Per alleanze franco-mongole si intendono le molteplici relazioni diplomatiche intercorse nel XIII secolo tra l'Ilkhanato di Persia, retto da una dinastia mongola e parte dell'impero mongolo, e i sovrani dell'Europa occidentale, così come gli Stati crociati fondati nel Levante.
Nel XIII secolo, diversi regnanti cristiani europei tentarono di formare un'alleanza con l'impero mongolo contro il loro comune nemico, lo Stato islamico dei mamelucchi d'Egitto. Presso l'impero dei khan, dove invero vari sudditi avevano già parzialmente accettato il cristianesimo, era garantita libertà di culto e molti influenti cristiani d'Oriente convivevano presso la corte mongola. I cristiani di rito latino erano aperti all'ipotesi di un aiuto proveniente dall'Oriente poiché molti luoghi in cui era nato il cristianesimo erano ormai stati occupati dai musulmani. Per motivi diversi, i mamelucchi d'Egitto finirono per rappresentano un nemico comune per mongoli e i franchi, come erano genericamente definiti dagli arabi gli europei giunti a Oriente (Ifranj). Per un lungo lasso di tempo, si susseguirono scambi epistolari, viaggi diplomatici e scambi di doni reciproci, così come profferte di varie forme di cooperazione..
Tradizionalmente i mongoli tendevano a inquadrare gli altri popoli esclusivamente come vassalli o come nemici, riservando scarsa considerazione al concetto di alleato.. Il momento in cui si sfiorò maggiormente la prospettiva di una cooperazione coincise con la costituzione di un rapporto di vassallaggio con il Principato d'Antiochia, uno degli Stati crociati...... Anche le cristiane Georgia e la Cilicia armena divennero vassalle, accettando, allo stesso modo di ogni altro popolo sottomesso, di fornire supporto bellico e a partecipare alle varie campagne mongole che venivano condotte, non ultime quelle contro obiettivi musulmani..
Nel 1274 il papato convocò un concilio ecumenico a Lione, in Francia, durante il quale fu bandita una nuova crociata. Malgrado questa non avvenne mai, si sperava con questa spedizione di coinvolgere i mongoli e convincerli a battezzarsi, affermando così in maniera indiscussa l'autorità della Santa Sede a livello mondiale. Al netto di ammiccamenti e promesse più o meno vaghe di assistenza, la cooperazione franco-mongola non si tramutò mai in qualcosa di stabile, complice anche lo scarso interesse con cui i sovrani europei guardavano ormai al fenomeno delle crociate. Il periodo critico vissuto dai cristiani nel Levante culminò con l'assedio di Acri del 1291, il quale pose fine alla presenza latina nella regione; al contempo, i mongoli vivevano una fase interna travagliata e non erano più in grado di reagire efficacemente alle offensive mamelucche, le quali comportarono, tra le varie conseguenze, al definitivo allontanamento tra franchi e mongoli. Sono numerosi gli storici moderni ad aver espresso pareri sull'esatta natura dei rapporti bilaterali in esame, giungendo a conclusioni abbastanza diversificate e interrogandosi sui benefici e/o sugli svantaggi che ne sarebbero derivati..
Prime interazioni Prima del XIII secolo Prima del XIII secolo non vi furono contatti diretti tra l'Europa e la Mongolia; il termine stesso "mongolo" veniva utilizzato per indicare un gruppo vasto di genti che veniva tenuto distinto da comunità turche o di altra etnia.. Tali tribù irruppero nei territori stepposi eurasiatici come popolo sostanzialmente nomade e legato a convinzioni sciamaniche, benché estremamente tollerante verso altre confessioni religiose.... Alla vigilia del Duecento, le informazioni disponibili provenivano solo in modo indiretto, tramite i gruppi turchi, cazari e cumani, o attraverso i mercanti lungo la via della seta, la direttrice commerciale che collegava l'Estremo Oriente al Vicino Oriente... Le reciproche conoscenze erano frammentarie e spesso mitizzate, con l'Asia interna percepita in Europa come una terra remota e semi-leggendaria. Nel Duecento la situazione venne a mutare, complice l'accresciuto interesse europeo verso la regione del Levante e le prime notizie che giungevano sulle conquiste mongole, apprese dai cristiani orientali..
