Biografia Famiglia ed istruzione Nato a Lione da una famiglia ebraica alsaziana che si era trasferita per conservare la cittadinanza francese dopo la guerra franco-prussianaUna clausola del Trattato di Francoforte permetteva agli alsaziano-lorenesi residenti in uno dei comuni rimasti francesi di optare per una delle due nazionalità con una semplice dichiarazione; altresì permetteva ai cittadini dei comuni annessi alla Germania di conservare la nazionalità francese lasciando la regione prima del 1º ottobre 1872, era il figlio secondogenito dello storico Gustave Bloch e di Sarah Ebstein.. Marc Bloch condusse brillantemente gli studi secondari a Parigi, al Lycée Louis-le-Grand; ottenne il baccalaureato in lettere e filosofia nel 1903, per entrare l'anno successivo all'École normale supérieure, appena accorpata alla Sorbona; qui studiò per quattro anni storia medievale sotto la guida di insegnanti quali Ferdinand Lot e Christian Pfister e dello stesso suo padre, che nel 1887 vi era stato nominato maître de conferences ed era stato soprannominato dai suoi studenti le MégaIl soprannome si riferiva ad uno scheletro di Megatherium presente nellÉcole... Ciò fece sì che a Marc venisse affibbiato il nomignolo Microméga.. Un'altra importante influenza su Bloch in questo periodo venne dal sociologo Émile Durkheim, che prefigurò la successiva enfasi di Bloch sulla ricerca interdisciplinare..
Nel frattempo, la leva militare fu resa obbligatoria nel 1905 per tutti i cittadini maschi adulti.. Dal 1905 al 1906 Bloch prestò servizio a Pithiviers, sede del 46º Reggimento Fanteria dell'esercito francese, che Bloch considerava "gravato da snobismo, antisemitismo ed antirepubblicanismo". La sua opinione sull'esercito era stata inasprita dagli eventi dell'Affare Dreyfus, avvenuti quando Bloch aveva 11 anni..
Superò brillantemente l'agrégation, il concorso pubblico per insegnanti destinati all'insegnamento secondario e superiore, di storia e geografia, ma venne destinato solo nel 1912 al liceo di Montpellier. Nel frattempo, dal 1908 al 1909, seguì, grazie a una borsa di studio del ministero degli esteri, i corsi delle università di Berlino e di Lipsia, dove familiarizzò con la tradizione storiografica tedesca, l'etnologia, la storia giuridica comparata e la storia economica. Fu particolarmente attratto dal pensiero di Karl Bücher, professore a Lipsia, deciso assertore dell'importanza dell'economia di mercato quale motore del processo di affrancamento delle masse in epoca medievale; altre personalità eminenti incontrate in Germania furono Karl Lamprecht a Lipsia, autore della nozione di "storia totale" e grande ispiratore di Henri Pirenne (in seguito amico e mentore di Bloch), e Adolf von Harnack a Berlino, teologo e storico delle religioni..
Al ritorno a Parigi ottenne una borsa di studio triennale (1909-1912) dalla Fondazione Thiers, dove pubblicò, nel 1911, il suo primo lavoro.Marc Bloch Blanche de Castile et les serfs du chapitre de Paris, Mémoires de la Société de l'histoire de Paris et de l'Île-de-France 1911. Qui compose anche la sua dissertazione di dottorato sulla scomparsa della servitù della gleba nell'Île-de-France nel XII e XIII secolo, che sarà discussa e pubblicata nel 1920, a causa della guerra.L'opera pubblicata nel 1913 col titolo L'Île-de-France: les pays autour de Paris, costituì il materiale di base per la tesi di dottorato Rois et serfs: un chapitre d'histoire capétienne, in cui Bloch avvalendosi di documenti legali, politici e fiscali, trattò il soggetto da una prospettiva inedita ribaltando la vecchia concezione storica secondo la quale i re capetingi avevano emancipato tutti i servi nei domini reali, dimostrando anzi che il fenomeno fu assai limitato e per nulla inedito.
