Il francese (français, AFI: ) è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze. Nel 2026, è parlata da 333,5 milioni di persone.

Diffusa come lingua materna nella Francia metropolitana e d'oltremare, in Canada (principalmente nelle province del Québec e del Nuovo Brunswick, ma con una presenza significativa anche in Ontario e Manitoba), in Belgio, in Svizzera, presso numerose isole dei Caraibi (Haiti, Dominica, Saint Lucia) e dell'Oceano Indiano (Mauritius, Comore e Seychelles), in Lussemburgo e nel Principato di Monaco, è lingua ufficiale di circa 27 stati ripartiti su tutti i continenti (come eredità dell'impero coloniale francese e della colonizzazione belga), oltre che di numerose organizzazioni internazionali come l'ONU, la NATO, il Comitato Olimpico Internazionale e l'Unione postale universale. Costituisce inoltre, una delle tre lingue di lavoro dell'Unione europea. In Italia è parlato e tutelato in Valle d'Aosta, dove gode di uno status di coufficialità con l'italiano.

Sebbene non sia ai primissimi posti tra le lingue più parlate del mondo per numero di madrelingua (80,0 milioni secondo Ethnologue, 2021), essa costituisce invece la seconda per diffusione (dopo l'inglese) per numero di paesi in cui è ufficiale e per numero di continenti in cui è parlata. Le stime dei locutori totali sono difficili a causa della diffusione maggiore del francese come lingua seconda che come lingua materna e del grosso peso che hanno nella demografia di questa lingua i vasti territori dell'Africa francofona, in cui l'avanzare della conoscenza del francese è in costante crescita grazie alla scolarizzazione e per i quali non sono sempre disponibili statistiche precise o aggiornate. Tuttavia secondo le stime dell'Organizzazione internazionale della francofonia, vi sono nel mondo circa 300 milioni di locutori (è la quinta lingua più parlata al mondo in base al numero di parlanti totali). Ma, come numero di parlanti nativi (L1), è la numero 21.

Attualmente il francese è la seconda lingua più insegnata al mondo dopo l'inglese, anche grazie a una capillare rete di servizi linguistici e culturali incentrati sui Centres Culturels Français (CCF, dipendenti dalle Ambasciate) e sulle sedi dell'Alliance Française.

Descrizione

Il francese è il risultato delle contaminazioni linguistiche che il latino volgare ha subito nella Gallia romanizzata, a partire soprattutto dal V secolo. Tra i principali idiomi che contribuirono a influenzare la trasformazione della lingua parlata in Gallia durante l'epoca tardo antica si ricordano:

La lingua celtica, principale idioma preesistente al latino, la quale ebbe un'enorme influenza nella sedimentazione di alcune particolarità fonetiche tipiche del francese, quali l'uso delle nasali o delle vocali turbate. Per quanto riguarda il lessico, l'influenza della lingua gallica fu più limitata: attualmente i termini francesi di origine celtica non sono più di un centinaio, tra i quali chemise ("camicia", da CAMISIAM), cervoise ("birra fermentata", da CERVESIAM), baiser ("bacio", attestato già in Catullo come BASIUM) e char ("carro", da CARRUM). Molti toponimi di città francesi risalgono ugualmente all'epoca celtica (LUTETIA PARISIORUM: Paris; ROTOMAGUS: Rouen; CATOMAGUS: Caen; BELLOVACI: Beauvais). Il francone occidentale e altre lingue del ceppo germanico parlate dai Franchi, che rappresentano i principali idiomi di superstrato rispetto al latino volgare di Gallia. Tra le lingue romanze, il francese si rivela quella meno conservativa nei confronti della lingua madre, probabilmente anche a causa dell'alto indice di germanizzazione. Come in italiano, molti termini legati al campo semantico della guerra (guerre, da WERRA) sono di origine germanica, tra i più comuni épée ("spada", da SPATHA), blesser e blessure ("ferire" e "ferita", da BLESSE), o ancora gagner ("vincere uno scontro", poi divenuto di accezione comune, da WAIDANJAN). Numerosi termini astratti indicanti i colori (blanc, "bianco", da BLANK), le qualità morali o caratteriali (riche, "ricco"; hardi, "coraggioso", "ardito"; laid, "brutto";) e l'amministrazione territoriale (fief,"feudo", da FEHU; ban, "bando", da BAN; alleu, "allodio", da AL-OD; marquis, "marchese", da MARKA) sono di origine germanica. Dal punto di vista morfologico, il francese ha ereditato dalla lingua francona numerosi suffissi quali –ISK, poi evolutosi in –ois, -ais come nel caso dell'eponimo français ("francese", da FRANKISK, uomo libero), o ancora il peggiorativo –ARD (in vieillard, "vegliardo"; bâtard, "bastardo").

