I concerti per clavicembalo di Johann Sebastian Bach (BWV 1052-1065) sono una serie di tredici composizioni per clavicembalo solista, orchestra d'archi e basso continuo.

È possibile ordinare queste composizioni (così, per inciso, opera il Bach-Werke-Verzeichnis) secondo il numero di clavicembali solisti: sette volte il solista è un unico clavicembalo (BWV 1052-1058); tre volte i solisti sono due clavicembali (BWV 1060-1062); due volte i solisti sono tre clavicembali (BWV 1063-1064); una sola volta i solisti sono quattro clavicembali (BWV 1065).

Anche altri due concerti al di fuori di questo elenco includono parti per clavicembalo solista: il concerto BWV 1044, che ha parti solistiche per clavicembalo, violino e flauto; il Quinto Concerto Brandeburghese, BWV 1050. Anche in questo caso il clavicembalo fa parte di un trio di solisti (concertino) completato da un violino e da un flauto. Inoltre esiste un frammento di nove battute di un concerto per clavicembalo solista, catalogato come BWV 1059, con oboe, archi e continuo.

Tutti questi concerti, a eccezione del BWV 1050, sono arrangiamenti da pezzi precedentemente esistenti, in origine composti per violino, oboe o flauto e orchestra, scritti in larga parte da Bach durante la sua permanenza a CöthenCöthen o Köthen? Fra le due grafie si preferisce quella antica, in quanto Bach conobbe Cöthen e non Köthen. Molte parole che nel XVIII secolo iniziavano con la C (cantor, capellmeister, clavier) mutarono l'iniziale in K a seguito di successive riforme grafiche. . (1717-1723). Nella maggior parte dei casi, i brani risalenti al periodo di Cöthen sono andati perduti e solo la trascrizione per clavicembalo in forma di concerto è giunta fino a noi.

Il fatto che siano riarrangiamenti, però, non deve far pensare che queste siano opere minori: Bach lavorò con estrema meticolosità alle parti solistiche, talmente raffinate da rendere le trascrizioni per clavicembalo delle vere e proprie reinterpretazioni dei concerti originali.

Storia

Dal 1729 al 1741 Johann Sebastian Bach fu direttore del Collegium Musicum di Lipsia, una società di studi musicali fondata da Georg Philipp Telemann nel 1703 e gestita, prima di Bach, da Georg Balthasar Schott. Il Collegium Musicum si esibiva spesso in concerti al centrale Caffè Zimmermann. Per queste occasioni, Bach, pur avendo a propria disposizione i concerti brandeburghesi e numerosi concerti per violino, ideò il concerto per clavicembalo, all'epoca una novità, che incontrò subito il favore del pubblico.. Probabilmente per risparmiare tempo, Bach non compose i concerti per clavicembalo con materiale nuovo, ma riarrangiò brani già esistenti tratti da altri suoi lavori per violino, oboe o flauto e orchestra.

È probabile che i concerti per più di un clavicembalo siano stati eseguiti prima di quelli per clavicembalo solista, in quanto Carl Philipp Emanuel Bach e Wilhelm Friedemann Bach, figli di Johann Sebastian ed eccellenti clavicembalisti, vissero a Lipsia rispettivamente fino al 1733 e fino al 1734. Appare probabile che anche Johann Ludwig Krebs, studente di Bach fino al 1735, abbia partecipato alle esecuzioni dei concerti per più di un clavicembalo..

Dei concerti per un clavicembalo BWV 1052-1059 ci è pervenuto il manoscritto autografo, conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Non si tratta della "bella copia", bensì del progetto e delle relative correzioni. Bach, naturalmente, potrebbe aver riarrangiato le varie parti anche tempo prima, assemblandole in seguito nella forma che oggi conosciamo.

Le composizioni BWV 1052-1057, poiché iniziano tutte con "JJ" ("Jesu Juva", Gesù aiuta) e terminano con "Finis. S. D. Gl" ("Soli Deo Gloria"; Fine, solo a gloria di Dio), vennero concepite come un insieme di sei concerti. Si tratta dunque, a parte i concerti brandeburghesi, dell'unica raccolta di concerti messa insieme da Bach. Il concerto BWV 1058 e il frammento BWV 1059 sono contenuti al termine della partitura e sono il tentativo di un'ulteriore serie di concerti, progetto poi abbandonato dall'autore stesso.

