Biografia Nacque a Bari nel 1925, anche se per tutta la vita dichiarò come anno di nascita ufficiale il 1935. Ancora molto giovane sognava di comporre musica. Contrariamente ai desideri dei genitori, che l'avrebbero voluta maestra di scuola, la Samugheo partì per Milano nel 1953. Qui iniziò a frequentare l'ambiente intellettuale di Enzo Biagi, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e Giorgio Strehler, che le propose di frequentare corsi di recitazione e mimo Report attività 2013 del Murats, Museo dell'Arte Tessile Samughèo (pag. 40). In questo periodo conobbe Pasquale Prunas, fondatore della rivista culturale Sud e suo compagno di vita, che le suggerì di trasformare il suo cognome assumendo quello del paese sardo di Samugheo Presentazione della mostra "La mia Sardegna" - 2013 - presso il Murats, e la coinvolse nella redazione di una nuova rivista, Le Ore, che si occupava di fotogiornalismo internazionale, sullo stile di Paris Match.
Dapprima tentò la professione di giornalista di cronaca nera, ma, dopo l'incontro con Federico Patellani, uno dei fotografi più importanti di quegli anni, decise di iniziare a lavorare per lui. I suoi primi lavori sono di reportage su fenomeni magico-religiosi dell'Italia del Sud, come i tarantati, e di denuncia sociale: ritrasse le baraccopoli napoletane e le zingare in carcere.
In seguito realizzò servizi fotografici per i maggiori periodici internazionali e le più importanti riviste, di cui curò le copertine; pubblicò diversi libri e fotografò, a partire dalla fine degli anni '50, le maggiori star internazionali (tra cui Liz Taylor, Shirley MacLaine, Monica Vitti, Sophia Loren, Claudia Cardinale, Raffaella Carrà e Gina Lollobrigida) Chiara Samugheo, la fotografa delle dive, in mostra a Bologna - Articolo di Serena Viola per Il fatto quotidiano del 30 gennaio 2013 Portfolio dal sito ufficiale. Il periodo della "dolce vita" decretò il successo di un nuovo tipo di fotogiornalismo e di riviste, dove lo star-system rappresentava il motore del progresso. Copertine e servizi dovevano documentare la figura della "diva", della donna cinematografica, come oggetto del desiderio: le foto di Chiara Samugheo presero le mosse da questo contesto, ma intendendo restituire al corpo-oggetto delle dive una femminilità e una personalità reali, qualcosa di intimo, in contrapposizione all'ambiente effimero costruito intorno ai loro corpi. In tal modo ella contribuì ad alimentare la mitologia del cinema italiano.
La fama della Samugheo crebbe: lavorò a Hollywood, in Spagna, in Russia, in Giappone; fu ospite dello Scià di Persia e del produttore hollywoodiano Joe Pasternak.
Dopo aver vissuto a Roma per diversi anni, nel 1987 si trasferì a Nizza, dove aprì il suo atelier in Rue Droite, la strada degli artisti. Divenne cittadina onoraria della Francia e il 2 giugno 2003 venne insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana.
Chiara Samugheo è deceduta a Bari nel gennaio 2022. In tutta la sua vita professionale realizzò 165.000 scatti. L'imponente archivio delle foto di Chiara Samugheo è conservato presso il Centro studi e archivio della comunicazione (CSAC) dell'Università di Parma. Notizia del 20 aprile 2015 dal sito dell'Università degli studi di Parma, Dipartimento di Lettere Arti Storia e Società. Post del CSAC su Facebook.Il copyright sul fondo fotografico è amministrato dalla Samugheo srl Italian Holding. Una piccola parte del suo fondo, e precisamente 487 foto, si trova invece presso la Fondazione 3M a Pioltello
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Note
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