Sierra Maestra è un film del 1969 diretto da Ansano Giannarelli.
Trama Nonostante il titolo, che si riferisce alla catena montuosa che si stende a Sud Est di Cuba, teatro della rivoluzione cubana, l'azione di questo film si svolge in Venezuela dove Franco, un giornalista italiano che vi si trovava per un'inchiesta di tipo politico pur se schierato con i movimenti definiti di liberazione, viene arrestato con l'accusa di essere un rivoluzionario collegato con i movimenti guerriglieri che caratterizzavano la situazione dell'America Latina sull'esempio castrista. Franco nega ogni accusa di coinvolgimento diretto nella guerriglia paragonandosi a Régis Debray e pur giustificando in qualche modo e in certi casi violenza e terrorismo, quando sono liberatori rispetto al terrorismo che reprime, avverte lo spettatore che sta assistendo a un film di finzione ispirato alla vicenda di quest'ultimo e che quanto è accaduto nella realtà a Debray può accadere ad altri. La vicenda di Franco è alternata con l'ambiente romano, salottiero, che descrive situazioni e conversazioni legati alla vicenda politica mondiale, a quella personale del giornalista incarcerato, per arrivare anche alla presenza nel film della madre del protagonista stesso. In prigione Franco si ritrova insieme a un fotografo di moda e a un guerrigliero e le loro conversazioni approfondiscono una tematica molto legata alla loro situazione e nell'ottica dello spazio tempo del film. Le conseguenze da un punto di vista umano sono tragiche e descritte in modo ideologico, tenendo fede alla dichiarazione di Franco che introduce il film. Alla domanda della giornalista se Franco fosse sposato egli risponde: «Non intendo rispondere alle domande riguardanti la mia vita privata».
Accoglienza In stile polemico e satirico l'articolo di Goffredo Fofi su Quaderni piacentini numero 41 del luglio 1970 recensisce Sierra Maestra di Ansano Giannarelli insieme a Lettera aperta a un giornale della sera di Francesco Maselli aprendo con queste parole: «C'è un modo tutto di seconda o terza mano di vivere la crisi di questi anni contro il quale, dato che i film si fanno a Roma e dato il nostro modo di far critica, non si finirebbe mai di dover tornare». Per Sierra Maestra in modo specifico parla di «stucchevolissimo girotondo di false coscienze, finisce per contrapporre a un finto Regis Debray italiano un finto Che Guevara latino-americano [...]».
Critica Commemorando Ansano Giannarelli Roberto Silvestri sul Manifesto lo definisce il «meno eurocentrico degli intellettuali di area Pci, il più trilateral e modernista dei filmmaker, il più sensibile dei militanti ai traumi del decennio del riflusso». Lo ricorda come il «regista di Sierra maestra. Il più terzomondista dei cineasti impegnati girò nell' Africa e nell'America Latina insorgenti». Silvestri individua il film, insieme ad altri due dello stesso regista, Non ho tempo e Remake , «ambientato durante un festival di Locarno (1987)», «interessanti oggetti bastardi tra finzione e documentario».
Distribuzione Il film, distribuito nel 1969 e in deposito presso la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, è reperibile nel web. Note
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Categoria:Film drammatici