Fu al servizio prima del Re di Sardegna, poi dell'Impero napoleonico e infine, conclusa l'età napoleonica, di nuovo del Regno di Sardegna.

Biografia Dai primi anni alle guerre rivoluzionarie francesi Nato a Tronzano Vercellese il 19 ottobre 1774, era il figlio primogenito del conte Carlo Francesco de Rege di Gifflenga, membro della vecchia nobiltà piemontese, e della contessa Adelaide Cusani, di illustre famiglia originaria di Milano... Era inoltre fratello maggiore di Gioachino de Rege di Gifflenga, noto linguista e filantropo piemontese.. Intraprese per volontà paterna la carriera di avvocato, laureandosi in giurisprudenza presso l'Università di Torino a 20 anni. Mentre si stava laureando, lo scoppio della Rivoluzione francese e l'ingresso in guerra del Regno di Sardegna contro la neonata repubblica francese accesero il suo spirito, portandolo ad arruolarsi come volontario nell'esercito sabaudo, dove ottenne il grado di cornetta nel reggimento "Dragoni della regina" il 23 settembre 1792. Prese parte a numerosi scontri tra il 1792 ed il 1795, rimanendo ferito in due occasioni (la prima nel 1793 a Giletta e poi nel 1795) e ricevendo il grado di sottotenente nel febbraio del 1796. Entrato nelle Guardie reali sabaude, vi rimase sino al 1798, anno in cui il Piemonte fu occupato militarmente dai francesi. e affermano che Gifflenga si unì all'esercito francese già dopo l'armistizio di Cherasco, sostenendo che egli prese parte alle battaglie di Castiglione e del ponte di Arcole, oltre che all'assedio di Mantova. Questo, comunque, sembra in netta contraddizione con il comportamento del militare, rimasto fedele alla causa sabauda negli anni precedenti.

Rimasto in Piemonte, prestò brevemente servizio nell'esercito francese sotto il generale Fresia. L'anno seguente, dopo l'arrivo delle forze austro-russe in Italia, fu promosso a caposquadrone e combatté a Verderio, dove fu fatto prigioniero. Abbandonato l'esercito francese, venne incaricato dal feldmaresciallo Suvorov di recarsi in Sardegna per richiamare Carlo Emanuele IV a Torino, dopo che la città fu riconquistata dalle forze della coalizione, per riprendere la corona sabauda. Il re, lieto per la notizia, decise di ricompensare Gifflenga: il 4 luglio 1799 divenne capitano di cavalleria del regio esercito piemontese, ottenendo la croce di cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e venendo nominato secondo scudiero della regina Maria Clotilde. Approfittò del viaggio di ritorno per visitare parte dell'Italia, fermandosi a Roma, Pisa e Firenze. Dopo la vittoria di Napoleone a Marengo, Gifflenga rimase per un breve periodo in Toscana prima di ritornare al servizio dell'esercito francese... Non essendo l'ultima promozione del 1799 riconosciuta, fu congedato nel 1803 con il grado di capitano.

Sotto l'impero napoleonico Seguendo quello che era il destino della sua patria, ormai annessa alla Francia, Gifflenga entrò nuovamente nell'esercito francese nel 1805. Inizialmente dislocato in Piemonte come capobattaglione, venne trasferito nell'anno seguente nell'Esercito del Regno d'Italia.Prese parte alla campagna di Germania e di Polonia del 1806-1807, combattendo a Jena, ad Eylau e a Friedland.. Tornato in Italia con il grado di colonnello, combatté nella campagna del 1809 sotto il viceré Eugenio di Beauharnais e si distinse in particolare durante gli scontri di Sacile, dove caricò gli austriaci al comando di alcuni reparti di cavalleria italiani. Combatté anche sul Piave, seguendo il percorso dell'armata italiana fino a Raab e poi a Wagram. A luglio, terminata la guerra, il viceré ne fece uno dei suoi aiutanti di campo. Assieme a tale promozione, Gifflenga fu nominato Barone dell'Impero, Cavaliere della Legion d'Onore e Cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea.

Ottenne un comando in Spagna ed in Portogallo ma rientrò in Italia relativamente presto. Venne inviato all'isola di Lissa, in Dalmazia, per stroncare con degli uomini e una flotta al comando del capitano di vascello Bernard Dubourdieu il traffico di armi e munizioni che segretamente l'Inghilterra faceva partire da quest'isola verso le coste napoletane per fomentare i ribelli anti-napoleonici. Lo scontro fu essenzialmente navale, ma dimostrò non poche imprudenze: Dubourdieu ingaggiò battaglia con una sola delle sue corvette contro tre bastimenti inglesi, scontro nel quale lo stesso ammiraglio francese perì. Fu quindi decisivo l'intervento del Gifflenga che, preso il comando del resto della flotta, riuscì a salvarla prima che altre navi venissero distrutte o catturate dagli inglesi. Dopo questo atto fu lo stesso Eugenio a nominarlo Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore il 19 aprile 1811..

