La Mudawwana () o Codice di Statuto Personale Marocchino è la legge marocchina sul diritto di famiglia. È stata riformata nell'ottobre 2003 e approvato a febbraio 2004 dal Parlamento marocchino, e promulgata dal re Mohammed VI.
Basato sulla scuola giuridica malikita il codice ha ricevuto il plauso degli attivisti per i diritti umani per le sue riforme sociali e religiose. Questa revisione, che migliora tra gli altri i diritti delle donne, ha provocato forti proteste da parte degli integralisti.
Storia Malik ibn Anas, fondatore della scuola giuridica sunnita del malikismo, fu l'autore dell'al-Muwaṭṭāʾ e dell'al-Mudawwana, collezione di detti del profeta Maometto, della sua famiglia e dei suoi Compagni, oltre che delle riflessioni di Malik stesso, raccolte e pubblicate dall'imam e dai suoi allievi (la Mudawwana fu in realtà messa in forma scritta dall'allievo di Malik, Saḥnūn) con ampi commentari su diverse fattispecie giuridiche. L'al-Mudawwana consisteva in gran parte della legge di famiglia, che regolava il matrimonio, l'eredità e la custodia dei figli.
Tamara Sonn, professore di religione e scienze umane al College of William and Mary (a Williamsburg, in Virginia), apprezza il codice marocchino per l'abolizione della famiglia patriarcale e l'espressione di rispetto verso la donna.
Il Codice La Mudawwana coinvolge diversi aspetti della vita familiare: La poligamia, pur restando autorizzata, diviene più difficile. La donna ha diritto a includere nel contratto matrimoniale la condizione per cui il marito si asterrà dal prendere altre mogli. La poligamia deve essere espressamente autorizzata da un giudice, e solo nei casi in cui: c'è una giustificazione eccezionale ed obiettiva la prima moglie acconsente l'uomo ha sufficienti risorse per sostenere le due famiglie e garantire i diritti di mantenimento, alloggio ed eguaglianza in tutti gli aspetti della vita L'obbligo dello sposo di soddisfare i bisogni della moglie, e quello della moglie di obbedire al marito, sono stati rimpiazzati dall'obbligo dello sposo di soddisfare i bisogno della famiglie, e dal diritto dei due sposi di gestire congiuntamente gli affari familiari. Viene richiesto che le coppie chiedano il divorzio davanti ad una corte di giustizia. La semplice lettera di ripudio stabilita davanti ad un responsabile religioso non è più sufficiente. In caso di divorzio, il genitore che ottiene la custodia dei figli conserva il domicilio familiare. L'età minima legale per il matrimonio passa da 15 a 18 anni. La molestia sessuale è considerata come un reato e punita dalla legge Viene ribadito che una donna può sposarsi senza il consenso del padre ("walī" o tutore può essere anche un parente di sesso maschile) La fedeltà della donna verso il marito, principio tradizionale del diritto matrimoniale musulmano, ma che era stato codificato solo in Marocco, viene modificato: mentre il vecchio codice faceva della fedeltà della moglie "il primo diritto del marito", il nuovo prescrive una "fedeltà reciproca"François-Paul Blanc, Le droit musulman, Dalloz, 2 éd., 2007, p. 61.. Viene riconosciuto valido il matrimonio di cittadini marocchini secondo le leggi di altri paesi. Il codice non includeva la possibilità per una donna marocchina di trasmettere la sua nazionalità ai figli; dopo una campagna pubblica, essa è stata riconosciuta nel nuovo Codice della Nazionalità, promulgato dal re Mohammed VI nell'ottobre 2006.
Messa in atto Il nuovo Codice di famiglia marocchino entrò in vigore l'8 marzo con la Legge n. 70 del 2003. La messa in atto è stata lunga e burrascosa, da un lato i conservatori erano contrari, dall'altra i modernisti e le femministe appoggiavano la riforma, voluta direttamente dal Re. I punti essenziali della riforma sono: da un lato assicurare stabilità al nucleo familiare attraverso il riconoscimento dell'uguaglianza tra uomo e donna all'interno della famiglia, dall'altro tutelare i diritti dei figli.
Note
Voci correlate Mudawwana Condizione della donna nell'Islam Femminismo islamico Matrimonio musulmano
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