La storia di Vienna è lunga e frammentata, le sue origini risalgono all'Impero romano, e ad un accampamento militare costruito nelle vicinanze del centro di Vienna. Da quel modesto campo, Vienna è cresciuta diventando un insediamento romano conosciuto come Vindobona ed un importante centro commerciale nell'XI secolo. Divenne la capitale della dinastia dei Babenberg e successivamente degli Asburgo austriaci, sotto il quale è diventato uno dei poli culturali d'Europa. Nel corso del XIX secolo fu capitale dell'Impero austriaco e poi dell'Impero austro-ungarico, temporaneamente divenne una delle città più grandi d'Europa. Dopo la prima guerra mondiale, Vienna fu capitale della Repubblica d'Austria.

Origini ed età romana

L'insediamento militare

Le origini di Vienna affondano le proprie radici nell'avamposto romano di Vindobona. È però probabile che la zona fosse già abitata in precedenza, dal momento che il nome "Vindobona" – da cui deriva direttamente il nome Vienna – trae origini celtiche. Infatti sarebbe l'unione delle parole latinizzate Vindo (che significa "bianco", in riferimento al corso del fiume Wien, oggi il Donaukanal) e Bona ("fortezza"), interpretabile come "fortezza bianca". Nonostante questo è impossibile avere informazioni esaustive sull'insediamento pre-romano.

Vindobona sorse come fortezza ausiliaria ai tempi di Domiziano, nel contesto delle sue campagne suebo-sarmatiche (89-97), con l'obbiettivo di difendere i confini centro-settentrionali dell'impero, marcati dal Limes Pannonicus e Limes Danubianicus, dagli attacchi dei Suebi, Marcomanni, Naristi, Quadi, Sarmati e Iazigi, poi respinti dal futuro imperatore Traiano. Lo stesso la rese una fortezza legionaria e vi pose la Legio XIII Gemina, che vi rimase dal 95 al 101 per poi venire trasferita in Dacia e sostituita dalla Legio XIV Gemina che invece vi rimase fino al 119 quando fu spostata a Carnunto. Divenne infine la base d'operazione della Legio X Gemina che rimarrà fino alla sua abolizione.Corpus Inscriptionum Latinarum, III 14100, III 11361, III 4572.L'Année épigraphique, 1936 82, 1892 37.

In seguito la fortezza divenne una canaba, ovvero un agglomerato abitato sviluppatosi intorno ad un forte militare, grazie alla sua posizione strategica all'interno della provincia della Pannonia Superiore (si trovava non lontano dalla via dell'ambra e dalle vie di commercio settentrionali). Nel 170 a.C la città fu attraversata da una coalizione di tribù germaniche (tra cui Marcomanni, Vandali e Longobardi) nel contesto delle guerre marcomanniche: questa orda barbarica sfondò il Limes e affrontò l'esercito romano nei pressi di Vindobona e Carnunto, riuscendo a penetrare in territorio romano e arrivando fino ad Aquileia ed Oderzo.Cassio Dione, Storia romana, LXXI. L'imperatore Marco Aurelio dovette perciò combattere gli invasori in una lunga campagna militare in cui riuscì a ristabilire l'ordine in dieci anni. Aurelio Vittore ci narra che lo stesso imperatore morì a Vindobona il 17 marzo 180 da una malattia non chiara, per quanto Tertulliano riporti che l'imperatore sia morto in realtà a Sirmio (oggi Sremska Mitrovica).Aurelio Vittore, De Caesaribus, XVI.Tertulliano, Apologeticum, XXV.

La città perse rapidamente importanza a causa delle ripetute incursioni barbariche di Vandali, Marcomanni e Unni che sfondarono i confini e penetrarono fino in Italia, e fu molto difficile contrastare la loro avanzata a causa dell'anarchia militare che si stava svolgendo a Roma. I barbari devastarono la Pannonia e le regioni vicine e la città decadde e venne spopolata. Secondo la Notitia Dignitatum (Partibus Occidentis, XXXIV) la Legio X Gemina era ancora posizionata in città, ma essa già agli inizi del V secolo venne pesantemente saccheggiata e data alle fiamme dai Goti e abbandonata, stando al Codice Teodosiano (X, 10.25).

