Biografia Tra le fonti che menzionano Graziano solo alcune forniscono informazioni biografiche sul personaggio, essendo tuttora in corso studi sulla loro attendibilità e interpretazione. Sappiamo che egli era originario della Tuscia, in particolare dell'area di Chiusi, già sede di Ducato longobardo, e nacque nel tempo in cui quel territorio apparteneva a Matilde di Canossa nella seconda metà dell'XI secolo. In effetti, in alcune fonti lo si dice originario della città di Chiusi in Tuscia (de Clusa civitate Tusce natus); tuttavia, secondo la cronaca trecentesca “Liber de viris illustribus” dell'ecclesiastico Giovanni Colonna, la cui famiglia aveva alleati e presidi nel colle ficullese, ubicato ai confini del Patrimonio di San Pietro oltre i quali si trovava ChiusiFrancesco Reali, Magister Gratianus e le origini del diritto civile europeo, in Graziano da Chiusi e la sua opera, Edizioni Luì, 2009 (Pubblicazioni del Centro Studi Magister Gratianus 1), pp. 17-130, egli sarebbe originario di Ficulle (ciò in ordine alla provenienza [ex Oppido Carrariae prope Ficulas] e all'appartenenza a una piccola abbadia [abbatiae Montis Orbetani diocesis Urbevetanae] denominata Badia di San Niccolò al Monte Orvietano).

Con tutta probabilità egli operò nell'antica scuola di arti liberali del complesso episcopale di San Secondiano che affiancava la cattedrale più antica della Toscana (sec. VI), realizzata sopra una precedente struttura paleocristiana. Tale complesso episcopale ("Claustrum Sancti Secundiani Clusini Episcopatus") fu oggetto d'importanti ampliamenti sul finire del secolo XI; colà, oltre a trovarsi uno scriptorium e la cancelleria vescovile, si teneva giustizia ecclesiastica. A partire dal 1111 la diocesi di Chiusi fu divisa a metà dalla linea di confine del Patrimonio di San Pietro, avanzato a Nord a seguito di una donazione dell'imperatore Enrico V fatta alla Chiesa Apostolica Romana in occasione di un accordo raggiunto a Sutri con Pasquale II, trovandosi la sede diocesana all'interno dei territori del Marchesato di Toscana, sebbene tale città fosse spesso occupata da milizie e conti fedeli a Orvieto. In quel tempo, l'ampia diocesi chiusina era dominata da opposte fazioni che si contendevano il controllo su diverse aree del territorio, essendo il suo vescovo costretto a continue mediazioni. La lotta per le investiture fu molto sentita in questi luoghi. Da alcune fonti del sec. XII emerge che Graziano era vescovo di Chiusi e, in particolare, che egli reggeva la sede vescovile nell'anno 1130. È probabile che, dopo la morte di Enrico V (1125) e dopo una scomoda bolla di papa Onorio II del 1126 con cui si dava ragione al vescovo di Chiusi (Pietro) contro i conti orvietani Manenti, Graziano sia stato fatto vescovo di Chiusi, in sostituzione di Pietro (forse costretto ad allontanarsi). Dalle prime tappe redazionali note del Decretum emerge che Graziano fosse molto esperto nelle questioni processuali, in special modo nel processo canonico d'appello.

