Isernia (, AFI: ; Sèrnia in dialetto isernino) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Molise.
Tra i primi insediamenti paleolitici documentati d'Europa, nell'antichità fu una fiorente città sannita e in seguito municipium romano. Nel XIX secolo, dopo l'unità d'Italia fu luogo di reazione borbonica anti-unitaria. Per il bombardamento subito durante la seconda guerra mondiale, Isernia è stata insignita della medaglia d'oro al valor civile. L'istituzione della provincia risale al 1970.
Geografia fisica Territorio Il nucleo abitativo principale di Isernia è situato sull'ampio crinale di una collina oblunga dell'Appennino meridionale, la quale separa due corsi d'acqua paralleli di modesta portata, il Carpino e il Sordo. Tali bacini fluviali confluiscono a sud-ovest nel fiume Cavaliere, affluente del fiume Vandra, a sua volta affluente del Volturno. La città sorge lungo il tratturo Pescasseroli-Candela (un'antica via della transumanza), all'incrocio della strada statale 85 e la strada statale 17 Appulo-Sannitica, ed è circondata dai monti del Matese a sud e dalle Mainarde a nord-ovest. Il suo territorio ha un'altimetria che varia da 285 fino a 905 , per una media di 457 . La zona è ritenuta ad alto rischio sismico in quanto l'attività tellurica nel territorio è stimata come molto intensa. L'area settentrionale del centro abitato si trova ad un'altitudine maggiore rispetto alla parte meridionale (storicamente più antica), ed è situata su un terreno quasi pianeggiante ma molto umido e ricco di sorgenti acquitrinose, tra cui quella del fiume Sordo.
Secondo la Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia, il territorio del comune di Isernia è situato a metà tra le formazioni "calcareo-dolomitiche mesozoiche" a sud, relative all'appennino campano e dei monti del Matese, e i "sedimenti di tipo pelagico" del mesozoico-terziario a nord, appartenenti all'appennino sannita e all'appennino abruzzese. L'accavallamento molto esteso di queste due zone costituisce un'anomalia rispetto al resto della morfologia appenninica. Il sottosuolo del centro abitato è formato da rocce di travertino, mentre nella parte settentrionale del comune sono presenti rocce arenarie e calcaree.
Il territorio di Isernia, dal 847 al 1984 è stato interessato da molteplici terremoti, quello del 1805 causò oltre 1000 vittime
Clima
In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +5,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,5 °C.
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Origini del nome
L'origine del toponimo Isernia non ha una provenienza certa. Una delle ipotesi principali è che il nome provenga dalla radice indoeuropea «ausa», che vuol dire «acqua». Questa radice, infatti, ha dato origine a molti nomi di luoghi e città in tutta Europa, e a sostegno di tale teoria ci sarebbe la peculiare posizione dell'antico centro abitato di Isernia, circondato da tre fiumi. Ulteriori ipotesi prevedono che il nome provenga dalla radice sannitica Aiser, che significa "Dio". Questo darebbe un'aura sacrale al nome della città, accresciuta anche dal fatto che la radice Aiser, in Lingua etrusca, significa "Dèi". Entrambe le etimologie suggeriscono quindi che la città sarebbe stata "consacrata agli dèi". Infine, nel nome latino di Isernia, cioè Aesernia, o meglio nel nome osco Aisernio, è molto marcata l'assonanza con il toponimo Esere. Questo nome è un'epiclesi di Ercole e compare in un frammento di ceramica di origine osca, trovato a Campochiaro. Di conseguenza, tale origine potrebbe indicare che Isernia è una città sacra dedicata ad Ercole.
Storia
Età antica Il territorio di Isernia risulta frequentato dall'uomo fin dal Paleolitico: i più antichi insediamenti conosciuti risalgono ad almeno 700.000 anni fa. Anche le origini dell'agglomerato urbano sono molto antiche, sebbene allo stato attuale non sia possibile stabilirne con certezza la data di fondazione.
