Non ha scritto alcun libro, ma ne ha firmati migliaia e stampati milioni, consacrando la propria vita alla loro confezione e commercio. Fondatore nel 1911 della casa editrice Gallimard, tuttora amministrata dalla famiglia, occupa da allora uno dei posti più importanti nell'editoria francese. Si è inoltre occupato d'altro, producendo spettacoli teatrali, giornali, film e concerti di musica classica.
Biografia Erede di Paul Sébastien Gallimard (1850-1929) e di Lucie Duché, Gaston è il primo figlio di una coppia da poco civilmente sposata (lui 59 anni e lei 22, avranno ancora i figli Jacques e Raymond). La famiglia è originaria di Thiers, ma il nonno Chabrier quando è giunto a Parigi ha avuto modo di gettarsi subito nella nascente illuminazione pubblica della città fondando un'impresa di costruzione di lampade a olio. Diviene così ricco che il figlio Paul, pur essendo architettoalmeno passando per tale, perché se è vero che aveva frequentato l'École des beaux-arts non si era però laureato, come dice la biografia di Pierre Assouline, Gaston Gallimard, p. 24., vive praticamente di rendita, frequentando teatri e ristoranti e collezionando libri rari e dipintisoprattutto degli impressionisti, ed è amico di Pierre-Auguste Renoir che dà lezioni di pittura a sua moglie. con gusto sicuro e buona reputazione di intenditore.
Quando la città cambia l'illuminazione da lampade a olio a lampade a gas, ormai la fortuna familiare è divenuta stabile, avendone il nonno previsto la possibilità e avendo investito in terreni, immobili e teatri. Paul, sempre elegante e cortese, si occupa anche di cataloghi di musei e fa stampare qualche libro d'arte in edizioni molto curate e lussuose. La sua casa al n. 79 di rue Saint-Lazare è piena di quadri che diventeranno preziosissimiopere, tra gli altri, di Goya, Fragonard, Corot, Delacroix, Boudin, Manet, Courbet, Monet, Degas, Toulouse-Lautrec, Cézanne, ecc.. Da esteta di gusto a festaiolo nottambulo, il padre però si trasforma e lascia moglie, figlio e casa e va a vivere per conto proprio.
Gaston studia al Liceo Condorcet, dove diventa amico di Roger Martin du Gard, ma abbandona prima del diploma (nel 1898). A vent'anni pare destinato a diventare un dandy, come suo padrenonostante il suo professore di filosofia, Pierre Janet, lo incoraggiasse a continuare e il profitto non fosse male, ma troppe assenze per passeggiare e l'atteggiamento all'apparenza indifferente del ragazzo non convincono tutti i professori.. Diventa segretario del drammaturgo Robert de Flers e quando è in vacanza nella casa al mare di Benerville-sur-Mer incontra Marcel Proust.
La NRF In quegli anni, più che dai libri o dai giornali, Gaston è affascinato dalle riviste (come la rediviva Revue de Paris, La revue blanche o Mercure de France) e quando un gruppo di giovani scrittori (tra cui André Gide, Jean Schlumberger, Jacques Copeau, Paul Claudel, ecc.) cercano qualcuno che li garantisca con le banche per fondarne una, contribuisce al lancio della Nouvelle Revue Française (NRF), diventandone presto anche il suo editore. Rinuncia quindi alla vita facile per gettarsi nell'impresa (coinvolgendo anche gli amici Jacques Rivière, Valery Larbaud e Léon-Paul Fargue, poi anche Émile-Auguste Chartier detto Alain). Nel 1911 a capo delle Éditions de la NRF sono i tre soci: André Gide, Gaston Gallimard e Jean Schlumberger. Nel 1913 proprietario unico è solo il secondo dei tre.
I primi libri in assoluto della casa editrice sono L'Otage (L'ostaggio) di Paul Claudel, La Mère e l'Enfant (La madre e il figlio) di Charles-Louis Philippe, Isabelle di André Gide e Judith di Christian Friedrich Hebbel (tradotto dal tedesco da Gallimard stesso con l'amico Pierre de Lanux). Nel 1912 intanto sposa civilmente Yvonne Redelsperger. L'anno seguente diventa amministratore del Théâtre du Vieux-Colombier (fondato da Copeauoggi monumento storico, secondo il sito ufficiale.), dove conosce l'attrice Valentine Tessier che diventa sua amante.
