Zanj (, letteralmente "negro"Si veda il Vocabolario arabo-italiano dell'Istituto per l'Oriente, Roma, 1966 (e succ. ediz.), p. 525a.) è un vocabolo storico attestato nella letteratura araba, anche se probabilmente è di origine non araba, forse persiana (vista l'esistenza dell'identico vocabolo , che significa "di pelle nera").Gilbert Lazard, Dictionnaire persan-français, Leida, E. J. Brill, 1990, ISBN 90-04-08549-1, p. 221a s.v. زنگی, che riporta come traduzione del vocabolo "noir, nègre". Anche l'esperto di farmacopea arabo, Ibn al-Bayṭār, indicava per indicare il "rabarbaro nero" l'espressione rāwand zanj, alludendo al suo colore e non al suo luogo di provenienza.

Il vocabolo medio-persiano forse riprendeva un lessema di origine più antica,Per altre ipotesi etimologiche si potrà invece utilmente vedere Alexandre Popovic, La révolte des esclaves en Iraq..., pp. 54-56, dove si ricorda l'ipotesi di L.-Marcel Devic (Les pays des Zendjis ou la côte orientale d'Afrique au Moyen Age (géographie, moeurs, productions, animaux légendaires) d'après les écrivains arabes, Parigi, Hachette et Ce, 1883, pp. 15-16) che allude a un'origine etiopica, o quella di August Müller (Der Islam im Morgen und Abenland, 2 voll. Berlino, 1885-87, I, pp. 579 e segg.) che propone un'origine greca, visto che Strabone prima e Plinio il Vecchio poi usavano, per riferirsi alle popolazioni della costa orientale africana, la parola Azania, mentre Cosma Indicopleuste impiegava l'espressione Zingion per indicare la regione di quei gruppi umani. non verificabile in letteratura.

Descrizione Bilād al-zanj ("Paese degli zanj") era l'espressione cui facevano ricorso gli arabofoni per identificare l'area geografica dell'Africa orientale a sud dell'Abissinia, e in particolare Zanzibar, in cui gli arabi e i persiani, forse fin dall'inizio del II secolo dell'Egira (VIII-IX secolo del calendario cristiano),Popovic (op. cit., p. 60), riprendendo un'osservazione dell'arabista francese Ch. Pellat, parla di età "indeterminata". imbarcavano le popolazioni indigene da essi catturate per destinarle alla schiavitù e trasferirle nel califfato, al fine di sfruttarne a infimo prezzo la forza lavoro.

Inevitabilmente il vocabolo conobbe una trasformazione semantica, finendo con l'identificare sommariamente gli "schiavi di pelle nera", mentre gli africani di colore, ampiamente presenti nella storia e nelle istituzioni islamiche,Basterebbe ricordare Abū l-Misk Kāfūr, potente reggente ikhshidide per conto dei figli minori di Muḥammad b. Ṭughj, detto al-Ikhshīd, oppure Abū l-Futūḥ Barjawān, non meno potente reggente fatimide per conto del minore al-Ḥākim. venivano di norma identificati col termine sūdān ("neri").

Charles Pellat così scriveva:

Luoghi e abitanti I geografi dividevano la costa est dell'Africa in molte regioni sulla base dei rispettivi abitanti: nel nord della Somalia vi erano i berberiF.R.C. Bagley et al., The Last Great Muslim Empires, (Brill: 1997), p.174Mohamed Diriye Abdullahi, Culture and Customs of Somalia, (Greenwood Press: 2001), p.13James Hastings, Encyclopedia of Religion and Ethics Part 12: V. 12, (Kessinger Publishing, LLC: 2003), p.490

Più in là della costa berbera, a sud, vi erano gli Zanj (anche traslitterati come Zenj''' o Zinj) terra abitata da popoli di lingua bantuBethwell A. Ogot, Zamani: A Survey of East African History, (East African Publishing House: 1974), p.104 regione che si estendeva dall'odierna MogadiscioTimothy Insoll, The Archaeology of Islam in Sub-Saharan Africa, (Cambridge University Press: 2003), p.61 sino alla TanzaniaStefan Goodwin, Africa's Legacies of Urbanization: Unfolding Saga of a Continent, (Lexington Books: 2006), p.301 Lo storico e geografo arabo Abu al-Hasan 'Alī al-Mas'ūdī nel X secolo descrive Sofala come il più lontano limite della regione di Zanj

Gli scrittori arabi usarono la parola Zanj anche per riferirsi ai popoli che parlavano bantu localizzati a sud dei berberi sulla costa est dell'Africa. Gli Zanj commerciarono con arabi, persiani, e indiani ma solo localmente non possedendo imbarcazioni per solcare gli oceani. In virtù di questi scambi commerciali alcuni arabi si sposarono con donne bantu contribuendo forse alla nascita della cultura e lingua swahiliDavid Westerlund, Ingvar Svanberg, Islam Outside the Arab World, (Palgrave Macmillan: 1999), p.11

I principali insediamenti Zanj sulla costa includevano Shungwaya (Bur Gao), così come Malindi, Gedi e Mombasa.

Etimologia di Zanzibar Da "Zanj" deriva il nome "Zanzibar", attraverso Zang-i bar (), che significa "paese dei negri",Gilbert Lazard, op. cit., p. 221a, s.v. «». ( + , "terra" o "continente" [dei "neri"]).Alessandro Coletti e Hanne Coletti Grünbaum, Dizionario Persiano-Italiano, Roma, Centro culturale italo-persiano, 1978, p. 117.

Nella finzione La leggenda di Zinj ha ispirato diversi letterati, tra questi Michael Crichton (Congo) ed Henry Rider Haggard (La città nascosta), e dalle opere di questi autori sono nati anche dei film.

Il film Congo è ambientato in un luogo chiamato Zinj.

Note

Bibliografia Alexandre Popovic, La révolte des esclaves en Iraq au XIIIe / IXe siècle, Parigi, Paul Geuthner, 1976, 218 pp. C. Cahen, "L'histoire économique et sociale de l'Orient musulman médiéval", in: Studia Islamica, III (1955), pp. 112–113. L. Massignon, s.v. «Zandj», su: The Encyclopaedia of Islam (I ediz.) G.S.P. Freeman-Grenville, s.v. «Zandj», su: The Encyclopaedia of Islam'' (II ediz.)

Voci correlate Rivolta degli Zanj

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