Vocalese è un album del gruppo vocale statunitense The Manhattan Transfer, pubblicato nel 1985 dalla Atlantic Records.
Nominato a 12 Grammy Award, è considerato l'album dei Manhattan Transfer più apprezzato ed elogiato dalla critica. Il disco rappresenta l'apice dell'esplorazione dello stile vocalese che il quartetto newyorkese aveva già adottato in molti dei suoi precedenti dischi, sulle orme di grandi nomi del canto jazz come Jon Hendricks e Eddie Jefferson.
Descrizione Dopo l'incisione di Bodies and Souls i Manhattan Transfer avevano intenzione di realizzare un album "a tema". La scelta era tra il fare un disco a cappella, un disco rhythm and blues o un disco vocalese, lo stile canoro in cui le parole sono adattate a linee melodiche originariamente eseguite strumentalmente e in genere improvvisate. Il gruppo decise che l'ultima opzione era la migliore, proprio perché avrebbe permesso loro di lavorare con Jon Hendricks che ormai consideravano il loro mentore.
I Manhattan Transfer e Hendricks avevano già collaborato in varie occasioni prima di Vocalese, a partire dall'incisione di Four Brothers nel 1978 il cui testo era proprio di Hendricks. Con la versione vocale di Birdland dei Weather Report, il cui testo era stato scritto anch'esso da Hendricks, i Manhattan Transfer avevano vinto il loro primo Grammy Award. La musica del gruppo era comunque sempre stata influenzata da quella del cantante, considerato uno dei maestri del jazz vocale, e da quella del trio Lambert, Hendricks and Ross di cui aveva fatto parte alla fine degli anni cinquanta.
Jon Hendricks credeva talmente al progetto Vocalese che decise di prendersi un anno sabbatico per poter lavorare con i Manhattan Transfer. Hendricks scrisse tutti i testi delle canzoni del disco, rielaborando in chiave vocalese alcuni classici e standard dello swing, dell'hard bop, del rhythm and blues e del cool jazz.
I Manhattan Transfer avevano sin dagli inizi basato l'armonia delle loro voci sulla sezione dei sassofoni dell'orchestra di Count Basie. Con Vocalese, non solo poterono suonare con quell'orchestra, ma poterono sperimentare la formula su un gruppo di brani, difficili da interpretare per qualsiasi gruppo, dando rilievo, oltreché all'armonia, soprattutto alla melodia prodotta da alcuni dei grandi solisti e improvvisatori del jazz. Pur non essendo degli improvvisatori, poiché la tecnica del vocalese adottata prevedeva di ripetere fedelmente le improvvisazioni create da altri e in una particolare versione tra quelle registrate, la sfida per il quartetto fu quella di mantenerne lo spirito e l'atmosfera..
Ai quattro Hendricks spiegò che «quando vi avvicinate ad un assolo, la cosa più importante è tornare alla fonte. Andate indietro all'origine, all'inizio, ascoltate gli strumentisti, ascoltate l'essenza di quello che i musicisti stanno tentando di esprimere con la loro musica, e questo è ciò che avete bisogno di esprimere con la vostra voce.»
La musica Vocalese si apre con That's Killer Joe che è la rivisitazione in chiave vocalese di Killer Joe, incisa nel 1960 dai Jazztet, gruppo hard bop capeggiato dal sassofonista tenore Benny Golson e dal trombettista Art Farmer, per il loro album Meet The Jazztet. Dei Jazztet facevano parte, oltre i due leader, il pianista McCoy Tyner, il bassista Addison Farmer, il batterista Lex Humphries e il trombonista Curtis Fuller.
Rambo è invece un classico di Count Basie composto da J. J. Johnson nel 1946. Alla registrazione dei Manhattan Transfer partecipò l'Orchestra di Count Basie nella formazione del 1985 diretta da Thad Jones che dopo la morte del leader ne aveva preso il posto. L'orchestra comprendeva anche alcuni reduci della registrazione originale, tra i quali il chitarrista Freddie Green. Ospiti d'eccezione furono il bassista Ray Brown e il batterista Grady Tate.Nelle note di copertina gli assoli originali sono attribuiti a Tab Smith e a Buck Clayton. La versione di Rambo presente nella maggior parte delle edizioni critiche delle registrazioni di Count Basie non comprende questi due musicisti. Si veda ad esempio .