Lo scisma del 1130 ebbe forti ripercussioni nella Tuscia, particolarmente nella sede diocesana chiusina i cui vertici erano prevalentemente schierati con Gregorio Papareschi (Innocenzo II), mentre le milizie orvietane, che occupavano la città al comando di un conte Bovacciani, erano prevalentemente schierate con l'avversario Pietro Pierleoni (Anacleto II), acclamato dal popolo romano, le cui forze militari erano soverchianti all'inizio dello scisma. Dal Decretum emerge che le idee di Graziano erano probabilmente in linea con quelle del partito (cosiddetto pre-imperiale) d'Innocenzo II, sorretto dal cancelliere papale Aimerico, che sarà vittorioso alla fine dello scisma (1138/39) con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Di certo, Graziano si unì all'"entourage" di papa Innocenzo II il quale, nel 1130, lasciò Pisa dove si era frattanto rifugiato per raggiungere Genova e infine la Francia; qui convocò molti sinodi vescovili per ottenere consensi, e ottenne altresì l'appoggio di Lotario II che egli consacrò re di Germania nel 1131 e imperatore, al rientro a Roma, nel 1133. In una fonte del sec. XII si dice che Graziano, grande esperto di diritto canonico, è a fianco del papa (Innocenzo II) al concilio di Reims nel 1131 quale consulente del pontefice. Altre fonti lo collocano a Bologna (emergente centro di cultura), probabilmente a partire dal 1132/33, insegnando nel monastero dei santi Naborre e Felice, in quello di San Procolo e a Santo Stefano dove probabilmente continuò l'attività di formazione di promettenti discepoli venendo in contatto con maestri di diritto romano giustinianeo. Una fonte del secolo XII lo vede a Roma assieme al discepolo Rolando Bandinelli a elaborare canoni, probabilmente a partire dal 1139/1140; un'altra fonte lo vede a Venezia nel mese di agosto del 1143, convocato in qualità di consulente in materia di decime ecclesiastiche.

Un necrologio in minuscola carolina della metà del secolo XII, contenuto in un antico Kalendarium della Chiesa senese, si riferisce a "Graziano chiusino vescovo" (Gratianus clusinus episcopus) morto il 10 agosto. Vi sono studi ancora in corso su tale fonte, recentemente rivalutata. Secondo un'addizione del XIV secolo a un manoscritto del XIII secolo egli fu sepolto a Bologna. L'attendibilità di quest'ultima fonte è dubbia. L'anno di morte potrebbe essere il 1145, visto che dal 1146 incontriamo a Chiusi un nuovo vescovo, Martino, presente nella sede diocesana e dedito a occuparsi della riforma della diocesi affiancato dal giurista-causidico RolandoFrancesco Reali, Magister Gratianus e le origini del diritto civile europeo cit., nota 3..

Dante Alighieri lo colloca nel decimo canto del Paradiso, nel Cielo del Sole, dove san Tommaso d'Aquino lo presenta come brillante esponente degli spiriti sapienti:

Opere Graziano è autore del cosiddetto Decretum (Decretum Gratiani o Decretum Magistri Gratiani o, più propriamente, Concordia discordantium canonum), di cui si conoscono varie recensioni, con cui si mette ordine in oltre mille anni di canoni contrastanti di storia della Chiesa, realizzando privatamente un codice (mai ufficialmente promulgato) che fu contemporaneamente applicato nei tribunali ecclesiastici (che nel Medio Evo [specie in età pre-grazianea] si occupavano spesso, altresì, di giurisdizione civile) e per l'insegnamento nelle scuole di arti liberali di tutta l'Europa cristianaAlessandro Gentili, Concordia discordantium canonum secunda pars, quaestio 3 causae XXXIII, subdivisa in 7 distintiones quae efformant sic vocatum "Tractatus de poenitentia", Roma, PUL, 1992.

Tale lavoro costituisce la indiscussa pietra angolare del Corpus Iuris Canonici (abrogato soltanto nel 1917 dal Codice Piano Benedettino) e altresì il testo base per l'insegnamento di una scienza nuova, ovverosia il diritto canonico, finalmente reso indipendente dalla teologia e da allora insegnato come scienza autonoma. Graziano, che era anzitutto un insegnante, fa un uso massiccio delle quaestiones e della logica rispettivamente utilizzate come metodo e materia d'insegnamento nelle scuole di arti liberali nel secolo XI.

A partire dal 1130-1131 egli subì il fascino e l'influenza degli insegnamenti della scuola teologica francese, al tempo in cui era in corso di redazione una rielaborazione del Sic et Non di Pietro Abelardo, personaggio questo che Graziano ebbe probabilmente modo di conoscere nel mese di gennaio del 1131, nel nord della Francia, quando egli faceva parte dell'entourage di Innocenzo II. In effetti, Graziano ampliò la sua opera con nuovi apparati, comunemente denominati "De penitentia" (presente, in forma ridotta, nella prima versione del Decretum) e "De consecratione", essendo tali ipotizzate addizioni il probabile frutto di approfondimenti teologico-giuridici maturati nel nord della Francia. Tuttavia, non è da escludersi che il Magister Gratianus abbia avuto modo di conoscere gli insegnamenti d'Anselmo d'Aosta, della scuola teologica di Anselmo di Laon, dei loro discepoli e forse di altre scuole teologiche francesi ben prima dello scisma del 1130; sul punto vi è dibattito tra gli studiosi.