A partire almeno dal V secolo a.C. la città fu sotto il dominio dei SannitiStrabone, Geografia, V, 3,10. e, grazie alla sua posizione strategica, il suo controllo costituì uno dei punti cruciali durante le guerre sannitiche. Nel 264 a.C. divenne colonia latina e nel 209 a.C., durante la seconda guerra punica, rimase fedele a Roma.
Nel periodo compreso tra il 263 e il 240 a.C. furono coniate le monete di Aesernia. Alcuni autori ritengono inoltre che parte della monetazione emessa durante la guerra sociale possa essere stata coniata nello stesso centro.
Durante la guerra sociale, nel 90 a.C., Isernia fu conquistata dagli Italici dopo un lungo assedio e divenne uno dei principali centri della loro organizzazione politica e militare. Al termine del conflitto cadde nelle mani di Lucio Cornelio Silla, che la devastò.
Negli anni successivi furono promossi interventi di ripopolamento mediante l'insediamento di nuovi coloni. In età imperiale Isernia acquisì lo status di municipio e durante il principato di Traiano conobbe una nuova fase di sviluppo; a questo periodo è ricondotta anche la costruzione del Capitolium.
Medioevo Con la dissoluzione dell'Impero romano d'Occidente la città attraversò un lungo periodo di instabilità. Secondo la tradizione storiografica, nel 456 sarebbe stata devastata dai Vandali guidati da Genserico e, nei secoli successivi, subì ripetute incursioni saracene, ricordate negli anni 860, 882 e 883.
Nel VII secolo, con l'inserimento del territorio nel Ducato di Benevento, i Longobardi contribuirono alla rinascita della città attraverso la realizzazione di opere pubbliche. La presenza cristiana, già radicata nei secoli precedenti, assunse progressivamente un ruolo centrale nell'organizzazione religiosa e sociale del territorio, sviluppandosi attorno alla sede episcopale e ai numerosi edifici ecclesiastici cittadini.
Durante la dominazione normanna, quando Isernia fu compresa nella contea di Molise, la città attraversò una nuova fase di difficoltà e la sua diocesi venne temporaneamente unita a quelle di Venafro e Boiano. Nel 1199 Isernia fu saccheggiata dalle truppe di Marcovaldo di Annweiler, mentre nel XIII secolo conobbe una nuova fase di sviluppo durante il regno di Federico II di Svevia.
Età moderna Tra il XIV e il XVI secolo Isernia alternò periodi di appartenenza al demanio regio a fasi di infeudamento. Nel 1476 re Ferdinando I di Napoli donò la città alla consorte Giovanna di Trastámara, mentre nel 1519 Isernia venne infeudata a Guglielmo di Croÿ, ciambellano dell'imperatore Carlo V. Con un decreto del 1521 la città fu tuttavia nuovamente ammessa al demanio regio, condizione che mantenne per tutto il XVI secolo, risultando l'unica città demaniale del Contado di Molise.
Nel 1638 Isernia fu posta in vendita e, dopo diversi tentativi dell'universitas cittadina di preservarne l'autonomia, nel 1643 fu acquistata da Carlo Greco, duca di Montenero. L'anno seguente questi la cedette a Diego d'Avalos, al quale venne conferito il titolo di principe sul feudo. I D'Avalos mantennero il possesso della città per circa un secolo, con una breve interruzione iniziata nel 1698, quando Cesare Michelangelo d'Avalos la cedette a Fulvio Costanzo, principe di Colle d'Anchise.
A causa dei contrasti sorti con le autorità cittadine, nel 1712 Costanzo cedette nuovamente Isernia a Cesare Michelangelo d'Avalos per 57.400 ducati. Alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1729, l'erede Giovan Battista d'Avalos accettò con beneficio d'inventario un patrimonio gravato da ingenti debiti. Nel 1733 i beni furono confiscati dal Regio Fisco e sottoposti ad apprezzo. La situazione consentì infine alla comunità cittadina di riscattarsi: nel 1742 Isernia raggiunse un accordo con i creditori dei d'Avalos, impegnandosi al pagamento di 43.000 ducati, e rientrò definitivamente nel demanio regio.Per una ricostruzione della vicenda, v. Valeria Cocozza, Il costoso miraggio della demanialità. Ceti emergenti e attività creditizie nelle cause di riscatto in demanio del Regno di Napoli in Mediterranea Ricerche Storiche, n. 47, dicembre 2019
Alla fine del XVIII secolo Isernia era il centro più popoloso del Contado di Molise. Durante le vicende che accompagnarono la conquista francese del Regno di Napoli la città oppose resistenza alle truppe francesi.
