I Loredan sono una nobile famiglia veneziana di presunte origini romane, che ha avuto un ruolo significativo nel plasmare la storia del mondo mediterraneo. Dinastia politica, la famiglia ha prodotto nel corso dei secoli numerose personalità famose: dogi, statisti, magnati, finanzieri, diplomatici, procuratori, comandanti militari, capitani navali, alti prelati e scrittori.

Nei secoli successivi alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, i Loredan furono signori in Romagna, da dove giunsero a Venezia all'inizio dell'XI secolo. Dopo essersi stabilita lì, la famiglia acquisì potere nell'Alto Medioevo, accumulando grandi ricchezze grazie al redditizio commercio della seta e delle spezie e, nei secoli successivi, divenne potente e influente nelle regioni del Mediterraneo, giocando un ruolo significativo nel plasmarne la storia durante il Basso Medioevo, il Rinascimento e l'inizio dell'età moderna. La famiglia era presente praticamente in ogni territorio nazionale e d'oltremare della Repubblica di Venezia e, in vari momenti della storia, i suoi membri hanno detenuto titoli in quelli che oggi sono i moderni paesi di Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Francia, Grecia e Cipro e hanno condotto operazioni commerciali fino in Egitto, Persia, India e Cina. Insieme ad altre famiglie della nobiltà urbana veneziana, svolsero un ruolo fondamentale nel promuovere il mercantilismo e il primo capitalismo, e sono associati dagli storici allo sviluppo dei primi contratti commerciali, della finanza internazionale, dell’attività bancaria e delle strutture amministrative e giuridiche che sostenevano il commercio premoderno.

Sebbene i Loredan fossero sostenitori del tradizionale orientamento marittimo di Venezia e vedessero con diffidenza la sua espansione sulla terraferma italiana, svolsero un ruolo chiave nello sviluppo territoriale e, in ultima analisi, nella storia della Repubblica di Venezia, contribuendo all'espansione dei suoi Domini di Terraferma e dello Stato da Màr. La famiglia ebbe un ruolo importante nella guerra della Lega di Cambrai, con il doge Leonardo Loredan che condusse Venezia alla vittoria contro lo Stato Pontificio, che costrinse il papa a pagare alla famiglia Loredan un risarcimento finanziario di circa 500.000 ducati, un'enorme quantità di denaro, che la rese una delle famiglie più ricche del mondo all'epoca. Inoltre, molti dei suoi membri si distinsero come ammiragli e generali nella difesa dell'Europa dalle conquiste ottomane durante le guerre ottomano-veneziane. I loro vari trionfi navali sono stati onorati con l'incrociatore ausiliario MV Loredan della Regia Marina italiana.

La famiglia ha avuto un ruolo importante anche nella creazione dell'opera moderna con l'Accademia degli Incogniti, e ha commissionato molte opere d'arte ad artisti della Scuola Veneziana, tra cui Giovanni e Gentile Bellini, Giorgione, Vittore Carpaccio, Vincenzo Catena, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Paris Bordone, Jacopo e Domenico Tintoretto, Paolo Veronese, Palma il Giovane, Canaletto, Pietro Longhi e Francesco Guardi, tra gli altri. Nel pieno del Rinascimento, le residenze della famiglia vennero progettate e costruite da architetti rinomati, in particolare Mauro Codussi, Jacopo Sansovino e Andrea Palladio.

La ricchezza della famiglia Loredan a Venezia era leggendaria, raggiungendo il suo apice tra il XVI e il XVIII secolo, quando possedevano numerosi palazzi, centinaia di tenute e vasti possedimenti terrieri in tutto il territorio della Repubblica. Oltre al commercio della seta e delle spezie, parteciparono anche alla tratta degli schiavi nel Medioevo e furono, più di una volta, accusati di usura e sodomia, spesso da rivali politici di lunga data come le famiglie Falier e Foscari. Nei casi di corruzione, aggressione, omicidio e altri scandali, quando erano coinvolti membri della loro stessa famiglia, i Loredan di solito adottavano una politica di clemenza e assoluta tolleranza, e cercavano di risolvere le accuse tramite minacce o corruzione.