Espansione mongola (1220 circa-1244)
Tra gli europei, da lungo tempo, vi erano voci ed aspettative di un grande alleato cristiano che sarebbe dovuto arrivare da "Oriente".. Queste voci circolavano già all'epoca della prima crociata e di solito, quando i crociati subivano una sconfitta in battaglia, aumentavano di popolarità in risposta al desiderio, umano e naturale, di un eroe cristiano che arrivasse da una terra lontana per contribuire a salvare la situazione. Si era sviluppata una leggenda su una figura conosciuta come Prete Gianni, al punto che alcune persone provenienti da Oriente erano state accolte con la speranza che potessero essere i tanto attesi eroi cristiani.. Nel 1210 giunsero in Occidente notizie sulle battaglie del mongolo Kuchlug, capo della tribù dei Naiman, in gran parte cristiana. Le forze di Kuchlug stavano combattendo il potente impero corasmio guidato da ʿAlāʾ al-Dīn Muḥammad. In Europa circolò la voce che Kuchlug fosse il mitico Prete Gianni che contrastava i musulmani in Oriente..
Nel 1221, durante la quinta crociata, mentre i cristiani assediavano senza successo la città egiziana di Damietta, le leggende del Prete Gianni si confusero di nuovo con la realtà della rapida espansione dell'Impero di Gengis Khan. La convinzione che il mondo cristiano sarebbe stato salvato da Oriente finì per infondere un ingenuo entusiasmo nelle menti di numerosi fedeli e potenti. In una lettera datata 20 giugno 1221, papa Onorio III fece un commento su «forze provenienti dall'Estremo Oriente per la liberazione della Terra Santa»..
Le brillanti manovre militari di Genghis Khan e dei suoi fidati generali avevano consentito un enorme allargamento dei domini mongoli, inglobando territori compresi tra la Corea e la Persia orientale e tra l'Oceano Indiano e la Siberia. Dopo la morte di Genghis nel 1227, i mongoli non svilupparono un sistema fisso e ben regolato di successione basato sul primogenito o sull'ultimogenito (secondo il tradizionale uso mongolo) ma crearono una sorta di assemblea (kuriltai) formata dai più importanti comandanti mongoli e atta a selezionare i successori della stirpe.. Dopo alcune avvisaglie iniziali, numerose armate mongole cominciarono l'invasione dell'Europa, aggredendo con una ferocia inaudita la Rus' di Kiev (causandone la dissoluzione), la Polonia e l'Ungheria, oltre a spingersi anche in altre regioni a sud-est.. La veemenza dell'offensiva suscitò ampia preoccupazione in Occidente, tanto che nel 1241 papa Gregorio IX decise di proclamare una crociata contro i mongoli, confermata poi due anni più tardi Innocenzo IV.. La sequela di incursioni era stata improvvisamente interrotta nel dicembre del 1241, a causa della morte del gran khan Ögedei, evento che aveva imposto un frettoloso richiamo di numerosi comandanti impegnati in Occidente, tanto più se si pensa che non era stato designato alcun successore...
Approcci della Santa Sede (1245-1248)
In Asia occidentale, l'inarrestabile avanzata mongola aveva spodestato i turchi corasmi, costretti ad emigrare verso ovest, dove finirono per allearsi con i musulmani Ayyubidi d'Egitto.. L'esercito del nipote di Genghis Khan, Hulagu, prosegì quasi indisturbato la propria avanzata dalla regione sud-occidentale verso la Persia e la Terra Santa, subendo una fase di pausa con la morte del gran khan.. Nel 1244 i corasmi, che erano stati scacciati dalle proprie terre, attaccarono la cristiana Gerusalemme,Sin da quando le mura cittadine erano state abbattute in ossequio ai termini stabiliti dalla pace di Giaffa del 1229, la città versava in uno stato precario ed era esposta a ogni aggressione esterna.., che cessò definitivamente di appartenere agli Europei..
