Cresciuto in un contesto di povertà, si avvicinò al pugilato in Francia dove era stato costretto a emigrare. Raggiunse la celebrità negli Stati Uniti, dove si era trasferito nel 1929. Soprannominato "La montagna che cammina" per la sua imponente stazza, fu il primo italiano a conquistare un titolo mondiale di pugilato quando, il 29 giugno 1933, detronizzò Jack Sharkey per la corona iridata dei pesi massimi. Perse la cintura il 14 giugno 1934 contro Max Baer.

Durante la sua carriera sconfisse quattro pugili ammessi dalla International Boxing Hall of Fame tra i più forti di tutti i tempi: Young Stribling (una vittoria e una sconfitta), George Godfrey (vittoria per squalifica), Jack Sharkey (vittoria per KO, preceduta da una sconfitta ai punti) e Tommy Loughran (vittoria ai punti). Al momento, tuttavia, non gli è stato ancora attribuito il medesimo riconoscimentoOld Timer Inductees nella IBHOF.. Fu anche Campione d'Europa (1933-1935), a spese di un "mito" del pugilato spagnolo come il basco Paulino Uzcudun, che batté due volte.

A partire dagli anni quaranta seppe trovare fortuna anche nel mondo del cinema e del wrestling. Recitò infatti in pellicole italiane e statunitensi prima di intraprendere con successo la carriera da lottatore. Dopo aver girato il mondo come celebrità nei decenni successivi, abbandonò definitivamente il ring e fece ritorno in Italia solo poche settimane prima di morire, nel 1967. Chiamato affettuosamente "Gigante buono", è noto per antonomasia come uomo di notevole statura e di eccezionale forza fisica. Nel 2019 è stato inserito nella Hall of Fame della WWE.

Biografia

Primi anni in Italia e artista del circo in Francia Primo Carnera nacque a Sequals, un paesino in provincia di Pordenone, il 25 ottobre 1906, primo dei tre figli di Isidoro Sante Carnera (1876-1941) e Giovanna Maria Mazziol (1879-1947). La famiglia era molto povera e sopravviveva solo grazie al lavoro del padre, un mosaicista emigrato in Germania. Rientrato in Italia, nel 1915 il padre fu chiamato alle armi durante la prima guerra mondiale, lasciando il carico familiare sulle spalle della moglie. Il giovanissimo Primo fu costretto ad abbandonare la scuola e a mendicare insieme ai suoi fratelli, Secondo (1908-1960) e Severino (1912-1964).

Ancora adolescente, spinto dalla povertà e dalla fame, emigrò in Francia presso gli zii, trovando un'occupazione come carpentiere, attività faticosa ma che gli permise una migliore alimentazione. Furono gli zii che lo introdussero nel mondo del pugilato, organizzandogli un incontro con un principiante, ma Carnera non era ancora pronto al grande passo. Il giovane in quel periodo divenne sempre più alto e robusto sino a misurare, da adulto, 197 centimetri per 130 chili.

Nel 1925 un circo fece tappa proprio dove lui risiedeva vicino a Le Mans. Mentre assisteva a uno degli incontri circensi di lotta, l'impresario notò il suo fisico imponente e lo ingaggiò. Divenne un fenomeno da baraccone e gli vennero affibbiati vari soprannomi, tra i quali il più curioso era Juan lo spagnolo. Un giorno il circo fece tappa ad Arcachon e qui, tra la folla che assisteva alle lotte di Carnera, c'era anche l'ex campione francese dei pesi massimi Paul Journée. Questi notò l'abilità del giovane lottatore, vide in lui le potenziali capacità del pugile e gli propose di abbandonare il circo perché solo allenandosi avrebbe potuto valorizzare le proprie doti. Ma per Carnera questo avrebbe significato un ritorno all'indigenza e quindi preferì lasciar cadere la proposta di Journée. Solo in seguito trovò una soluzione: si sarebbe sostentato riprendendo il suo primo mestiere, e nel frattempo si sarebbe allenato nella palestra dell'ex campione. Il suo nuovo datore di lavoro, tuttavia, per motivi fiscali, presentò a suo nome una domanda per fargli ottenere la naturalizzazione francese. Nel fare il suo corso, questa domanda presentata a sua insaputa gli avrebbe causato, negli anni successivi, alcuni inconvenientiIl Littoriale, 22 dicembre 1931..

