Biografia Tintino Persio Rasi è il maggiore dei sei figli (gli altri sono Addino, Pirse Gilda, Enrico, Tenero e Tenero Secondo detto Edmondo) dell'anarchico trentenne Marino e di Maria Manici. Quasi coetaneo con Renzo Novatore e con Dante Carnesecchi farà parte di un gruppo che risulterà essere l'ala più intransigente del movimento anarco individualista che in quel periodo era fiorente nello spezzino. Amico di Mario Lami, un anarchico che collaborò con Pompeo Scipione BarbieriAnarchici a Pisa di Massimo Ortalli nella redazione del «Il Libertario»Pompeo Scipione Barbieri. Il suo pseudonimo più conosciuto è Auro d'Arcola, ma ne userà altri quali Tatiano d'Arcola, Gold O' Bay, Carlo Carli.
Tutto il suo percorso politico è costellato da controlli ed informative degli organi di repressione dello Stato.
Nel Casellario Politico Centrale della polizia politica italiana del periodo, si trova l'informativa N. 13753 del 20 marzo 1914, inviata dalla Prefettura di Genova:
In un'informativa del Prefetto di Genova, in quanto La Spezia era allora sottoprefettura, si legge:
Mentre, sempre nel dossier che raccoglie veri o presunti complotti, in data 17.12.1916
Nel 1917 viene trasferito a lavorare in Sardegna a causa dei trascorsi politici con la sua compagna Ave Fossati, anche lei nativa di Arcola. Qui viene eletto membro del Comitato esecutivo della Camera del Lavoro di Cagliari dove propaganda l'ideologia anarchica. Dal 1917 usa lo pseudonimo di Auro d'Arcola per quel che riguarda il lavoro giornalistico. Suoi articoli compaiono sul quotidiano sardo Il Risveglio dell'Isola pubblicato a Cagliari ed orientato verso l'ideologia socialista. In vista del richiamo alle armi, il 16 febbraio 1917 presso la Casa Comunale di Cagliari sposa con rito civile la sua compagna: Ave Fossatida cui in seguito avrà tre figlie, due morte in tenera età, sopravviverà la sola Superna.. Il 24 febbraio 1917 viene assegnato al 316º Battaglione di M. T. con sede a Cagliari, in seguito al suo rifiuto di combattere viene trasferito al 22º della stessa arma di stanza all'Asinara. Durante la sua permanenza sull'isola tenta vanamente insieme a Alberto Silicani di costituire in Cagliari un fascio delle forze rivoluzionarie sarde colla denominazione Fascio Anarchico. Finita la guerra torna a La Spezia.
I due anni che ora si aprono sono quelli del cosiddetto "Biennio rosso". L'Italia tutta è pervasa da un sussulto rivoluzionario. La Spezia è in questo momento un luogo strategico: caratterizzato da fabbriche belliche, dal Regio Arsenale militare, da forti che dominano il golfo, da polveriere stipate di esplosivi e munizioni, con molte navi da guerra alla fonda e con una classe operaia estremamente politicizzata e con una moltitudine di marinai propensi all'ammutinamento. Tutti esasperati dalle condizioni di vita disperate di quel primo dopoguerra. In questa situazione si susseguono i tumulti per le vie della città. Insorgono città limitrofe, Sarzana, Viareggio, Aulla. Si susseguono gli scioperi contro il carovita e gli assalti ai negozi. In prima linea ad arringare la folla troviamo sempre il Rasi.
Nel giugno del 1919 quattro anarchici (Dante Carnesecchi, Tintino Persio Rasi, Pasquale Bellotti e Luigi PicchioniIL BIENNIO ROSSO ALLA SPEZIA: Un tentativo rivoluzionario, i protagonisti) partono dalla Spezia, chiamati dai loro compagni di Santo Stefano di Magra, per tenere un pubblico comizio con cui incitare alla rivolta. Ad impedire il comizio intervegono il brigadiere dei regi carabinieri Antonio Blanc e il carabiniere Vincenzo Vannini, ma in una manovra di stampo militare vengono affiancati e colpiti a revolverate alla tempia contemporaneamente. Tintino Persio Rasi, oratore incaricato del comizio, si dà alla latitanza insieme agli altri compagni, ma nel 1920 viene riconosciuro innocente proprio grazie alla testimonianza dello stesso brigadiere Blanc che era sopravvissuto allo scontro a fuoco.
