Il Bari è stato un incrociatore leggero (in precedenza un esploratore) della Regia Marina, già incrociatore leggero SMS Pillau della Kaiserliche Marine.

Storia

Il servizio nella Kaiserliche Marine

1914-1915

Ordinato ai cantieri Schichau di Danzica (numero di costruzione 813) dalla Marina imperiale russa ed impostato il 12 febbraio 1913 come Murav'ëv-Amurskijper altre fonti Graf Muravyev Amurskiy, o Muraviev Amurskiy. (in cirillico Муравьёв-Амурский), l'incrociatore fu varato l'11 aprile 1914, ma pochi mesi dopo, il 5 agosto 1914, con lo scoppio della prima guerra mondiale, il Muravyov-Amursky ed il gemello Admiral Nevelskoy, quasi ultimati, vennero confiscati dalla Germania, venendo quindi completati per la Kaiserliche Marine, dove formarono la classe Pillau. Il Muravyov-Amursky venne rinominato Pillau, mentre l'Admiral Nevelskoy fu ribattezzato Elbing.

Con un dislocamento standard di 4390 tonnellate ed uno a pieno carico di 5252, il Pillau era propulso da due turbine a vapore Melms & Pfenninger, alimentate da 10 caldaie, sei delle quali alimentate a carbone e quattro a nafta (la nave aveva una scorta di 620 tonnellate di carbone e di 580 metri cubi di naftaper altra fonte 80 tonnellate di carbone e 250 di nafta.), che imprimevano la potenza di 28.000 (o 31.000) HP a due eliche, sviluppando la velocità massima di 27,5-28 nodi. La corazzatura aveva uno spessore che variava, per il ponte, dai 78,7 mm a centro nave ai 18 mm alle estremità, 76 mm sui lati del torrione e 50 mm sul cielo del torrione (anche gli scudi dei cannoni avevano uno spessore di 50 mm), mentre l'armamento consisteva in otto pezzi singoli scudati da 15 cm SK L/45 (designati anche 150/45 o, secondo la nomenclatura italiana, 149/43) (i due incrociatori furono le prime navi da guerra tedesche ad essere armate con questo modello di cannoni, imbarcati al posto dei cannoni da 130 mm, di produzione russa, previsti dal progetto), due pezzi singoli antiearei da 8,8 cm SK L/45 (o 88/42) (per altra fonte quattro da 45/46 mm) e due tubi lanciasiluri singoli da 500 mm. La nave poteva inoltre trasportare e posare 120 mine.

Entrato un servizio il 14 dicembre 1914, il Pillau entrò a far parte della Hochseeflotte e, inquadrato nel II Gruppo d'Esplorazione (Aufklärungsgruppe) dal marzo 1915, prese parte alla prima guerra mondiale sia nel Mare del Nord (dall'agosto 1915) che nel Baltico.

Nell'agosto 1915 l'incrociatore, inquadrato nel II Aufklärungsgruppe (incrociatori leggeri Graudenz, Regensburg e Straslund), partecipò, insieme ad altre forze della Hochseeflotte (e della Ostseestreikräfte), che comprendevano otto corazzate e tre incrociatori da battaglia, alla battaglia del golfo di Riga, un'operazione avente lo scopo di eliminare le forze navali russe dal golfo di Riga. Il 13 agosto il Pillau fu fatto oggetto del lancio di tre siluri da parte di un sommergibile russo, ma fu mancato. Durante il secondo attacco (il 16 agosto), il Pillau, insieme alle corazzate Nassau e Posen, agli incrociatori leggeri Graudenz, Bremen ed Augsburg, ai cacciatorpediniere V 99 e V 100 ed alle 31 siluranti delle flottiglie VIII, IX e X, faceva parte della forza incaricata di attaccare le forze navali russe nel golfo di Riga. Nel mattino del 16 agosto, mentre il Graudenz, l'Augsburg, il V 99, il V 100 ed una flottiglia di torpediniere entravano nello stretto di Irben per simulare un attacco (a scopo diversivo), il Pillau ed il Bremen scortarono i dragamine della II Divisione, che iniziarono le operazioni di dragaggio alle quattro del mattino. Dopo la perdita del dragamine T 46 per urto contro mina ed alcuni infruttuosi scambi d'artiglieria nel pomeriggio (tra la cannoniera russa Chraby e la corazzata russa Slava, che attaccarono i dragamine, e la Nassau e la Posen che risposero al fuoco), alle 17, con il tramonto, le operazioni di dragaggio furono sospese. Tre giorni dopo, il 19 agosto, Pillau, Bremen, Graudenz, Augsburg, Nassau, Posen, il posamine ausiliario Deutschland e le torpediniere delle flottiglie VIII, IX e X. Alle 17.30 il Pillau scortò il Deutschland e dodici torpediniere, incaricate della posa di uno sbarramento di mine nello stretto di Muhu. Già alle 18, tuttavia, a causa del pericolo rappresentato da campi minati e dai cacciatorpediniere russi, l'operazione fu sospesa, ed il Pillau e le altre unità si ancorarono presso l'isola di Kynö.