Carriera pugilistica Esordi

Grazie a una certa caparbietà e agli insegnamenti di Journée, Carnera imparò i primi rudimenti della boxe. Il suo allenatore, allora, insistette per presentarlo al manager Léon Sée, che rimase allibito per l'imponente stazza dell'atleta. Dopo averne constatato i miglioramenti, Sée lo mise alla prova proponendolo per un incontro all'organizzatore Jeff Dickson. Anche se mancava ancora di tecnica, Carnera possedeva un pugno potente e sembrava in grado di cimentarsi nel professionismo.

Esordì a Parigi, il 12 settembre 1928, vincendo al secondo round per knock-out contro Léon Sebilo. Dopo altri due match vinti prima del limite, Carnera rientrò in Italia per incontrare il brasiliano Epifanio Islas, a Milano. Il pugile di Sequals apparve ancora lento e maldestro ma riuscì ad aggiudicarsi l'incontro ai punti. I giornalisti italiani, tuttavia, sostennero che l'incontro fosse truccato e definirono Carnera "torre di gorgonzola", pensando che non sarebbe mai diventato un grande pugileGiuseppe Signori, Primo Carnera, in: Orlando "Rocky" Giuliano, Storia del pugilato, Longanesi, Milano, 1982, pp. 81-87..

Il 28 aprile 1929, a Lipsia, Carnera perse il suo primo incontro contro il tedesco Franz Diener, per squalifica alla prima ripresa, ma dopo altri otto incontri vinti consecutivamente, combatté due incontri molto discussi contro il fortissimo statunitense Young Stribling. Nel primo incontro, alla Royal Albert Hall di Londra, finì al tappeto alla quarta ripresa, ma gli fu attribuita la vittoria per squalifica perché il colpo subito fu giudicato al di sotto della cinturaPrimo Carnera vs. Young Stribling (primo incontro).. Nella rivincita, disputata nemmeno venti giorni dopo a Parigi, fu a sua volta squalificato per aver colpito l'avversario dopo il suono della campana del settimo roundYoung Stribling vs. Primo Carnera (secondo incontro).. Disputò ancora un incontro, in Europa, per prendersi la rivincita con il tedesco Diener, sconfitto a Londra per KO tecnico alla sesta ripresa. Complessivamente, prima di lasciare il vecchio continente, aveva ottenuto 16 vittorie (14 prima del limite) e due sconfitte.

Trasferimento negli Stati Uniti

Il 31 dicembre 1929, Carnera sbarcò negli Stati Uniti d'America. La sua carriera continuò a essere gestita dallo storico manager Léon Sée che lo inserì nella scuderia dell'allenatore Bill Duffy, in contatto con la mafia italo-statunitense. Erano gli anni del proibizionismo, della crisi economica e si decise di investire sul gigantesco pugile italiano. Sulla stampa, fu pubblicizzato come The Ambling Alp (La montagna che cammina lentamente). Il manager e il suo allenatore, visti gli stretti legami con la mafia, "gestivano" senza problemi gli incontri di Carnera, facendo leva sulla sua eccessiva buona fede.

