Il Senato romano (in latino Senatus) fu la più autorevole assemblea istituzionale nell'antica Roma, organo rimasto invariato nel corso delle trasformazioni della storia dell'Urbe, il cui significato era assemblea degli anziani, e i cui membri erano chiamati Patres (nel significato di patrizio).Plutarco, Vita di Romolo, 13, 2-3. L'assemblea fu istituita nel 753 a.C. da Romolo, e sopravvisse anche dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.), fino al VII secolo.
Età regia
Il termine senato deriva dal latino senex (anziani o padri)Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 1.15.Come ricordato nella XIV legislatura repubblicana dal documento IV, n. 10-A (pagina 3) del Senato italiano, consultabile su ((http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/168949.pdf))., che significa vecchio, perché i membri del Senato erano inizialmente gli anziani del popolo romano.
Secondo la tradizione, il Senato fu costituito da Romolo, il fondatore di Roma, era composto da 100 membri scelti tra i patriziDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, II, 12, 1. ed era strutturato secondo l'ordinamento tribale tipico delle popolazioni indoeuropee di quel periodo storico.. Queste prime comunità spesso includevano nei loro consigli tribali gli "anziani", uomini di una certa esperienza e saggezza.. Le prime famiglie romane erano chiamate gens ("clan"). Ciascuna di loro era formata da un'aggregazione di famiglie sotto un comune patriarca, chiamato pater (dal latino "padre"), il quale era l'indiscusso capo della gens.. Quando le gentes originarie si aggregarono in una comunità, i patres furono selezionati tra i capostipiti delle varie famiglie. per formare un consiglio federale, che prese poi il nome di Senato. Fu così che i patres capirono che ora era necessario avere un singolo uomo che li guidasse. Per questi motivi elessero un re (rex), e lo investirono di poteri sovrani.. Quando poi un re moriva, questo potere tornava, almeno in via provvisoria, ai patres.
Il Senato dell'età regia di Roma ebbe, quindi, tre principali responsabilità: funzionò, almeno con i primi quattro re, come il tenutario del potere esecutivo durante linterregnum,. ebbe il compito di consigliare il sovrano nelle decisioni da prendere e di fungere da organo legislativo insieme al popolo di Roma.. La formula allocutiva "patres (et) conscripti" faceva riferimento alla distinzione, all'interno dell'assemblea senatoria, di due categorie di senatori: i "patres" cioè i patrizi e tutti i loro discendenti, appartenenti al Senato romuleo primitivo, oltre ai "conscripti" aggregati in un secondo tempo da Tarquinio Prisco.
Durante gli anni dei primi re, la più importante funzione del Senato fu di eleggere il re. Il periodo tra la morte del precedente sovrano e l'elezione del successivo era chiamata interregnum. Quando un re moriva, un membro del Senato (l'"interrex"') nominava un candidato che potesse succedere al precedente re.. Il Senato doveva, quindi, dare la sua approvazione alla nomina, per poi essere sottoposto all'elezione formale davanti al popolo di Roma. e ricevendo l'incarico definitivo, ancora una volta, dal Senato stesso che ne ratificava l'elezione. E così mentre il re veniva ufficialmente eletto dal popolo, ciò avveniva di fatto dietro indicazioni del Senato.
Il Senato aveva poi il delicato ruolo di consiglio per aiutare il sovrano nelle proprie decisioni. E mentre il re non era vincolato a un consiglio del Senato, il crescente prestigio del Senato costrinse di fatto i primi quattro re a non trascurare la valenza politica di questo importante organo aristocratico. Tecnicamente, solo il re poteva creare nuove leggi, sebbene fosse buona abitudine coinvolgere sia il Senato, sia il popolo attraverso i comitia curiata.
