L'occupazione giapponese delle isole di Kiska e Attu avvenne il 6 giugno 1942, e si protrasse per poco più di un anno fino al 28 luglio 1943, quando, durante le operazioni nelle Aleutine, truppe statunitensi sbarcarono sulle due isole per riconquistarle.
L'invasione nipponica iniziò il 6 giugno con lo sbarco di una guarnigione iniziale di 1 800 uomini pag. 255 con lo scopo di proteggere il fianco settentrionale delle loro zone di occupazione, evitando quindi di lasciare al nemico delle possibili basi aereo-navali da cui attaccare il Giappone.
Con l'attacco di Pearl Harbor e l'inizio degli scontri nel Pacifico tra i due schieramenti, la minaccia giapponese nel 1942 era seria, e l'occupazione di isole nelle aree insulari degli Stati Uniti d'America provocò apprensione tra i comandi statunitensi nel Pacifico; la vicinanza delle isole al continente americano, e la posizione strategica delle Aleutine, che consentiva di controllare l'intero Oceano, furono i motivi per cui lo sforzo nella riconquista fu tanto intenso.
La reazione La prima reazione statunitense e canadese all'occupazione giapponese fu una serie di bombardamenti aerei contro le installazioni giapponesi sulle isole.
Anche la marina statunitense si diede da fare, bombardando le isole con le artiglierie navali, e operando un continuo pattugliamento delle acque circostanti, che il 27 marzo 1943 sfociarono in uno scontro con una flotta giapponese antistante le acque delle isole del Commodoro.
Nel maggio del 1943, le forze americane sbarcarono e distrussero l'intero presidio di Attu, quindi rivolsero le loro forze su Kiska. Il 26 giugno, aerei americani sganciarono sulle posizioni nemiche di Kiska 104 tonnellate di bombe. Tuttavia, alle 18:40, tre incrociatori leggeri, otto cacciatorpediniere e alcuni sommergibili, della Marina imperiale giapponese, pag. 225, con un'azione di grande successo coperta dalla fitta nebbia, ritirò in circa un'ora la quasi totalità della guarnigione composta da 6,100 uomini, senza essere notata dal nemico. Nella notte del 28 luglio 1943 gli ultimi reparti nipponici lasciano l'isola, anche questa volta nella più totale segretezza.
Fra il 2 e il 15 agosto, giorno dello sbarco, furono effettuate una decina di bombardamenti aereo-naval, nonostante i giapponesi già da giorni non fossero più presenti sull'isola.
Lo sbarco Operazione Cottage
Il 3 agosto due grosse formazioni navali americane formate da 2 corazzate, 5 incrociatori e 9 cacciatorpediniere, bombardano l'Isola di Kiska, martellata per tutto il giorno anche dal cielo. Il 4 agosto le azioni di "ammorbidimento" pre-invasione raggiungono l'apice, quando ben 152 tonnellate di bombe vennero sganciate durante tutta la giornata sulla deserta isola. pag. 406
Il 12 agosto una flotta di 5 incrociatori e 5 cacciatorpediniere effettuano l'ultima azione di bombardamento sull'isola di Kiska, lanciando circa 60 tonnellate di proiettili. pag. 410
Finalmente, il 15 agosto ben soldati della 7ª divisione di fanteria statunitense e canadesi della 13ª brigata di fanteria, salpati dall'Isola di Adak il giorno 13 su un centinaio di LST (Landing Ship Tanks)navi da 1500t di stazza specializzate nel trasporto di carri armati, LCI (Landing Craft Infantry)mezzo da sbarco per la fanteria e LCT (Landing Craft Tanks)mezzo da sbarco in grado di trasportare 3 carri medi, e con la scorta di ingenti forze navali, sbarcarono all'alba sulle spiagge occidentali dell'isola. Solamente allora statunitensi e canadesi realizzarono che i giapponesi avevano lasciato l'isola da settimane, e tutto ciò che era presente sull'isola era stato completamente distrutto dai precedenti bombardamenti.
Nelle operazioni gli americani persero circa 24 uomini a causa del fuoco amico, 4 a causa di trappole giapponesi disposte all'interno dell'isola e 71 marinai, a bordo della USS Abner Read, a causa di una mina giapponese che dilaniò la poppa della nave. Altri 47 soldati americani risultano ufficialmente dispersi.
Note
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Voci correlate Battaglia di Attu Campagna delle isole Aleutine
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