Sonnet 33 o Full many a glorious morning have I seen è il trentatreesimo dei Sonnets di William Shakespeare.

Analisi del testo Quartine Le prime due quartine si mostrano come l'una l'opposto dell'altra: la prima mostra un'idilliaca immagine di serenità, quella di un mattino glorioso (glorious morning); la seconda, che le succede anche cronologicamente, è l'offuscamento negativo della prima, col suo volto sfigurato (disgrace), percorsa da un turbamento.

Nella terza quartina, le immagini naturali delle prime due si mostrano nel loro reale significato, svelandosi dei riferimenti metaforici al fair youth: il giovane amato, che come il più bel sole si è concesso all'io, è presto fuggito, portato via dalle "nuvole più alte"Cfr. la traduzione in Calimani, p.75. (region cloud), ottenebrando l'io.

Distico Nel distico conclusivo, però, l'io si consola e, anzi, continua ad amare il fair youth. Infatti, se anche il sole può essere oscurato dalle nubi, non c'è da meravigliarsi se questo accade anche in terra, tra gli esseri umani.

Note

Bibliografia Dario Calimani, William Shakespeare: i sonetti della menzogna, Carocci, 2009, pp. 75–79.

Collegamenti esterni

Sonnet 033