La leggenda racconta che fu Romolo a decidere che il Senato fosse composto di 100 patrizi (patres), raddoppiato da Tarquinio PriscoEutropio, Breviarium ab Urbe condita, I, 6. (o comunque aggiunse altri 100 senatoriLivio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.37.), in seguito ampliato a 300 membri da Lucio Giunio Bruto, tutti nominati dal rex. Il numero di senatori fu poi portato a 600 da Lucio Cornelio Silla, raggiunse i 900 membri con Cesare,Cassio Dione, XLIII, 47.3. e in seguito fu riportato a 600 da Augusto. Si trattava dei capifamiglia delle cento gentes originarie ricordate da Tito Livio.
Età repubblicana
Il Senato romano divenne organo fondamentale con l'instaurazione della Repubblica nel 509 a.C. Secondo quanto ci racconta Livio, uno dei primi provvedimenti del primo console romano, Lucio Giunio Bruto, fu quello di rinforzare il Senato ridotto ai minimi termini dalle continue esecuzioni dell'ultimo re, portandone il totale a trecento, nominando quali nuovi senatori i personaggi più in vista anche dell'ordine equestre. I senatori dapprima erano solo patrizi (patres), poi dal 366 a.C., vi poterono accedere anche i plebei ricchi (conscripti, cioè "iscritti") e nel corso dei 150 anni successivi, il senato si arricchi di molti membri provenienti dalle città annesse all'amministrazione romana. Il provvedimento aiutò notevolmente l'armonia cittadina e il riavvicinamento della plebe alla classe senatoriale..
Diventare Senatore
L'elevazione del civis (cittadino) a senatore era compito del rex (re) in età monarchica, del console in età repubblicana. La carica era vitalizia. Esisteva la facoltà censoria di escludere (praeterire et loco movēre) i senatori indegni attraverso apposito iudicium e relativa nota censoria.
Per entrare a far parte del Senato occorreva aver esercitato una magistratura: dapprima vi furono ammessi soltanto coloro che erano stati censori, consoli o pretori. In seguito l'accesso al Senato veniva regolato dai consoli; con la lex Ovinia de senatus lectione del 319 a.C.circa tale compito, chiamato lectio senatus, venne garantito ai censori, e, secondo Mommsen, sempre con tale legge veniva garantito il seggio al Senato per tutti coloro che erano stati edili. Ogni cinque anni i censori redigevano la lista ufficiale dei senatori, integrando i posti vacanti e, in rari casi, procedendo all'espulsione degli indegni. In seguito alla terribile disfatta di Canne dove perirono novanta ufficiali appartenenti alle grandi famiglie di Roma e delle città alleate tra consolari, pretori e senatori,; . l'organico del Senato venne completato con 177/197 uomini presi in parte anche dall'ordine equestre.; . Con le riforme sillane l'accesso al Senato veniva automaticamente garantito con l'elezione a questore.
Competenze e poteri Al Senato venne conferito formalmente il solo potere consultivo, ovvero il diritto di essere consultato prima di far passare una legge. Nonostante questo ruolo formale, il ruolo sostanzialmente esercitato era quello dell'assemblea del ceto dominante in una repubblica oligarchica, simboleggiato dal potere esercitato mediante il Senatus consultum ultimum. Le principali funzioni del Senato erano esercitate nei seguenti ambiti: sacrale-religioso: sorvegliare sui culti religiosi; controllare i collegi sacerdotali e fondare i templi. militare: controllare limperium militiae; autorizzare la leva (delectus); sorvegliare e coordinare le operazioni belliche in quanto, poiché le legioni devono essere costantemente rifornite di grano, paghe e abbigliamento, nel caso il Senato abbia un comportamento negligente o ostruzionistico, le iniziative dei comandanti vanno incontro al fallimento;. prorogare ai comandanti, quando sia trascorso il normale anno di carica previsto per il consolato, di inviarne un altro oppure di concedere a quello in carica la prorogatio imperii;. assegnare il trionfo o l'ovazione ai comandanti vittoriosi.. politica estera: siglare accordi di pace e trattati, dichiarare la guerra, ricevere sottomissioni di popoli stranieri;. inviare "legati" (ambasciatori), per risolvere controversie o dare suggerimenti, oppure imporre degli ordini;. deliberare la fondazione (deductio) di colonie. costituzionale: controllare l'operato dei magistrati. legislativo: discutere e approvare i progetti di legge da sottoporre ai comizi; promulgare i senatoconsulti.. giurisdizionale: decidere su quei reati commessi in Italia e che necessitavano di un'inchiesta da parte della Res publica, come ad esempio i tradimenti, le cospirazioni, gli avvelenamenti e gli assassinii;. quando qualche privato o qualche città, in Italia, avesse avuto bisogno di una mediazione di pace o richiedesse un intervento contro i danni subiti, oppure di fronte a una domanda d'aiuto o protezione.. I giudici della maggior parte dei processi civili, pubblici o privati, che riguardano casi di particolare gravità, erano nominati tra i membri del Senato.. politica finanziaria: controllare laerarium, poiché ha piena competenza su tutte le entrate e le uscite. I questori non potevano infatti effettuare alcuna spesa pubblica, se prima non avevano ottenuto un decreto del Senato, con l'eccezione di quelle richieste dai consoli. Il Senato esercitava poi il controllo e dava il benestare sul capitolo di spesa più importante, vale a dire quello che i censori stabilivano ogni cinque anni per la riparazione e la costruzione di edifici pubblici..