1916: la battaglia dello Jutland

Dal 31 maggio al 1º giugno 1916 l'incrociatore prese parte alla battaglia dello Jutland. Alle due di notte del 31 maggio 1916 il I ed il II Gruppo d'Esplorazione, di cui faceva parte anche il Pillau (appartenente, insieme agli incrociatori leggeri Elbing, Frankfurt e Wiesbaden, al II Gruppo d'Esplorazione, al comando del contrammiraglio Friedrich Bödicker, imbarcato sul Frankfurt), lasciarono il fiume Jade alla volta dello stretto dello Skagerrak, seguiti, un'ora e mezza più tardi, dal resto della Hochseeflotte. Il viceammiraglio Reinhard Scheer aveva pianificato di attirare una porzione della flotta britannica lontano dalle basi per poi distruggerla con la Hochseeflotte, ma le forze inglesi erano venute a conoscenza del piano, facendo uscire in mare l'intera Grand Fleet. Poco prima delle 15.30 i rispettivi gruppi d'incrociatori entrarono in contatto ed aprirono il fuoco: l'Elbing fu il primo incrociatore tedesco ad avvistare le unità britanniche, quando attaccò gli incrociatori leggeri britannici Galatea e Phaeton, che avevano appena aperto il fuoco sui cacciatorpediniere tedeschi B 109 e B 110, che avevano fermato il piroscafo norvegese N. J. Fjord per ispezionarlo. Tale scontro diede inizio alla battaglia dello Jutland. Il Pillau ed il Frankfurt accorsero ad assistere l'Elbing, ed alle 16.12 aprirono il fuoco sul Galatea e sul Phaeton da 14.900 metri. Le due unità avversarie si allontanarono, pertanto il Pillau ed il Frankfurt, le cui salve avevano iniziato a divenire troppo corte, cessarono il fuoco alle 16.17. Un quarto d'ora dopo le tre unità (nel frattempo l'Elbing si era infatti ricongiunto con i due sezionari) aprirono il fuoco contro un idrovolante decollato dalla portaidrovolanti britannica Engadine, senza colpirlo (il velivolo fu tuttavia costretto ad atterrare a causa di un'avaria al motore seguita alla manovra di disimpegno). I tre incrociatori riassunsero poi le loro posizioni a proravia degli incrociatori da battaglia tedeschi.

Poco prima delle 17 il 5th Battle Squadron britannico, composto dalle corazzate veloci Barham, Valiant, Warspite e Malaya, giunse sul luogo dello scontro, ed alle 16.50 avvistò il Pillau, l'Elbing ed il Frankfurt. Otto minuti dopo la Warspite e la Valiant aprirono il fuoco contro il Pillau da una distanza di 16.000 metri: diverse salve caddero vicino agli incrociatori tedeschi, che dovettero ritirarsi ad alta velocità dopo aver steso cortine fumogene. Circa un'ora dopo il Pillau ed il Frankfurt contribuirono a respingere un attacco da parte dei cacciatorpediniere britannici Onslow e Moresby diretto contro gli incrociatori da battaglia tedeschi.

