Rezzato (Rezat in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia.
Posto immediatamente ad est della città di Brescia nell'area tra il capoluogo e il lago di Garda, è il più popoloso dell'est bresciano e il terzo comune dell'hinterland per numero di abitanti dopo Gussago e Concesio.
Fin dal Cinquecento la vicinanza alle cave di marmo di Botticino e la forte vocazione al lavoro artigianale lo hanno reso noto come il "paese degli scalpellini" (o tàia-préde in dialetto bresciano), abili addetti alla lavorazione del marmo.
Il 3 agosto 2022 ha ricevuto il titolo di città per meriti di carattere storico e culturale.
Geografia fisica Territorio Si trova nell'area pedemontana immediatamente ad est del capoluogo.
Il territorio è costituito da tre grandi macroregioni morfologiche: l'ansa pianeggiante tra il monte Maddalena, la collina di Botticino e il monte Regogna. Il sistema collinare è costituito dai monti Regogna, Fieno e Marguzzo, parte delle Alpi meridionali italiane, e da due culminazioni quali il monte Peladolo e il poggio San Martino, leggermente distaccati dalle altre alture."Rezzato, materiali per una storia", Paolo Corsini e Gianbattista Tirelli, 1986.
Orografia
I detti sistemi collinari nascono nel corso delle varie ere geologiche e sono costituiti da diversi tipi di rocce.
Una è la corna, costituita da carbonato di calcio e magnesio, formatasi quasi 193 milioni di anni fa. È presente in tutto il bacino compreso tra i monti Regogna e Marguzzo, nonché il poggio San Martino. Importanti studi effettuati sul monte Regogna hanno individuato varie forme fossilizzate di vita animale e vegetale marina.
L'età del corso inizia poco dopo quella della corna. Di questa roccia è costituita la parte inferiore del monte Regogna e tutto il monte Peladolo. Essendo parti molto basse, quindi un tempo sommersi del mare, sono state rinvenute conchiglie fossili di ammoniti e ricci di mare.
Il medolo, il quale affiora sulla parte occidentale del monte Regogna, ha una formazione di gran lunga più recente (178 milioni di anni fa) ed è una roccia costituita da calcari marmosi. Il medolo è caratteristico di un ambiente marino profondo e pertanto anche qui affiorano resti di conchiglie fossili.
Le rocce più giovani sono quelle che costituiscono il colle San Pietro; sono costituite da calcari grigi alternati a marne formatisi 147 milioni di anni fa.
Idrografia Il territorio di Rezzato è attraversato dal Naviglio Grande Bresciano, che dal Gavardo si dirige verso Brescia, rifornendo tutti i torrenti agricoli della Valverde e della pianura a sud.
Il torrente Rino attraversa il centro storico della frazione di Virle e si immette nel Naviglio Grande Bresciano all'altezza dello svincolo stradale di Treponti. Nei pressi della foce del Rino dalle acque del Naviglio si dirama il torrente detto della Lupa che si dirige nelle campagne a sud di Treponti verso Castenedolo.
Da Botticino scende il torrente Rino Musia che attraversa parte del territorio nord-est rezzatese, per poi entrare nel comune di Brescia.
Origini del nome
Tra le molte ipotesi sull'etimologia del toponimo Rezzato, quella più famosa riguarda la storia di un leggendario re di nome Zato che viveva nel territorio ad est di Brescia. Nel tempo la leggenda divenne così famosa che oggi lo stemma del comune raffigura un mezzo busto di un re. Tra le tante leggende attorno a questa figura, la più strana è quella dell'attribuzione al re di una moglie la regina Sabina, la quale regnava sulla valle Sabbia.
L'ipotesi più plausibile è, comunque, quella della derivazione del termine dal complesso della curtis vetus o Curvione, dalla quale corte regia o Regiadum, il luogo dove nel medioevo l'imperatore sostava durante i suoi viaggi diplomatici. Per ricordare questa nobile origine, rimane tutt'oggi, presso la stazione ferroviaria, la località Curvione, esito di Curtis Vetus.