Privilegi e abbigliamento I senatori avevano diritto a posti privilegiati nelle pubbliche manifestazioni e a teatro. Indossavano la tunica con il laticlavio, il calceus senatorius (un particolare tipo di calzare) e portavano l'anulus aureus.Giovanni Ramilli, Istituzioni Pubbliche dei Romani, ed. Antoniana, Padova, 1971, pp. 60-69.Georges-Calonghi, Dizionario Latino Italiano.Alberto Burdese, Manuale di Diritto Pubblico Romano, UTET, Torino, 1977, pp. 72-76.
Convocazione e votazione dei senatus consulta
Il Senato era di norma convocato e presieduto da un magistrato fornito di tale diritto, il ius agendi cum patribus: si trattava del console o del pretore. Nella deliberazione dei comizi il magistrato doveva portare alla cittadinanza la proposta relativa (ferre ad populum) e, se la cittadinanza acconsentiva, doveva riportare la deliberazione al Senato (referre ad senatum) e chiederne la ratifica. Lauctoritas del Senato si configurava giuridicamente nel senatoconsulto: era un parere dato dal più importante collegio governativo al potere esecutivo, dietro richiesta di quest'ultimo. La votazione per giungere al senatoconsulto avveniva in quattro fasi: formulazione della questione da parte del presidente, chiamata di ogni senatore perché esprimesse la propria opinione, formulazione speciale della questione da parte del presidente in base alle opinioni udite e infine votazione sulla questione.
La votazione avveniva per discessionem: i votanti si separavano, da una parte andavano i favorevoli e dall'altra i contrari alla proposta da votare, per cui si parlava di pedibus in sententiam ire. La patrum auctoritas era dunque la ratifica delle deliberazioni comiziali da parte del Senato e contro di essa non era ammesso il veto dei tribuni della plebe. In seguito al decadere della supremazia dei patrizi, la lex Publilia Philonis del 339 a.C. trasformò lauctoritas in un parere preventivo non vincolante per le rogazioni (rogationes) legislative.
Il Senato era obbligato a rispettare i desideri dei cittadini romani, non potendo compiere inchieste sui più importanti reati contro la Res publica, per i quali è prevista la pena capitale e farne eseguire la sentenza, se il popolo non ratificava il preliminare senatus consultum.. Polibio aggiunge che, se anche uno solo dei tribuni della plebe avesse opposto il proprio veto, il Senato non solo non avrebbe potuto eseguire alcuna delle sue deliberazioni (senatus consulta), ma neppure tenere sedute ufficiali o riunirsi. Per questi motivi, il Senato temeva le assemblee popolari e le teneva in grande considerazione..
Esisteva un relator (relatore) per la redazione del senatoconsulto che veniva poi custodito nellaerarium posto nel tempio di Saturno dove si tenevano i bilanci, il tesoro e l'archivio di Stato.