Il 2 settembre 1920 il Cantiere Ansaldo viene dichiarato proprietà del proletariato, e viene issata la bandiera rossa con la scritta Cantiere dei Soviet . Nella serata vengono occupate la Cerpelli, la Vickers Terni, i cantieri Miglietta, i cantieri di Pertusola. Le fabbriche vengono occupate anche a La Spezia. Viene altresì issata dai marinai la bandiera rossa dei soviet alla caserma "Duca degli Abruzzi". Tintino Persio Rasi è propagandista infaticabile dell'ideologia anarchica facendo la spola fra una fabbrica occupata e l'altra.
Nel 1921, con Renzo Novatore, Giovanni Governato e altri futuristi di sinistra fonda alla Spezia la rivista Vertice, della quale verrà pubblicato un solo numero. A causa di un mandato di cattura per l'attività sovversiva espatria clandestinamente negli Stati Uniti, il 3.6.1922 ma revocato il mandato di cattura dalla prefettura di Genova ritorna in Italia, dove si stabilisce a Clivio alloggiato presso la Scuola Moderna razionalista anarchica. Tiene contatti epistolari con la Tipografia Germinal di Pisa ed invia mensilmente il giornale "La Scuola Moderna di Clivio" ai Compagni che può raggiungere.
In Francia Nel 1923 ripara a Nizza presso il fratello Addino. Dal fascicolo della polizia politica francese risulta:
Da Nizza si reca a Parigi dove si ferma perché in quel periodo vi è presente un attivo movimento anarchico con molti " fuoriusciti " italiani. Le sue posizioni sono di tipo individualista come tendenzialmente lo era il gruppo degli aquilotti spezzini come li chiamò Tintino Persio Rasi nell'elogio funebre dedicato a Dante Carnesecchi. Assieme a Emile Louis Soustelle e Covinhes è responsabile del settimanale di battaglia e di propaganda anarchica La Rivendicazione, che sarà edito per due anni dal giugno 1923 all'aprile 1925, sempre a Parigi in lingua italianaCentre des archives contemporaines (CAC): versement 19940494, art. 59; Les Etrangers en France, Guide des sources d'archives publiques ed privées XIXe-XXe siècles, tome IV, Génèriques, Direction des Archives de France, 2005; Biblioteca nazionale di Francia Tolbiac (BNF): Rez-de Jardin magasin JO-46309<20 oct./30 nov. 1923, I nn. 8/11.Su questo ebdomadario il 13 ottobre "I Figli dell'Etna" comunicheranno l'intenzione di raccogliere gli scritti di Renzo Novatore, pubblicati nel 1924 a Siracusa col titolo Al di sopra dell'Arco. Nell'agosto del 1924 partecipa alla riunione indetta a Parigi da Ugo Fedeli e Virgilio Gozzoli per organizzare la partecipazione degli anarchici alla progettata spedizione militare di Ricciotti Garibaldi Juniordurante il periodo francese i tentativi di Ricciotti Garibaldi junior furono confusi ed ambigui al punto tale da essere considerato un provocatore fascista nell'ambiente del fuoriuscitismo visto anche che i suoi rapporti col fratello Ezio Garibaldi che fu l'unico dei figli di Ricciotti Garibaldi ad aderire al fascismo poi in seguito Ricciotti Garibaldi Junior passò senza ambiguità nelle file della Resistenza Ricciotti Garibaldi e la sua attività di partigiano a Sant'Elia Fiumerapido in Italia per rovesciare il fascismo, nella quale, a questo scopo, viene costituito un Comitato Anarchico. Il 15 ed il 16 settembre nella Maison Comune il Comitato Anarchico organizza un'assemblea generale degli anarchici parigini di tutti gli orientamenti per fare chiarezza sulla situazione. Rasi vi prende una posizione contraria ai metodi di Garibaldi, che ritiene pericolosi sia perché comportano l'arruolamento individuale degli anarchici attraverso un tesseramento che costituisce una vera e propria schedatura, sia perché tendono a non riconoscerne l'identità e gli specifici scopi dell'azione politica, contrastanti con il nucleo di pensiero social massonico garibaldino. Armando Borghi propone di costituire una “Alleanza Libertaria” per armonizzare e potenziare tutte le iniziative a carattere antifascista cui partecipino gli anarchici. Di questo comitato fanno parte 20 compagni rappresentativi di tutti gli orientamenti, che godono della fiducia generale e Rasi ne