La ritirata di Oranienbaum All'arrivo al fronte le unità di Steiner vennero schierate in difesa di Oranienbaum, entrando a far parte della 18ª Armata Tedesca che presidiava la zona del Fronte di Leningrado tenuto dal generale Leonid Aleksandrovič Govorov.

Il 14 gennaio i sovietici lanciarono l'Offensiva di Leningrad-Novgorod, cercando di allontanare il Gruppo Armate Nord dalla regione di Leningrado. Govorov doveva attaccare in coordinamento con le truppe del vicino Fronte Volkhov comandate dal generale Kiril A. Meretskov.

L'Offensiva di Krasnoye Selo–Ropsha sfondò facilmente le deboli unità di fanteria delle 9ª e 10ª Divisioni Luftwaffe, e si trovò così a poter muovere liberamente alle spalle della prima linea, tagliando fuori due grandi (per quanto inaffidabili) unità dell'armata di Steiner.

La 23ª divisione, combattendo a fianco della 11. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Nordland" tentò di fermare l'avanzata delle truppe di Govorov, ma fu costretta ad arretrare per evitare l'accerchiamento da parte di Meretskov.

La divisione fu poi coinvolta nell'Offensiva di Kingisepp–Gdov, dove dovette aprirsi la via della ritirata combattendo per 150 km fino al fiume Narva, in Estonia, dove stabilì una linea di difesa arroccandosi sulla parte centrale e sull'ala nord del ponte Ivangorod.

La Battaglia del fiume Narva Gli uomini di Steiner non avevano avuto tempo di fortificarsi adeguatamente quando la prima ondata di attacchi sovietici li impegnò, il 3 febbraio. Nonostante gli attacchi feroci, la Nederland mantenne la testa di ponte.

I russi dal marzo successivo focalizzarono gli attacchi sul reggimento De Ruyter, fortificato a Lilienbach, sul lato nord. Solo con combattimenti aspri in corpo a corpo gli olandesi respinsero gli attacchi, obbligando Govorov a cercare altri punti meno difesi per sfondare le linee.

Dopo un finto attacco alle posizioni della Nordland, Govorov spostò le sue forze, impegnando il reggimento Seyffardt che difendeva il centro dello schieramento. Il reggimento venne scalzato dalle sue posizioni, ma un contrattacco guidato dal comandante di reggimento SS-Standartenführer Wolfgang Jörchel riprese le fortificazioni ed evità uno sfondamento delle linee.

Govorov di nuovo spostò l'attenzione sulla de Ruyter dell'SS-Obersturmbannführer Hans Collani, un veterano della divisione Wiking. La linea tenuta dalla divisione venne di nuovo sfondata, e solo l'arrivo del battaglione Panzer in forza alla Nordland riuscì a respingere l'attacco: quando l'attacco dei carri perse impeto, Collani ordinò ai suoi uomini di arretrare e prendere posizione più vicino a Lilienbach. I sovietici risposero con un denso fuoco di artiglieria sugli olandesi in ritirata, seguito da un assalto di massa che lasciò la De Ruyter con gravi perdite. Lo SS-Untersturmführer Helmut Scholz raccolse un gruppo di uomini e attaccò di sua iniziativa, riguadagnando le posizioni originarie tenute dalla De Ruyter, dando respiro al reggimento e impedendo una rotta.

Il 22 marzo un altro assalto vide la De Ruyter in crisi: i sovietici sfondarono le linee della 5ª Compagnia, minacciando di distruggere l'intero reggimento. Il comandante di battaglione SS-Hauptsturmführer Heinz Frühauf formò un gruppo di assalto composto di personale del suo quartier generale, e contrattaccò il gruppo di 150 soldati russi che stavano massacrando il reggimento dalle retrovie. Dopo un duro scontro l'unità russa fu sconfitta, Frühauf raggruppò le sue truppe e procedette a svuotare le trincee dalle truppe nemiche restanti.

Steiner espresse complimenti per gli olandesi e per il loro coraggio nel comunicato seguente lo scontro.

La ritirata e la perdita della Seyffardt