Nel 2011 l'energia nucleare nel Regno Unito generò il 17,8% dell'energia elettrica prodotta in totale nel PaeseIAEA - PRIS database - Nuclear Power Plant Information - Nuclear Share in Electricity Generation..
A marzo 2010, sono presenti in questa nazione 9 centrali nucleari in funzione che dispongono complessivamente di 19 reattori operativi e 8 dismessi.
Non si stanno edificando nuove centrali nucleari.
Vi sono anche altre 8 centrali nucleari chiuse, 2 con un reattore ciascuna, 4 con due reattori ciascuna e 2 con quattro reattori ciascuna.
Storia Il picco massimo della produzione nucleare inglese è avvenuto alla fine degli anni 1990, quando l'energia nucleare forniva il 25% dell'elettricità nazionale. Da allora la porzione sia sul totale che assoluta è diminuita a causa della chiusura degli impianti più vecchi e dell'invecchiamento progressivo degli impianti attualmente in funzione. Anche a causa del progressivo esaurirsi dei campi di gas nel Mare del Nord il fabbisogno inglese di gas è stato supplito in misura sempre maggiore dalle importazioni, che sono passate dal 32% del 2007 al 50% del 2009, e sono previste al 75% del 2015; fonte energetica che contribuisce attualmente a quasi il 50% della produzione di energia elettrica inglese. Nel Regno Unito sono da sempre stati molto sviluppati i reattori di tipologia GCR, prima nel modello Magnox e poi nel modello AGR, ed è l'unica nazione in cui sono presenti queste tipologie di reattori ancora in funzione.
L'unità di Sizewell B doveva essere la prima di una lunga serie di reattori di tipologia PWR, ma questa unità è rimasta unica nel suo genere (vedi dopo). I piani per una nuova espansione della capacità nucleare sono stati ripresi nel corso del 2006 e sono attualmente in sviluppo
Prima fase: sviluppo dei Magnox
Dopo la seconda guerra mondiale lo sviluppo dell'energia nucleare nel Regno Unito si indirizzò soprattutto sulle applicazioni militari. Nel 1946 fu costruito dall'Atomic Energy Research Establishment a Harwell nell'Oxfordshire una pila atomica moderata a grafite con raffreddamento ad aria denominata GLEEP. Dopo di questa pila ne fu costruita una seconda, la BEP0 da 6 MW, che dimostrò la fattibilità dello sfruttamento dell'energia nucleare per la produzione di energia elettrica. Durante il 1947 fu scelto il sito di Sellafield come sede principale per lo sviluppo dell'energia atomica nel paese e furono iniziati i lavori di alcune pile atomiche. WNA - Nuclear Development in the United Kingdom Pagina aggiornata alla versione di Novembre 2010
Nel 1953 a seguito dell'annuncio del governo inglese per lo sviluppo del programma nucleare civile, fu iniziata la costruzione del primo reattore di Calder Hall. Nel 1954 tramite l'Atomic Energy Authority Act 1954 fu creata l'UKAEA, come organo di controllo e di sviluppo per tutto il programma nucleare britannico. I piani iniziali di sviluppo includevano anche la costruzione di un reattore FBR nel sito di Dounreay presso un vecchio aeroporto militare nel nord della Scozia.
Nei primi anni dalla creazione dell'UKAEA si registrò soprattutto un grande successo nello sviluppo dell'elettrogenerazione da fonte nucleare, nell'ottobre 1956 fu aperta alla presenza della regina Elisabetta II la prima centrale nucleare per la produzione di energia elettrica, l'impianto di Calder Hall, a questa seguì quella di Chapelcross nel sud della Scozia. Questi due impianti erano composti da un totale di 8 reattori di tipologia Magnox da poco meno di 50 MW ognuno; questi reattori, benché commerciali, avevano il doppio scopo di produrre energia elettrica ed eventualmente produrre plutonio weapons grade,sostituendo gli elementi di combustibile molto spesso per mantenere basso il burnup questa funzione fu successivamente assolta da altri reattori del complesso di Sellafield. Dopo questi primi 8 reattori ne furono costruiti ancora molti, con potenze fino a 10 volte superiori rispetto al modello originale (l'impianto di Wylfa possiede due reattori da 490 MW ognuno); due modelli furono esportati uno in Italia presso la centrale nucleare di Latina ed uno in Giappone nella centrale nucleare di Tokai. Unità molto simili, denominate UNGG, furono costruite dalla Francia ed esportate in Spagna.
