Di seguito vengono descritti gli avvenimenti della guerra fredda tra il 1953 e il 1962.

L'amministrazione Eisenhower e la «rappresaglia massiccia» Quando Dwight Eisenhower entrò in carica nel 1953, era impegnato in due scopi contraddittori: mantenere — o addirittura aumentare — l'impegno nazionale a contrastare la diffusione dell'influenza sovietica; e soddisfare le richieste di riequilibrio del bilancio, abbassare le tasse, e tenere a freno l'inflazione. La principale delle dottrine che emersero da questi scopi fu la "rappresaglia massiccia", che il Segretario di Stato John Foster Dulles annunciò all'inizio del 1954. Evitando le costose forze di terra convenzionali dell'amministrazione Truman, e brandendo la vasta superiorità dell'arsenale atomico USA e le azioni sotto copertura dell'intelligence, Dulles definì questo approccio come «strategia del rischio calcolato» in una intervista del 16 gennaio 1956 alla rivista Life: spingendo l'Unione Sovietica sull'orlo della guerra allo scopo di esigere delle concessioni.

Nel frattempo, comunque, l'attenzione statunitense era stata attirata da un'altra parte, in Asia, specialmente a causa dell'influenza interna sulla politica estera. La continua pressione della lobby cinese, che aveva insistito su degli sforzi attivi per reinsediare Chiang Kai-shek era ancora forte. Nell'aprile 1953, ad esempio, il Senatore Robert Taft e altri potenti Repubblicani del Congresso richiesero improvvisamente un appuntamento immediato con i vertici del Pentagono, avendo in mente in particolare il direttore dello Stato Maggiore Unificato, Omar Bradley. Agli occhi della cosiddetta lobby cinese e di Taft, egli veniva visto come dotato di un'inclinazione a orientarsi preferenzialmente verso l'Europa, il che significava che era una possibile barriera verso nuove svolte della politica militare che essi favorivano. Dopo, c'era il problema dell'onnipresente Maccartismo. Ma successivamente alle elezioni di metà termine del 1954 — e la censura da parte del Senato — l'influenza del demagogo del Wisconsin diminuì, a causa della sua caccia alle streghe contro l'esercito.

Eisenhower, operazione Solarium e more bang for the buck Eisenhower ereditò dall'amministrazione Truman un bilancio militare di circa 42 miliardi di dollari, così come il documento (NSC-141) stilato da Acheson, Harriman, e Lovett che richiedeva un supplemento di 7-9 miliardi per le spese militari. Con il segretario al Tesoro George Humphrey che apriva la strada, rinforzato dalle pressioni del Senatore Taft e l'orientamento al taglio dei costi del Congresso Repubblicano, l'obiettivo per il nuovo anno fiscale (che entrava in vigore il 1º luglio 1954) venne ridotto a 36 miliardi. Mentre l'armistizio in Corea era sull'orlo di produrre dei significativi risparmi di denaro e nel dispiegamento delle truppe, i dipartimenti dello Stato e della Difesa erano ancora in un'atmosfera di crescenti aspettative per dei tagli al bilancio. Humphrey volle un budget equilibrato e un taglio alle tasse nel febbraio 1955, e aveva un obiettivo di risparmi per 12 miliardi di dollari (ottenendone metà dai tagli nelle spese militari).