Sotto il governo dei Loredan, nel 1516 fu creato a Venezia il primo ghetto ebraico del mondo, anche se alcuni membri della famiglia si erano espressi in Senato a favore della riduzione della somma che gli ebrei dovevano pagare per la loro "condotta".

Oggi lo stemma dei Loredan, che raffigura sei fiori d'alloro (o rosa) su uno scudo giallo e azzurro, è esposto su numerosi edifici e palazzi nei territori un tempo controllati dalla Repubblica di Venezia: dal Veneto al Friuli, dall'Istria alla Dalmazia, e nei possedimenti più lontani come le Isole Ionie e Creta. A Venezia è addirittura scolpito sul Ponte di Rialto e sulla facciata della Basilica di San Marco.

Storiografia

La Casa Loredan ha suscitato un particolare interesse storiografico in ragione della straordinaria longevità e complessità della famiglia, la cui storia documentata si estende per circa un millennio.

La storia della famiglia è particolarmente ben documentata grazie all'ampia documentazione amministrativa, giudiziaria, diplomatica, genealogica e notarile conservata dalla Repubblica di Venezia e dalle istituzioni dei territori già sottoposti al dominio veneziano. Documentazione pertinente è conservata presso l'Archivio di Stato di Venezia e in altre raccolte italiane, nonché negli archivi e nelle biblioteche della Croazia, della Grecia e di altre aree degli ex territori veneziani. La famiglia risulta pertanto documentata non soltanto attraverso opere genealogiche, ma anche mediante fonti relative al governo veneziano, all'amministrazione militare, alla diplomazia, ai commerci, agli affari ecclesiastici e all'amministrazione dei suoi possedimenti territoriali.

Le prime ricostruzioni della storia della famiglia furono spesso influenzate dalle tradizioni genealogiche del patriziato veneziano. Autori del XVI e XVII secolo, quali Marco Barbaro e Jacopo Zabarella, conservarono e svilupparono tradizioni genealogiche relative alle famiglie nobili veneziane, comprese quelle concernenti presunte origini antichissime. Nel caso dei Loredan, tali tradizioni facevano risalire l'antichità della famiglia all'epoca romana, collegandola a Gaio Muzio Scevola e alla città di Loreo. La storiografia moderna considera generalmente tali affermazioni di carattere leggendario o prive di adeguato riscontro documentario, pur riconoscendo la presenza documentata della famiglia a Venezia a partire dall'inizio dell'XI secolo. La distinzione tra tradizione genealogica aristocratica ed evidenza documentaria è stata pertanto un elemento importante nelle moderne ricostruzioni della storia della famiglia.

Le opere storiche del XIX e dell'inizio del XX secolo collocarono progressivamente i Loredan nel più ampio contesto della storia istituzionale e politica della Repubblica di Venezia, concentrandosi sulle figure di maggior rilievo, sulle cariche pubbliche e sulle imprese militari. Singoli membri della famiglia hanno ricevuto un'ampia trattazione nella storiografia biografica e prosopografica; ad esempio, il Dizionario biografico degli Italiani comprende singole biografie scientifiche dedicate a numerosi Loredan, mentre l'Enciclopedia Italiana e Treccani offrono trattazioni più generali della famiglia e dei suoi membri più illustri. La storiografia più recente ha adottato un approccio maggiormente critico e contestualizzato, esaminando la famiglia sulla base delle fonti d'archivio e nel quadro più ampio della storia sociale veneziana, con particolare attenzione alle reti di parentela, alla formazione delle élite, al patronato, ai commerci, all'amministrazione territoriale e ai rapporti tra Venezia e i suoi domini di terraferma e d'oltremare. Questo mutamento, associato a studiosi quali Gaetano Cozzi, Frederic Chapin Lane, e, successivamente, ad altri storici della società veneziana, riflette un più ampio orientamento della storiografia, passata dalla ricostruzione delle vicende e dei successi delle singole famiglie nobiliari allo studio del modo in cui le casate patrizie operavano quali istituzioni politiche, sociali ed economiche.