La perdita di Gerusalemme ravvivò tra gli europei anche la speranza che i Mongoli, tra i quali vi erano molti cristiani nestoriani e che avevano portato così tanta distruzione all'Islam, potessero essere convertiti al cristianesimo divenendo alleati della cristianità... Già nel marzo 1245, infatti, papa Innocenzo IV emise molteplici bolle, alcune delle quali furono portate da un inviato, il francescano Giovanni da Pian del Carpine, all'«imperatore dei Tartari».. Nella Cum non solum, papa Innocenzo chiese al governante mongolo di farsi battezzare e di fermare le uccisioni di cristiani, esprimendo inoltre un sincero desiderio di pace... Il nuovo khan mongolo che si insediò a Karakorum nel 1246, Güyük, si sentì offeso dalle lettere di Innocenzo IV, poiché per un caso sfortunato di traduzione il termine "pace" veniva reso in mongolo anche con "sottomissione", poiché quest'ultima implicava la prima... Le intenzioni pacifiche vennero così interpretate come un tentativo di asservimento delle popolazioni al capo della cristianità, provocando la seguente risposta:
Al suo rientro, Giovanni da Pian del Carpine riferì che i mongoli avevano in mente di conquistare il mondo e consigliò ai cristiani di affrontarli in campo aperto sotto la guida di un unico capo.. Ammonì contro le astuzie avversarie in battaglia, giungendo a consigliare che tutti gli oggetti di valore venissero nascosti in caverne.
Nel 1245 papa Innocenzo inviò una seconda missione, guidata dal domenicano Ascelino di Lombardia. Al termine di un viaggio che richiese due anni, Ascelino incontrò vicino al Mar Caspio il comandante mongolo Bayju (1247). Costui impedì loro di procedere oltre fino alla Mongolia, essendosi risentito a causa dalle parole di rimprovero avanzate dal papa e minacciando addirittura di morte i messaggeri. Tempo dopo, li lasciò andare con un messaggio da recapitare a Roma tramite i suoi inviati Aïbek e Sargis.. Rimasti nell'Urbe per circa un anno, i due rientrarono soltanto nel novembre del 1248 per esprimere il disappunto sul mancato progresso dei progetti di cooperazione.. L'anno successivo, nuovamente preoccupato che gli asiatici potessero compiere vaste campagne militari offensive, commutò i voti di chi intendeva recarsi nel Vicino Oriente affinché potesse contribuire, in caso di bisogno, a un'eventuale guerra contro i mongoli..
Siffatti attriti rendevano particolarmente complicata la prospettiva di convertire i mongoli o la stipula di una pace con gli europei, che infatti non si realizzò. In compenso, fu mostrata una spiccata curiosità verso la forza militare, la società e la cultura degli asiatici.. In buona sostanza, le comunicazioni tra cristiani e mongoli assunsero uno schema ricorrente: gli europei domandavano alla controparte di convertirsi al cristianesimo, e i mongoli rispondevano chiedendo semplicemente la sottomissione..
Stati vassalli cristiani Regni di Georgia e di Armenia
La forza dell'impero mongolo, il più grande di sempre per contiguità territoriale,. risiedeva nella sua straordinaria capacità di integrare i popoli sottomessi; i guerrieri vinti venivano arruolati nelle armate, mentre le popolazioni conquistate erano assorbite nel tessuto sociale, contribuendo alla crescita economica e demografica.. Tale integrazione era favorita dalle affinità culturali e dalle condizioni di vita comuni tra le genti nomadi delle steppe, abituate a forme simili di adattamento ambientale. Sottomettersi ai mongoli risultava spesso più vantaggioso che opporvisi, poiché la collaborazione garantiva sicurezza, bottino e persino la possibilità di conservare, entro certi limiti, una nuova struttura politica. Mentre avanzavano verso ovest, i mongoli aggredirono la cristiana Georgia e, nel 1236, sottomisero Tbilisi, che pur conservando le sue istituzioni, esse «erano direttamente responsabili del proprio operato nei confronti degli esponenti mongoli nella regione».. La ratifica diplomatica della condizione di vassallaggio avvenne qualche tempo dopo, nel 1243, quando fu accettata ufficialmente dalla regina Rusudan e divenne una fedele alleata nelle conquiste militari seguenti...