Nei primi modelli sviluppati l'efficienza termodinamica era molto bassa, al 22%, per poi alzarsi fino al 26-28% nei modelli successivi. Nel corso degli anni 1970 tutti i reattori furono scalati di potenza a causa di una ossidazione eccessiva dei componenti dovuta alle leghe usate.
Nel febbraio 1955 il governo inglese pubblicò un documento, il A programme of nuclear power, annunciando un programma di sviluppo per i reattori Magnox, con un obiettivo di avere 1400-1800 MW di potenza da questa tipologia di reattori per il 1965; e lo sviluppo di reattori FBR. A seguito della Crisi di Suez del 1956 si accentuarono le preoccupazioni per una possibile carenza dei rifornimenti di petrolio e carbone, spingendo verso un aumento della capacità nucleare a 5-6000 MW. L'attuazione del nuovo programma di reattori Magnox fu affidato al CEGB che subentrò nel 1958 alla Central Electricity Authority, mentre gli 8 reattori originari e tutti i piani di sviluppo ed i reattori FBR rimasero di proprietà dell'UKAEA.
Nel 1972 fu completato il piano di sviluppo di questi reattori, con la messa in opera di un totale di circa 4200 MW di potenza: quindi con una potenza inferiore ed alcuni anni dopo a quanto previsto.
Incendio di Windscale
Nell'impianto di Windscale (l'odierna Sellafield) si assistette alla combustione lenta della grafite in uno dei reattori senza che i tecnici se ne rendessero conto, se non dopo un paio di giorni. A causa di ciò vi fu una fuga abbastanza consistente di radioattività, benché parecchio minore di Černobyl' (fu infatti classificato come un evento di 5º grado sulla scala INES). Attraverso la ciminiera della centrale, infatti, i fumi finirono in atmosfera e si dovettero prendere misure precauzionali per la popolazione inglese. In seguito all'incidente, comunque, ci si prodigò per la progettazione di misure di sicurezza più efficaci nel Regno Unito.
Seconda fase: sviluppo degli AGR
Nell'aprile 1964 fu stilato un secondo programma per lo sviluppo del nucleare inglese, il The Second Nuclear Power Programme, per delineare la seconda fase di sviluppo del nucleare inglese, con circa 5000 MW di potenza operativa fra il 1970 ed il 1975. Il CEGB fece una gara per la delineazione della tecnologia da usare, se scegliere i nuovi reattori AGR prodotti dalla UKAEA o usare reattori americani di tipologia LWR (preferiti dalla CEGB). Nel maggio 1965 fu scelto l'AGR, ed il primo sito che avrebbe ospitato questa nuova tipologia di reattori sarebbe stato l'impianto di Dungeness nel Kent. Tutto il progetto dell'AGR si basava sul reattore sperimentale di Windscale da 30 MW.
A differenza dei reattori Magnox questi utilizzano uranio arricchito leggermente. L'efficienza termodinamica è molto più alta, arriva al 40%, perché il circuito primario raggiunge una temperatura di 600 °C. A causa di una scarsa standardizzazione dei processi costruttivi fra le varie coppie di reattori, vi sono stati significativi problemi operativi nel corso del funzionamento dei vari reattori. Questa filiera è stata utilizzata unicamente nel Regno Unito.
Terza fase: utilizzo dei PWR
A seguito dei problemi riscontrati nella costruzione delle unità AGR, fu iniziato un dibattito circa un terzo piano di sviluppo del nucleare inglese, considerando tutte le tipologie al momento disponibili: Magnox, AGR, HTR, CANDU, SGHWR, PWR; con la CEGB fortemente indirizzata verso la scelta della tipologia PWR. Il governo decise nel 1975 per la tipologia SGHWR, con 4 unità per la centrale di Sizewell B e 2 per Torness, con ogni unità della potenza di 660 MW. A causa dei tagli alla spesa pubblica ed all'aumento dei costi per la costruzione di questi reattori, fu in un primo momento raccomandato dalla National Nuclear Corporation l'utilizzo di PWR o AGR (di cui fu decisa intanto la costruzione di due coppie di reattori).
