LIraq o Irak (raramente indicato anche come Irac), ufficialmente Repubblica d'Iraq (, in curdo Komara Îraqê, کۆماری عێراق [Komarî Êraq]), è uno Stato del Medio Oriente. Confina con la Turchia a nord, con l'Arabia Saudita e il Kuwait a sud, la Siria e la Giordania a ovest, e l'Iran (provincia del Kurdistan) a est. A sud-est, per un breve tratto, è bagnato dal golfo Persico. Il territorio dell'Iraq corrisponde approssimativamente alla regione geografica della Mesopotamia, il cui toponimo significa "terra in mezzo ai fiumi" (Bilād al-Rafidayn in arabo); il nome Iraq deriva dal nome dell'antica città di Uruk, che a sua volta corrisponde all'odierna città di Warka, e pare fosse usato anche come nome per la regione di Babilonia. Cit. "Uruk was known in the Aramaic language as Erech which, it is believed, gave rise to the modern name for the country of Iraq, though another likely derivation is Al-Iraq, the Arabic name for the region of Babylonia." I costituenti del nome Ur+uk in lingua sumera significano "città+pensiero/esistenza", mentre i radicali consonantici irq e urq delle successive lingue semitiche indicano fiumi e in generale il raccogliersi dell'acqua. Cit. "The name of the very ancient city of URUK- City of Gilgamesh is made up from the UR-city and UK- thought to mean existence (a-ku, a-Ki & a-ko. The Aramaic and Arabic root of IRQ and URQ denotes rivers or tributaries at the same times referring to condensation (of water)." La capitale è Baghdad.
L'Iraq venne governato dal partito socialista panarabo al-Baʿth dal 1968 al 2003, col dittatore Saddam Hussein, leader del Paese dal 1979. Nel 1980, l'Iraq invase l'Iran, scatenando una guerra prolungata che durò quasi otto anni e terminò con uno stallo e con perdite devastanti per entrambi i paesi. Dopo l'invasione dell'Iraq del 2003 a opera dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, il partito Ba'ath di Saddam Hussein è stato rimosso dal potere e nel 2005 si sono tenute elezioni parlamentari multipartitiche. La Costituzione del 2005 fu approvata dal 79% dei voti attraverso un referendum. La presenza degli Stati Uniti in Iraq ebbe fine nel 2011.
L'Iraq è oggi uno Stato federale e una repubblica parlamentare. Il presidente è il capo di Stato, il primo ministro è il capo del governo, l'organo deliberativo è il "Consiglio dei rappresentanti". Nel rispetto della separazione dei poteri, la magistratura è indipendente dal potere esecutivo e legislativo. L'Iraq possiede la terza riserva di petrolio più grande al mondo ed è considerato una media potenza emergente con una posizione strategica.
Storia
Storia antica L'area fertile della Mesopotamia, situata fra i fiumi Eufrate e Tigri, ha visto nascere alcune delle civiltà più antiche del mondo, fondate dai popoli dei sumeri di lingua isolata e degli accadi di lingua semitica, l'accadico. Questi ultimi fondarono un impero nella regione, poi articolatisi politicamente in Babilonia e Assiria, da cui si svilupparono due dialetti della lingua accadica, il babilonese e l'assiro. La civiltà sumero-accadica ha dato importantissimi impulsi allo sviluppo della civiltà eurasiatica, e mondiale, quali l'invenzione dei primi metodi di scrittura. Nella città sumerica di Ur, sarebbe inoltre nato il patriarca Abramo delle tre religioni abramitiche, tutte monoteiste.
La Mesopotamia fu successivamente parte dell'impero persiano, sia di dinastia achemenide, sia partica, sia sasanide. In seguito fu annessa all'impero romano, e nel III secolo vi si diffuse il cristianesimo, soprattutto nestoriano. Successivamente, nel IV secolo, tornò nell'orbita della Persia, fino alla definitiva sconfitta dei persiani da parte dell'imperatore bizantino Eraclio I nel VII secolo, poco prima della conquista islamica della regione.