entra a far parte. Il Comitato indice il congresso costitutivo dell'Alleanza Libertaria tra tutti gli anarchici di Francia per il 26 e 27 ottobre 1924 a Levallois-Perret nella periferia di Parigi, cui sono rappresentati 23 diversi gruppi presenti in tutta la Francia. Borghi e Fedeli tentano di portare la neo costituita Alleanza sulle posizioni filo garibaldine sostenute da Gori, ma Rasi ed il gruppo Pensiero e Azione propongono di avviare un'azione autonoma degli anarchici presentando questo ordine del giorno: Questo documento fu bocciato con 9 voti contrari, 8 favorevoli, 6 astenuti, Rasi, la redazione di Rivendicazione ed il gruppo Pensiero e Azione, messi in minoranza, separarono le loro responsabilità dall'iniziativa garibaldina costituendosi in un nuovo Gruppo di Azione Anarchica, appoggiato dagli anarchici di Moulhouse, Lyon ed altri. Il Gruppo di Azione Anarchica cercò di reperire con ogni mezzo armi e fondi per preparare un'azione, che non trovò mai concreta possibilità di realizzazione, per rovesciare il fascismo, raccogliendone le direttive nell'opuscolo “Compagno Ascolta”, diffuso nell'immigrazione ed introdotto clandestinamente in Italia. La lungimiranza e la fondatezza della diffidenza di Rasi nei confronti di Ricciotti Garibaldi furono clamorosamente dimostrate in tutta la loro evidenza nel novembre del 1926, il 5 la polizia francese bloccò un tentativo dei fuorusciti catalani del colonnello Macia di rientrare in Spagna, il 7 i servizi di sicurezza francesi arrestarono il colonnello Garibaldi per spionaggio in favore del governo fascista italiano che, attraverso La Polla, alto funzionario dei servizi italiani, gli aveva versato 64.000 lire oro. Garibaldi aveva montato in grande stile due grosse trappole per i volonterosi ma ingenui fuorusciti italiani e spagnoli, che sarebbero puntualmente scattate al momento del rientro delle loro formazioni nei rispettivi paesi. La mancata adesione alle Legioni garibaldine degli anarchici rappresentati da Auro d'Arcola, dapprima in minoranza, finì col determinarne l'abbandono da parte della maggioranza del movimento anarchico, privandole della forza politica più numerosa e determinata del fuoriuscitismo italiano, questo rese praticamente impossibile realizzare la spedizione, facendo fallire la trappola del fascismo italiano e solamente l'intervento dei servizi francesi, che ne temevano i possibili risvolti internazionali negativi per il loro governo, disinnescò la trappola del fascismo spagnolo.
1925 - Rasi, pur avendo partecipato in prima persona alla polemica antigaribaldina che aveva diviso e scosso il movimento anarchico, aderì all'iniziativa congiunta con Fedeli e Gozzoli di ricollegare il movimento. Nel marzo fusero le loro tre riviste dando voce comune alla rivista "La Tempra". Su questa linea, con Schiavina e Borghi, prese parte all'elaborazione del progetto di pubblicare un settimanale da diffondere in tutta la Francia “che rilevi dal marasma attuale il movimento nostro” Il progetto prevedeva che egli avrebbe fatto parte del Consiglio di redazione di dieci membri, che gli articoli polemici sarebbero stati pubblicati, se firmati, nella sola Rubrica Libera senza commenti da parte della redazione, formato su cinque colonne, tiratura iniziale prevista in 3500 copie. Ma la polemica garibaldina riesplose, il 1º maggio Paolo Schicchi iniziò a pubblicare violenti attacchi ai "garibaldinisti", colpevoli di averlo diffamato in alcune conferenze tenute da Abate in Nord America, questi continuarono a gettare legna sul fuoco con apposite pubblicazioni. L'11 giugno nella manifestazione unitaria antifascista per commemorare la morte di Giacomo Matteotti, scoppiò una grande rissa tra gli anarchici delle due fazioni. Sul numero unico "garibaldinista" Polemiche Nostre, Messerotti attaccò Rasi, che pure non era entrato in questo scontro, definendolo “mummia, letterato a 20 cent. il metro”, Tintino reagì pubblicando La Nostra Polemica. Il progetto del grande settimanale unitario ne risultò irreparabilmente compromesso.