Le lingue romanze sviluppatesi in Francia sulla base di queste influenze si articolavano in un ramificato sistema di varianti regionali. I linguisti riconducono ciascuno di questi idiomi all'interno di tre grandi famiglie distinte: quella delle lingue d'oïl (parlate a nord della Loira; tra le più rappresentative si ricordano il franciano di Parigi, il vallone del Belgio e l'anglo-normanno), quella delle lingue d'oc parlate a sud della Loira (tra di esse la più importante è di gran lunga il provenzale) e infine il francoprovenzale, parlato diffusamente nell'area geografica compresa tra la Savoia, la Svizzera romanda, la Valle d'Aosta e le valli arpitane piemontesi.

L'evoluzione del latino volgare parlato in Gallia è attestata da numerosi documenti collocabili tra la fine dell'VIII secolo e l'inizio del X. Tra i testi più interessanti si cita il Glossario di Reichenau, prodotto a nord della Loira intorno all'anno 750, in cui compaiono alcuni slittamenti semantici di termini già presenti nel latino classico che hanno poi assunto un diverso significato in francese (il verbo DONO si sovrappone al più classico FERO; oggi in francese il verbo donner significa infatti "dare" e non "donare"; il termine volgare FORMATICUM, da cui discende il moderno fromage, sostituisce allo stesso modo il classico CASEUM).

Gli studiosi tendono tuttavia a identificare nel vero atto di nascita della lingua francese il Giuramento di Strasburgo (842), documento di fondamentale importanza per la storia politica e linguistica dell'Europa. Con tale trattato, infatti, vengono poste le basi per la nascita di quella compagine politica corrispondente all'odierna Francia, mentre appare ormai evidente la presenza di una netta divaricazione tra la romana lingua parlata in Gallia e la teotisca lingua utilizzata nelle province germaniche. Il primo testo letterario in lingua francese di cui si abbiano notizie certe è invece la Sequenza di Sant'Eulalia (888), caratterizzata dall'uso di una prosa ritmata a cadenze regolari e dallo sviluppo di una forma primitiva di condizionale romanzo.

La lingua francese esercitò una notevole influenza sullo sviluppo dell'inglese a seguito della conquista dell'Inghilterra da parte dei Normanni di Guglielmo il Conquistatore (Battaglia di Hastings, 1066). L'anglo-normanno si impose con il suo prestigio come nuova lingua di corte, confinando il precedente idioma anglosassone al rango di vernacolo utilizzato dal popolo illetterato. Con il passare del tempo, tuttavia, i legami politici e culturali tra l'Inghilterra e la Normandia si affievolirono, determinando la perdita di vigore dell'anglo-normanno, che finì con l'essere assorbito dal nativo sassone. Il risultato di tale evoluzione fu la nascita del medio inglese, una lingua che conservava una struttura morfo-sintattica tipicamente germanica, ma che presentava un lessico costituito in gran parte di lemmi d'origine francese e latina.

