Considerato uno dei migliori attori statunitensi di tutti i tempi, nel corso della sua carriera ha vinto un Premio Oscar per l'interpretazione in Tender Mercies - Un tenero ringraziamento (1983) e ha ricevuto altre sei candidature per Il padrino (1972), Apocalypse Now (1979), Il grande Santini (1980), L'apostolo (1997), A Civil Action (1998) e The Judge (2014). Ha inoltre vinto quattro Golden Globe, due Emmy, uno Screen Actors Guild Award ed un BAFTA.
Biografia
Nacque a San Diego, in California, il 5 gennaio 1931, figlio di William Howard Duvall (1903-1984), un ammiraglio della marina statunitense e di Mildred Virginia Hart, un'attrice amatoriale, discendente di Robert Edward Lee, il famoso generale confederato all'epoca della Guerra di secessione di cui Duvall vestì i panni nel film Gods and Generals. La sua famiglia è composta dai fratelli William Jr. e John (1934-2000).
Negli anni cinquanta, si arruolò nell'Esercito degli Stati Uniti e prestò servizio dal 19 agosto 1953 al 20 agosto 1954, partecipando anche alla guerra di Corea. Successivamente si diplomò in storia e politica. Nell'inverno del 1955 frequentò corsi d'arte drammatica presso la Neighborhood Playhouse School of the Theatre di New York dove ebbe come insegnate Sanford Meisner e come compagni di classe i futuri divi Dustin Hoffman (con cui condivise un appartamento), Gene Hackman e James Caan.
Carriera teatrale Duvall iniziò la sua carriera di attore professionista nel Gateway Playhouse, un teatro all'aperto situato a Bellport, Long Island. Il suo debutto sul palcoscenico avvenne nel 1952, quando interpretò il pilota nella piece Laughter In The Stars. Dopo due anni di assenza (era impegnato con l'esercito degli Stati Uniti), tornò al Gateway nella stagione estiva del 1955, interpretando Eddie Davis in Time Out For Ginger, Hal Carter in Picnic (luglio 1955), Parris ne Il crogiuolo (agosto 1955), Charles Wilder in The Cat and the Canary e John in Dark of the Moon (settembre 1955). L'anno successivo, durante la sua terza stagione al Gateway, fu impegnato nell'interpretazione di Max Halliday in Dial M For Murder (luglio 1956), Virgil Blessing in Bus Stop (agosto 1956) e Clive Mortimer in I Am A Camera (agosto 1956).
Nel 1957 apparve in Testimone d'accusa, Thieves Carnival (luglio 1957), e nel ruolo che descrisse come il "catalizzatore della sua carriera" ovvero quello di Eddie Carbone in Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller (dal 30 luglio al 3 agosto 1957 e diretto da Ulu Grosbard, che era ormai un regista ricorrente al Gateway Theatre) e lo stesso Miller partecipò ad uno dei suoi spettacoli. Nel 1958 prese parte a La professione della signora Warren e nel corso dell'anno successivo apparve quasi sempre in ruoli da protagonista come Stanley Kowalski in Un tram che si chiama Desiderio (luglio-agosto 1959), Maxwell Archer in Once More With Feeling, Igor Romanoff in Romanoff e Giulietta, e Joe Mancuso in The Happiest Millionaire (tutti nel mese di agosto 1959).
I suoi altri primi ruoli off-Broadway includono Doug nella prima di Call Me by My Rightful Name il 31 gennaio 1961 e l'interpretazione di Bob Smith in The Days and Nights of BeeBee Fenstermaker. La sua più importante interpretazione off-Broadway, per la quale vinse un Obie Award nel 1965, fu la riproposizione di Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller, diretto da Ulu Grosbard, che portò in scena dal 28 gennaio 1965 all'11 dicembre 1966.
Il 2 febbraio 1966 fece il suo debutto a Broadway nel ruolo di Harry Roat Jr. in Wait Until Dark all'Ethel Barrymore Theatre. La sua ultima interpretazione in teatro risale al 1977, in American Buffalo di David Mamet, per la quale ottenne una candidatura al Drama Desk Award come miglior attore protagonista.