Periodo islamico
Nel 656 la Mesopotamia venne incorporata nel califfato arabo, iniziò a diffondervisi l'islam, e divenne di uso preponderante la lingua araba, che ebbe origine nella regione dell'odierna Giordania (l'alfabeto arabo deriva da quello nabateo) ma venne poi raffinata proprio nelle città mesopotamiche. La sede califfale era allora a Damasco, in Siria, ma nel 762 fu spostata dalla nuova dinastia abbaside nella città mesopotamica di Baghdad (vicino all'antica Babilonia), che rimase a lungo il centro più importante del mondo arabo-islamico e non solo, salvo il relativamente breve periodo in cui il centro di governo e dell'economia si spostò nella più settentrionale Sāmarrāʾ.
Il califfato abbaside cadde nel 1258 sotto i colpi dei Mongoli guidati da Hülegü, avviando un processo di frammentazione politica (ma non culturale) del mondo arabo-islamico, il quale fino ad allora aveva trovato unità politica proprio nel califfato. Tamerlano, un condottiero turco-mongolo musulmano, invase l'Iraq nel 1401, pur mantenendo il centro delle sue attività politiche a Samarcanda, come d'altra parte fecero anche i suoi discendenti.
Dall'inizio del XVI secolo, l'Iraq fu invece conteso tra l'impero persiano, retto dalla dinastia sciita dei Safavidi (azeri di lingua e cultura), e l'impero ottomano di religione sunnita, fin quando quest'ultimo lo incorporò definitivamente nel 1638 (Trattato di Qasr-e Shirin).
Indipendenza Al termine del primo conflitto mondiale, le truppe britanniche occuparono l'odierno Iraq, fino ad allora rimasto provincia ottomana. Nell'ambito della spartizione dell'Impero ottomano in base all'accordo Sykes-Picot del 1916 tra Regno Unito e Francia, il 25 aprile 1920 fu presentata alla Società delle Nazioni una bozza che attribuiva a Londra il mandato di amministrare l'Iraq in vista della sua futura indipendenza; fu il periodo del Mandato britannico della Mesopotamia. Tuttavia, lo scoppio di una rivolta anti-britannica nei mesi successivi spinse a scartare l'idea del mandato in favore di un'immediata semi-indipendenza, con la politica estera e militare sotto il controllo di Londra, oltre al diritto di intervento di quest'ultima anche in altri campi. Il nuovo Stato assunse per volontà britannica la forma di una monarchia retta dal re di stirpe hashemita Fayṣal b. al-Ḥusayn. Il periodo di amministrazione britannica ebbe fine il 3 ottobre 1932, quando venne ufficialmente riconosciuta l'indipendenza del Paese, seppure ancora limitata sotto alcuni aspetti militari ed economici.
Nel 1941, il governo filo-britannico di Nūrī al-Saʿīd fu rovesciato da un colpo di Stato nazionalista, guidato dall'avvocato Rashīd ʿAlī al-Kaylānī, che tuttavia né la Germania nazista né l'Italia fascista appoggiarono in modo significativo.Claudio Lo Jacono, Partiti politici e governi in ‘Irāq. 1920-1975, Roma, Fondazione Giovanni Agnelli di Torino, 1975, pp. 22-24. Fra l'1 e il 3 giugno 1941 i britannici intervennero militarmente contro il nuovo governo e lo sconfissero nel giro di un mese, causando circa un migliaio di morti. La frustrazione dei sostenitori del deposto governo, anti-britannico e favorevole a un'alleanza con l'Asse, diede luogo alla prima e più eclatante persecuzione degli ebrei in Iraq, il Farhud ("rottura dell'ordine e della legge").
Inoltre, proprio in questo periodo iniziò a venire alla luce la questione curda. I curdi d'Iraq avevano trovato la loro guida spirituale nel mullah Mustafa Barzani, il quale riuscì nell'intento di fare proseliti per proporre delle richieste alla monarchia. Le richieste presentate da Barzani includevano il riconoscimento di pari diritti per i curdi e la loro sovranità su un territorio a loro riconosciuto. La Corona non diede ascolto tuttavia alle richieste del mullah, cosicché nel 1949 Barzani guidò una rivolta contro la monarchia. La prima insurrezione curda fu sedata dall'esercito monarchico, e Barzani insieme ai suoi collaboratori andò in esilio volontario in Unione Sovietica, dove ottenne protezione come rifugiato politico. Fece poi ritorno in Iraq solo dopo la caduta della monarchia nel 1958.