Anche se riluttante a tagliare decisamente le spese della difesa, il presidente voleva anche un bilancio equilibrato e minori stanziamenti per la difesa. Niente, neanche il comunismo, sembrava ossessionare Eisenhower come la sua paura che i capitalisti avrebbero rovinato il loro sistema spendendo troppo per la difesa. «Se non riusciamo a mettere qualcosa nelle mani di chi sta morendo di fame, non potremmo mai sconfiggere il comunismo», disse al suo gabinetto. Con questo in mente, Eisenhower ha continuato a finanziare le innovative iniziative di diplomazia culturale americane in tutta Europa, incluse le esibizioni di buona volontà degli "ambasciatori dei musicisti soldato" della Settima Armata Symphony Orchestra.Dance for Export: Cultural Diplomacy and the Cold War Naima Prevots. Wesleyan University Press, CT. 1998 p. 11 Dwight D. Eisenhower richiede fondi per presentare i migliori risultati culturali americani all'estero sopra books.google.comA Dictionary for the Modern Composer, Emily Freeman Brown, Scarecrow Press, Oxford, 2015, p. 311 Seventh Army Symphony Orchestra fondato da Samuel Adler nel 1952 sopra books.google.com Army - "Musical Ambassadors, Soldiers Too" James I. Kenner. Editor Lt. General Walter L. Weible . Association of the United States Army Vol 9. No. 1º agosto 1958 p. 60-62 - Seventh Army Symphony Orchestra sopra books.google.com"7th Army Symphony Draws Praise" Samuel Adler and Army Commendation Ribbon with Metal Pendant" sopra 7aso.orgUncle Sam's Orchestra: Memories of the Seventh Army Orchestra John Canaria, University of Rochester Press 1998 Seventh Army Symphony sopra https://books.google.comNew Music New Allies Amy C. Beal, University of California Press, Berkley, 2006, P. 49, "Seventh Army Symphony Orchestra (1952–1962) esegue opere di Roy Harris, Morton Gould e Leroy Anderson" sopra https://books.google.comMusic: Saluting Uncle Sam's Orchestra - Arts and Entertainment Marty Fugate 24 febbraio 2016 "Eisenhower considerava la Settima Armata Orchestra come un importante fattore nella costruzione di ponti e nella guarigione di vecchie ferite" sopra yourobserver.com Inoltre, Ike temeva che un complesso militare-industriale (un termine che egli rese popolare) gonfiato «ci avrebbe o guidato alla guerra - o a qualche forma di governo dittatoriale». In un'occasione, dopo aver ostacolato le domande delle compagnie private e del Congresso per maggiori spese alla difesa, l'ex comandante della più grande invasione anfibia della storia esclamò in privato «Dio aiuti la nazione quando avrà un Presidente che non sa di questioni militari quanto ne so io».

Gettando le fondamenta per questo nuovo approccio alla pianificazione della difesa, Eisenhower annunciò un «cambio radicale» il 30 aprile. Egli rigettò l'idea che «dobbiamo accumulare la massima forza ottenibile per qualche data specifica... La difesa non è un problema di forza massima per una singola data», ma piuttosto un problema per un «lungo viaggio», intendendo che le spese militari dovevano essere sostenibili per molti anni senza sforzi seri. Per illustrare tale ragionamenti, si può notare come le spese per la difesa furono un fardello straordinario per l'economia sovietica. Forse un quarto dell'economia dell'URSS era destinata al settore militare. La difesa negli Stati Uniti non arrivò mai a consumare una quota così sproporzionata delle risorse (gli statunitensi spesero il 6% di un PIL molto più grande).

Questa, naturalmente, fu una reazione alle politiche di Truman e Acheson e dell'NSC-68. Preparato dal Dipartimento di Stato alla fine del 1949 seguendo i primi test delle armi atomiche sovietiche, il rapporto assumeva che per il 1954 i sovietici sarebbero probabilmente stati in grado di lanciare un devastante attacco nucleare sugli USA, che avrebbe neutralizzato la superiorità nucleare statunitense. In un tale ipotetico evento, i sovietici avrebbero potuto avvantaggiarsi della loro superiorità nelle forze convenzionali. Quindi, l'NSC-68 richiedeva agli Stati Uniti di ristabilire l'equilibrio nelle capacità convenzionali. Di conseguenza il rapporto raccomandava, tra gli altri scopi, il rapido accrescimento delle forze convenzionali, un ampio incremento delle tasse, e "sacrifici" per il pubblico.

L'8 maggio del suo primo anno di presidenza, Eisenhower e i suoi consiglieri principali contrastarono questo problema con l'operazione Solarium - dal nome della sala della Casa Bianca dove il Presidente conduceva le discussioni segrete. Anche se non era tradizionale chiedere ai militari di considerare fattori esterni alla loro disciplina professionale, il presidente istruì il gruppo per trovare il giusto equilibrio tra i suoi scopi di taglio delle spese governative e un ideale atteggiamento militare.

