L'anima e il suo destino è un libro di Vito Mancuso.

Contenuti Con la prefazione del cardinale Carlo Maria MartiniCosì si rivolge il cardinale a Mancuso: «Hai avuto un bel coraggio a scrivere dell'anima, la cosa più eterea, più imprendibile che ci sia, tanto che si giunge a dubitare che essa esista.[...] Penso di sentire parecchie discordanze su quanto tu concludi su diversi punti, ma non posso negare che tu cerchi sempre di ragionare con rigore, con onestà e con lucidità, e che hai il coraggio delle tue idee, dicendo anche apertamente che esse non sempre collimano con l'insegnamento tradizionale e talvolta con quello ufficiale della chiesa. Perciò il tuo libro incontrerà opposizioni e critiche. Ma sarà difficile parlare di questi argomenti senza tenere conto di quanto tu ne hai detto con penetrazione coraggiosa".», Mancuso studia il concetto di anima alla luce del quesito se vi sia un'esistenza dopo la morte.

Il libro ha superato le copie vendute (a maggio 2008), ed è diventato un dibattuto caso editoriale e culturale.

Carattere distintivo dell'opera è l'analisi del problema teologico esteso anche alla coscienza laica cioè «quella parte della coscienza, presente in ogni uomo, credente o non credente, che cerca la verità per se stessa e non per appartenere a un'istituzione; quella parte della coscienza che vuole aderire alla verità, ma vuole farlo senza alcuna forzatura ideologica, di nessun tipo, e se accetta una cosa, lo fa perché ne è profondamente convinta, e non perché l'abbia detto uno dei numerosi papi, o uno degli altrettanti numerosi antipapi della cultura laicista»Vito Mancuso, L'anima ed il suo destino, Milano, Raffaello Cortina, 2007, p.1 ISBN 9788860301185

Un obiettivo molto impegnativo è sottinteso nell'opera di Mancuso poiché si mira alla fondazione di una nuova teologia che non escluda la critica filosofica e i risultati della scienza e che valga per credenti e non credenti.

Nel cosmo la parola di Dio

Per Mancuso la scienza ci permette di leggere nel cosmo la parola di Dio così come si fa con le Sacre Scritture poiché «il mondo è uno solo e com'è fatto lo sappiamo solo grazie alla scienza. Ne viene che lo studio dei problemi della scienza [...] si impone a chiunque voglia fare teologia».V. Mancuso, op.cit.

La scienza ci ha dimostrato che nell'universo esiste un Principio ordinatore, quello che gli antichi chiamavano Logos, che si esprime attraverso delle formazioni sempre più complesse. Nella natura cioè esiste un'energia ordinatrice che dalla materia inorganica che procede verso quella organica sino all'avvento di esseri intelligenti e dotati di morale.

Il discorso della scienza conferma il messaggio evangelico poiché quell'essenziale energia alla base dello sviluppo dell'essere è la "relazione" capace di un'armoniosa sintesi degli opposti che impedisce la dissoluzione caotica dell'universo dove Mancuso vede «l'Inferno [che] è il massimo del disordine»,e il Diavolo che ne «è la personificazione».

L'anima come energia naturale L'anima è quindi una formazione naturale presente fin dall'inizio nella materia inerte che arriva alla sua piena e completa essenza nell'uomo acquistando sempre più «ordine e informazione».

E se il Logos è relazione, allora l'espressione più alta di questa ordinata relazione è l'amore che accorda tra loro gli esseri. Quando questo amore si tramuta in un continuo operare per il bene e la giustizia realizzando l'ordine del Logos, allora si produce tanta energia da sopravvivere al corpo come anima, puro spirito esente da ogni residuo materiale.

La salvezza per tutti

Mancuso crede che non sussista il problema della dannazione eterna per i peccatori: egli recupera l'antica dottrina dell'apocatastasiDottrina che si basa su un unico versetto della Bibbia, Atti riprendendo così il pensiero di Origene.Origene, De Principiis I, 6, 2-3. Disponibile in en.wikisource. secondo il quale alla fine dei tempi avverrà la redenzione universale e tutte le creature saranno reintegrate nella pienezza del divino, compresi Satana e la morte: in tal senso, dunque, le pene infernali, per quanto lunghe, avrebbero un carattere non definitivo ma purificatorio.

Note

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