Saʿadya Gaʾon (ebraico רב סעדיה בן יוסף גאון סורא Rav Saʿadya ben Yōssef Geʾon Sūra, ), detto רס״ג (acronimo RASSAG), fu un rabbino del X secolo, attivo in Egitto e nella Babilonia medievale (Iraq), nel Califfato Abbàside. Nacque a Dilas nell'882 o nell'892Secondo le fonti tradizionali, ossia il Sefer ha-Qabbala di Abraham ibn Dawd, Saʿadya aveva «circa cinquant'anni» al momento del suo decesso.Tuttavia Jocob (Jacob) Mann ha scoperto nel 1921 nei lacerti della Geniza del Cairo, un frammento datato al 1113 contenente un fihrist (indice) delle opere di Saʿadya, redatto dai suoi figli She'erit e Dossa undici anni dopo la sua morte, sopravvenuta a «sessanta anni meno quaranta… giorni», cosa che situa la sua nascita all'882. Cfr. Jocob Mann, A fihrist delle opere di Saʿadya, The Jewish Quarterly Review, new series, 11 (1921), pp. 423-428.Henry Malter, biografo di Saʿadya, respingeva la data dell'882, che è in contrasto con altri eventi della vita di Saʿadya, e credeva a un lapsus calami del copista. Cfr. Henry Malter, "Postscript", Saadia Gaon: His life and works, (1921), pp. 421–428.L'882 è tuttavia la data generalmente accettata, dal momento che il frammento della Geniza è più vicino cronologicamente nel tempo e nello spazio alla morte di Saʿadya. e morì a Baghdad nel 942.Gaʾon (Rosh Yeshiva, ossia direttore accademico) della città di Sura, egli fu una delle più celebri alte autorità spirituali. Simha Bounam Urbach, Rabbenou Saadia Gaon, l'homme et son œuvre littéraire e scientifiche del periodo dei Gaonim«Saadiah (ben Yosef) Gaon», articolo del Dictionnaire Encyclopédique du Judaïsme, pp. 889-891, Parigi, Cerf, 1996..

La sua vita e le sue opere furono una successione ininterrotta di lotte e battaglie impegnate per assicurare la sopravvivenza e la perennità del Giudaismo rabbinico babiloneseSalo W. Baron, "Saadia's communal activities", Saadia Anniversary Gay Volume, (1943), pp. 9-74.Questo nel momento in cui era al massimo fulgore politico e culturale la civiltà arabo-musulmana. Oltre alle numerose conversioni all'Islam che accompagnò la recente conquista araba, l'instabilità politica che ne risultò comportò lotte per l'influenza tra il nucleo ebraico della Terrasanta e quello attestato a Babilonia, tra istanze temporali che vedevano attivi l'esilarca che guidava gli esiliati ebrei di Babilonia e spirituali e i Gaonim, direttori delle accademie talmudiche di Babilonia.Il Giudaismo doveva confrontarsi con una profonda crisi, chiosato dall'ascesa dei fondamentalisti Caraiti (Figli della Scrittura), che respingevano la tradizione orale rabbinica a favore delle sole Scritture. A fronte di un Giudaismo rabbinico elitario, fissato sulla sua interpretazione tradizionale e misticheggiante, percepita come irrazionale, il Caraismo incontra un crescente consenso.

Saʿadya è costretto a ritirarsi dall'esilarca David ben Zakkai e diventa il primo adepto del Giudaismo rabbinico a realizzare un'opera suscettibile di distruggere l'influenza intellettuale e religiosa del Caraismo e dell'Islam. Sistematizza e innova, nei campi della polemica religiosa, l'esegesi biblica, la filologia ebraica, la legge ebraica, la poesia liturgica e la filosofia ebraica. È conosciuto per i suoi lavori filosofico-teologici, in particolare il Sefer Emunot veDeot, primo importante tentativo dei conciliazione fra la tradizione ebraica rabbinica, il Logos (la ragione, nell'accezione greca del termine) e la scienza.

Se Saʿadya non ha avuto, all'esterno delle comunità ebraiche, l'influenza di pensatori ebraici medievali come Abraham ibn 'Ezra o Gersonide, essi sono però fortemente indebitati con lui per il rinnovamento cui partecipano del rinnovamento della civiltà ebraica e dell'età dell'oro della cultura ebraica in Spagna di cui l'opera di Saʿadya ha gettato le basi. Egli s'è guadagnato un posto e una reputazione di assoluto rilievo nella storia e nel pensiero ebraico orientale e andaluso al quale il solo Maimonide ha potuto pretendere di partecipare a pieno titolo in una fase successivaÉlie Barnavi et al., Histoire universelle des Juifs, «Le temps des ghe'onim», p. 87, Parigi, Hachette, 1992, ISBN 978-2-01-235617-7..