Graziano, in particolare, è considerato il fondatore del diritto canonico e realizzò quantomeno la prima versione della celebre Concordia discordantium canonum, opera questa oggetto di continui aggiornamenti, per la redazione della quale si servì, tra l'altro, della Lex Romana Visigothorum (che continuava a essere utilizzata nella "Tuscia Longobardorum" anche dopo la fine del Regnum dei Longobardi) e di collezioni di canoni che circolavano al tempo di Pasquale II (1099-1118). Tale originaria versione del Decretum, nella recensione "intermedia" (probabilmente oggetto di alcune variazioni all'inizio del pontificato d'Innocenzo II), è sopravvissuta in vari frammenti e manoscritti, alcuni dei quali conservati a Firenze, Admont (nelle Alpi Austriache), Parigi e BarcellonaAnders Winroth, The Making of Gratian's Decretum, Cambridge University Press, 2000, . Essa contiene all'incirca la metà dei canoni della versione definitiva dell'opera e, nella sua originaria versione, fu probabilmente completata sotto il pontificato di Callisto II (1119-1124), essendo tale datazione confermata da una fonte del sec. XIII dove si dice che al tempo di Callisto II Graziano completò la sua opera, mentre può verosimilmente farsi risalire all'inizio del pontificato di Innocenzo II il completamento della versione "intermedia", sopravvissuta nei citati frammenti/manoscritti di cui il fiorentino (Fd) e uno dei parigini (P 1761), i più antichi, sono i testimoni di una tappa redazionale anteriore agli altri. In effetti, tutti i canoni non superano il pontificato di Callisto II, fatta eccezione per alcune parole inserite in calce a un dictum le quai rinviano a un canone conciliare sull'elezione dei vescovi voluto da Innocenzo II, che sarà confermato con alcune variazioni testuali - e quindi superato - dal canone 28 del Concilio Lateranense II del 1139Francesco Reali, Alle origini del diritto civile europeo, in Gratianus Magister Decretorum. Tra storia, attualità e prospettive di universalità, a cura di M. Sodi - F. Reali, Biblioteca Apostolica Vaticana E Civitate Vaticana 2020 (Studia Gratiana 30), pp. 27-114, in particolare pp. 63-64.. I restanti testimoni di tale 'recensione' (cosiddetta 'intermedia') rappresentano, in realtà, tappe redazionali ulteriori, essendo verosimilmente l'evidenza in un progressivo lavoro in itinere (visto l'incremento di canoni e 'dicta'), forse culminato in un poderoso aggiornamento risalente al periodo del Concilio Laternano II del 1139.

Dopo il suo rientro dalla Francia, specialmente intorno al 1139, anno in cui ebbe luogo il Concilio Lateranense II, si hanno notevoli ampliamenti della Concordia discordantium canonum con l'inserimento di molti nuovi canoni tra cui "auctoritates" di diritto romano giustinianeo e canoni del Concilio Lateranense II del 1139, non presenti nell'originaria versione, tanto che il suo contenuto finì quasi per raddoppiare. Secondo una fonte del secolo XII tali ampliamenti furono realizzati a Roma a partire dal 1139 con l'aiuto di un discepolo del non più giovane Magister Gratianus, ovverosia il senese Rolando Bandinelli che sarà pontefice con il nome di Alessandro III (1159-1181). Non è da escludersi che Graziano e Rolando siano stati ospitati nell'abbazia dei Santi Vincenzo e Anastasio fuori le mura dall'abate Bernardo dei Paganelli di Pisa, che sarà papa con il nome di Eugenio III (1145-1153). Vi è dibattito tra gli studiosi sulla datazione delle varie tappe redazionali del Decretum e dei singoli trattati che lo compongono.