Alle 18.30 (ora inglese) il II Gruppo d'Esplorazione s'imbatté nell'incrociatore leggero britannico Chester, contro il quale, dopo averlo identificato entro qualche minuto dall'avvistamento, iniziò a tirare da circa 4 miglia di distanzaSergio Valzania, Jutland. 31 maggio 1916: la più grande battaglia navale della storia, pp. 108-109-112-146-175-176-178-179.. Ripetutamente colpito con gravi danni e perdite, il Chester si dovette ritirare, e mentre anche le unità di Bödicker si disimpegnavano, intervenne il 3rd Battlecruisers Squadron, composto dagli incrociatori da battaglia britannici Invincible, Inflexible ed Indomitable. Per altra fonte, invece, le unità tedesche s'imbatterono negli incrociatori da battaglia britannici inseguendo il Chester in ritirata, e venendo ben presto prese di mira dalle unità nemiche, da distanza ravvicinata. L'Invincible colpì il Wiesbaden con un proiettile che, esplodendo in sala macchine, lo immobilizzò, mentre l'Inflexible colpì il Pillau con un proiettile da 305 mm, che esplose sotto la sala nautica (altra fonte attribuisce anche il danneggiamento del Pillau all'Invincible). Gran parte delle fiamme e dell'energia dell'esplosione si sfogarono verso l'esterno, ma la condotta ausiliaria di ventilazione di dritta ne convogliò una parte verso la seconda sala caldaie, ponendo momentaneamente fuori uso tutte le sei caldaie a carbone della nave. Grazie alle quattro caldaie a nafta, tuttavia, il Pillau fu in grado di disimpegnarsi alla velocità di 24 nodi, grazie anche alla nebbia. Il Wiesbaden rimase invece immobilizzato ed alla deriva, affondando dopo diverse ore, con un solo superstite tra i 590 uomini di equipaggio, mentre il Frankfurt, danneggiato, e l'Elbing, illeso, poterono anch'essi allontanarsi. Entro le 20.30 tre delle sei caldaie a carbone del Pillau erano tornate in efficienza, permettendo una velocità di 26 nodi.

Alle 21.20 il II Gruppo d'Esplorazione incontrò di nuovo gli incrociatori da battaglia britannici: il Pillau fu brevemente fatto oggetto delle salve del Lion e del Tiger, che tuttavia poco dopo, senza averlo colpito, rivolsero il proprio fuoco (registrato dal rapporto del Pillau come molto inaccurato) contro l'incrociatore da battaglia tedesco Derfflinger. Poco prima delle 23 il Frankfurt ed il Pillau avvistarono l'incrociatore britannico Castor e diversi cacciatorpediniere della XI Flottiglia britannica, lanciarono quindi un siluro ciascuno contro il Castor e poi ripiegarono verso la linea tedesca, non visti, senza accendere i proiettori od usare le artiglierie, per evitare di far scoprire alla flotta britannica la posizione delle corazzate tedesche. Nella notte vi furono altri scontri tra le navi da battaglia tedesche, gli incrociatori di scorta ed i cacciatorpediniere britannici, che portarono anche alla perdita per collisione dell'Elbing, e nei quali il Pillau non ebbe un ruolo di rilievo.

Alle quattro del mattino del 1º giugno la flotta tedesca, ormai perso ogni contatto con quella britannica, giunse nei pressi dell'Horns Reef, ed alle 9.30 il Pillau fu distaccato per assistere l'incrociatore da battaglia Seydlitz, che, a causa dei gravissimi danni riportati, aveva problemi nel rientrare in porto. Il Pillau si portò a proravia del Seydlitz per condurlo a Wilhelmshaven, ma poco dopo le 10 il Seydlitz s'incagliò al largo di Sylt. Alle 10.30 il Seydlitz venne disincagliato e la navigazione riprese, con una divisione di dragamine che precedeva l'incrociatore da battaglia e scandagliava il fondo, onde evitare un altro incaglio. Il Seydlitz, continuando ad imbarcare acqua, si abbassava sempre più sulla superficie del mare, e ad un certo punto virò e cercò di navigare a marcia indietro per ridurre la quantità d'acqua che continuava a riversarsi nello scafo; il Pillau ed alcuni dragamine tentarono di prenderlo a rimorchio, ma dovettero rinunciare dopo che i cavi si furono spezzati più volte. In serata giunsero due battelli pompa, e nella notte il convoglio procedette lentamente, ancora guidato dal Pillau. Alle 8.30 del 2 giugno, infine, le navi raggiunsero il battello faro esterno dello Jade, ed alle 8.50 si poterono ormeggiare.

Nel corso della battaglia dello Jutland il Pillau aveva sparato complessivamente 113 proiettili da 150 mm e quattro da 88 mm, oltre ad aver lanciato un siluro. Tra l'equipaggio dell'incrociatore vi erano stati quattro morti e 19 (per altre fonti 23) feriti.

1917-1918