Biografia Entrò nel seminario diocesano di Nola nel 1798 e poi nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali. Nel 1818 fu costretto ad abbandonare il convento di San Giovanni in Galdo perché accusato di aver avvelenato il frate laico Carmine Carrella da Saviano.
Entrato nella Carboneria, assieme ai sottotenenti Morelli e Silvati fu uno degli capi della rivolta del 2 luglio 1820 a Nola. Entrò tuttavia presto in disaccordo con i militari in quanto, nelle prime fasi della rivolta, riteneva più opportuno cercare l'appoggio dei contadini anziché quello dell'esercito e della borghesia. Nonostante l'insuccesso delle sue iniziative, nell'ottobre 1820 fu inviato in missione in Sicilia dove tuttavia ebbe nuovi dissensi con le autorità locali. Successivamente tentò anche di stringere accordi con i carbonari del regno di Sardegna e della Lombardia, ma sempre senza successo.
Dopo la revoca della costituzione da parte di Ferdinando I delle Due Sicilie e l'entrata degli austriaci a Napoli (1821), Minichini andò in esilio dapprima in Spagna e poi in Inghilterra, dove divenne protestante. Scrisse anche un resoconto dei moti costituzionali che vendette manoscritta al governo delle Due SicilieLuigi Minichini, Luglio 1820 : cronaca di una rivoluzione; introduzione e note di Mario Themelly. Roma : Bulzoni, 1979. Nel 1825 si stabilì negli Stati Uniti d'America.
Note
Bibliografia Michele Manfredi, Luigi Minichini e la carboneria a Nola, Firenze: F. Le Monnier, 1932, Tip. E. Ariani «Minichini, Luigi». In: Enciclopedia Biografica Universale, Roma: Istituto dell'Enciclopedia italiana, Vol. XIII ()
Collegamenti esterni
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