Biografia Laudomia nacque da Alessandro Forteguerri e Virginia Pecci e fu battezzata il 3 giugno 1515.Archivio di Stato di Siena, Biccherna, 1134, c. 253r: «Laudomia Bart. M. f. di Alix.o Forteguerri si bapt.o addì 3 di giugno, fu compare ms. Federigo della Rosa», con l'aggiunta posta in anni successivi «Unica al mondo e di bellezza rara». Sposata a Giulio Colombini, ebbe tre figli: Olimpia nel 1535, Antonia nel 1537 e Alessandro nel 1539.

Il letterato Alessandro Piccolomini, che la corteggiò per anni, le dedicò nel 1539 il dialogo La Raffaella, nel quale rappresenta gli amori di Aspasio con Margherita, una donna infelicemente sposata. Nel 1540 le dedicò due operette scientifiche, De la sfera del mondo e De le stelle fisse, per venire incontro, sostiene, agli interessi danteschi di Laudomia, mentre dedicato al figlioletto Alessandro, a cui aveva fatto da padrino, è il trattato De la institutione di tutta la vita de l'huomo nato nobile, pubblicato a Venezia nel 1542.

Anche Marcantonio Piccolomini, uno dei fondatori dell'«Accademia degli Intronati», la rese protagonista del suo dialogo Il Sodo Intronato, del 1538, mentre Benedetto Varchi in un sonetto e Bernardo Tasso nellAmadigi ne lodarono la grande bellezza. Quando poi Laudomia, rimasta vedova nel 1542, si risposò nel 1544 con un Petruccio Petrucci,Archivio di Stato di Siena, Gabella dei contratti, 368, c. 52r. Alessandro Piccolomini sosterrà, in versi inevitabilmente petrarcheschi, che la Forteguerri avrebbe mancato al suo giuramento d'amore eterno:A. Piccolomini, Cento sonetti, XXX, 1549.

La Forteguerri scrisse anche poesie, nella forma del sonetto petrarchesco. Ne furono pubblicati sei, uno dedicato alla poetessa Alda Torella Lunata e gli altri cinque alla principessa Margherita d'Austria, figlia naturale di Carlo V, conosciuta a Siena nel 1535. Uno di questi:

fu pubblicamente lodato nel 1541 da Alessandro Piccolomini all'Accademia degli Infiammati.

Recentemente si è infine accettato di prendere in considerazione la notizia, tramandata da diversi suoi contemporanei, che quello tra Forteguerri e Margherita d'Austria fosse un legame d'amore:

Donna indipendente e decisa, la Forteguerri prese parte attiva alla difesa di Siena durante l'assedio della città condotto nel 1555 dagli spagnoli e dai fiorentini di Cosimo de' Medici, organizzando un gruppo di donne nella costruzione di fortificazioni.B. de Monluc, Commentaires 1521-1576, a cura di P. Courteault, 1964, p. 306.

L'episodio, narrato per la prima volta dal comandante francese Blaise de Monluc, alleato dei Senesi, fu poi ripreso, consolidando la fama della Forteguerri di donna di grande bellezza così come di grande coraggio. Vi è chi pensò che ella morisse durante l'assedio,F. Cerreta, A. Piccolomini, letterato e filosofo senese del Cinquecento, Siena 1960, p. 31. e dunque nel 1555, ma la circostanza, oltre a non avere altri riscontri, sembra essere smentita dalla dedica a lei fatta nel 1556 di un sonetto dal letterato Giuseppe Betussi,G. Betussi, Le imagini del tempio della signora donna Giovanna Aragona, 1556, pp. 75 ss. che la descrive ancora vivente in una Siena che aveva ormai perduto la propria indipendenza.

Opere

Note

Bibliografia Giuseppe Betussi, Le imagini del tempio della signora donna Giovanna Aragona, Firenze, Lorenzo Torrentino, 1556. Florindo Vincent Cerreta, Alessandro Piccolomini, letterato e filosofo senese del Cinquecento, Siena, Accademia senese degli Intronati, 1960. Blaise de Monluc, Commentaires 1521-1576, Paris, Gallimard, 1964. Carla Zarrilli, Forteguerri Laudomia, in «Dizionario biografico degli italiani», IL, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1997. Konrad Eisenbichler, Poetesse senesi a metà Cinquecento: tra politica e passione, in «Studi Rinascimentali», n. 1, 2003. Konrad Eisenbichler, "Laudomia Forteguerri Loves Margaret of Austria", in «Same-Sex Desire Among Women in the Middle Ages», ed. Francesca Canadé Sautman and Pamela Sheingorn, New York, Palgrave, 2001, pp. 277–304.

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