Ottocento Il terremoto del 26 luglio 1805 colpì duramente anche Isernia, provocando numerose vittime e gravi distruzioni nel tessuto urbano e nel patrimonio monumentale e religioso della città.
Nel corso del Risorgimento Isernia fu interessata direttamente dagli avvenimenti che portarono alla dissoluzione del Regno delle Due Sicilie. Nel 1860 una parte della popolazione si oppose all'avanzata delle forze favorevoli all'annessione al Regno di Sardegna, nell'ambito della reazione borbonica che interessò diversi centri del Molise.
Il 23 ottobre dello stesso anno Isernia ospitò per una notte Vittorio Emanuele II di Savoia, diretto a Teano per l'incontro con Giuseppe Garibaldi. Il sovrano soggiornò nel Palazzo Cimorelli, lungo la strada che successivamente avrebbe preso il suo nome, ospite di Vincenzo Cimorelli (n. - m. ).Raffaele de Cesare: La fine di un regno, Milano 1969, pag. 963 Il giorno seguente, prima di partire alla volta di Venafro, Vittorio Emanuele II donò al suo ospite una tabacchiera d'oro custodita in un cofanetto recante le iniziali reali.Francesco Colitto: Imperatori, Re e Regine nel Molise: Vittorio Emanuele II. S. Giorgio Editrice, Campobasso 1978
Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, Isernia entrò a far parte della provincia di Campobasso.
Novecento ed età contemporanea Dal 1940 al 1943 l'ex convento di Santa Maria delle Monache, precedentemente adibito a caserma del Regio Esercito, fu utilizzato come campo d'internamento.
Durante la seconda guerra mondiale, il 10 settembre 1943 Isernia subì un pesante bombardamento aereo alleato che provocò gravissime distruzioni nel centro abitato e un elevato numero di vittime. Secondo uno studio realizzato nel 2007 dall'Archivio di Stato di Isernia, considerando complessivamente le diverse incursioni che interessarono la città, le vittime furono 489. Nel dopoguerra fu quindi predisposto un piano di ricostruzione, che contribuì anche all'espansione urbana verso nord.
Nel 1957, nel quadro del dibattito sull'assetto amministrativo del Molise, riprese vigore la proposta di istituire una provincia con capoluogo Isernia. Un primo progetto in tal senso era stato avanzato già nel 1810 durante il regno di Gioacchino Murat, senza tuttavia giungere a compimento. Il rinvio della decisione da parte del Parlamento provocò nel 1957 una forte mobilitazione cittadina, con manifestazioni di operai e studenti che degenerarono in blocchi stradali e scontri con le forze dell'ordine, causando feriti e arresti. Gli avvenimenti del 1957 e del 1958 rimasero nella memoria locale come gli anni della «violenza sociale».
Il processo istitutivo giunse a compimento nel 1970: con la legge 2 febbraio 1970, n. 20, venne istituita la provincia di Isernia, della quale la città divenne capoluogo; il nuovo ente divenne operativo il 3 marzo dello stesso anno.
Simboli
Stemma Lo stemma è costituito da uno scudo oblungo sul quale campeggiano le iniziali della città, composte attorno a un caduceo al quale è attorcigliato un serpente. Lo scudo è circondato da ornamenti vegetali e sormontato da un elmo.
Secondo la tradizionale interpretazione dello stemma cittadino, il caduceo simboleggia il potere e la prosperità, mentre il serpente rappresenta la prudenza, la riflessione e la sollecitudine. L'associazione dei due elementi richiama inoltre la prosperità e la salute, essendo il serpente uno degli attributi tradizionalmente associati a Esculapio, divinità della medicina.