Nel 1802 Johann Nikolaus Forkel, musicologo e studioso di Bach, valutò in modo per noi curioso i concerti per clavicembalo: «Malgrado la loro ricchezza artistica, la loro forma e la loro struttura sono piuttosto invecchiate».Johann Nikolaus Forkel, Johann Sebastian Bach, la sua vita, l'arte e le opere, Charles Sanford Terry editore. Altrettanto particolare la valutazione dei due concerti per due clavicembali: «Il primo (BWV 1060) è molto démodé, mentre il secondo (BWV 1061) è così nuovo come se fosse stato composto soltanto ieri». Al giorno d'oggi, nessuno riuscirebbe ad avvertire una così radicale differenza fra i due concerti.

Lo stesso Forkel aveva in grande considerazione i concerti per tre clavicembali: «Bisogna osservare, a proposito di questi concerti, che, oltre alle combinazioni armoniche e al carattere concertante dei tre clavicembali, gli archi hanno anch'essi la loro propria personalità in rapporto l'uno con l'altro».

Del concerto per quattro clavicembali BWV 1065, il Forkel dice: «Non posso valutare l'effetto prodotto da questo concerto perché non sono mai riuscito a riunire i quattro clavicembali e i quattro clavicembalisti necessari. Tuttavia, valutando le parti separate, ci si convince della perfezione di quest'opera».

I pianisti romantici, durante il XIX secolo, eseguirono quasi esclusivamente il BWV 1063, forse perché la spettacolarità dei tre pianoforti, unita alla grazia della musica, incantava il pubblico. Nel corso del XX secolo, invece, vennero riscoperti tutti i concerti per clavicembalo di Bach, ma, in genere, erano ancora eseguiti al pianoforte.

La riscoperta di Antonio Vivaldi, nella prima metà del XX secolo, permise di mettere a confronto i concerti vivaldiani nella versione originale con le trascrizioni di Bach. Jean Durand, che il 9 gennaio 1934 ascoltò il concerto per quattro violini in si minore op.3 n.10 RV 580 di Vivaldi e la trascrizione di Bach per quattro clavicembali e archi, commentò: «La debolezza del concerto di Vivaldi, paragonata a quello di Bach, è evidente: manca di base e di larghezza. Musica a geometria piana e musica a geometria solida».Jean Durand, Journal d'un amateur de musique, Losanna, 1941.

Attualmente, grazie alle ricerche di una folta schiera di musicologi, organologi e musicisti, si è giunti a definire, con buona approssimazione, lo strumentario e la prassi esecutiva dell'epoca di Bach. Grazie al livello di eccellenza raggiunto da un gran numero di musicisti e di gruppi è diventata oggi corrente la cosiddetta "esecuzione filologica", e i concerti per clavicembalo vengono nuovamente eseguiti utilizzando clavicembali.. L'usanza di sostituire il clavicembalo con il pianoforte, infatti, è stata quasi del tutto abbandonata.

Concerti per un clavicembalo Concerti per clavicembalo, flauto e violino Concerto in la minore BWV 1044

Allegro, la minore, tempo C. Adagio, ma non tanto, e dolce, do maggiore, tempo 6/8. Alla breve, la minore, tempo ₵.

Organico: un clavicembalo, un violino, un flauto traverso, violino I e II, viola, basso continuo (violoncello e violone).

Anno di composizione: 1730.

Durata media: circa 20 minuti.

Anche se questo è un concerto per tre strumenti (talvolta chiamato "concerto triplo"), il clavicembalo ha il ruolo più importante e la più grande quantità di materiale esposto: ci sono infatti numerose cadenze e passaggi virtuosistici per questo strumento. Il primo e il terzo movimento sono adattati dal preludio e fuga in la minore per clavicembalo solista BWV 894, sviluppato con l'aggiunta del ripieno. Il movimento centrale deriva dalla sonata in trio per organo in re minore BWV 527, che è stata estesa a quattro voci; solo il clavicembalo suona, mentre flauto e violino condividono melodia e accompagnamento, invertendosi di ruolo durante la ripetizione.Siegbert Rampe e Dominik Sackmann, La musica orchestrale di Johann Sebastian Bach, Bärenreiter Verlag, Kassel, 2000.