La televisione Debuttò in televisione nel 1959, prendendo parte a due episodi della serie Armstrong Circle Theatre. Nel corso degli anni Sessanta apparve regolarmente in serie d'azione, drammatiche e poliziesche, tra cui Alfred Hitchcock presenta, La città in controluce, Gli intoccabili, Route 66, Ai confini della realtà, The Outer Limits, Il fuggiasco, The Lieutenant, Viaggio in fondo al mare, Combat!, Kronos - Sfida al passato.
Il cinema
Il suo esordio al cinema avvenne con Il buio oltre la siepe (1962), dove interpretò il ruolo di un malato di mente. L'anno seguente interpretò un pilota timoroso in Capitan Newman e nel 1969 girò il suo primo film con Francis Ford Coppola, Non torno a casa stasera, con James Caan e Shirley Knight. Il regista Robert Altman lo chiamò per interpretare il Maggiore Frank Burns in M*A*S*H (1970), e sempre nello stesso anno venne scelto come protagonista nel futuristico L'uomo che fuggì dal futuro, esordio registico di George Lucas.
Con gli anni settanta arrivò il successo internazionale grazie a film come Il padrino (1972) e Il padrino - Parte II (1974) di Francis Ford Coppola, basati sull'omonimo best seller di Mario Puzo, dove interpretò il ruolo di Tom Hagen, figlio adottivo e consigliere mafioso di Don Vito Corleone (Marlon Brando). Benché interpreti la parte del figlio adottivo di Don Vito, tra lui e Marlon Brando in realtà vi erano solo sette anni di differenza. Tale performance gli fece ottenere la sua prima candidatura all'Oscar, come miglior attore non protagonista.
L'anno seguente prese parte ai film Killer Elite (1975) al fianco di James Caan, Quinto potere (1976) di Sidney Lumet, Apocalypse Now (1979) di nuovo di Coppola e Il grande Santini (1979). In particolare, con gli ultimi due ottenne altre due candidature all'Oscar (come miglior attore protagonista nel caso de Il grande Santini) e, grazie all'interpretazione del tenente colonnello William Kilgore in Apocalypse Now, un Golden Globe. La frase pronunciata da Duvall ("Mi piace l'odore del napalm al mattino") si è classificata al 12º posto tra le cento frasi più celebri del cinema secondo l'American Film Institute.
Nei primi anni ottanta si dedicò a ruoli più complessi e impegnati, vincendo il premio Pasinetti alla 38ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia per la parte del detective Tom Spellacy in L'assoluzione (1981), a fianco a Robert De Niro. Nel 1984 vinse il premio Oscar per il ruolo di Mac Sledge, un cantante country alcolizzato sulla via del declino in Tender Mercies - Un tenero ringraziamento. Sempre nel 1983 debuttò alla regia con Angelo, amore mio, di cui scrisse anche la sceneggiatura. Tornerà dietro la macchina da presa nel 1997 con L'apostolo, premiato con due Independent Spirit Awards e l'ennesima candidatura all'Oscar. Dopo Il migliore (1984), alla fine degli anni ottanta fu diretto da Dennis Hopper in Colors - Colori di guerra.
Nel 1989 prese parte alla miniserie televisiva Colomba solitaria, che considerava il suo ruolo preferito e che definì Il padrino dei western e il mio Amleto. Per la sua interpretazione vinse un Premio Emmy.
Negli anni novanta apparve in molti film, variando dai film d'azione alle commedie come Giorni di tuono (1990, con Nicole Kidman e Tom Cruise), Ricordando Hemingway (1993). Un'altra grande performance fu in Un giorno di ordinaria follia (1993), nel ruolo di un poliziotto ad un passo dalla pensione antagonista di un pazzo armato, interpretato da Michael Douglas, poi recitò in Cronisti d'assalto (1994), Qualcosa di cui... sparlare (1995), La lettera scarlatta (1995) remake dell'omonimo film di Victor Sjöström, Conflitto d'interessi (1998) e A Civil Action (1998) con cui ottenne la sesta candidatura all'Oscar.
Con il nuovo millennio si cimentò in Fuori in 60 secondi (2000), Il sesto giorno (2001) con Arnold Schwarzenegger), John Q (2002) al fianco di Denzel Washington e James Woods. Sempre nel 2002 apparve in Assassination Tango, che lo vide impegnato nel ruolo da protagonista ma anche come regista, sceneggiatore e produttore.
