Biografia
Nasce a Hiroshima, più precisamente ad Asakita-ku ed è il secondo di tre figli maschi. Dal 2010 è sposato con Ayaka: la coppia ha una figlia nata il 4 settembre 2010. Mizuki, il suo fratello minore, è un giocatore di beach soccer.
Caratteristiche tecniche
È un difensore centrale di piede destro, dotato di notevole forza nei duelli individuali, buon senso della posizione e capacità di anticipare l'avversario. Dispone inoltre di una buona tecnica individuale per il ruolo e di precisione nella distribuzione, qualità che gli permettono di partecipare alla costruzione dal basso attraverso passaggi verticali e cambi di gioco; nel corso della carriera è stato infatti utilizzato anche come centrocampista davanti alla difesa. Alto 183 cm, è particolarmente efficace nel gioco aereo, sia in fase difensiva sia sui calci piazzati offensivi, nei quali sfrutta elevazione, forza fisica e capacità di attaccare il pallone; proprio l'efficacia nell'uno contro uno, il colpo di testa e la capacità di impostazione vengono indicate dall'FC Tokyo come le sue principali caratteristiche. Possiede inoltre una propensione realizzativa superiore alla media dei difensori centrali, come dimostrato dalle sette reti segnate in J1 League nel 2015. Difensore esperto e dotato di leadership, è capace di organizzare la linea arretrata mantenendo un atteggiamento generalmente lucido nella lettura delle situazioni di gioco. Nel corso della lunga permanenza all'FC Tokyo è diventato uno dei principali leader dello spogliatoio, ricoprendo in più stagioni anche il ruolo di capitano, oltre ad essere il giocatore che vanta più presenze nella storia del club della capitale.
Carriera Club Gli inizi Nato ad Asakita-ku, quartiere di Hiroshima, influenzato dal fratello maggiore, muove i primi passi nel calcio all'età di 8 anni nel Hiroshima Koyo FC, prima di entrare nel 2000 nel settore giovanile del Sanfrecce Hiroshima, con cui milita nella formazione Junior Youth, incontrando come compagno di squadra Tomoaki Makino. Durante l'infanzia, si distingue per la lunga capigliatura che gli pendeva fino alle spalle, un tratto estetico caratteristico che ha attirato l'attenzione del pubblico e dell'ambiente locale, guadagnandogli il soprannome di "il capellone di Misasa". Nel 2003 si iscrive alla Hiroshima Minami High School, entrando nella squadra di calcio dell'istituto; già durante il primo anno partecipa al campionato nazionale liceale. Inizialmente impiegato soprattutto come centrocampista, durante gli anni liceali si mette in evidenza anche nelle selezioni giovanili nazionali e attira l'interesse di diversi club professionistici. Terminati gli studi, grazie all'invito di Tomohiro Nosaka, nel 2006 viene ingaggiato dall'Oita Trinita.
Oita Trinita Il 12 marzo 2006, alla seconda giornata della J. League Division 1 2006, esordisce tra i professionisti e contemporaneamente nella massima serie giapponese. Durante la prima stagione trova ancora poco spazio, disputando soltanto due incontri di campionato.
Nel 2007 viene progressivamente inserito con maggiore continuità nelle rotazioni. Disputa 20 incontri di J1 League e il 1º dicembre, nell'ultima giornata contro l'Albirex Niigata, realizza la prima rete della propria carriera professionistica. Parallelamente prende parte con la nazionale Under-20 al campionato mondiale di categoria, aumentando ulteriormente la propria esperienza internazionale.