Durante la campagna di Russia, Gifflenga assunse il ruolo di aiutante di campo del viceré. Durante la spedizione in Russia rimase ferito nel corso della battaglia di Malojaroslavec, nella quale l'intero IV Corpo di Eugenio si ricoprì di gloria. Terminò la campagna ricevendo il grado di generale di brigata. Tornato in Germania con il resto dell'esercito fu brevemente messo a comando di Berlino da Eugenio, temporaneamente nominato comandante della Grande Armèe. Dopo che il viceré fu trasferito in Italia a difendere la penisola, Gifflenga lo seguì. In particolare, dopo le deludenti prestazioni del generale Bonfanti, il viceré mise Gifflenga a comando delle riserve dell'esercito, destinate a combattere in Tirolo, sull'estrema sinistra dello schieramento franco-italiano contro il generale austriaco Fenner.. Gifflenga diede ripetuta prova delle proprie capacità militari, vincendo uno scontro a Bressanone e difendendo le posizioni della val Trompia diverse volte durante l'autunno del 1813 e l'inverno del 1814. Nonostante una sconfitta nei pressi di Volano, la fiducia di Eugenio nei suoi confronti rimase molto alta, tanto che affidò a lui due missioni diplomatiche delicate a Napoli a gennaio 1814, nel tentativo di capire le intenzioni del maresciallo Murat, e in Francia nell'aprile dello stesso anno, pochi giorni prima del termine del conflitto..

Ritorno al servizio sabaudo e gli ultimi anni Con la caduta di Napoleone fu reintegrato nell'esercito sabaudo, partecipando durante i Cento Giorni alla battaglia di Grenoble. Pur non prendendo parte poi ai moti del 1821, venne condannato all'esilio a Nizza per il proprio passato filo-francese e per dei sospetti contatti con il patriota Santorre di Santa Rosa, ottenendo successivamente di rimanere relegato dal 1823 non più a Nizza, ma nella villa di famiglia a Tronzano Vercellese, sua città natale. Graziato da re Carlo Alberto nel 1839, rientrò come benemerito a far parte dell'esercito piemontese ed in riconoscenza comunque del valore dimostrato durante le campagne napoleoniche venne reintegrato con il medesimo grado, ottenendo inoltre l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine militare di Savoia e la Medaglia mauriziana.

Promosso al rango di tenente generale, nel 1841 venne nominato sindaco di Vercelli, ove si spense l'anno successivo, il 14 dicembre 1842. Le esequie, celebrate nella chiesa dei santi Tommaso e Teonesto, accompagnarono poi il feretro sino al cimitero di Vercelli, ove la salma si trova ancora oggi.

Durante la sua vita Alessandro de Rege di Gifflenga fu anche un fervido massone e fu a capo dapprima dell'Adelfìa e successivamente dei Sublimi Maestri Perfetti.

Onorificenze Onorificenze sabaude

Onorificenze straniere

Opere Alessandro de Rege di Gifflenga pubblicò anche alcune opere tecniche militari:.

La teoria negli esercizi militari da eseguirsi nella cavalleria, Stamperia Reale, Torino, 1815 La tattica dell'infanteria e della cavalleria, Stamperia Reale, Torino, 1815

Note

Note esplicative

Note bibliografiche

Bibliografia

G. Thellung, Il generale conte Alessandro de Rege Gifflenga, in "Studi storici in memoria di Leopoldo Marchetti", ed. Musei del Risorgimento e di storia contemporanea, Milano, 1969

Voci correlate Battaglia di Lissa (1811) Battaglia di Grenoble

Collegamenti esterni

Categoria:Generali italiani delle guerre napoleoniche Categoria:Militari sabaudi Categoria:Sindaci di Vercelli Categoria:Massoni Categoria:Cavalieri di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Categoria:Decorati di Medaglia mauriziana Categoria:Commendatori dell'Ordine Imperiale di Leopoldo Categoria:Ufficiali della Legion d'onore Categoria:Cavalieri dell'Ordine di San Luigi Categoria:Cavalieri dell'Ordine della Corona ferrea