Le ricerche di Bloch in seno alla Fondazione, specialmente quelle sui re capetingi, gettarono le fondamenta della sua carriera. Incominciò con il creare delle mappe dell'area di Parigi che indicavano dove la servitù della gleba era perdurata e dove ciò non era avvenuto. Investigò la natura della servitù, la cultura della quale scoprì essere fondata quasi completamente sulla consuetudine e sulla prassi. I suoi studi su questo periodo formarono Bloch, facendone uno studioso maturo, e lo portarono per la prima volta in contatto con altre discipline, la cui rilevanza avrebbe enfatizzato per gran parte della sua carriera. La servitù della gleba era un tema così vasto che gli fu possibile collegarlo a commerci, monetazione, religiosità popolare, arte, architettura e letteratura.
La prima guerra mondiale Dopo un anno d'insegnamento a Montpellier si trasferì ad Amiens nel 1913, dove l'anno successivo insegnò storia in un liceo locale.
Colto dallo scoppio della prima guerra mondiale, nell'agosto 1914 Bloch si arruolò come volontario, così come altri 800 studenti dell'École. Ottenne il grado di sergente di fanteria. Il 2 agosto 1914 fu assegnato al 272º Reggimento della Riserva, schierato sul confine con il Belgio, dove nello stesso mese partecipò alla battaglia delle Ardenne. Nella successiva ritirata raggiunse l'Argonne il 25 agosto e la Marna nei primi giorni di settembre, dove combatté nella prima battaglia della Marna.. Partecipò successivamente alla battaglia della Somme (1916) e nel 1918 all'offensiva di primavera ed all'offensiva della Mosa-Argonne. Al comando di una sezione, terminò il conflitto col grado di capitano nei servizi d'informazione. Ebbe quattro citazioni all'ordine del giorno, fu decorato con la Legion d'onore per fatti militari e ottenne la Croce di guerra.Sul periodo trascorso da Marc Bloch in Argonne durante il conflitto, cfr. .
Nel 1915, ricoverato per febbre tifoide, riunì le proprie esperienze in Souvenirs de guerre, riflessioni sulla psicologia individuale e collettiva di ufficiali e soldati, dove poneva l'accento sul silenzioso coraggio dei secondi e la miopia tragica dei primi. Durante il periodo di trincea gli venne diagnosticata l'artrite reumatoide, che lo tormentò per il resto della vita.
Per la prima volta nella sua vita, come scrisse successivamente, aveva vissuto e lavorato fianco a fianco con persone con cui non aveva mai avuto contatti stretti prima, come artigiani e operai, con i quali venne a formarsi un grande cameratismo. Era un mondo completamente diverso rispetto a quello cui era abituato, "un mondo in cui le differenze non venivano appianate dalle parole ma dalle pallottole".. Le sue esperienze lo portarono a riconsiderare il suo punto di vista sulla storia, e influenzarono il suo successivo approccio al mondo in generale.. Fu particolarmente toccato dalla psicologia collettiva della trincea... Affermò più tardi di non aver conosciuto uomini migliori degli uomini del Nord e del Pas de Calais con cui aveva trascorso quattro anni a stretto contatto. Considerò "un onore" aver servito durante la guerra, ma vi aveva comunque perso molti amici e colleghi..
Carriera universitaria Nel 1920 discusse la sua tesi, che poi pubblicò. Non fu esattamente l'opera che lui aveva in mente, a causa della guerra: per i candidati al dottorato la cui ricerca fu interrotta dagli eventi bellici, fu reso possibile presentare solo una piccola parte della tesi normalmente richiesta.. Fu comunque sufficiente a dimostrare il suo valore come medievista agli occhi dei contemporanei. Lo stesso anno, con l'apertura dell'Università di Strasburgo, Bloch vi fu nominato maître de conférences e chargé de cours (assistente lettore) di Storia Medievale, della cui sezione gettò le fondamenta con Christian Pfister. La cattedra di Storia Medievale gli fu assegnata poi ufficialmente nel 1927.