La definitiva affermazione arriva nel 2008. Morishige diventa uno degli elementi principali della difesa dell'Oita Trinita, disputando 28 incontri di campionato e realizzando tre reti. La squadra conclude la J1 League al quarto posto, miglior piazzamento della propria storia, ma soprattutto conquista la Coppa J. League, primo grande trofeo nella storia del club. Nel percorso verso il titolo l'Oita Trinita elimina l'FC Tokyo nei quarti di finale e il Nagoya Grampus in semifinale, prima di affrontare lo Shimizu S-Pulse nella finale del 1º novembre allo Stadio Nazionale di Tokyo. La squadra di Oita si impone per 2-0 grazie alle reti di Daiki Takamatsu e Wesley, diventando la prima società del Kyūshū a conquistare un grande trofeo nazionale. Al termine della stagione Morishige viene, inoltre, inserito tra i giocatori destinatari del premio riservato ai migliori calciatori della J. League. Nello stesso anno viene convocato nella nazionale olimpica giapponese per i Giochi olimpici di Pechino, consolidando la propria reputazione come uno dei giovani difensori più promettenti del paese.
La stagione 2009 si rivela invece profondamente diversa per l'Oita Trinita. La squadra attraversa una lunga crisi di risultati e conclude il campionato al diciassettesimo posto, retrocedendo in J. League Division 2. Morishige disputa 23 partite e realizza una rete, ma al termine dell'annata, anche a causa delle difficoltà economiche della società, lascia il club dopo quattro stagioni.
FC Tokyo Nel 2010 si trasferisce a titolo definitivo all'FC Tokyo, rimanendo così nella massima categoria, esordendo il 6 marzo seguente, nella vittoria per 1-0 contro gli Yokohama F·Marinos. Si impone immediatamente come titolare della linea difensiva e disputa 30 incontri di campionato, realizzando tre reti, di cui la prima ai danni della sua ex squadra, il Sanfrecce Hiroshima, datata il 1° maggio. La stagione si conclude tuttavia con la retrocessione della squadra della capitale, la seconda consecutiva a livello personale dopo quella subita con l'Oita Trinita l'anno precedente. Nonostante la discesa in seconda divisione decide di rimanere nella squadra.
Nella stagione 2011 diventa uno dei protagonisti dell'immediata risalita, disputando 37 incontri e stabilendo con sei reti il proprio primato realizzativo stagionale dell'epoca. Il 25 giugno apre le marcature nella vittoria esterna per 3-2 contro il Mito HollyHock, andando nuovamente a segno quattro giorni più tardi nel successo per 2-0 contro il Fagiano Okayama. Il 19 novembre realizza inoltre la prima rete nella vittoria per 5-1 contro il Gainare Tottori, risultato con cui l'FC Tokyo ottiene matematicamente il ritorno nella massima serie. La squadra conclude la stagione vincendo la J. League Division 2 2011 e conquista anche la Coppa dell'Imperatore 2011, ottenendo così il primo successo nella competizione della propria storia.
Tornato nella prima divisione nel 2012, nel mese di agosto riceve un'offerta dalla SampdoriaSampdoria, colpo giapponese in difesa? , cogliendo la possibilità di sfidare il suo connazionale Yūto Nagatomo, militante nell'Inter. Respingendo l'idea di trasferirsi in Italia, nella J. League Division 1 mantiene stabilmente il posto da titolare, disputando 33 partite di campionato e realizzando due reti. Nello stesso anno fa inoltre il proprio esordio nell'AFC Champions League, competizione alla quale l'FC Tokyo partecipa grazie alla vittoria della Coppa dell'Imperatore.
Nel 2013 viene nominato capitano della squadra. Disputa nuovamente 33 incontri di campionato e realizza una rete; le prestazioni offerte durante la stagione gli valgono per la prima volta l'inserimento nella formazione ideale della J. League. Parallelamente viene convocato con continuità nella nazionale maggiore, con cui esordisce nello stesso anno.
Nel 2014 colleziona ancora 33 presenze e una rete in J. League Division 1, confermandosi uno dei principali riferimenti della difesa. Al termine dell'annata viene inserito per la seconda volta consecutiva nella formazione ideale del campionato.
La stagione 2015 rappresenta una delle migliori della sua carriera dal punto di vista realizzativo. Disputa 32 partite di J1 League e mette a segno sette reti, stabilendo il proprio primato personale in una singola stagione della massima serie. L'efficacia sulle palle inattive e nel gioco aereo si affianca alla continuità difensiva e, al termine dell'anno, viene inserito per la terza volta consecutiva nella formazione ideale della J. League.
