La Màrsica è una regione storico-geografica dell'entroterra abruzzese, storicamente da considerarsi come la zona abitata in epoca antica dai Marsi, popolo italico stanziato dal I millennio a.C. nel territorio circostante il lago Fucino e nelle aree limitrofe.. Il toponimo deriva dall'aggettivo latino Marsicus.. Geograficamente è posta al confine occidentale dell'Abruzzo con il Lazio, intorno alla piana del Fucino, tra il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la piana di Carsoli e la valle Roveto. Comprende 37 comuni della provincia dell'Aquila, tra cui il più popoloso è Avezzano, per un totale di oltre abitanti.
Geografia fisica
La Marsica si estende per circa su una superficie territoriale eterogenea; le aree pianeggianti sono costituite dalla conca del Fucino (), dai piani Palentini () e dalla più contenuta piana del Cavaliere. La sua vetta più alta è rappresentata dal monte Velino a quota mentre l'area più bassa è situata nel comune di Balsorano a I dislivelli maggiori si registrano a Magliano de' Marsi e a Celano, mentre il comune più pianeggiante è quello di San Benedetto dei Marsi, affacciato sull'alveo dell'antico lago, che presenta un'escursione di appena 50 metri. I comuni più alti sono Ovindoli e Opi, rispettivamente posti a quota e metri di altitudine. Il territorio può essere suddiviso in sei macro-settori. Marsica fucense: zona pianeggiante che comprende i comuni posti intorno alla conca del Fucino. La piana fucense è morfologicamente e geograficamente separata dal bacino del Liri, ma ad esso connessa tramite l'emissario. L'area è contornata dai rilievi montuosi della Vallelonga a sud, dal gruppo Sirente-Velino a nord-nord est e dal monte Salviano ad ovest. Piani Palentini: i gruppi montuosi nord occidentali pongono l'area fucense in collegamento diretto con i piani Palentini. L'area pianeggiante include diversi comuni. A nord ovest, oltre Tagliacozzo, confina con il territorio della piana del Cavaliere. A sud ovest, nei pressi di Pescocanale, è separata dalla valle Roveto. Le convalli Macina e val de' Varri si trovano più a nord tra Abruzzo (Sante Marie) e Lazio (Pescorocchiano). Valle del Giovenco: la zona montuosa è solcata dal fiume Giovenco. Ha inizio nel territorio montuoso di Bisegna e giunge fino a quello di AielliComunità montana Valle del Giovenco (zona D), Legge Regionale del 14 settembre 1976, n. 58. Regione Abruzzo. Buona parte del suo territorio è incluso a sud est nell'area del parco nazionale d'Abruzzo e a nord est nel parco regionale Sirente-Velino. È posta al confine della Marsica orientale con la valle Subequana e il territorio peligno. Lo spartiacque è rappresentato dal gruppo montuoso della Montagna Grande. Valle Roveto: area montuosa solcata dal fiume Liri. Ha inizio nella frazione di Pescocanale e giunge fino a Balsorano. Separa la Marsica dal sorano e dal versante laziale dei monti Càntari ed Ernici. A nord i piani Palentini e la valle di Nerfa la separano dalla Marsica occidentale. Piana del Cavaliere: area prettamente montuosa che comprende quattro comuni della Marsica occidentale. È posta al confine dell'Abruzzo con il Lazio. I monti Carseolani confinano a sud-sud est con i Simbruini, a sud-sud ovest con la valle del Turano e a nord ovest la valle del Salto li separa dal gruppo Cicolano/Duchessa/Velino. Parco nazionale d'Abruzzo: l'area marsicana situata più a meridione è costituita dai due comuni di Pescasseroli ed Opi. Rappresenta il settore marsicano dell'Alto Sangro (detta anche "Alta Marsica") segnando a sud i confini con la catena montuosa dei monti della Meta.