Biografia Le fonti principali sulla vita di Saʿadya sono, fino al XIX secolo, la Lettera di Sherira Gaon, che ricorda Saʿadya in modo conciso ed elogiativo, e il Sefer ha-Qabbala (Il libro della trasmissione) di Abraham ibn Dawd Halevi, che riprende il contenuto della Lettera. Saʿadya non ha lasciato, con l'eccezione di qualche indicazione nel suo Sefer ha-Galui (Il libro aperto), note al riguardo, e la biografia di Saʿadya redatta da suo figlio Dossa su domanda di Hasday ibn Shaprut, non ci è pervenuta.

Nel XIX secolo, l'orientalistica permise di riscoprire l'opera di Saʿadya, e nuovi studiSpecialmente Toledot R. Sa'adyah Gaon di S.J.L. Rapoport, in Bikkure ha-'Ittim, 1828, ix. 20-37 furono dedicati dagli adepti della Wissenschaft des Judentums («scienza del Giudaismo») al pioniere della scienza e della cultura ebraica. Essi si basavano, oltre che sulle testimonianze tradizionali, sulla letteratura polemica dell'epoca, e il racconto di Nathan HaBavli, leggermente posteriore a quello di SheriraTutti e due parlavano dei medesimi personaggi, ma Sherira non conosceva Nathan. Cfr. Yehuda David Eisenstein, Otzar Israël, Nathan Habavli ed è più circostanziato. Lo studio dei documenti della Geniza del CairoSi tratta di un'importante collezione di più di 100.000 pagine, foglietti e frammenti di manoscritti religiosi e di testi medievali di letteratura ebraica, conservati e dimenticati in una geniza degli ebrei di provenienza palestinese trasferitisi nella sinagoga Ben Ezra di al-Fustat, in età fatimide., scoperti verso la fine del XIX secolo ma effettivamente cominciati a studiare solo nel secolo successivo da Solomon Schechter, quindi di Shlomo Dov Goitein e tuttora in corso di studio, permette di gettare luce su opere "perdute" e finanche sconosciute, si possono trovare corrispondenze e documenti comunque in grado di gettare nuova luce sulla vita di Saʿadya e sulla sua epoca.

Gioventù Numerose leggende parlano della vita di Saʿadya prima del 921. Solo il luogo di nascita - il villaggio di Dilatz, nell'oasi del Fayyum in Egitto - è cosa certa.

Saʿadya ha scritto nel suo Sefer ha-Galui di essere discendente di personaggi illustri, quale Shelah figlio di JudaGenesi 38:5, 46:12 e 1 Cronache 4:21, e Hanina Ben Dossa, un ebreo devoto del I secolo celebrato da numerosi racconti del Talmud (aveva per questo motivo nominato uno dei suoi figli, Dossa).I suoi detrattori assicuravano di avere saputo da fonte sicura che la sua famiglia era convertita al Giudaismo di fresca data, e che suo padre, modello di débauche, avrebbe esercitato mestieri vili prima di essere costretto dalla sua indigenza a lasciare l'Egitto per Giaffa, e di morire nella storica patria d'Israele in miseria.Tali affermazioni, ripetute a più riprese da Aaron ben Meir in almeno due sue missive ai discepoli (cfr. nota 10) fu ripresa da Aaron ibn Sardjadu, Malter, Saadia, his life and works, p. 27.Per Henry MalterMalter, op. cit., p. 27 Ammesso che Saʿadya fosse un discendente di proseliti, le altre affermazioni però sono malevole, motivate da rivalità, abbandonate dopo il dissenso, e contraddette dalla Lettera di SheriraIggeret deRav Sherira Gaon (Epistola di Sherira), ed. Neubauer, Medieval Jewish Chronicles I, 40,Rabbi Saadia Gaon sur chabad.org. Lo storico Moshe Gil condivide quanto diceva Sherira e suggerisce che il padre di Saʿadya fosse un uomo pio e istruito.Saʿadya firmava le sue lettere «Sa'id ibn Yusuf Alluf», e non « Sa'id Alluf». Moshe Gil vi vede un indizio che Saʿadya si sentiva onorato di essere figlio di suo padre. Cfr. Moshe Gil, Jews in Islamic Countries in the Middle Ages (tradotto da David Strasler), p. 350, Brill 2004, ISBN 90-04-13882-X