Concerto brandeburghese n° 5 in re maggiore BWV 1050 Allegro, re maggiore, tempo ₵. Affettuoso, si minore, tempo C. Presto, re maggiore, tempo 2/4. Organico: un clavicembalo, un violino, un flauto traverso, ripieno formato da violino, viola, violoncello e violone.

Anno di composizione: circa 1720.

Durata media: circa 20 minuti.

Secondo il musicologo Alberto Basso,. Bach iniziò la composizione di questo concerto durante la sua permanenza a Weimar (1708-1717), lo rivedette profondamente a Cöthen anteriormente la primavera 1719 (data in cui Bach acquistò a Berlino, presso il costruttore di strumenti musicali Michael Mietke, un nuovo clavicembalo da destinare alla corte del principe Leopoldo di Anhalt-Köthen), e quindi lo ultimò definitivamente nel 1720 o all'inizio del 1721. Il 24 marzo 1721 Bach inviò lo spartito al margravio Cristiano Ludovico di Brandeburgo-Schwedt, cui i sei concerti brandeburghesi erano dedicati.La dedica originale, in francese, recita: Six Concerts / Avec Plusieurs Instruments / Dédiées / A Son Altesse Royalle / Monseigneur / Cretien Louis / Margraaf de Brandenbourg etc. etc. etc. / Par son tres humble & tres obeissant Serviteur / Jean Sebastien Bach.

Tuttavia, questo concerto era pressoché ineseguibile dall'orchestra dilettantistica a disposizione del margravio del Brandeburgo. Contrariamente all'uso, il BWV 1050 presenta solo una parte di violino in ripieno. Questo perché, secondo il musicologo Roland de Candé, nell'orchestra di Cöthen forse mancava un violinista, essendo Bach già impegnato al clavicembalo. Oppure la scelta di un numero ridotto di esecutori venne fatta da Bach per tentare di rendere eseguibile il concerto anche dalla minuscola orchestra del margravio.Roland de Candé, Johann Sebastian Bach, Edizioni Studio Tesi, p. 134. In occasione della prima esecuzione, avvenuta a Cöthen di fronte al principe Leopoldo, questo concerto venne utilizzato da Bach per dimostrare le qualità del nuovo clavicembalo da poco acquistato.

Nonostante non sia esattamente un concerto per clavicembalo, a questo strumento è affidata, nel primo movimento, una lunghissima cadenza obbligata, di dimensioni tali (ben 65 battute, ossia circa tre minuti di clavicembalo solo senza stromenti, quasi un terzo dell'intero movimento iniziale) da trasformare il clavicembalo in un vero e proprio strumento solista. Prima di questo concerto, invece, le cadenze erano tradizionalmente meri passaggi di bravura improvvisati sul momento dall'esecutore.Vincenzo Caporaletti, I processi improvvisativi nella musica: un approccio globale, Quaderni di Musica/Realtà 54, p. 247 (consultabile qui).

È quasi certo che, durante la prima esecuzione, la parte del clavicembalo sia stata eseguita da Bach in persona.Michael Steinberg, Il concerto: guida all'ascolto, Oxford, 1998, p. 14.

Proprio grazie alla lunghissima cadenza solista che contraddistingue l'allegro iniziale, questo concerto è universalmente riconosciuto come il progenitore dei concerti per clavicembalo, in quanto è il primo lavoro in cui questo strumento non si limita solamente alla realizzazione del basso continuo.Arthur Hutchings, Comparazione fra i concerti per pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart, Oxford University Press, 1997, p. 26.

Secondo Alberto Basso:

Il secondo movimento, con la bizzarra indicazione di Affettuoso, cosa assai rara per quei tempi, è caratterizzato da un fitto dialogo tra il flauto e il violino, accompagnati dal clavicembalo. Il Presto conclusivo è strutturato in forma di imitazione e gli strumenti si scambiano il tema l'uno con l'altro. Anche in quest'ultimo movimento il clavicembalo si ritaglia uno spazio importante come strumento solista.

La raccolta di sei concerti Concerto in re minore BWV 1052

Allegro, re minore, tempo ₵. Adagio, sol minore, tempo 3/4. Allegro, re minore, tempo 3/4. Organico: un clavicembalo, violino I e II, viola, basso continuo (violoncello, violone).

Anno di composizione: 1738.

Durata media: circa 20 minuti.