Il gruppo soppesò tre opzioni politiche per il bilancio militare dell'anno seguente: l'approccio Truman-Acheson di contenimento e affidamento sulle forze convenzionali; la minaccia di rispondere a limitate "aggressioni" sovietiche con armi nucleari; e una seria "liberazione" basata su una minuziosa risposta economica alla sfida politico-militare-ideologica dei sovietici all'egemonia occidentale: campagne propagandistiche, e guerra psicologica. La terza opzione venne scartata decisamente.

Eisenhower e il gruppo composto da Allen Dulles, Bedell Smith, C.D. Jackson, e Robert Cutler, optò invece per una combinazione delle prime due, una politica che confermava la validità del contenimento, ma che si affidava al deterrente nucleare statunitense. Ciò venne indirizzato verso l'evitare costose e impopolari guerre di terra. In aggiunta, le armi nucleari avrebbero giocato un ruolo più ampio nel contenere il numero crescente di insurrezioni nel Terzo Mondo. La questione delle capacità relative fu un fattore cruciale. Guardando le relazioni internazionali da un punto di vista realistico, le capacità relative erano un elemento centrale del sistema internazionale: le unità all'interno del sistema che fallivano nell'adattarsi alle minacce e alle opportunità che si presentavano, cambiando le loro capacità, non sarebbero sopravvissute.

Dove Harry Truman vide la bomba atomica come uno strumento di terrore e un'arma dell'ultima risorsa, Dwight Eisenhower la vide come una parte integrante della difesa statunitense, e, in effetti, come un'arma di prima scelta. Eisenhower incrementò il numero di testate nucleari dalle 1000 del 1953 alle 18 000 del 1961. Nonostante la soverchiante superiorità statunitense, veniva prodotta una nuova arma nucleare ogni giorno. L'amministrazione sfruttò inoltre le nuove tecnologie. Nel 1955 venne sviluppato il bombardiere B-52 Stratofortress a otto motori, il primo bombardiere a getto progettato specificatamente per trasportare armi nucleari.

In questo periodo ebbe il suo massimo sviluppo lo Strategic Air Command che, sotto la guida di comandanti energici e bellicosi come i generali Curtis LeMay e Thomas S. Power, divenne un formidabile strumento di attacco nucleare in grado di supportare le scelte strategiche fondamentali dell'amministrazione Eisenhower. Il SAC accrebbe costantemente la sua prontezza operativa: nel 1956 venne attivato il programma della cosiddetta Allerta a terra (Ground alert) che prevedeva che un grande numero di bombardieri, armati con bombe atomiche e riforniti, fosse sempre pronto a partire entro 15-30 minuti dall'allarme, per sferrare la rappresaglia nucleare. Dopo alcuni programmi sperimentali nel gennaio 1961 venne attivata anche l'operazione Chrome Dome che prevedeva il sistema della cosiddetta Allerta in volo (Airborne alert): almeno dodici bombardieri sarebbero stati in volo tutti i giorni e 24 ore al giorno armati con bombe e missili nucleari, su rotte prestabilite pronti a sferrare l'attacco contro l'Unione Sovietica alla ricezione di uno specifico ordine esecutivo (Go code).

Inoltre, brandendo l'ampia superiorità nucleare della nazione, il nuovo approccio di Eisenhower e Dulles era una forma più economica di contenimento, orientata ad offrire agli statunitensi more bang for the buck (un botto più grosso per ogni dollaro). Comunque, piuttosto che un rifiuto del contenimento di Truman e Acheson, Eisenhower e Dulles decisero una politica che si affidava all'impatto delle armi nucleari sugli equilibri regionali, e sull'impatto dell'armamento atomico sui ragionamenti strategici e sulle dottrine militari. Forse in maniera più influente, l'approccio di Eisenhower e Dulles aggiustò la politica statunitense all'emergenza delle nuove nazioni del Terzo Mondo.

Imperialismo yankee, decolonizzazione, operazioni coperte, e John Foster Dulles