A 20 anni circa, Saʿadya lasciò in Egitto la famiglia e i suoi discepoli per studiare con i maestri dell'ovest (della terra d'Israele), ai quali si rifacevano allora gli ebrei d'Egitto. Lo storico e viaggiatore arabo al-Mas'udi, che ha polemizzato con un certo Abū Kathīr Yaḥyā al-Kaṭīb, ricorda che costui aveva Saʿadya come discepolo.Steinschneider, Die Arabische Literatur der Juden, a/M 1902 §23.Abū Kathīr potrebbe essere stato un Masoreta - e avrebbe insegnato a Saʿadya la 'masorah'Sistema di lettura, pronuncia, recitazione e conservazione del testo biblico di cui egli faceva uso nelle sue opere, specialmente grammaticali (Solomon L. Skoss, "Saadia, the earliest hebrew grammarian", in Proceedings of the American Academy for Jewish Research) - o un filosofo,Henry Malter, op. cit., p. 36 ma egli non fu comunque il suo primo Maestro.

Saʿadya, prima del suo arrivo a Baghdad, corrispose col filosofo neoplatonico Isaac IsraeliNella sua introduzione al Sefer Yetzira, Dunash ibn Tamim fa riferimento alla corrispondenza fra Saʿadya e il suo Maestro, Isaac Israeli . Tale fatto è confermato da un altro commentatore di questo stesso libro, Jacob ben Nissim. e avrebbe incontrato un altro filosofo, David ibn Marwan al-Mukkamas,In base a una nota di Juda ben Barzilai nel suo commentario sul Sefer Yetzira — Henry Malter, op. cit., p. 67 ma nulla indica che essi l'abbiano ispiratoÈ verosimile che Saʿadya abbia letto le opere di al-Mukkamas prima di comporre le proprie (cfr. Sarah Stroumsa, Saadia and Jewish Kalam, in Frank, Daniel H. & Leaman, Oliver, The Cambridge Companion to Medieval Jewish Philosophy, Cambridge, Cambridge University Press, pp. 71–90, ISBN 978-0-521-65207-0).

L'acquisizione di conoscenze letterarie, rabbiniche e caraitiche, e di quelle scientifiche da parte di Saʿadya, manifeste fin dalle sue prime opere, nonché l'identità dei suoi primi Maestri, sono oggetto di discussione,Heinrich Graetz, Histoire des Juifs, troisième période, deuxième époque, chapitre premier e Gil, op. cit., p. 350 visto che alcune sono di tono leggendario mentre altre si riferiscono nettamente al dibattito polemico (non meno caratterizzato da tratti leggendari).I Caraiti gli hanno attribuito come Maestro il suo futuro antagonista, Salman ben Yeruham. Cfr. Review: The Milḥamōth ha-Shēm of Salmon ben Jeroham by Leon Nemoy, The Jewish Quarterly Review, New Series, Vol. 28, No. 1 (Jul., 1937), pp. 91-94. Nemoy fa riferimento a una contro-leggenda rabbinica, secondo la quale Salman ben Yeruḥam sarebbe stato uno di loro, diventato caraita in seguito a un dissenso personale col suo rivale Saʿadya. Può tuttavia darsi il caso che Abū Kathīr fosse caraita, identificato da Simhah Pinsker nel grammatico Juda ben Eli. Cfr. S. Stroumsa, 2003

A 20 anni, Saʿadya compose il Sefer Egron (che Graetz legge «Iggaron, primo lessico ebraico conosciuto, e tre anni più tardi,Secondo il Yessod Mispar di Ibn Ezra, Saʿadya l'avrebbe invece scritto a 23 anni. Cfr. «Saadia b. Joseph», in: The Jewish Encyclopedia, in cui si sottolinea che il tutto s'iscriverebbe alla fine del governo tulunide, sotto i quali il Caraismo fu incoraggiato in Egitto. Cfr. Moshe Gil, Jews in Islamic Countries in the Middle Ages, p. 353, nota 211 mentre egli era appunto in Egitto, avrebbe scritto il Libro della refutazione di Anan. Oltre a questo attacco nei confronti di Anan ben David, il precursore, se non il fondatore del Caraismo, Saʿadya avrebbe dibattuto pubblicamente con eruditi caraiti.Abraham ibn ‛Ezra, commentario di Esodo , «Occhio per occhio». Si veda Ben Zouta, sul sito daat. Questo stesso anno egli lasciò l'Egitto per la terra storica d'Israele, con l'intenzione di stabilirvisi, forse in seguito a rappresaglie organizzate dai Caraiti.

La disputa del calendario