Airegin (che nella versione dei Manhattan Transfer è a volte indicata come Airegin II) fu dedicata alla popolazione nera del Sudafrica vittima dell'apartheid. Il brano è il rifacimento della versione del trio vocalese Lambert, Hendricks & Ross del 1958 per l'album The Swingers!, a sua volta basata sulla versione strumentale di Miles Davis. Il brano originale, il cui titolo è un anagramma di "Nigeria" fu composto da Sonny Rollins nel 1954 durante la sua breve permanenza nel quintetto di Davis per l'incisione di un gruppo di brani che poi furono inclusi nell'album Bags' Groove. Davis la reincise qualche tempo dopo con il quintetto comprendente John Coltrane nella versione che fu inserita nell'album Cookin' del 1957. Nella loro versione, Lambert, Hendricks & Ross erano accompagnati dal sassofono di Zoot Sims e dal pianista Russ Freeman. I loro assoli furono reinterpretati in chiave vocalese dai Manhattan Transfer insieme alle parti vocali originali, con Jon Hendricks che reinterpretò la sua, basata sull'originale assolo di Sonny Rollins.
To You è un omaggio sia a Count Basie che a Duke Ellington. La versione di riferimento di questo classico scritto da Thad Jones proviene infatti da First Time! The Count Meets The Duke, album del 1962 in cui il produttore Teo Macero riuscì a far incontrare per la prima volta i due grandi band leader con le rispettive orchestre. Dello stesso disco i Manhattan Transfer avevano già reinterpretato Until I Met You (Corner Pocket) in Mecca for Moderns nel 1981. Ospiti d'eccezione di questa versione di To You furono il quartetto vocale The Four Freshmen, gruppo tra i più influenti nella storia del jazz vocale, il pianista Tommy Flanagan, il bassista Richard Davis e il batterista Philly Joe Jones.
Meet Benny Bailey fu incisa nel 1958 da Quincy Jones per un disco in collaborazione con il bandleader svedese Harry Arnold. L'"incontro" nel titolo è con Benny Bailey, trombettista be bop che all'epoca suonava nell'orchestra di Arnold e che è anche il solista principale nel brano composto da Jones.
Il brano che diede maggior risalto a Vocalese fu la particolare versione di Night in Tunisia di Dizzy Gillespie realizzata dai Manhattan Transfer e Jon Hendricks in collaborazione con Bobby McFerrin che per la sua interpretazione e l'arrangiamento vocale vinse i suoi due primi Grammy Award in coabitazione, rispettivamente, con Hendricks e Cheryl Bentyne.
Ray' Rockhouse è la rivisitazione di un rhythm and blues di Ray Charles inciso in versione strumentale nel 1956 con il titolo Rockhouse. Il brano fu pubblicato in un singolo nel 1958 (suddiviso nelle due facciate come Rockhouse Part 1 e Part 2) e successivamente nell'album What'd I Say del 1959. La Atlantic Records lo inserì poi in una raccolta del 1970 intitolata The Best of Ray Charles. La canzone, pubblicata dai Manhattan Transfer anche come singolo, è un ritmato rock realizzato completamente con strumenti elettronici in cui è protagonista la voce di Janis Siegel, sulla falsariga di alcuni vecchi hit dei Manhattan Transfer come Operator e The Boy From New York City. La parte centrale di Ray's Rockhouse, della quale fu distribuito anche un videoclip per la promozione dell'album, contiene un vibrante assolo in stile scat di Jon Hendricks.
Come Rambo, anche Blee Blop Blues è un classico di Count Basie e anche qui i Manhattan Transfer furono accompagnati dalla sua orchestra. La versione di base è del 1952 con gli assoli di Joe Newman e Eddie "Lockjaw" Davis reinterpretati in chiave vocalese.
I Remember Clifford fu scritta da Benny Golson in memoria del trombettista Clifford Brown, uno dei grandi nomi dell'hard bop, scomparso prematuramente nel 1956 a soli 25 anni. Golson la incise prima con l'orchestra di Dizzy Gillespie, poi con Lee Morgan nel 1957 e quindi con Art Farmer e i Jazztet nell'album Meet The Jazztet, lo stesso da cui proviene That's Killer Joe.. Il brano fu in seguito eseguito da decine di jazzisti come omaggio al grande trombettista. L'interpretazione dei Manhattan Transfer, reintitolata Oh Yes, I Remember Clifford, si basa su quella del 1960 dei Jazztet il cui pianista all'epoca era McCoy Tyner, ospite d'onore di questa versione insieme al bassista Ron Carter.