Negli ultimi anni accettò ruoli minori, essendo impegnato nell'ambito della produzione cinematografica, ma non deluse nelle interpretazioni di Broken Trail - Un viaggio pericoloso (2006) (miniserie TV dove vinse 2 Emmy Award e fu candidato al Golden Globe). Offrì buone performance in Terra di confine - Open Range (2003) di Kevin Costner, Thank You for Smoking (2005) con Aaron Eckhart, Le regole del gioco e I padroni della notte (2007) con Joaquin Phoenix, la commedia natalizia Tutti insieme inevitabilmente (2008), The Road con Viggo Mortensen e Crazy Heart (2009) da lui prodotto con Jeff Bridges vincitore del premio Oscar al miglior attore protagonista. Nel 2010 ritornò protagonista con The Funeral Party di Aaron Schneider con Bill Murray e Sissy Spacek, che ricevette ottime critiche e che gli fece vincere (ex aequo con Murray) il premio al miglior attore al Torino Film Festival.
Sempre nel 2010 il regista Terry Gilliam annunciò che Robert Duvall avrebbe interpretato Don Chisciotte della Mancia nel film The Man Who Killed Don Quixote, affiancato da Ewan McGregor, film che salvo problemi finanziari - che avevano portato nel 2002 ad un primo abbandono del progetto da parte dello stesso Gilliam - sarebbe dovuto uscire nelle sale nel 2011. Il 5 settembre 2010 la rivista Variety riportò le dichiarazioni del regista, il quale aveva rivelato poco tempo prima che a causa della mancanza di fondi la produzione era stata interrotta ad agosto, poche settimane prima dell'inizio di riprese, provocando quindi il rinvio a tempo indeterminato della lavorazione..
Nel 2011 fu protagonista del film indipendente Seven Days in Utopia con Lucas Black e Melissa Leo e nel 2014 fu coprotagonista insieme a Robert Downey Jr. del film The Judge diretto da David Dobkin, ruolo che gli valse la settima candidatura sia agli Oscar che ai Golden Globe. L'anno successivo, a tredici anni da Assassination Tango, tornò dietro la macchina da presa per il film indipendente Cavalli selvaggi, di cui scrisse anche la sceneggiatura ed interpretò il protagonista Scott Briggs, l'anziano patriarca gestore di un ranch nel Texas. Negli anni successivi continuò a lavorare in pellicole come In Dubious Battle - Il coraggio degli ultimi (2016) di James Franco (che Duvall aveva diretto in Cavalli selvaggi), Widows - Eredità criminale (2018), Una squadra di 12 orfani (2021), per poi recitare i suoi ultimi due ruoli nel 2022 in Hustle e The Pale Blue Eye - I delitti di West Point.
Il 16 febbraio 2026, la moglie Luciana, comunica tramite i social la morte dell'attore avvenuta il giorno prima nel loro ranch di Middleburg, Virginia.
Orientamento politico
Duvall era un sostenitore del Partito Repubblicano statunitense e si identificava come libertariano e conservatore. Fu personalmente invitato all'elezione del presidente repubblicano George W. Bush nel 2001 e dallo stesso Bush nel 2005 ricevette la National Medal of Arts.
Nel settembre 2007 annunciò il suo supporto al candidato presidenziale repubblicano Rudy Giuliani. Duvall tenne un discorso al convegno nazionale del GOP 2008 e fu il narratore dei video del convegno. Nel settembre 2008 apparve a sostegno di John McCain e Sarah Palin sul palco del raduno del Partito Repubblicano in Nuovo Messico. Nel 2012 sostenne il candidato repubblicano Mitt Romney nella corsa alla Casa Bianca.
Durante un'intervista del 13 marzo 2014 al Daily Beast, rivelò di essere diventato un indipendente, definendo il Partito Repubblicano di oggi "un pasticcio".
Attivismo Nel 2001, insieme alla moglie Luciana Pedraza, fondò il Robert Duvall Children's Fund per aiutare le famiglie nel nord dell'Argentina attraverso la ristrutturazione di case, scuole e strutture mediche. I due sono stati sostenitori attivi di Pro Mujer, un'organizzazione di beneficenza senza scopo di lucro dedicata ad aiutare le donne più povere dell'America Latina.
Vita privata