È delimitata dai seguenti confini:
Nord Est Sud Ovest Valle dell'Aterno Salto-Cicolano Valle Peligna Valle Subequana Alto Sangro Valle del Liri-Monti Ernici Alta valle dell'Aniene Monti Simbruini
Orografia
Da un punto di vista orografico, la Marsica è una vasta area incastonata nella catena dell'Appennino abruzzese. Per lo più montuosa presenta tre ampie valli: quella del Fucino, la più vasta, i piani Palentini e la piana del Cavaliere. È racchiusa tra i monti Marsicani, a sud, la catena del Velino-Sirente, a nord-est, i monti Carseolani a nord-ovest e la catena dei Simbruini-Ernici ad ovest. Il principale fiume dell'area, il Giovenco, è inserito all'interno del bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, la cui conformazione orografica è caratterizzata da rilievi accentuati nella parte nord-est e da quelli di più modesta entità nella parte sud-sud ovest.
La superficie complessiva del bacino è importante: pari a con una lunghezza dell'asta principale di . L'area fucense è costituita da depositi fluvio-lacustri, in particolare da depositi fluviali per lo più ghiaioso-sabbiosi verso i bordi della piana, mentre nel settore centrale più depresso, da depositi lacustri di tipo argilloso-limoso-sabbiosi, fatti risalire al Pliocene-Olocene.
Geologia L'assetto geologico di questo settore della conca è dominato dalla presenza di depositi alluvionali del periodo Pleistocene superiore-Olocene sovrapposti a depositi lacustri antichi del Pleistocene medio-Pliocene superiore. I monti marsicani sono caratterizzati da estese tracce del glacialismo pleistocenico per via della loro natura geologica prevalentemente calcareo-dolomitica e numerose fenomenologie carsiche come doline e grotte.
Idrografia
Il fiume Giovenco è il principale affluente naturale dei canali del Fucino. Le sorgenti si trovano sul monte Pietra Gentile a un'altitudine di circa nel territorio del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Sfocia nel canale della piccola cinta della piana del Fucino e, oltre l'Incile, s'immette nell'emissario ipogeo che attraversa il monte Salviano confluendo nel fiume Liri. Il bacino idrografico è pari a . Il bacino endoreico del Fucino in cui ci sono le sorgenti Restina ed Acquafredda a Venere dei Marsi e Fontegrande presso Celano. Sorgenti acidule sgorgano ad Avezzano e a Bisegna. Il fiume Liri scorre nel territorio marsicano per . Nasce dal monte Arunzo (monti Simbruini) a presso Petrella Liri nella valle di Nerfa. A Capistrello riceve le acque del bacino fucense attraverso l'emissario dei cunicoli di Claudio. I maggiori affluenti sono a est il fiume Giovenco, a nord est il torrente La Foce e a sud il fossato Rosa. Percorre il territorio abruzzese, superato il quale nei pressi di Giunture, vicino a Cassino, nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, acquisisce il nome di Garigliano sfociando nel mar Tirreno, nei pressi del golfo di Gaeta. Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di . Rilevanti le risorse idriche, in particolare dei fiumi Liri e Giovenco, disponibili da corpi idrici sotterranei e quelle disponibili da acque superficiali. L'alta valle del Liri è ricca di acque sorgive di media portata. Le principali sono le sorgenti di Cappadocia, il torrente Rianza presso Pescocanale e la sorgente carsica intermittente de Lo Schioppo sfruttata dalle centrali idroelettriche di Grancia e Morino. Poco più in alto il torrente Romito con un salto di oltre 80 metri forma la seconda cascata naturale più alta dell'appennino centrale. A Canistro c'è la sorgente La Sponga, a quota , mentre l'acqua delle terme di Canistro sgorga dalla fonte di Santa Croce ad una temperatura di e ad un'altitudine di circa Attraverso le sorgenti di Canistro viene imbottigliata dal 1975 l'acqua oligominerale Santa Croce. Il fiume Sangro, lunghezza di per un bacino di , nasce a 1441 nei pressi del Passo del Diavolo alle pendici del monte Morrone del Diavolo. Riceve le acque di diversi torrenti tra cui quelle del Fondillo nell'omonima valle di Opi. Sfocia nel mar Adriatico a Torino di Sangro. Il territorio della Camosciara, nel cuore del parco nazionale abruzzese, è caratterizzato da corsi d'acqua e cascate, come il torrente Scerto, la cascata delle Ninfe e quella delle Tre Cannelle. Il Salto è un fiume abruzzese e laziale, costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce nei piani Palentini, tra i territori di Scurcola Marsicana e Magliano de' Marsi, dalla confluenza del fiume Imele (le cui sorgenti si trovano a monte di Verrecchie) ed il torrente Ràfia. Attraversa le province dell'Aquila e di Rieti, oltre l'omonima valle formando il lago del Salto. Confluisce in località Casette di Rieti nel fiume Velino. Il Turano è un fiume dell'Abruzzo e del Lazio e costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce sul monte Bove () nel comune di Carsoli dalla confluenza dei torrenti Rio Sant'Antonio e Rio Valle Mura. Il corso d'acqua è regolato dalla diga artificiale di Valle Mura nei pressi di Tufo. In territorio laziale, a forma il lago artificiale del Turano. Il suo affluente in territorio marsicano è il fosso Fiojo. Altre sorgenti di esigua portata del monte Velino e dei monti Carseolani alimentano i bacini dell'Imele-Salto e del Turano.