Proprio di Clifford Brown è Joy Spring, uno dei suoi pezzi più noti, incisa dal trombettista con il quintetto di cui era leader insieme a Max Roach nel 1954. L'album da cui proviene, originariamente un 10 pollici, intitolato semplicemente Clifford Brown & Max Roach, è stato inserito nella Grammy Hall of Fame nel 1999.. La versione vocalese dei Manhattan Transfer trattiene lo spirito dell'originale e si segnala in particolare per l'interpretazione di Janis Siegel sull'assolo di Brown. Invece, l'assolo di tromba di questa versione è di altro grande trombettista, proprio quel Dizzy Gillespie che per primo aveva omaggiato Clifford Brown.
Composta dal percussionista Denzil DeCosta Best, Move proviene dal repertorio della formazione capitanato da Miles Davis che tra il 1949 e 1950 incise alcuni brani che sono considerati l'inizio dello stile jazzistico noto come cool jazz e che sono poi stati raccolti nel celebre album Birth of the Cool del 1957. La versione originale fu arrangiata da John Lewis e fu incisa da Davis con il cosiddetto nonetto che comprendeva, tra gli altri, Kai Winding al trombone, Max Roach alla batteria, Al Haig al pianoforte, Lee Konitz al sax alto e Gerry Mulligan al baritono. La versione dei Manhattan Transfer, come negli altri brani dell'album, ripete fedelmente quella originale. L'assolo di Davis fu interpretato vocalmente da Janis Siegel, mentre quello di Lee Konitz da Tim Hauser.
Riconoscimenti Vocalese ottenne 12 nomination ai Grammy Award del 1986 (produzioni del 1985), secondo solo a Thriller di Michael Jackson nella storia del premio, vincendone tre.
I Manhattan Transfer si aggiudicarono il premio per la miglior interpretazione jazz vocale di gruppo o in duo per l'album. Inoltre, per Another Night in Tunisia, Bobby McFerrin e Cheryl Bentyne vinsero il premio per il miglior arrangiamento vocale per due o più voci e lo stesso McFerrin e Jon Hendricks vinsero quello per miglior performance vocale maschile in ambito jazz.
Tracce That's Killer Joe - (Benny Golson, Jon Hendricks) - 5:02 Rambo - (J.J. Johnson, Jon Hendricks) - 3:19 Airegin - (Sonny Rollins, Jon Hendricks) - 3:19 To You - (Thad Jones, Jon Hendricks) - 3:53 Meet Benny Bailey - (Quincy Jones, Jon Hendricks) - 3:29 Another Night In Tunisia - (Frank Paparelli, John "Dizzy" Gillespie, Jon Hendricks) - 4:12 Ray's Rockhouse - (Ray Charles, Jon Hendricks) - 5:06 Blee Blop Blues - (William "Count" Basie, Jon Hendricks) - 3:01 Oh Yes, I Remember Clifford - (Benny Golson, Jon Hendricks) - 3:45 Sing Joy Spring - (Clifford Brown, Jon Hendricks) - 7:07 Move - (Denzil DeCosta Best, Jon Hendricks) - 2:49
Formazione
The Manhattan Transfer - voce Cheryl Bentyne - arrangiamento vocale (#6) Tim Hauser - arrangiamento (#1) Alan Paul - arrangiamento vocale (#5, #7) Janis Siegel - arrangiamento vocale (#1-3, #8, #10) Jon Hendricks - voce (#3, #6-7) Bobby McFerrin - voce, basso elettrico, percussioni, arrangiamento vocale (#6) Yeron Gershovsky - sintetizzatore (#1), arrangiamento (#1), arrangiamento vocale (#5), pianoforte (#2-3, #5, #8) Wayne Johnson - chitarra (#1, #3, #5), banjo (#5) Don Roberts - sassofono baritono (#5, #11), sassofono tenore (#9) Alex Blake - contrabbasso (#3, #5) Ralph Humphrey - batteria (#3, #5, #10-11)
John Robinson - batteria (#1) Casey Young - programmazione sintetizzatore (#1) Freddie Green - chitarra (#2, #8) Ray Brown - contrabbasso (#2, #8) Grady Tate - batteria (#2, #8, #9) Dennis Wilson - arrangiamento e direttore d'orchestra (#2, #8), arrangiamento vocale (#8), trombone (#9) Philly Joe Jones - batteria (#4) Richard Davis - contrabbasso (#4) Tommy Flanagan - pianoforte (#4)