La vera attività di Gallimard comincia a essere (e sarà per tutta la vita) quella di scrivere lettere e contratti per assicurarsi nuovi e mantenere rapporti con vecchi autori, per i diritti sulle traduzioni presso e da editori stranieri, per la loro presentazione e promozione ai critici e ai premi letterari. Nonostante i suoi sforzi però nel 1913 la casa editrice (per colpa di una lettura superficiale di Gide che rifiuta credendolo un libro "mondano") si fa sfuggire Proust (il primo dei volumi della RechercheRiuscirà a farlo entrare in scuderia con la seconda edizione del 1917 e per i volumi successivi.). Pubblica invece Il grande Meaulnes di Alain-Fournier (la cui sorella aveva sposato Jacques Rivière) e Jean Barois di Martin du Gard (primo vero successo di pubblico della nuova casa editrice).
Nel 1914 nasce il figlio Claude. Ma la Germania dichiara guerra alla Francia: è la prima guerra mondiale. Si rifugia a Vannes, presso dei cugini da parte materna e cerca di sfuggire a ogni costo dalla chiamata alle armi. Si proclama malato, riesce persino a farsi dichiarare "deceduto" all'anagrafe, ma non è contento e si lascia crescere la barba e dimagrire fino a quando non viene ricoverato davvero e viene dichiarato "riformato".
La maggior parte dei collaboratori e autori sono sparsi per la Francia o in trincea o addirittura morti (come Charles Péguy e Alain-Fournier). Gallimard è inquieto, rabbioso, totalmente contrario alla guerraAssouline, cit., p. 103 e p. 107..
Nel 1914 dopo aver pubblicato una sessantina di volumi (fino a un massimo di copie l'uno) e aver raggiunto le copie vendute di ogni numero della rivista (sospesa per via della guerra), tutto sembra crollare, ma non si arrende e anzi riesce in nuove imprese (come quella di assicurarsi l'esclusiva francese delle opere di Joseph Conrad o come la scoperta di Pierre Drieu La Rochelle e l'acquisto tra gli autori noti di Paul Valéry). Lascia a guida della casa editrice l'amica Berthe Lemarié e si reca in Svizzera, poi a New York (nel 1917 per accompagnare in tournée la compagnia del teatro Vieux-Colombier e nel 1918).
Solo nel 1919 rientra definitivamente in Francia e fa ripartire il "circolo" dei suoi autori. Il fratello Raymond, che finora aveva solo la proprietà di alcune azioni della casa editrice comincia a partecipare più attivamenteRaymond giocherà un ruolo fondamentale dal punto di vista amministrativo e finanziario. Ma è la coppia che funzionerà bene, spesso usando l'altro come scusa per risolvere le questioni con un "chiederò, ma è lui che decide". Cfr. Assouline, cit., p. 140. e insieme aprono la "Librairie Gallimard" (tra i nuovi soci anche Emmanuel Couvreux, detto "Mané", amico di Raymond, mentre l'altro fratello, Jacques, tornato dal fronte, preferisce unirsi a dei commilitoni per fondare un'impresa di caldaie per il riscaldamento centralizzato delle case).
La Librairie Gallimard È finito il periodo artigianale dell'inizio e ora si è deciso a creare una vera industriaAssouline, cit., p. 129.. Con la ricostruzione del dopoguerra anche altre case editrici si rinnovano e rilanciano: il panorama include Albin Michel (che compra il catalogo di Paul Ollendorff), Bernard Grasset (che si unirà a Fasquelle), Calmann-Lévy, Henri Plon, Flammarion e Fayard. La rivista riprende (il nuovo numero 1 è di giugno 1919).
All'inizio del 1920 parte anche Revue musicale, una rivista diretta da Henry Prunières che diventa presto un punto di riferimento per gli amanti della musica. L'anno dopo la casa editrice si installa al n. 3 di rue de Grenelle. Ora il variabile comitato di lettura impiegato a scegliere non dovrà solo decidere se pubblicare un libro, ma se l'autore entra in squadra sotto la bandiera comune di qualche collana a forte identità. Tra i nuovi collaboratori spiccano i nomi di Jean Paulhan, Georges Sadoul, Bernard Groethuysen (che porterà in Francia autori come Franz Kafka, Hermann Broch o Robert Musil), ma anche Benjamin Crémieux (responsabile della traduzione di Luigi PirandelloCrémieux è colui che fa conoscere in Francia diversi autori italiani come Verga, Borgese, Moravia, Svevo, ecc.), Brice Parain (professore di russo e consulente per i titoli da quella lingua), Marcel Arland e Louis-Daniel Hirsch.