Si ritiene che l'antica Vindobona corrisponda oggi con il centro storico di Vienna, l'Innere Stadt, e di fatto alcune piccole strade del quartiere (come la Naglergasse, Tiefergraben e Rotenturmstraße) conservano ancora l'aspetto delle strade romane.

Medioevo

La rinascita della città

Fu dimenticata lungo il Medioevo, venendo saccheggiata spesso da più popoli data la sua presenza strategica. Si attestano invasioni da parte di Slavi e Avari, e forse dall'impero bizantino (grazie al ritrovamento di monete bizantine, che attestano almeno una presenza commerciale), prima di finire nelle mani del regno longobardo e più precisamente nell'Austria longobarda e i ducati del Friuli e Trento (contesa con i Bavari) dove già si attesta un nuovo abitato (situato nella Berghof, presso l'odierna Ringstraße). A salvare la città fu la sua posizione sul Danubio che infatti facilitava i commerci marittimi. La chiesa di San Ruprecht risale al 740 come costruzione, ma sarà ampliata solo in seguito.

Con la nascita dell'impero carolingio la città tornò ad essere un avamposto militare rilevante venendo incluso da Carlo Magno in persona nella Marca orientale che serviva per difendere i confini orientali dagli attacchi degli Avari e in seguito degli Ungari, però con scarso successo. Fu anche dal nome della Marca che deriva il nome Austria, passando infatti per il tedesco antico Ostarrîchi (letteralmente regno dell'Oriente).

Dopo la fine dell'impero carolingio e la creazione del regno dei Franchi orientali, poi evoluto nel Sacro Romano Impero, l'antica Marca orientale fu accompagnata dal ducato di Baviera, Carniola, Carinzia, Verona e Carantania.

La prima menzione della città moderna di Vienna si ritrova negli Annales iuvavenses, datati 881, che riporta di una battaglia "presso il fiume Wien" (apud Weniam) tra le forze bavare e magiare.

Il dominio dei Babenberg

Inizialmente la Marca orientale era piuttosto debole, a causa delle continue incursioni dei Magiari che la distrussero ripetutamente. La situazione si stabilizzò dopo la battaglia di Lechfeld del 955, quando le incursioni furono rallentate e la Marca fu espansa, e alla fine l'imperatore Ottone I diede l'intera zona come feudo alla dinastia dei Babenberg. Inizialmente la Marca era nelle mani di Burcardo, degli Hunfridingi, ma gli fu sottratta dopo aver partecipato a una ribellione.Tietmaro di Merseburgo, Cronaca di Tietmaro (Tavole genealogiche).

Dopo la cacciata di Burcardo, Leopoldo I di Babenberg ricevette la Marca e gli fu conferito il titolo di margravio (marchese), formando il margravato d'Austria. Inizialmente Vienna era una città insignificante e costosa da mantenere, essendo situata sul confine col principato d'Ungheria. Leopoldo e la sua dinastia discendeva dalla famiglia dei Luitpoldingi, che ricercano il loro progenitore in Liutpoldo di Baviera, anche se anticamente si riteneva che discendesse dai Popponidi (chiamati anche Vecchi Babenberg o Babenburg), a sua volta discendenti dei Robertingi, ma questa leggenda non è più accettata dai critici storici moderni.

Lungo i seguenti due secoli il Magravato si espanse nei territori vicini, ma di Vienna non si ha ancora notizia: il centro di potere di Leopoldo era infatti Pöchlarn e poi Melk. Leopoldo fu succeduto dai figli Enrico ed Adalberto; quest'ultimo instaurò relazioni amichevoli con il re degli ungheresi Stefano I che si convertì al Cristianesimo, ma l'alleanza cadde a pezzi per ordine del sacro romano imperatore Corrado II che compì varie campagne militari contro gli ungheresi, e il margravato dovette partecipare perché formalmente soggetto a lui. Come risultato si ebbe una prima guerra tra austriaci e ungheresi, che assediarono proprio Vienna nel 1030. Anche le relazioni con l'impero finirono in crisi, a causa delle relazioni tra i Babenberg e gli ungheresi, prima di essere risolti in un accordo tra Adalberto e Agnese di Poitou, vedova di Enrico III e reggente per il figlio.Stephan Vajda, Storia dell'Austria. Mille anni fra Est e Ovest (1986). Seguì Ernesto, figlio di Adalberto e nipote del doge veneziano Ottone Orseolo, il quale continuò ad espandere i confini, lentamente trasformando il suo territorio in un margravato autonomo dal ducato di Baviera. Suo figlio Leopoldo II (membro per parte di madre dei Wettin) si scontrò con i fedeli di Enrico IV nel teatro della lotta per le investiture.