Carnera vinse prima del limite tutti i primi 23 incontri che disputò negli Stati Uniti, 16 dei quali per KO nelle prime due riprese. Alcuni incontri, peraltro, ebbero un andamento sconcertante. Al suo esordio, il 16 gennaio 1930 a New York, l'avversario Big Boy Peterson andò al tappeto al primo pugno incassato e poi per altre tre volte, prima di essere dichiarato fuori combattimento alla prima ripresa. Nel secondo incontro, disputato sette giorni dopo, a Chicago, il suo avversario Elzear Rioux andò al tappeto ben sei volte in una sola ripresa, tanto che la Commissione pugilistica dello Stato dell'Illinois lo multò di dollari e gli revocò la licenza. George Trafton fu squalificato per essersi lasciato battere al primo round da colpi ritenuti insufficienti a provocare il KO. "Bombo" Chevalier, dopo aver abbandonato al sesto round, confessò alla commissione pugilistica dello Stato della California di essere stato «minacciato di morte qualora non si fosse lasciato battere prima della decima ripresa»Gazzetta dello Sport, 17 aprile 1930.. Con questi precedenti, il 24 aprile 1930 alcuni Stati dell'Unione squalificarono Carnera che, per il prosieguo della carriera, fu costretto a combattere ove la squalifica non era riconosciuta, tra i quali - fortunatamente per lui - lo Stato più importante di tutti, cioè quello di New YorkPrimo Carnera sul Dizionario Biografico Treccani.. Il 23 giugno dello stesso anno, a Filadelfia, Carnera andò al tappeto alla quinta ripresa contro il temibilissimo George Godfrey che fu anch'egli squalificato per aver colpito l'avversario al di sotto della cintura. Le successive dichiarazioni dello sconfitto, tuttavia, lasciarono dubbi sulla regolarità anche di questo incontro. Il 7 ottobre 1930, il friulano subì la prima sconfitta negli Stati Uniti, per opera di Jim Maloney, ai punti in dieci riprese. Secondo il Dizionario Biografico Treccani, tale sconfitta sarebbe stata architettata per smorzare le polemiche.

Nel frattempo, la domanda a suo tempo presentata per ottenere la cittadinanza francese aveva fatto il suo corso. Per poter tornare a combattere in Francia, quindi, Léon Sée convinse Carnera a sottoporsi a visita medica militare presso il consolato francese di New York. Le riluttanze del campione di Sequals furono superate con l'argomentazione che si sarebbe trattato di una pura formalità e così fu: Carnera fu subito riformato senza problemi.

Quindi riattraversò l'oceano, per affrontare, il 30 novembre 1930, allo Stadio Olimpico del Montjuïc di Barcellona, il basco Paulino Uzcudun che, quattro anni prima, aveva strappato la cintura europea dei pesi massimi all'italiano Erminio Spalla. Di fronte a una folla stimata tra i e i spettatori, il combattimento contro l'idolo locale fu uno dei più difficili. Uzcudun combatté sempre all'attacco ma l'italiano seppe colpirlo molto bene d'incontro. Secondo la United Press Carnera si sarebbe aggiudicato almeno otto riprese su dieci e, alla fine, vinse ai punti. L'incontro successivo si tenne a Londra, contro Reggie Meen. Qui Carnera vinse per KO. Alla fine del 1930 aveva totalizzato 25 vittorie e una sola sconfitta.

Nella successiva stagione "americana" l'esito degli incontri sembra essere stato più "regolare". Carnera ricominciò da Miami, con la rivincita contro Jim Maloney, che si aggiudicò ai punti in dieci riprese. Dopo altri sei incontri, tutti vinti, il friulano fu designato per combattere per il titolo nordamericano contro Jack Sharkey, il 12 ottobre 1931, all'Ebbet's Field di New York. Si trattava già, virtualmente, di una semifinale per il titolo mondiale, in quanto Sharkey era stato appena sconfitto in un incontro per il titolo mondiale vacante da Max Schmeling e aveva intenzione di incontrare nuovamente, a breve, il neocampione del mondo. Sharkey martellò Carnera per tutte le quindici riprese e lo spedì anche al tappeto sino al conto di otto. L'italiano, però, seppe rialzarsi e rimanere in piedi per tutto l'incontro, finendo sconfitto solamente ai punti. Dopo circa un mese Carnera sconfisse ai punti, con verdetto unanime, il quotato King Levinsky. Sempre a novembre, incontrò l'italo-argentino Victorio Campolo, che era addirittura più alto di lui, ma con un allungo inferiore e lo mise KO al secondo round. Il 1931 si concluse con un totale di dieci incontri, nove vinti e uno perso ai punti. Nel 1932 Carnera subì due sconfitte ai punti. La prima a Londra contro il campione dell'Impero britannico Larry Gains. La seconda contro Stanley Poreda fu molto discussa perché risultarono decisive quattro ammonizioni a lui inferte da un arbitro che fu poi sospeso per manifesta incapacità; vinse gli altri ventitré incontri. Finalmente dopo questi incontri, Carnera venne a conoscenza del fatto che Léon Sée si appropriava della maggior parte del denaro della sua borsa, cosicché gli tolse la procura e, deluso, rientrò in patria.