Nel 1922 si associa con altri editori per il lancio della rivista "Les Nouvelles littéraires". Ora cura personalmente i rapporti con gli autori più importanti (anche andandoli a trovare a casa, se ha tempo) e comincia l'abitudine "leggendaria" di far firmare i contratti durante un pranzo al ristorante.
Nel 1925 pubblica la "Revue juive", diretta da Albert Cohen, intorno alla quale collabora a costruire una redazione che include Albert Einstein, Sigmund Freud, Chaim Weizmann, Georg Brandes, e altri, incluso qualche mese più tardi Martin Buber. Lo stesso anno è preda di un forte dolore per la morte di Jacques Rivière, con il quale ha collaborato per anni e che era uno dei pochi amici davvero sinceri che ha avuto.
Nel 1928 lancia una società (la ZED-publications) per stampare velocemente dei settimanali a larga tiratura (Détective, di grande successo, ma anche Voilà, Marianne, Pavés de Paris, ecc.) sui quali, per esempio, scrive racconti (anche pseudonimi) Georges Simenon, al quale Gallimard presto propone un contratto per ben sei libri l'annoNonostante questo non si può dire che Simenon diventi davvero uno degli autori Gallimard, e l'autore di Maigret cambierà diversi editori., e si inventa il discutibile servizio ai suoi autori di trovare acquirenti e far vendere loro i manoscritti originali (uno dei diversi motivi per cui Paul Morand entra in disaccordo e lascia per GrassetAltri problemi in quegli anni li avrà con Jean Giono e Louis Aragon (che passerà alla nascente casa di Robert Denoël), mentre André Breton insulta Paulhan che a sua volta lo sfida a duello.). Ogni autore è un mondo a sé, da attraversare e saper trattare senza dare nulla per scontato (tollerante con i ritardi altrui ma sempre lui stesso puntuale, per esempio)Assouline, cit., p. 304..
Un'altra rivista che parte è la Revue du cinémadiretta successivamente da Pierre Kéfer, Jacques Niel e Robert Aron, il suo vero cuore è però il cinefilo Jean-George Auriol. Ma la rivista chiuderà già nel 1931., altra occasione persa è quella di pubblicare Céline e Gracq che preferiscono editori più piccoli ma che rispondono più in fretta e con maggior entusiasmoil primo le Éditions Denoël e il secondo José Corti, allora poco più che una libreria. Céline lo recupererà dopo la guerra e l'esilio danese..
Nel 1929 muore il padre (che ha venduto e svenduto a poco a poco diverse proprietà e quadri di valore per continuare a vivere senza lavorare). Del poco che eredita anche il figlio decide di vendere per potersi permettere di allargare i locali della casa editrice, la quale infatti si trasferisce al n. 5 di rue Sébastien-Bottin (l'indirizzo, anche senza numero civico, diventerà metafora della casa editrice). Intanto Gallimard divorzia e sposa Jeanne-Léonie Dumont (1930, anche questo matrimonio non gli impedisce di essere circondato da altre donne, come è risaputo tra gli amici e gli addetti ai lavori).
Nel 1933, dopo che Copeau ha venduto il "Vieux-Colombier" e si è ritirato in campagna, e dopo aver lavorato qualche tempo con Louis Jouvet alla Comédie des Champs-Élysées, la sua amante "ufficiale", Valentine Tessier, prova a lavorare nel cinema. Gallimard incarica Robert Aron di trovarle un film da protagonista e finisce con il comprare i diritti e poi produrre un film, basato su un grande personaggio di Gustave Flaubert, ma il film Madame Bovary diretto da Jean Renoir è un fallimentoUno dei motivi addotti dagli storici del cinema è che i distributori imposero troppi tagli per ridurre un racconto che, secondo le intenzioni di Renoir, durava più di tre ore e mezza. Cfr. Carlo Felice Venegoni, Renoir, «Il castoro», Firenze: La nuova Italia, 1975, p. 40..