La dispersione geografica delle attività della famiglia ha inoltre determinato una corrispondente dispersione della documentazione. La ricerca sui Loredan si basa pertanto sui documenti degli archivi di Stato veneziani, integrati da materiale archivistico, ecclesiastico, municipale e notarile conservato in altre parti degli ex territori veneziani dell'Adriatico, in particolare in Istria e Dalmazia. Ciò risulta particolarmente rilevante per lo studio dei singoli rami, dei possedimenti territoriali e dei rapporti con le realtà locali, le cui vicende possono essere documentate in fonti conservate al di fuori di Venezia stessa.

La documentazione superstite presenta tuttavia una distribuzione disomogenea. Le carriere politiche e militari, le cariche pubbliche e le principali transazioni territoriali o giuridiche, come quelle relative ai possedimenti Loredan di Antiparo, Mykonos, Tino, Vangadizza, Barbana e Rachele, risultano generalmente molto meglio documentate rispetto alla vita privata dei membri meno illustri della famiglia. Anche le voci biografiche di carattere scientifico rilevano talvolta che i nomi dei coniugi, le date dei matrimoni, i figli e altri aspetti della vita familiare rimangono sconosciuti. L'ampia quantità di documentazione conservatasi non deve pertanto essere interpretata come indice di un'analoga completezza documentaria per ogni ramo o generazione della famiglia.

Origine ed etimologia

Gli storici del passato, basandosi più su tradizioni che su fatti certi, individuarono l'origine della famiglia nei Mainardi, a loro volta discendenti da Muzio Scevola (detto Manum ardeo). Acquisirono poi il cognome di Laureati, Lauretani e Loredani per le glorie conseguite. Sempre secondo le dicerie, fondarono Loreo nell'816 e si trasferirono in Laguna nel 1015. I primi riferimenti scritti si hanno però a partire dall'XI secolo.

Secondo quanto scrisse il filosofo italiano del XVI secolo Jacopo Zabarella nella sua opera Trasea Peto, i Loredan erano già signori di Bertinoro in Romagna, ed erano di illustre antica stirpe derivata da Roma, dove si erano guadagnati grande fama per le numerose vittorie riportate in battaglia. Per questo motivo i Romani li chiamarono Laurae, poi Laureati per la loro eccellenza e più tardi Lauretani per la corruzione, a causa della quale furono cacciati da Bertinoro. Poi andarono a Ferrara e infine a Venezia, dove costruirono il Castello di Loredo. Per la loro nobiltà, nonché per le ricchezze possedute, vennero ascritti dalla Repubblica al suo Maggior Consiglio nel 1080, con la persona di Marco Loredan. Zabarella nota anche che la famiglia possedeva la signoria di Antipario (oggi Antiparos, Grecia) nel Mar Egeo, e più recentemente la contea di Ormelle nella provincia di Treviso.

Il nome della famiglia potrebbe derivare anche dal nome del fiore alloro, simbolo di trionfo e nobiltà. Lo stemma della famiglia Loredan presenta sei fiori di alloro (o rosa).

Il nome potrebbe anche significare "proveniente da Loreo", come a descrivere una persona originaria dell'omonima cittadina. Gli abitanti di Loreo oggi sono chiamati "Loredani".

Nel corso della storia, la famiglia è stata organizzata e divisa in molti rami, molti dei quali tradizionalmente prendono il nome da toponimi veneziani. Alcune delle sedi sono: Santo Stefano, San Pantaleone della Frescada, San Cancian, San Vio, Santa Maria, San Luca, San Marcilian, Sant'Aponal.

Oltre al ramo veneziano, esisteva anche un ramo siciliano (Loredani di Sicilia).

Araldica

Stemma