Così si arriva quindi a Leopoldo III, santo patrono dell'Austria e di Vienna stessa, infatti sotto il suo regno e di quello del figlio Leopoldo IV Vienna inizia ad essere menzionata più spesso, e si espanse come città. Leopoldo divenne anche un legittimo pretendente al trono imperiale, avendo sposato Agnese della dinastia salica.

Il ducato d'Austria

Lo splendore di Vienna ha inizio nel 1155, quando Enrico II, nono magravio d'Austria, decise di scegliere Vienna come capitale del suo dominio e di renderla residenza della sua famiglia, iniziando a darle più importanza rispetto alle altre città austriache. Non c'è motivo di pensare che questo atto sia stato fatto per ragioni politiche o militari, ma più che altro per ragioni puramente economiche (date le buone relazioni con la repubblica di Venezia), inoltre lo stato era unitario e saldamente nelle mani dei Babenberg, al contrario del resto dell'impero che era fortemente decentralizzato e disunito. Sotto di lui vi fu la costruzione del duomo di Vienna e del monastero di Nostra Signora degli Scozzesi, poi abazia.

Un anno dopo, nel contesto della disputa sul trono tedesco, Enrico appoggiò gli Hohenstaufen, riuscendo a conquistare il ducato di Baviera. Il nuovo imperatore Federico I Barbarossa restituì ai legittimi proprietari il ducato, ma per compensare i Babenberg gli elevò al titolo di duca con un documento, il privilegium minus, con cui nacque il ducato d'Austria e lo stato austriaco in generale, che si staccò dalla Baviera e iniziò ad assumere più e più indipendenza. In seguito Enrico si sposò con un esponente dei bizantini Comneni e fu succeduto dal figlio Leopoldo V.

Leopoldo V partecipò alla Terza crociata al fianco di Riccardo I d'Inghilterra, Filippo II di Francia e Corrado del Monferrato. La leggenda vuole poi che Riccardo, durante il viaggio di ritorno, sia stato arrestato da Leopoldo su pretesto di tradimento, e dal riscatto ricevuto riuscì ad erigere le prime mura cittadine di Vienna, dove oggi sorge la metropolitana di Vienna.Jean Flori, Riccardo Cuor di Leone. Il re cavaliere (2002). Vienna divenne inoltre un polo commerciale del Sacro Romano Impero in diretto collegamento con Venezia e le città della Germania settentrionale, arricchendosi dai dazi che imponeva ai viaggiatori; ma a indebolire la città era il fatto che non era presente un vescovo della città, nonostante i tentativi da parte dei duchi.

Dopo Leopoldo V seguirono gli ultimi duchi Babenberg, che governarono sui territori di Austria e Stiria: Federico I, morto durante la crociata del 1197; Leopoldo VI, sotto il quale fiorì l'arte romanica e Federico II, che aveva grandi piani di espansione, ma divenne presto impopolare e perse i suoi territori, con Vienna resa città libera. Alla sua morte nel 1246 in guerra contro l'ungherese Béla IV si estinse la linea maschile dei Babenberg, e iniziò un interregno di circa 3 decenni.

L'interregno e l'ascesa degli Asburgo

L'estinzione dei Babenberg arrivò in un momento critico per il ducato d'Austria, visto che l'ultimo membro non aveva lasciato eredi ed era diventato impopolare. Sulla base dei voleri dubbi di Federico, a governare il ducato in modo non ufficiale furono Ermanno VI di Baden-Baden (coniuge di Gertrude, nipote di Federico), Vladislao di Boemia e Ottocaro II della famiglia dei Přemyslidi.

In questo periodo nasce il primo stemma di Vienna: un'aquila (simbolo dei Babenberg) con uno scudo rosso fasciato da una croce bianca, che si rifà alle crociate. Il suo primo uso risale al 1228, ma è probabile che si sviluppò pienamente nella seconda metà del XIII secolo. La carica di priore e governatore della città è attestata dal 1282, e il primo nome conosciuto è quello di Konrad Poll.