I Fenici ( o Pōnnīm;Come attestato nel Poenulus di Plauto.. ) furono un'antica popolazione semitica cananea, della quale si hanno tracce fin dal XII secolo a.C., insediata nella regione costiera del Mediterraneo orientale, in corrispondenza dell'odierno Libano e delle immediate regioni costiere della Siria meridionale e del Nord della Palestina, arrivando a toccare, nel periodo di massima estensione, l'attuale città di Acri e in epoca persiana anche quella di Gaza.<ref name="Xella">Paolo Xella, Phoenician Inscriptions in Palestine, in U. Hübner e H. Niehr (a cura di), 00Sprachen in Palästina im 2. und 1. Jahrtausend v. Chr., ADPV 43, Wiesbaden 2017, pagg. 153-169.</ref> La civiltà fenicia è la prosecuzione nell'Età del ferro della civiltà cananea, che è attestata negli stessi luoghi nell'età del bronzo (3500-1200 a.C.), essendo infatti i Fenici indistinguibili per lingua (se non per variazioni dialettali) e cultura dal resto dei popoli cananei.

Furono soprattutto un popolo di navigatori e commercianti che utilizzava il mar Mediterraneo per esportare legname, porpora ottenuta da dei molluschi chiamati murici e sale che veniva utilizzato per conservare tessuti come il lino o alimenti da scambiare con altri popoli. Conoscevano e sapevano tracciare le rotte, ed erano in grado di navigare di notte, prendendo come punto di riferimento le costellazioni circumpolari (in particolare l'Orsa Maggiore). Praticavano il cabotaggio, per poter attraccare in caso di difficoltà, fare rifornimento di acqua dolce e viveri e commerciare con le popolazioni locali. Seppero produrre con il legno ricavato dal cedro navi molto robuste, adatte per il commercio, che potevano contenere grandi quantità di merci e oggetti.

Erodoto, nel IV libro delle sue Storie, riporta che i Fenici furono i primi a circumnavigare un intero continente (l'Africa), cioè a navigarlo per tutto il suo perimetro, partendo dal Mar Rosso e rientrando nel Mediterraneo dalle Colonne d'Ercole. La plausibilità del racconto di Erodoto sta nell'osservazione, riportata come raccontata dai Fenici, che mentre costeggiavano l'estremo meridionale dell'Africa, procedendo verso Ovest, il Sole si trovava alla loro destra, a Nord. Ovviamente il Sole di Mezzogiorno comincia a trovarsi impercettibilmente a Nord non appena si varca l'equatore, ma il fenomeno diventa tanto più marcato quanto più si viaggia verso Sud. Solo dopo aver superato il tropico del Capricorno, che si incontra poco prima di raggiungere l'estremo meridionale dell'Africa, il Sole resta a Nord per tutte le ore del giorno di tutto il semestre estivo, l'unico in cui gli antichi navigavano. La costa meridionale dell'Africa segue approssimativamente il trentaquattresimo parallelo Sud per circa un migliaio di chilometri, raggiungendo l'estremo Sud al Capo Agulhas, a circa 170 chilometri a Sud-Est di Città del Capo. I navigatori fenici dovettero osservare il Sole settentrionale per un lungo periodo.

Si attribuisce ai Fenici l'ideazione del primo alfabeto fonetico, che comprendeva 22 segni usati e modificati successivamente dai Greci che aggiunsero dei nuovi suoni non presenti nella lingua dei Fenici, in particolare le vocali.