A metà del 1979 il cambio di governo diede un maggiore impulso per lo sviluppo dei reattori PWR, diminuendo il apprezzamento verso gli AGR, anche se furono confermate le 4 unità di Heysham e Torness. Furono quindi scelti i reattori forniti dalla Westinghouse di disegno Nuclear Power Plant Unit System per soddisfare i requisiti inglesi, la prima unità fu ordinata per il sito di Sizewell B e la costruzione iniziò nel 1988.
A queste unità ne dovevano seguire altre, erano infatti stati individuati i siti di Sizewell C, Hinkley Point C e Wylfa B. Tuttavia, alla fine del 1989, il governo aveva annunciato una revisione della politica nucleare da fare entro il 1994, e decretato che fino ad allora non si sarebbero costruiti nuovi reattori. A seguito del riesame della politica energetica, nel maggio 1995, il governo ha concluso che i nuovi impianti nucleari non avrebbero più ricevuto sostegno pubblico, alla fine di quell'anno il successore del CEGB, il Nuclear Electric, ha deciso che la costruzione di ulteriori centrali nucleari non era economicamente sostenibile e ha abbandonato i suoi piani per nuove centrali nucleari.
Privatizzazione del settore elettrico
Alla fine del 1988, il governo conservatore ha annunciato che, in preparazione per la privatizzazione, il CEGB sarà suddiviso in due società: la National Power e la Power Gen, mentre la trasmissione verrà gestita dal National Grid. La proprietà delle centrali nucleari in Inghilterra e Galles è stata acquisita dalla National Power. Tuttavia, a causa di incertezza sul nucleare, i costi di disattivazione e di smaltimento dei rifiuti, il governo ha poi deciso di ritardare la privatizzazione delle centrali nucleari e nel marzo 1990, la divisione nucleare del Potere Nazionale è stato inseriti in una nuova società denominata Nuclear Electric. Nel frattempo, in Scozia, le attività nucleari del SSEB sono stati trasferiti alla Scottish Nuclear nell'aprile 1990 e l'anno successivo, le parti non nucleari del SSEB sono state privatizzate come ScottishPower.
Dopo una revisione effettuata nel 1994, verifica delle prospettive future per l'energia nucleare nel Regno Unito (pubblicato nel maggio 1995), ha concluso che si sarebbero dovute spostare gran parte del settore produzione nucleare nel privato, comporterebbe notevoli vantaggi per l'industria, i consumatori di energia elettrica ed i contribuenti. Ciò ha portato alla creazione di British Energy nel 1995 concretizzare la privatizzazione. Tuttavia, nel 1994 un ulteriore riesame ha ritenuto che il sostegno del settore pubblico per una nuova centrale nucleare sarebbe stato inappropriata. Ciò ha portato alla decisione della Nuclear Electric di non procedere con la costruzione di Hinkley Point C e di ritirare la domanda di pianificazione per Sizewell C. Dopo aver preso possesso degli impianti nucleari, la British Energy è stata privatizzata nel luglio 1996, mentre gli impianti che utilizzavano reattori Magnox sono stati mantenuti sotto il controllo pubblico tramite la società Magnox Electric.
La British Energy ha inizialmente operato con successo e divenne il più grande generatore del paese nel 1998. Tuttavia, questo successo ha portato a maggiori profitti per gli azionisti piuttosto che investimenti nella manutenzione degli impianti, portando successivamente a diverse interruzioni non pianificate. Prima di incorrere in significativi problemi, l'azienda è cresciuta ambiziosamente in patria e all'estero: Nel tentativo di diventare una azienda verticalmente integrata, ha acquisito la rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas al dettaglio della Swalec dalla Hyder nel 1999. In poche settimane, British Energy aveva però cambiato la sua strategia aziendale e venduto la Swalec alla Scottish and Southern Energy.