LEducazione di Pan è un dipinto perduto (tempera su tela 194x257 cm) di Luca Signorelli, databile al 1490 circa e già conservato nel Kaiser-Friedrich-Museum di Berlino e rimasto distrutto nell'Incendio della Flakturm Friedrichshain.
Storia L'opera, tra le più significative e importanti di Luca Signorelli, gli fu commissionata da Lorenzo il Magnifico. Di ciò abbiamo notizie grazie a Giorgio Vasari, che la citò nella prima edizione de Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, in cui parlò di un dipinto di "Dei ignudi" dipinta da Luca per Lorenzo, sebbene gli sfuggì un lapsus parlando di "tela" anziché di una tavola. Sempre grazie a Vasari sappiamo che l'opera fu realizzata molto probabilmente tra il 1489 e il 1490, subito dopo aver completato la Pala Bichi.
Dopo la morte del Magnifico, nel 1492, l'opera scompare dagli inventari e non ricompare per quasi due secoli, risultando assente perfino negli elenchi redatti appositamente dopo la sua morte. L'opera riapparve soltanto nel 1867 presso il Palazzo Pitti, con le nudità però coperte da "braghe". Passato presso la collezione della famiglia Corsi-Salviati al Palazzo Tornabuoni nel 1865, fu solo nel 1869 che venne trovato in una soffitta dal pittore e restauratore Angelo Tricca, che eliminò le ridipinture e vi riconobbe l'opera del Signorelli descritta dal Vasari. Tuttavia, il proprietario, il cardinal Cosimo Corsi, scandalizzato dalle nudità, ordinò al Tricca di liberarsene, affidandoglielo in conto vendita. Fu acquistato per una somma modesta dalla collezionista inglese Janet Ross, che abitava alla villa di Poggio Gherardo, sulle colline fiorentine, con l'intento di rivenderlo traendone un profitto. La conferma di ciò si trova nell'autobiografia di Lina Waterfield del 1962, Castle in Italy. An autobiography, nella quale l'autrice ricorda il dipinto come parte dei beni di famiglia: Waterfield, infatti, era stata adottata dalla zia Janet Ross dopo la morte dei genitori.
Con l'Unità d'Italia vennero abolite tutte le normative preunitarie, incluse quelle riguardanti la tutela del patrimonio artistico. Questa improvvisa assenza di regolamentazione aprì in tutta la penisola una pericolosa finestra che, per molti decenni, favorì la dispersione all'estero di numerose opere d’arte, anche di grande importanza. Il dipinto di Signorelli fu inizialmente offerto, nel 1869, al direttore della National Gallery di Londra, che tuttavia lo rifiutò ritenendo le sue nudità inopportune per l’esposizione in un museo pubblico. Nel 1873 l'opera venne infine notata dallo storico dell'arte Willem Bode, vicedirettore della Gemäldegalerie di Berlino, il quale la acquistò per il museo pagandola il triplo del prezzo sborsato dalla Ross. Da quel momento il dipinto entrò in una collezione pubblica ed ebbe una vera esposizione museale.
Durante la Seconda guerra mondiale fu ricoverato, con molti altri dipinti di grande formato dei musei berlinesi, nella torre antiaerea della Flakturm Friedrichshain; ma proprio qui l'opera venne distrutta nel maggio 1945, dopo che un incendio causato da una bomba incendiaria colpì la struttura.
Del dipinto restano solo fotografie in bianco e nero, e una colorizzata di piccolo formato.
Descrizione e stile Il tema mitologico legato all'educazione del dio Pan è modellato sullo schema della sacra conversazione, con la figura centrale su un trono che "dialoga" con alcune figure tutt'attorno.
Pan, divinità etrusca portatrice di pace e armonia campestre, era incarnata, secondo i poeti di corte, nella stessa famiglia Medici, mentre gli altri personaggi alludono a vari temi filosofici dell'Accademia neoplatonica, in cui i miti antichi sono ripresi in chiave filosofica e cristiana. Gli anziani ad esempio rappresentano la saggezza derivata dall'esperienza e la meditazione, la fanciulla a sinistra è un simbolo di bellezza e perfezione, e i musici ricordano la trasposizione delle armonie naturali in armonie musicali grazie all'attività della mente. Il modello degli ignudi, soprattutto il vecchio col bastone e il giovane sdraiato, è ripreso dal gruppo degli Adamiti nella lunetta della Morte di Adamo di Piero della Francesca ad Arezzo
Scarpellini parlò del "più importante documento figurato dell'entourage neoplatonico, di quella raffinata compagnia che si univa nella villa di Careggi come in un circolo privato".
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti di Luca Signorelli Categoria:Dipinti perduti Categoria:Dipinti a soggetto mitologico