Storia Età antica I reperti più antichi ritrovati risalgono al Neolitico; il luogo di ritrovamento fu la Cavernetta Ca' dei Grii. Questa cavità si trovava sul versante meridionale del monte Regogna ed è andata perduta a causa dello sfruttamento della cava vicina nel 1969. Era lunga circa 9 m e larga 3,50 m; durante i lavori iniziati nel 1954 al suo interno furono trovati frammenti vascolari risalenti alla Cultura dei vasi a bocca quadrata e anche resti scheletrici. Non si esclude che la cavernetta sia stata usata come rifugio per una famiglia durante la Seconda guerra mondiale."Rezzato. Storia di una comunità", Marco Taccolini, 2000. Altri reperti, rinvenuti sul monte Peladolo, databili intorno all'Età del Bronzo; su questa collina, infatti, si ritiene fosse presente un abitato di palafitte. Durante i molti lavori di scavo tra il 1881 e il 1968 sono stati rinvenuti molti manufatti in terracotta e anche dei crani di bambini e scheletri umani.
L'età romana vede il territorio di Rezzato oltrepassato da un'importante strada, la via Gallica, che collegava Brescia a Verona, oggi ricalcata dal percorso della ex statale 11. In più, da alcuni reperti emerge che probabilmente all'altezza di Treponti vi fosse un bivio di questa strada che portava a Gavardo e a Vobarno (ora questa strada secondaria è ricalcata dalla statale 45 bis).
In età romana Rezzato, insieme a Botticino, fu uno dei luoghi di estrazione del marmo più sfruttati dagli antichi Romani, come dimostrano i materiali utilizzati per la costruzione di molti edifici a Brescia e a Roma. Non ci sono, però, importanti ritrovamenti risalenti a quell'epoca se non alcuni mattoni usati per la costruzione delle case romane rinvenuti nel 1998 nella zona del santuario della Madonna di Valverde, un'ara della gens Livia trovata sul colle San Pietro, una lanterna rappresentante il dio Dioniso trovata con alcune tombe nella località Torre, una fibula in bronzo trovata sul monte Peladolo e un lastricato di strada romana scoperto nel 1971 durante i lavori per il cavalcavia Rezzato-Botticino.
Medioevo Il Medioevo è il periodo di nascita del paese. Intorno all'anno 1000 il vescovo di Brescia Landolfo donò alcuni fondi ai monaci benedettini del monastero di Sant'Eufemia per bonificare la zona ad est della città. Grazie ai monaci le terre furono bonificate e nacque il primo centro abitato che dipendeva religiosamente e civilmente dal monastero di Sant'Eufemia. Nel 1299 il vescovo di Brescia Berardo Maggi venne incontro alle richieste dei rezzatesi emanando un decreto in cui dichiarava la nascita del paese di Rezzato.
Una tradizione religiosa vuole sia avvenuta qui, nell'estate del 1399, una celebre apparizione mariana in località Valverde. Divenuta subito luogo di pellegrinaggio del movimento dei "Bianchi", vi sorse in seguito un santuario.
Età moderna Nel 1429 Rezzato passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia e iniziò un periodo di prosperità e fioritura del commercio.
Nel 1548 il nobile Giacomo Chizzola fondò a Rezzato la prima accademia di agronomia.
Negli anni successivi a Rezzato furono costruite molte ville, tra cui Villa Fenaroli e Villa Provaglio.
Sotto il provvisorio dominio dei Visconti, nel Cinquecento, Rezzato fu posto come paese capitano della regione Quadra (comprendente anche i comuni di Sant'Eufemia della Fonte, Mazzano, Caionvico, Borgosatollo, Castenedolo, Virle e Calcinato).
Il comune era governato da tre consiglieri che duravano in carica un anno; 12 consoli che a turno ricoprivano la carica di massaro e un cancelliere.
Età contemporanea Passato nel XVIII secolo sotto l'impero napoleonico, divenne poi parte dell'impero austro-ungarico.
Il 15 dicembre 1839 l'architetto Rodolfo Vantini vi fondò una scuola per tagliapietre. Funzionante già in parte nel 1843, la scuola trovò una sua sede definitiva in una costruzione disegnata dal Vantini stesso ed inaugurata, dopo lunghe interruzioni per gli avvenimenti del 1848 e la morte dell'architetto, nel 1858.
