Bartok il magnifico (Bartok the Magnificent) è un film d'animazione direct-to-video statunitense del 1999 diretto da Don Bluth e Gary Goldman, spin-off del film Anastasia (1997).

Trama Molti secoli prima che incontrasse Rasputin, Bartok è un pipistrello albino che vive nella Russia medievale, dove passa la sua vita fingendosi un eroe e divertendo la gente con i suoi trucchi, aiutato dall'amico e compagno Zozi, un orso con la smodata passione per il teatro greco e la recitazione. Un giorno il futuro zar di Russia, il giovane Ivan, viene apparentemente rapito dalla famigerata strega Baba Jaga. Bartok è incaricato da Ludmilla, consigliera del futuro zar, di recarsi nella foresta di Baba Yaga e di trovare Ivan. Bartok vorrebbe rifiutare, ma una bambina sua ammiratrice lo implora in lacrime di andare a salvare il principe. Bartok, allora, seppur controvoglia, accetta e si reca nella foresta di ferro, dove si dice che abiti Baba Yaga.

Bartok, trovata la casa della strega e, una volta incontrata, viene costretto da quest'ultima - come dimostrazione di essere degno di salvare Ivan - a compiere tre prove: riuscire a riportare indietro Piloff, il curioso animaletto domestico di Baba Yaga (simile a un serpente, di colore fucsia), prendere la corona incandescente di Oble l'orco fabbro, e infine prendere una piuma che volteggia sopra un prato senza la possibilità di volare. Nel corso di tutte queste prove, a Zozi non è permesso di aiutarlo (pena la morte di entrambi), ma Bartok dimostra grande resilienza e porta a termine tutte le prove: la prima viene superata portando il blocco di ghiaccio sul quale era attaccata Piloff da Baba Yaga e di fatto sciogliendolo; la seconda viene portata a termine distraendo Oble con giochi giullareschi per poi rubargli la corona (l'orco cadrà poi in un fiume e si rinfrescherà calmandosi); la terza e più importante prova - afferrare la piuma volteggiante - viene superata usando la colonna di ferro portata a Baba Yaga preso dalla prima prova (fatta accidentalmente crollare e riassemblata in maniera più ideale) e la corona di Oble come vertice.

Una volta portate a termine le tre missioni, Baba Yaga crea una pozione con l'aiuto di ciò che le ha portato Bartok, ma serve un ingrediente speciale che Bartok "si porta addosso". Il pipistrello, goffamente, prova a compiacere la strega con varie tipologie di oggetti, ma la strega dice sempre di no, prendendosi gioco di lui. Bartok allora esplode di frustrazione, insultandola e dandole dell'imbrogliona e bisbetica. La strega allora, emotivamente ferita, si mette a piangere, suscitando in Bartok l'istintivo sgorgare di una lacrima di compassione, che - a sorpresa del pipistrello - era proprio il misterioso ingrediente mancante. Questa è la prova finale che rende Bartok degno di sapere dove si trova il principe. Baba Yaga perciò svela a Bartok che non è stata lei a rapire Ivan e gli indica il luogo in cui si trova rinchiuso il principe: il pipistrello capisce che il giovane non ha mai lasciato Mosca e che si trova in una torre alta del palazzo reale. Baba Yaga consegna la pozione al pipistrello informandolo che il suo effetto è aumentare di dieci volte ciò che uno ha dentro di sé.

A quel punto Bartok si reca al castello, dove racconta a Ludmilla in totale dettaglio l'accaduto e conduce lei e la guardia Vol alla torre, dove si trova effettivamente il giovane re. Ma lì, scoppia una lite tra Ludmilla e Vol, nella quale si scopre che in realtà è stata l'infida Ludmilla ad architettare il rapimento di Ivan allo scopo di ereditare il suo posto al trono e aveva ordinato a Vol di travestirsi da strega, rapirlo e ucciderlo, nonostante questi abbia preferito lasciarlo in una gabbia, ma vivo, avendo frainteso l'ordine di Ludmilla di "togliere Ivan di mezzo". Così per non avere testimoni, la donna, furibonda, rinchiude Vol nella gabbia con Ivan, e in un'altra più piccola imprigiona Bartok, prendendogli anche la pozione, e butta tutti in un pozzo che presto sarà riempito d'acqua. Bartok aveva rivelato che la pozione trasforma l'individuo, moltiplicando di dieci volte quello che egli ha dentro di sè. Bramosa di potere, convinta di diventare qualcosa di superiore, beve la pozione e si trasforma in un feroce drago, avendo tirato fuori e moltiplicato per dieci tutta la sua malvagità; inoltre, resasi conto della creatura che è diventata, ha perso l'uso della parola e la capacità di ragionare, diventando un vero e proprio mostro sputafuoco.

I prigionieri vengono poi salvati da Zozi, mentre Ludmilla sta devastando la città con le fiamme, ma questa volta Bartok, grazie alle esperienze acquisite compiendo le imprese per Baba Yaga, riesce a sconfiggere Ludmilla con uno stratagemma, attirandola verso la torre allagata, che poi cade, schiacciando Ludmilla al suolo e spengendo l'incendio devastante. Ivan riottiene ufficialmente il proprio trono e rende pubblico onore a Bartok. Poco dopo, passa di lì a bordo di un vaso volante Baba Yaga, che disegna in cielo la scritta "Bartok il Magnifico". Il film si conclude con Bartok che convince Baba Yaga ad abbracciarlo per poi salutare la strega e infine gli spettatori (superando la quarta parete).

Doppiatori +PersonaggioDoppiatore originaleDoppiatore italianoBartokHank AzariaFabrizio VidaleZoziKelsey GrammerAlessandro RossiPiloffJennifer TillyLaura LenghiBaba YagaAndrea MartinPaola TedescoIvanPhillip Van DykeDavide PerinoVolDiedrich BaderRoberto DraghettiTeschioTim CurryEnnio ColtortiLudmillaCatherine O'HaraGabriella Borri

Riconoscimenti 2000 - Annie Awards Nomination Miglior produzione animata per l'home entertainment 2000 - Golden Reel Award Nomination Miglior montaggio per un film homevideo Nomination Miglior montaggio (Effetti sonori)

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film d'animazione statunitensi Categoria:Film d'animazione 20th Century Fox Categoria:Film diretti da Don Bluth Categoria:Film diretti da Gary Goldman