Etimologia

Il termine "fenici" viene fatto risalire alla parola greca (Phoinikes) (attestata già in Omero come nome di questo popolo), che probabilmente era un termine per designarli e non la parola con cui essi designavano sé stessi; d'altra parte non risulta che i Fenici si siano mai dati una denominazione "complessiva", oltre alle denominazioni delle singole città. L'origine di Phoinikes sarebbe da collegarsi al termine , ossia "rosso porpora". Phoinikes indicava il popolo e Phoinike la regione. Le fonti antiche rimarcano più volte come la lavorazione dei gusci dei murici, dai quali si otteneva il pigmento rosso-porpora, fosse una fiorente industria dei Fenici. L'archeologia non restituisce dati che confermino quello che si può leggere nelle fonti, perché gli stessi residui di lavorazione venivano successivamente impiegati per la produzione di calce. È peraltro possibile che il nome comune ("porpora") derivi dal nome proprio.Enrico Acquaro. Cartagine. Un impero sul Mediterraneo, p. 9. Analogo discorso per la parola "cananei", che veniva usata a Ebla (III millennio a.C.) e nell'Antico Testamento, forse connessa con l'accadico 'kinakhkhu', sempre per indicare la stessa tonalità di colore; l'uso del termine "sidonii" è invece attestato solamente da parte dei Greci e nell'Antico Testamento.Enrico Acquaro, op. cit., p. 10.

Se l'attribuzione di un nome unitario a questo popolo si deve soprattutto ai Greci nel IX a.C., dall'altro la maggior parte della documentazione orientale privilegia le singole città come protagoniste della storia fenicia. In generale, quindi, sono scarsi e poco frequenti i nomi che designano i Fenici come unità, a causa del loro frazionamento: il dibattito sull'esistenza di una loro nazione ha portato a supporre una sorta di confederazione marinara. Di ciò non si possiedono molte tracce, ma viene supposto dal patrimonio culturale comune esistente. I confini cronologici della loro presenza storica sono molto ampi: si attesta una presenza umana sulla costa libanese sin dall'epoca preistorica. L'inizio risale agli anni 1200 a.C., punto di cesura e di partenza per la storia fenicia, anche se si trovano strutture insediative simili (città-Stato) sia prima, sia dopo. Il termine finale per la civiltà fenicia è il 333 a.C., data della conquista dell'Oriente per opera di Alessandro Magno.

Sant'Agostino riferisce che i contadini punici e libici si riferivano a sé stessi come Chanani, ancora a rimarcare la propria origine fenicia.

Storia Poiché poco è sopravvissuto dei documenti o della letteratura fenicia, la maggior parte di ciò che si sa sulle loro origini e sulla loro storia proviene dai resoconti di altre civiltà e dai ritrovamenti materiali ubicati in tutto il Mediterraneo. Il consenso degli studiosi è che il periodo di maggior rilievo dei Fenici va dal 1200 a.C. alla fine del periodo persiano (332 a.C.).

La prima età del bronzo fenicia è in gran parte sconosciuta. I due siti più importanti sono Biblo e Sidon-Dakerman (vicino a Sidone), anche se, ancora nel 2021, rimangono ben più di un centinaio di siti da scavare, mentre altri sono stati ancora completamente analizzati. La media età del bronzo fu un periodo generalmente pacifico, che registrò l'aumento della popolazione, del commercio e della prosperità, sebbene vi fosse competizione per le risorse naturali. Nella tarda età del bronzo, la rivalità tra Egiziani, Mittani, Ittiti e Assiri ebbe un impatto significativo sulle città fenicie.

Origine

Nonostante gli storici generalmente ritengano che i Fenici fossero un popolo nativo di Canaan, molte fonti storiche affermano invece che vi si fossero stanziati in seguito: per Strabone, che si rifà nella Geografia alle informazioni riportate dall'esploratore Androstene, i Fenici sarebbero originari del Golfo persico.Strabone, Geografia,16.3.4 Secondo Giustino i Fenici dovettero abbandonare le loro terre a causa di un terremoto per poi rifugiarsi «ad Syriam stagnum» (ossia «nel mare della Siria» in latino; forse il Mar Morto). Erodoto, nelle Storie, invece afferma che vennero intorno al 2750 a.C. dal Mare Eritreo,Erodoto, Storie 1.1 corrispondente all'odierno Mar Rosso.