Il 22 marzo 1848 il paese fu scenario di quello che è passato alla storia con il nome di fatto di Rezzato. I volontari guidati dai patrioti Vittorio Longhena e Asdrubale Gallinetti, con l'aiuto dei contadini del luogo e di quelli di Sant'Eufemia, Virle e Serle, questi al comando di don Pietro Boifava, chiamati dalle campane riuscirono dopo aver eretto barricate in località "Ponte", a fermare e a catturare un convoglio di 163 soldati austriaci diretti a Brescia. L'azione ebbe una tale eco che convinse il generale Friedrich Karl zu Schwarzenberg alla capitolazione.
Durante la seconda guerra d'indipendenza italiana, Rezzato fu tra gli scenari della Battaglia di Treponti che si tenne fra i Cacciatori delle Alpi di Garibaldi e le forze austriache nella campagna tra Treponti e Castenedolo.
Dal punto di vista amministrativo, dal 1859 al 1926 Rezzato fece parte del circondario di Brescia ed era a capo del mandamento X che comprendeva anche i comuni di Borgosatollo, Botticino Sera, Botticino Mattina, Mazzano, Castenedolo, Nuvolera, Nuvolento, Serle, Ciliverghe, Caionvico, Virle Treponti.
Nel 1897 fu aperta la ferrovia Rezzato – Vobarno che fino al 1968 collegava la Valsabbia alla stazione posta sulla ferrovia Milano – Venezia.
Nel 1928 fu integrato il territorio del soppresso comune di Virle Treponti, formato dalle attuali frazioni di Virle e di Treponti.
Rezzato fu colpito da 43 incursioni aeree alleate e fu luogo di transito delle operazioni politico-militari che da Brescia si muovevano verso il lago. Nel periodo tra l'8 settembre 1943 ed il 28 aprile 1945 a Rezzato si sviluppò un'organizzazione partigiana artefice anche del giornale clandestino Il ribelle.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Rezzato sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 marzo 2007.
Il gonfalone è un drappo rettangolare di azzurro.
Nonostante la recente concessione, lo stemma di Rezzato è piuttosto antico ed appare già negli Annali della Spettabile Comunità di Rezzato del 1749, anche se con qualche differenza negli smalti. Abbina alle caratteristiche di arma parlante i simboli dell'appartenenza alla fazione guelfa, tratto comune a molte altre località del bresciano. Alla figura del leggendario re Zato, a cui per paraetimologia si fa risalire l'origine del nome del paese, si accompagnano gli emblemi guelfi del giglio e della fascia dentata nel lembo inferiore.
Onorificenze
Il 3 agosto 2022 Rezzato ha ottenuto per decreto del presidente della Repubblica il titolo onorifico di città d'Italia.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Giacomo
Costruita tra il 1102 e il 1122 in completo stile romanico, è stata ristrutturata nel 1542 e riaffrescata interamente tra il 1589 e il 1601 da Pier Maria Bagnadore, conosciuto come Il Bagnatore. La chiesa, secondo l'AnelliBrixia Sacra, 1978., è l'unico complesso freschivo ad opera di questo artista. Attualmente chiusa, ogni anno vi si celebra una messa il 25 luglio, festività di San Giacomo.
Accanto alla chiesa sorge l'Ospedale detto di San Giacomo, detto anche di Buffalora, situato sulla strada fra Rezzato e Castenedolo verso Buffalora, eretto nel 1102 e parte dei possedimenti del monastero di sant'Eufemia della fonte. L'indulgenza e la scomunica per coloro che avrebbero osato profanare il luogo furono più volte riconfermate da diverse bolle nel corso dei secoli: nel 1132 da papa Innocenzo XII e successivamente da papa Alessandro III nel 1170, dove ne confermano anche i beni.
Nel corso del Medioevo la zona dell'ospedale e della chiesa era diventata anche luogo di riferimento per i contadini dei campi circostanti.
Nei primi anni del XIV secolo l'abate del monastero di sant'Eufemia della fonte, Inverardo Confalonieri, fece ricostruire l'ospedale presente.
Convento di San Pietro in Colle