Bolzone (Bulsù in dialetto cremasco) è una frazione del comune lombardo di Ripalta Cremasca.
Origini del nome Il nome della località di Bolzone deriva dal latino medioevale bultio, termine a sua volta prende origine dal termine longobardo bultjio, con significato di "testa", "capocchia" e quindi punto rialzato.
Storia La località è un piccolo borgo agricolo di antica origine, le cui prime attestazioni documentali risalgono al XVI secolo.
In età napoleonica (1809) Bolzone, già comune autonomo, fu aggregata al comune di Capergnanica. Nel 1816, con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto, divenne frazione di Zappello, a sua volta parte dal 1928 di Ripalta Cremasca.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio La prima attestazione dell'esistenza di una chiesa a Bolzone risale all'inizio del XVI secolo quando la struttura attualmente esistente venne edificata come dipendente dalla parrocchia di Capergnanica, nella diocesi di Piacenza. In occasione della visita pastorale del vescovo piacentino Bernardino Scotti nel 1566, la chiesa venne indicata già come parrocchia e nel 1580 venne smembrata dalla diocesi di Piacenza per essere unita a quella di Crema, da poco eretta con la bolla pontificia di Papa Gregorio XIII Super Universas. Con la prima suddivisione della diocesi di Crema in vicariati nel 1583, la parrocchia di Bolzone venne compresa nel vicariato di Chieve per poi passare dal 1603 a quello di Bagnolo ed infine a quello di Capergnanica.
La dipendenza dalla chiesa parrocchiale di Capergnanica, pur assegnandole stabilmente un sacerdote, la qualificò come curazia, denominazione che mantenne sino al 1895 quando divenne dapprima una prevostura (sino al 1937) e poi, dato l'esiguo numero di abitanti, venne declassata a rettoria.
Luoghi d'interesse culturale
La fonderia di campane "Allanconi" Interessante la presenza di una delle poche fonderie di campane ancora attiva sul territorio nazionale. La fonderia Allanconi ha sede nel paese di Bolzone dagli anni Settanta del secolo scorso, attività avviata da Angelo Allanconi, il capostipite della famiglia. Formatosi nella storica fonderia Crespi di Crema - una delle più antiche e importanti fonderie italiane, le cui origini risalgono al 1498 - impara i segreti dell'antichissima arte della fusione di campane e, in particolare, l'arte del disegno e le formule geometrico-matematiche che permettono di tracciare la sagoma della campana, donando a quest'ultima la forma ed il suono caratteristici. Collabora anche con altre fonderie del territorio, acquisendo nuove conoscenze e tecniche nonché coinvolgendo anche i figli che lo seguono poi nell’avvio dell’attività di famiglia. Oggi (2026) la fonderia è condotta da Emanuele Strada Allanconi
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Note
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