Vacuna (latino Vacuna) era un'antichissima dea sabina. Poco ci è giunto riguardo ad essa. Descrizione Vacuna figlia di Sabo (latino Sabus), personaggio della mitologia sabina, dalla quale deriverebbe la radice sab che unisce Sabini Sabelli e Sanniti, figlio del dio Sanco (latino Sancus), antica divinità Osco-Umbra chiamato da alcuni Giove Fidius che veniva assimilato ad Eracle. Era considerato protettore dei giuramenti, e per questa ragione la sua radice etimologica si fa risalire al verbo sancire.

Vacuna era venerata, prima dai Sabini poi dai Romani, come patrona del riposo dopo i lavori della campagna. Divinità di ampio utilizzo, ma soprattutto riconosciuta e invocata per la fertilità, legata alle fonti, alla caccia, e al riposo, la radice del suo nome è ancor oggi largamente utilizzato, facile è riconoscerla in tutto ciò che induce al riposo e alla contemplazione: Vacare; Vacante; Vacanze; Vacuare; Vacuo; Vagabondare. Quindi, unitamente ai pacifici luoghi appenninici dell'Italia centrale, si può definire la divinità del riposo. Molti sono i luoghi etimologicamente riconducibili a Vacuna: Vacone; Bacugno; Bocchignano; Mansio ad Vacanas, che sorgeva in prossimità della Valle di Baccano, (Bacane) (La mansio è composta di un'area adibita al riposo del viaggiatore) e altri, tutti nell'Italia centrale.

Vacuna, è stata anche identificata, da autori antichi, con la dea Vittoria ed in seguito con Cerere, Minerva e Diana, e, in epoca ancora più tarda, con Nike.

Culto Aveva un santuario fatiscente presso la villa di Orazio, i cui resti secondo alcuni sono stati identificati nei pressi di Licenza (RM) e secondo altri nei pressi di Bacugno (RI) o Vacone (RI), che prendono il nome proprio dalla dea sabina, fin dalla fondazione. In suo onore, all'inizio dell'inverno veniva celebrata la festività dei Vacunalia.

A Montenero Sabino (RI), in località Leone, le campagne di scavo avviate dal 2019 dall'Università Lumière Lyon 2 hanno riportato alla luce i resti di un importante santuario ellenistico-romano (frequentato dal III secolo a.C.) attribuito a Vacuna, grazie anche al ritrovamento di un cippo votivo dedicato alla dea e a numerose favisse con ex-voto.

Il culto di Vacuna sopravvisse all'avvento del cristianesimo, dal quale fu probabilmente assimilato, e in alcuni paesi della Sabina è sopravvissuto fino ad oggi. Infatti in alcuni borghi dell'alta valle del Velino (come Sigillo di Posta, Villa Camponeschi di Posta o Colle Rinaldo di Borgo Velino) si usa ancora portare in processione Lu Manocchiu, un grosso covo di spighe di grano offerto come ringraziamento alla divinità.

A Vacone si tiene ogni anno una rievocazione storica in costume dei festeggiamenti in onore di Vacuna (denominata Sacra Vacunae, a fine giugno).

Note

Bibliografia Quinto Orazio Flacco, Epistulæ, I, 10,49 F 1 Cardauns

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