Nel 2016 continua a essere uno dei pilastri della squadra, totalizzando 32 presenze e quattro reti in campionato. Viene selezionato nella formazione ideale della J. League per il quarto anno consecutivo, consolidandosi tra i principali difensori del calcio giapponese.
Nel 2017 la sua stagione viene condizionata da problemi fisici che ne limitano l'impiego a 17 presenze in campionato, con una rete. Dopo quattro selezioni consecutive nella formazione ideale, non riesce quindi a mantenere la stessa continuità degli anni precedenti.
Torna a giocare regolarmente l'anno successivo, disputando 30 incontri e realizzando due reti. Le prestazioni gli valgono il riconoscimento tra i migliori giocatori della stagione 2018.
Nel 2019 disputa invece tutte le 34 partite di campionato, realizzando due reti. L'FC Tokyo lotta per il titolo per gran parte dell'annata e conclude la stagione al secondo posto, miglior risultato della propria storia in J1 League fino a quel momento. Morishige individuerà successivamente proprio quella stagione come quella in cui era arrivato più vicino alla conquista del campionato. Le sue prestazioni gli valgono. inoltre, la quinta inclusione nella formazione ideale della J. League.
Nel 2020 rimane uno dei cardini della linea difensiva e viene nuovamente premiato tra i migliori giocatori della J. League. Nello stesso anno l'FC Tokyo conquista la Coppa J.League, imponendosi per 2-1 sul Kashiwa Reysol nella finale disputata il 4 gennaio 2021.
Negli anni successivi continua a essere utilizzato con regolarità nonostante il progressivo avanzare dell'età, diventando una delle figure più rappresentative della storia recente del club. Nel 2022 torna nuovamente a ricoprire il ruolo di capitano e viene descritto dalla società come il leader della retroguardia, capace di guidare la linea difensiva e contribuire alla costruzione attraverso la precisione dei passaggi.
A partire dal 2022, con l'arrivo di Albert Puig, si adatta alla maggiore enfasi posta sulla costruzione dal basso e sul possesso del pallone, mettendo a disposizione della squadra la propria esperienza e qualità tecnica.
Nel 2023 mantiene un ruolo importante sia sul terreno di gioco sia nello spogliatoio. Nel corso dell'annata sottolinea pubblicamente la necessità che i giocatori più esperti assumano responsabilità nella costruzione dell'identità della squadra, incoraggiando contemporaneamente i più giovani a diventare elementi centrali del progetto.
Nel 2024, ormai alla quindicesima stagione consecutiva con l'FC Tokyo, continua a essere utilizzato al centro della difesa. La sua esperienza assume progressivamente anche una funzione di riferimento per i giovani difensori della rosa: Teppei Oka, cresciuto considerandolo un modello, evidenzia in particolare la capacità di lettura e di intervento difensivo di Morishige dopo aver giocato al suo fianco in Coppa J. League.
Rimane nella rosa anche nel 2025 e nel 2026, anno in cui cede la fascia da capitano a Sei Muroya, superando i quindici anni consecutivi trascorsi con la maglia del club di Tokyo. Nel maggio 2026, ormai prossimo ai 39 anni, ribadisce come la conquista della J1 League con il club rappresenti ancora il principale obiettivo della parte conclusiva della propria carriera.
Nazionale Nazionali giovanili Entra nel giro delle rappresentative giapponesi già durante gli anni liceali. Dopo le prime convocazioni nelle selezioni giovanili, nel 2006 viene inserito nella nazionale Under-19 impegnata nel percorso di qualificazione al mondiale della categoria.
Nel 2007 viene convocato per il Mondiale Under-20 disputato in Canada. Inserito nella rosa insieme, tra gli altri, a Atsuto Uchida, Maya Yoshida, Tomoaki Makino e Shinji Kagawa, viene utilizzato prevalentemente a centrocampo. Il Giappone supera la fase a gironi prima di essere eliminato agli ottavi di finale dalla Repubblica Ceca ai calci di rigore.