In ambito continentale, invece, la precoce affermazione di Parigi quale centro del potere politico ed economico della Francia contribuì a rafforzare la posizione del franciano, variante della lingua d'oïl parlato nella regione dell'Île-de-France, che cominciò lentamente a imporsi sugli altri dialetti. Per buona parte del Medioevo, tuttavia, la cultura e la letteratura di lingua d'oïl sviluppatasi a nord della Loira coabitarono con la cultura e letteratura di lingua d'oc fiorite tra il XI e il XIII secolo nella regione del Midi. Tale situazione di equilibrio perdurò fino alla crociata albigese bandita nel 1209 dal re Filippo Augusto contro i catari della città di Albi. Tale evento traumatico contribuì alla devastazione delle corti provenzali e al declino della cultura occitana, che perse definitivamente il suo predominio a favore del francese. Nonostante questa espansione, il latino rimase ancora a lungo la lingua della scuola, della cultura accademica e dei decreti reali. Nel 1532, ad Aosta fu redatto il primo atto notarile al mondo in lingua francesePerché la Valle d'Aosta è autonoma? - Pays d'Aoste., mentre a Parigi era ancora in uso il latino. Nel 1536, la Valle d'Aosta, in particolare il Conseil des Commis, fu la prima amministrazione al mondo ad adottare la lingua francese come idioma ufficiale, tre anni prima del Regno di Francia. Fu solo con lOrdonnance de Villers-Cotterêts, promulgata dal re Francesco I nel 1539, che il francese si impose in Francia come lingua ufficiale dei decreti reali e degli atti parlamentari.

Le guerre d'Italia (1494-1559) permisero alla Francia di entrare in contatto con le raffinatezze artistiche e letterarie del Rinascimento italiano. Tale incontro ebbe profonde influenze anche da un punto di vista linguistico, con la nascita di un petrarchismo francese e l'adozione di molti termini latini di origine colta, spesso accolti nella loro forma italianizzata. Nel medesimo periodo si assiste alla nascita del movimento poetico della Pléiade, i cui membri spingono in direzione di una codificazione accademica della lingua francese, al fine di ripulirla dall'uso di barbarismi e di esaltarne le intrinseche qualità di clarté e mesure. Nel 1549 il poeta Joachim du Bellay pubblicò il suo trattato Défense et illustration de la langue française, in cui attaccava duramente l'impasto linguistico "popolare" utilizzata dagli autori della tarda età medievale, sostenendo la necessità di promuovere una lingua illustre che potesse allo stesso tempo essere idioma d'uso e di penna. Nella seconda metà del Cinquecento, il francese parigino cominciò a essere conosciuto (ma non ancora parlato) in tutto il territorio nazionale, arricchendosi nelle forme grammaticali e nel lessico tramite l'acquisizione di termini filosofici, politici e scientifici attinti direttamente dal latino letterario.

Il XVII secolo (Grand Siècle) è considerato un periodo d'oro per la diffusione della lingua, della letteratura e della cultura francese in Europa. Nel 1635 il cardinale Richelieu fondò l'Académie française, l'ente che ancora oggi sorveglia l'uso della lingua e le sue variazioni, con lo scopo di rendere il francese la lingua della diplomazia internazionale, nonché l'idioma di riferimento per gli scambi culturali tra persone di differente nazionalità. Il trattato di Vestfalia (1648), con cui si conclude la sanguinosa guerra dei trent'anni, fu redatto in francese e segnò l'inizio di un'egemonia politica e culturale della Francia destinata a durare fino al 1815. Nel corso della seconda metà del secolo, inoltre, il prestigio della corte di Luigi XIV contribuì a fare del francese la lingua ufficiale delle élite aristocratiche e intellettuali dell'intero continente. Nel frattempo, continuava l'attività normativa dell'Académie, tramite l'adozione di una riforma ortografica volta a normalizzare alcune oscillazioni risalenti all'epoca medievale (Roy divenne Roi; françoys divenne français). Con la pubblicazione del Dictionnaire de l'Académie française (1694), infine, il modello di razionalità e chiarezza con cui la lingua francese e la Francia si identificano ancora oggi si impose in modo definitivo all'interno dei confini nazionali.