La città di Strasburgo, insieme all'Alsazia-Lorena di cui era capoluogo, era stata appena restituita alla Francia con il Trattato di Versailles. Nella Germania guglielmina aveva rivaleggiato con Berlino come centro culturale e la sua Università possedeva una delle più grandi biblioteche accademiche del mondo. Bloch incominciò a lavorarvi intensamente,. Affermò più tardi di aver trascorso a Strasburgo gli anni più produttivi della sua vita.. Fu a Strasburgo che Bloch poté emergere come eminente storico del Medioevo: in un ambiente accademico vivace come nessun altro nella Francia dell'epoca, sicuramente animato dalla volontà di rivaleggiare coi vicini tedeschi, si radunavano i migliori esponenti delle scienze storiche e sociali, quali Gabriel Le Bras, Maurice Halbwachs, André Piganiol, Ernest Hoepffner, Charles Blondel, Henri Baulig, Charles-Edmond Perrin, Georges Lefebvre; a Strasburgo Bloch strinse amicizia soprattutto col più anziano collega Lucien Febvre, eminente storico del XVI secolo, con cui collaborò per il resto della vita.
Nel 1919 sposò Simonne Vidal (1894-1944); dal matrimonio nacquero sei figli, tra cui Étienne, che nel 1997 del padre scrisse la «biografia impossibile» Biographie impossible, di Étienne Bloch .. Bloch non mancò di applicare all'esperienza della guerra il suo acuto spirito critico: da una prospettiva del tutto originale, e memore della disinformazione in atto ai tempi dell'Affare Dreyfus, analizzò il processo di falsificazione delle notizie orali creatosi tra i soldati grazie all'azione della censura; ne seguì un articolo del 1921, dal titolo Réflexions d'un historien sur les fausses nouvelles de la guerre (Riflessioni di uno storico sulle false notizie della guerra).In Revue de synthèse historique 33, 1921, pp. 41-57.
Pubblicò nel 1924 la sua opera magistrale, Les Rois thaumaturges (I re taumaturghi; I ed. italiana: Einaudi 1973), in cui sperimentò con audacia un metodo comparatista improntato ai maestri della linguistica (lui stesso era poliglotta) e affermò con forza l'importanza della psicologia nello studio della storia. Nel 1929 Bloch tiene una serie di conferenze a Oslo, il cui testo rielaborato verrà pubblicato due anni dopo con il titolo Les caractères originaux de l'histoire rurale française (I caratteri originali della storia rurale francese), la sua opera più citata, per molti studiosi odierni il massimo contributo dell'autore alla storiografia, fortemente innovativa nell'imporre un'interdisciplinarità poco frequente per l'epoca, col fine di meglio comprendere l'evoluzione delle strutture agrarie dell'Occidente medievale e moderno.
Attorno al 1930 progettò di pubblicare una collezione dei propri scritti sul metodo storico, sotto il titolo Historiens à l'atelier, e sottopose l'idea all'editrice Gallimard. La cosa non andò in porto e la prematura morte dell'autore nel 1944 lasciò incompiuto il lavoro, sino a quando un abbozzo fu scoperto a Fougères, nella villa in cui Bloch aveva abitato nell'ultimo periodo della vita. Nel 1949 l'amico e collaboratore Lucien Febvre s'incaricò della pubblicazione postuma, sotto il titolo - voluto dall'autore - di Apologie pour l'histoire ou Métier d'historien (Apologia della storia o Mestiere di storico; I ed. italiana: Einaudi 1950).
Les Annales Tra il 1920 e il 1926, con Lucien Febvre, tentò il progetto di lanciare una rivista internazionale di storia sociale ed economica comparata, con l'ambizione di sollecitare la partecipazione e gli scambi scientifici tra gli studiosi europei delle varie discipline. I due, in cerca di un curatore di elevato profilo accademico, si rivolsero nel 1921 a Henri Pirenne. Attraverso Pirenne, nel 1925, Bloch e Febvre contattarono l'American Historical Association, nella speranza di ottenere un finanziamento dal fondo intitolato a Laura Spelman Rockefeller. Il progetto naufragò, in parte per interessi nazionalistici da ambo le parti, ma non da ultimo per la riluttanza da parte di Bloch e di Febvre ad ammettere studiosi tedeschi nel comitato editoriale, nonostante il carattere internazionale della rivista.