Il guidrigildo era, nel diritto penale di alcune popolazioni germaniche, «una somma in denaro che stabiliva il valore teorico di un uomo o di una donna»Walter Pohl, L'universo barbarico, p. 80.. Rappresentava una indennità congrua, idonea a risarcire il danneggiato e i suoi parenti, commisurato a seconda del valore sociale dell'offeso: un uomo libero valeva, ad esempio, meno di una donna, ma più di uno schiavo. L'istituto del guidrigildo è particolarmente attestato in Italia, dove fu introdotto con l'Editto di Rotari (643).
Etimologia Dal longobardo WergildEdictum Rothari, Brescia 643, Abbazia di San Gallo, Svizzera, il termine, che in tedesco è noto come Wergeld (ma anche Wehrgeld, Wiedergeld, Manngeld e Friedegeld) e in latino come weregildus o compositio, è un sostantivo composto che deriva dall'alto tedesco antico wer ("uomo", cfr. il latino vir) e geld ("prezzo", "denaro", "pagamento") Köbler, Gerhard, Althochdeutsches Wörterbuch, (4. Auflage) 1993.
Il guidrigildo presso i Longobardi L'Editto di Rotari fissava la somma del risarcimento in e 1200 solidi per le donne; l'entità della somma era stabilita in base allo status sociale della vittima. Questa legge rappresentò un passaggio importante nel processo di integrazione tra il diritto longobardo e quello romano; .
Il colpevole del reato di omicidio doveva pagare il prezzo intero della vittima alla famiglia di quest'ultimo. In caso di offese o lesioni, la somma da pagare consisteva in frazioni del guidrigildo. Ad esempio, i capitoli 52, 53, 54 dell'Editto di Rotari così recitavano:
Il guidrigildo fu introdotto per limitare il ricorso alla faida, la vendetta privata della famiglia dell'offeso:
Note
Bibliografia
Voci correlate Diritto longobardo Editto di Rotari Lingua longobarda Longobardi
Collegamenti esterni
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