La Comunicazione Facilitata (CF) è una tecnica non riconosciuta come valida dalla comunità scientifica ma impiegata da alcuni operatori ed educatori nel tentativo di aiutare persone con gravi disabilità psichiche e fisiche. Prevede l'impiego di una tabella alfabetica o di una tastiera, o di qualunque supporto su cui possano essere indicati o digitati numeri e lettere. L'operatore sostiene o tocca delicatamente il braccio o la mano della persona con disabilità nel tentativo di strutturare o amplificare i suoi movimenti.
La Comunicazione Facilitata è una tecnica di Comunicazione aumentativa e alternativa, cioè un ausilio che sostituisce, integra o aumenta il linguaggio verbale orale, quando questo sia assente, non funzionale o molto carente. Molti ricercatori nel campo della disabilità la considerano una pseudoscienza che può anche causare disagi emotivi alle persone con disabilità comunicative che la impiegano, alle loro famiglie e agli operatori. Nel 2015 la Svezia ha proibito nelle proprie scuole speciali l'impiego della CF.
LA CF è conosciuta anche come "digitazione assistita" (supported typing), "feedback cinestesico progressivo" (progressive kinesthetic feedback), e "aumento della risposta comunicativa scritta" (written output communication enhancement). È simile a tecniche come quella del "suggerimento rapido" ("rapid prompting method", RPM), noto anche come "informative pointing", la cui efficacia non è dimostrata.
L'assistente (detto "facilitatore") fornisce un supporto sia morale che fisico sostenendo o toccando, la mano, il polso, l'avambraccio, il gomito o la spalla (o altre parti del corpo) della persona con disabilità, nota come "partner comunicante" o, più semplicemente "facilitato". Con questo aiuto, secondo i sostenitori del metodo, il facilitato indicherebbe su una tavola alfabetica, una tastiera di computer o un dispositivo simile lettere che formerebbero le parole e le frasi che altrimenti non potrebbe esprimere.
Storia I primi tentativi di strutturare il metodo risalgono agli anni '60, in Danimarca, dove però non ebbero seguito a causa della mancanza di un'evidenza scientifica. La Comunicazione Facilitata (in inglese Facilitated communication o supported typing) conobbe poi un periodo di rapido sviluppo in Australia negli anni '70 e '80 grazie agli sforzi della pedagogista Rosemary Crossley (insegnante presso il St. Nicholas Hospital, un istituto che accoglieva pazienti disabili fisici e psichici) e Arthur Schawlow, premio nobel per la fisica e genitore di un figlio con autismo. La Crossley iniziò a sperimentare questa tecnica con 12 giovani degenti di questo ospedale, prevalentemente cerebrolesi, diagnosticati come insufficienti mentali gravi, per cui non era previsto nessun programma riabilitativo specifico. Secondo l'autrice i bambini sarebbero stati in grado di comprendere il linguaggio verbale molto più di quanto era presumibile viste le loro condizioni fisiche e le loro prestazioni. Iniziò a predisporre una forma di comunicazione molto semplice che consentisse a ciascun bambino di dare una risposta positiva o negativa a ciò che gli veniva chiesto. Questa esperienza verrà raccolta dalla Crossley e da un suo studente in seguito in un libro nel 1984.
Sarà Douglas Biklen, sociologo e professore di educazione speciale all'Università di Syracuse, a portare la comunicazione facilitata negli Stati Uniti nel 1989, dopo aver osservato il lavoro di Rosemary Crossley. Successivamente la Comunicazione Facilitata ha ricevuto molta attenzione in diversi altri paesi: Canada, Germania, Austria, Finlandia, Italia, Regno Unito e in alcune zone dell'Asia.
I primi utilizzatori della tecnica ne apprezzarono la sua apparente semplicità. La CF fu presentata come una "strategia di insegnamento" e non come una tecnica ancora in fase sperimentale che necessitava di una valutazione oggettiva ed un controllo attento su possibili effetti eventualmente anche negativi.
Già dal 1991 più di 40 studi empirici, per un totale di circa 400 persone affette da autismo, non solo dimostravano l'inefficacia della CF, ma indicavano che le comunicazioni erano in realtà dovute all'influenza del facilitatore sul soggetto. Diversi ricercatori attribuirono l'influenza del facilitatore più che altro a suoi movimenti non consapevoli. A causa di ciò i facilitatori sono sinceramente convinti che sia il facilitato a scrivere mentre in realtà sono loro a controllare la comunicazione.
Nel 1994 l'American Psychological Association (APA), seguita dall'American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (AACAP), l'American Speech-Language-Hearing Association (ASHA) e l'International Society for Augmentative and Alternative Communication (ISAAC) pubblicarono inviti alla cautela per chi praticava la CF poiché risultava priva di una validità scientifica. L'APA raccomandava inoltre di non impiegare le informazioni ottenute con la tecnica per confermare o negare accuse di abuso sessuale o per prendere decisioni sui trattamenti. Con il crescere dell'evidenza scientifica a sfavore della CF molte altre organizzazioni si unirono nel mettere in guardia i loro membri dall'impiego della tecnica. Una relazione del governo Britannico concludeva nel 1998 che "il fenomeno non si verifica quando gli effetti del facilitatore sono tenuti sotto controllo. Sarebbe difficile giustificare ulteriori ricerche su questo".