Nel 1946, i grandi scioperi scossero Kirkuk. I manifestanti denunciano le condizioni di lavoro, ma anche il dominio britannico sulla compagnia petrolifera. I leader politici dei partiti progressisti sono incarcerati. Nel 1948, quando il governo firmò un nuovo trattato di alleanza con il Regno Unito, vi furono manifestazioni di massa. La monarchia perde il controllo delle strade per qualche giorno. La legge sullo stato di emergenza fu immediatamente applicata e Nūrī al-Saʿīd, un veterano della monarchia che aveva già assunto più volte la guida del governo, tornò al potere e introdusse leggi anticomuniste. Il segretario generale del partito comunista iracheno, Yūsuf Salmān Yūsuf, detto Fahd (leopardo), viene impiccato e i giornali vengono censurati. Dal 1954, l'appartenenza al Partito Comunista ha portato alla perdita della cittadinanza.
Cessata la tutela britannica alla fine della seconda guerra mondiale, la monarchia di re Faysal II perseguì una linea filo-occidentale, ma il 14 luglio 1958 un colpo di Stato messo in atto dal Comitato degli Ufficiali Liberi guidati dal generale ʿAbd al-Karīm Qāsim (talora scritto Abdul Karim Kassem) e dal colonnello ʿAbd al-Salām ʿĀrif, istituì la repubblica, giustiziando sommariamente l'intera famiglia reale con i suoi notabili e perseguendo una linea nazionalista e neutralista. L'8 febbraio 1963 Qāsim viene ucciso nel corso di un ulteriore colpo di Stato, che porta al potere il partito Ba'th, di ispirazione socialista e panaraba, favorevole a un avvicinamento in politica estera all'Unione Sovietica. Il nuovo governo è sostenuto dagli esuli curdi (di cui aveva permesso il ritorno) e dal Partito Comunista. Nelle settimane successive sono state adottate numerose riforme: riforma agraria, aiuti alle famiglie povere, piani urbanistici, ecc.
Il governo è perciò sostenuto dalla repubblica egiziana governata dal colonnello Nasser, ed è in questa cornice che muoverà i suoi primi passi politici il ba'thista Saddam Hussein. Tuttavia, il 18 novembre 1963 il regime del Ba'th viene rovesciato da un altro colpo di Stato a opera dell'ex braccio destro del generale Kassem, il colonnello ʿAbd al-Salām ʿĀrif. Dopo la morte violenta di quest'ultimo sarà suo fratello, il feldmaresciallo ʿAbd al-Rahmān ʿĀrif a guidare il Paese. Il 17 luglio 1968, però, il Baʿth è riportato al potere ancora da un colpo di Stato, guidato questa volta dal generale Ahmad Hasan al-Bakr, parente di Saddam Hussein. In tutto questo ventennio postbellico i rapporti con la minoranza curda sono segnati da cicli di insurrezioni, repressioni, tregue, accordi politici e mancata applicazione degli stessi.
Regime del Baʿth e la guerra con l'Iran Preso il potere, il Baʿth instaura un controllo molto stretto sulle istituzioni e sulla società irachena, in direzione panaraba e socialista anziché nazionalista, appoggiandosi preferibilmente sugli arabi sunniti, soprattutto dopo la presa del potere da parte di Saddam Hussein nel 1979, che abbandonerà rapidamente l'ispirazione socialista e filo-sovietica e, negli ultimi anni del regime, anche quella panaraba.
Il 1º giugno 1972 il governo nazionalizza l'industria petrolifera fino a quel momento in mano alla Iraq Petroleum Company britannica: questa decisione avrà un ruolo chiave nelle successive decisioni dell'OPEC. Il governo repubblicano iracheno si impegna poi fortemente nella modernizzazione del Paese. Grazie alla vendita del petrolio nazionalizzato, il governo finanziò l'elettrificazione del paese, la costruzione di acquedotti, scuole, università, ospedali. La politica interna giungerà al creare e intensificare un'economia industriale e produttiva non collegata al petrolio, con creazione di posti di lavoro e di benessere per la popolazione. Va inoltre ricordato il riconoscimento di numerosi diritti civili alle donne e l'instaurazione di una forma di governo interamente laica.