Clima
Il clima varia molto in base alla zona e all'altimetria a cui si fa riferimento oscillando fra le classificazioni climatiche D, E ed F. Il dislivello varia dai di Balsorano, zona classificata D, ai di Ovindoli, fascia F. I centri più popolosi, tra i quali Avezzano, Carsoli, Celano, Pescina e Tagliacozzo, sono inclusi nella fascia climatica E. Le aree esposte a venti o in posizione di prolungata ombreggiatura possono far segnare significativi sbalzi climatici rispetto a zone vicine, ma soleggiate e riparate.
Le precipitazioni risentono in maniera consistente della presenza delle dorsali appenniniche, aumentando con la quota e risultando più abbondanti sui versanti della Marsica occidentale, decrescendo invece verso est. Il bacino del Fucino risulta tuttavia come segregato all'accesso dei venti piovosi. La zona più ricca di precipitazioni è la circostante catena formata dai monti Simbruini e dai monti della Meta ove si raccolgono oltre d'acqua all'anno. Nei mesi invernali, la neve solitamente cade copiosa, soprattutto sulle cime delle montagne e nelle stazioni sciistiche di Ovindoli, Pescasseroli, Marsia, Camporotondo e sulle piste dello sci di fondo di Opi.
In base alle medie climatiche ufficiali nella piana del Fucino, in inverno, possono prodursi localmente temperature minime particolarmente basse, ciò anche a causa dell'alto tasso di umidità. In alcune occasioni si sono raggiunte temperature minime glaciali, come il 17 febbraio 1956, quando nella tabella climatica dell'agenzia regionale ARSSAAcronimo di «Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo» comparve anche un dubbio estremo assoluto di presso Borgo Ottomila, dato non riportato ufficialmente sugli annali idrologici.
Climaticamente è possibile suddividere la Marsica in quattro sezioni: Avezzano Borgo Ottomila Carsoli Pescasseroli
Ambiente naturale
La Marsica è un territorio ricco di parchi e riserve naturali: comprende a sud il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, area in cui si trovano le faggete vetuste dichiarate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, a sud-ovest la riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, ad est il parco naturale regionale Sirente-Velino, a nord-est la riserva naturale Monte Velino, ad ovest la riserva naturale guidata Monte Salviano e, infine, a nord-ovest la riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca e la riserva naturale regionale Grotte di Luppa, che segnano il confine con il parco regionale dei Monti Simbruini. Nella Marsica occidentale si trova una tra le più vaste faggete presenti in Europa i cui accessi principali sono situati nei territori montani di Cappadocia, Pereto e Tagliacozzo.
Tra i siti di interesse comunitario, le zone di protezione speciale e le aree naturali di maggiore interesse figurano le gole di Celano, forra di circa quattro chilometri le cui pareti rocciose, alte circa 200 metri, presentano in alcuni punti strettoie di circa tre metri, la val d'Arano ad Ovindoli, le grotte di Beatrice Cenci tra Petrella Liri e Verrecchie, l'Aceretta a Villavallelonga, la Cicerana a Lecce nei Marsi,