In una rassegna di studi dal 2001 al 2010, Mark P. Mostert mostra come la CF abbia comunque continuato a trovare sostenitori nonostante gli studi empirici e in doppio cieco avessero ampiamente dimostrato che essa non sia valida. Più simile ad una "moda" che ad un intervento riconosciuto, di fronte al crescente numero di risultati sfavorevoli, molti si persuasero del suo carattere pseudo-scientifico.
A dispetto di tutto ciò, diversi sostenitori del metodo si sono rifiutati di cambiare orientamento ed hanno considerato i dati scientifici come irrilevanti, continuando continuando ad presentare la CF come un "intervento efficace e legittimo" nei loro scritti. Il movimento a favore della CF perciò ha continuato a mantenere la sua popolarità negli Stati Uniti, in Australia e in Germania e continua ad essere impiegato in molti paesi (2014).
Organizzazioni contrarie alla Comunicazione Facilitata The American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (AACAP) The American Academy of Pediatrics (AAP) The American Association on Intellectual and Developmental Disabilities (AAIDD), previously called the American Association on Mental Retardation (AAMR) The American Psychiatric Association Council of Representatives (APACR) The American Psychological Association (APA) The American Speech-Language-Hearing Association (ASHA) The Association for Behavior Analysis International (ABAI) The Association for Science in Autism Treatment Behavior Analysis Association of Michigan (BAAM) The Federal Trade Commission (FTC) Heilpädagogische Forschung The International Society for Augmentative and Alternative Communication (ISAAC) The New York State Department of Health The New Zealand Ministries of Health and Education The Scottish Intercollegiate Guidelines Network Socialstyrelsen (The National Board of Health and Welfare, Sweden) Speech Pathology Australia The Swedish Autism and Asperger Association The Victorian Advocacy League for Individuals and Disabilities Inc. (VALID)
Descrizione tecnica della facilitazione Nella CF un facilitatore fornisce supporto emotivo e mantiene un contatto fisico con la persona la quale utilizza un ausilio di comunicazione, di solito la tastiera di un computer, ma anche cartelli con immagini e parole (in questo caso la comunicazione è limitata ad una scelta multipla). Le persone che utilizzano questa tecnica sono denominate comunicatore e facilitatore nella letteratura internazionale (nella letteratura in lingua italiana sono più comuni i termini di facilitatore e facilitato o persona che comunica). Il facilitatore stabilizza e/o supporta i movimenti del comunicatore, toccando la sua mano, braccio o spalla, mentre lui/lei digita i tasti di un computer (o altra tastiera). Le diverse posizioni del contatto fisico indicano il cosiddetto livello di facilitazione. Quindi una facilitazione alta (spalla, schiena, ginocchio, testa, ecc) viene utilizzata da esperti comunicatori, spesso con anni di esperienza e con una patologia motoria limitata. Viceversa, un comunicatore che non è autonomo nell'atto di isolare il dito indice avrà bisogno di una facilitazione bassa, al livello della mano. Dopo ogni digitazione di un tasto il facilitatore riconduce la mano del comunicatore alla posizione iniziale (di solito il petto del comunicatore) per evitare problemi legati alla perseverazione, iperattività, impulsività, difficoltà di concentrazione, e per allenare il gesto nei casi in cui vi sia un problema di iniziazione del movimento. Anche se ciò allunga i tempi della comunicazione, il gesto di ritorno si rende quasi sempre necessario per un corretto utilizzo della tecnica. L'obiettivo finale è sempre quello dell'autonomia comunicativa, che consiste in una riduzione graduale del supporto fisico. Di solito la quantità di facilitazione necessaria diminuisce nel tempo, per esempio passando da un livello di facilitazione bassa (mano) ad un'alta (spalla). Tuttavia, vi sono ostacoli oggettivi nei casi di importanti patologie motorie e solo una certa percentuale di comunicatori raggiunge relativa autonomia (alta facilitazione). Anche se la CF fu originariamente creata per le persone con gravi disabilità motorie, si è ben presto esteso l'utilizzo a persone con disabilità varie tra cui i disturbi dell'apprendimento, la disabilità intellettiva, ecc. Ciò ha provocato un acceso dibattito tra la comunità scientifica e i sostenitori del metodo poiché tutti gli studi sperimentali e in condizioni di controllo dimostravano invece che la tecnica non è valida e che il vero autore dei testi era quasi sempre il facilitatore, anche se spesso in modo inconsapevole.
La comunicazione facilitata in Italia La CF fu portata in Italia negli anni '90 da Patrizia Cadei, madre di Alberto, affetto da autismo. Dopo aver incontrato Biklen negli Stati Uniti ed aver iniziato ad impiegare il metodo con suo figlio, Patrizia Cadei, come membro dell'Italian Autism Society, iniziò a diffondere la tecnica viaggiando in tutta la Nazione, sempre accompagnata dal figlio che appariva compiere progressi verso la scrittura indipendente.
Nel 1996 L'ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Lazio (oggi ANGSA Lazio), organizzò a Roma un "Convegno Internazionale sulla Comunicazione Facilitata" cui presero parte, tra gli altri, Patrizia Cadei e Douglas Biklen.
In seguito, nel 1997, fu organizzato a Roma il primo "Corso di Formazione Pratico per Insegnanti sulla Comunicazione Facilitata con il Bambino Autistico", riconosciuto dalla Regione Lazio.