Alcuni archeologi che operano nel Golfo Persico, sulla base di quanto tramandato da Strabone, suggeriscono che i Fenici migrarono da queste zone in seguito al crollo della civiltà di Dilmun avvenuta intorno al 1750 a.C.,Bowersock, G.W. (1986), Tylos and Tyre. Bahrain in the Graeco-Roman World, in Khalifa, Haya Ali; Rice, Michael (a cura di), Bahrain Through The Ages – the Archaeology, London-New York, Routledge, pp. 401–2.Rice, Michael (1994). The Archaeology of the Arabian Gulf. Routledge. p. 20.R. A. Donkin (1998). Beyond Price: Pearls and Pearl-fishing: Origins to the Age of Discoveries. anche se in generale non si è concordi che si siano trovate prove certe che possano confermare quanto riportato dagli storici antichi.

Periodo antico

Le prime testimonianze di città fenicie risalgono al III millennio a.C. con la nascita di Biblo e Tiro (2750 a.C. secondo gli Annali di Tiro trasmessi da Filone di Biblo). Le prime attestazioni dei Fenici risalgono al regno del faraone Den che dice "la prima volta a battere gli orientali" e in seguito nella II dinastia avranno i primi rapporti economici. Nel II millennio la Fenicia settentrionale venne attaccata dall'esercito egizio guidato dal faraone Thutmose III, durante la 6ª e 7ª campagna del faraone, volte alla conquista della città di Qadeš, e quindi inclusa nell'Impero egizio, e Biblo sarà trattata con il titolo di principe. Nella metà del II millennio giungono gli Ittiti e nel 1200 a.C. arrivano i Popoli del Mare che saccheggiano Biblo.

Età dell'autonomia fenicia

Con l'avvento dei Popoli del Mare le città fenicie aumentano di potere nei confronti degli Imperi egizio e ittita. Iniziano a espandere il proprio dominio in Cipro e colonizzano alcuni empori, come Lixus in Marocco, Utica in Tunisia e Cadice in Spagna. Vengono in seguito fondate Kition, Finike e Miriandro in Turchia. La prima attestazione di scrittura fenicia è nel sarcofago del re Ahiram di Biblo risalente al XI secolo a.C., alfabeto appreso da Ugarit con il mezzo degli Egiziani e fatto fare dal figlio Itthobaal.

Età assira

Nel IX secolo a.C. si avvicinarono gli Assiri, attratti dalle ricchezze dei porti: Assurnasirpal II comincia a interessarsi alla zona, ma è con Salmanassar III che avviene la battaglia di Qarqar (853 a.C.) in Siria, dall'esito storicamente dubbio; dieci anni dopo, quando il re assiro tornò ad attaccare la città di Qarqar, i Fenici decisero di assoggetarsi al re, versandogli ingenti tributi.Cohen-Kangas, pp. 127-128

Nell'VIII secolo a.C. il dominio assiro è pressante a causa dei tributi che impone alla città della costa: viene inaugurata una nuova espansione con Tiglatpileser III, che determina la fine dell'indipendenza fenicia per le città settentrionali. Salmanassar V conquista Samaria, mentre Sargon II occupa Cipro. Contro Sennacherib si organizza una coalizione siro-fenicia, ma che vede in seguito la fine del Regno Unito di Sidone e Tiro, da cui il re Luli viene cacciato. Nel VII secolo Asarhaddon, con l'aiuto di Tiro, conquista Sidone nel 677 a.C., la quale viene totalmente distrutta: Tiro rientra in possesso dei suoi territori e acquista un nuovo predominio. La ribellione di Tiro nel 671 a.C. causa un pesante vassallaggio, anche se ormai l'Assiria è molto più debole sotto Assurbanipal, che riorganizza le province locali in Simira a nord, Sidone al centro, e Tiro (Ushu) a sud.

Età babilonese Con la caduta dell'impero assiro nel 612 a.C., le città fenicie godranno di maggiore autonomia finché l'egemonia egiziana non sarà restaurata nella regione negli ultimi anni del VII secolo a.C.. Nel 604 a.C. Nabucodonossor II (604–562 a.C.) si interessa della regione e attacca le città fenicie e assedia Tiro, e in seguito Sidone. L'assedio di Tiro dura tredici anni, fino al 573 a.C., e in seguito spesso saranno i Babilonesi a scegliere il re della città, finché nel 565 a.C. non sarà istituito un governo di suffeti. L'impero neo-babilonese vede il suo declino con Nabonedo.

Età persiana