Fu il comandante in capo, nella fase iniziale della seconda guerra boera, delle forze dell'Impero britannico impegnate in Africa meridionale.

Dopo una brillante carriera in cui aveva dimostrato capacità militari, risolutezza e coraggio individuale, e dopo essere stato per molti anni il principale luogotenente del feldmaresciallo sir Garnet Wolseley, comandante in capo dell'Esercito britannico, Redvers Buller non riuscì a compiere con successo la sua missione più importante in Africa del Sud. Posto al comando del corpo di spedizione britannico nel dicembre 1899, subì, anche a causa degli errori politici e militari compiuti dai suoi predecessori, alcuni gravi insuccessi iniziali che portarono alla sua sostituzione con il feldmaresciallo Frederick Roberts, il grande avversario del feldmaresciallo Wolseley nella guerra delle fazioni che dilaniava l'esercito britannico di fine Ottocento.

Rimasto alla testa delle forze campali impiegate in Natal (Natal Field Force), nella seconda parte della guerra Buller recuperò parte della sua reputazione con una riuscita campagna che portò alla liberazione di Ladysmith e all'avanzata verso nord fino al confine settentrionale del Transvaal.

Biografia Carriera nella "fazione africana" dell'Esercito britannico

Nativo di Crediton, nel Devon, e figlio di un parlamentare britannico, Redvers Buller frequentò la prestigiosa scuola di Eton prima di ottenere la nomina a ufficiale dell'Esercito britannico nel 60° Rifles (il reggimento King's Royal Rifle Corps) nel 1858.

I suoi primi impegni bellici sul campo furono durante la seconda guerra dell'oppio in Cina, nella spedizione del Red River in Canada (1870), e soprattutto nel 1873 nella campagna Ashanti dove venne ferito e dove entrò a far parte, come ufficiale addetto alle informazioni, della cerchia più intima del comandante britannico, generale Garnet Wolseley, personaggio di grande preparazione professionaleT.Pakenham, La guerra anglo-boera, p.101., che proprio durante la campagna nella Costa d'Oro avrebbe iniziato a organizzare la sua fazione "africana" di collaboratori desiderosi di modernizzare e migliorare l'apparato militare imperiale (il cosiddetto "Ashanti ring")I. Knight, Colenso 1899, p. 36.. Durante la campagna Ashanti, Buller, ottenne la nomina a maggiore e si guadagnò il pieno apprezzamento del generale Wolseley.

Fu, tuttavia, durante la guerra zulu del 1879 che Redvers Buller acquisì fama e prestigio di rilievo nazionale, dimostrandosi ufficiale preparato, fisicamente coraggioso e particolarmente esperto di guerra africanaI. Knight, Zulu war 1879, p.15.. Buller, ora tenente colonnello, ebbe il comando delle truppe montate reclutate in parte anche nelle popolazioni boere e inquadrate nella colonna del generale Evelyn Wood; alla battaglia di Hlobane, terminata con una sconfitta britannica, Buller diede prova di tenacia e di valore guadagnandosi la massima onorificenza dell'Impero britannico, la Victoria Cross, per la sua coraggiosa condotta durante la ritirata delle forze britannicheI. Knight, Zulu war 1879, pp. 60-66.. Il tenente colonnello ebbe ancora parte di rilievo nella successiva battaglia di Kambula e, soprattutto, nell'energico e inseguimento, da parte della fanteria montata, del nemico sconfittoI. Knight, Zulu war 1879, pp. 69-85.. Nel giugno 1879 Buller fu ancora presente, alla testa delle sue truppe a cavallo, alla decisiva vittoria nella Battaglia di Ulundi.

Nel 1881, durante la prima guerra boera, Buller era il capo di Stato maggiore del generale Evelyn Wood, incaricato in un primo momento di guidare le forze britanniche inviate in Africa del Sud dopo le sconfitte iniziali, tuttavia, la campagna venne presto interrotta per scelta della dirigenza politica. Nel 1882, durante la breve e vittoriosa guerra anglo-egiziana, Buller fece invece parte dello stato maggiore del comandante in capo generale Wolseley, avendo modo così di rafforzare i suoi legami con l'abile e influente ufficiale e assumendo un ruolo sempre più importante all'interno della cosiddetta "fazione africana", in quel momento dominante nell'Esercito britannicoD.Featherstone, Tel El-Kebir, 1882, p. 25..

Nel 1885 esplose la crisi del Mahdi, con l'assedio del generale Charles Gordon a Khartoum; nel nuovo corpo di spedizione inviato in Sudan, sempre guidato dall'esperto generale Wolseley, Buller (generale di brigata e quindi maggior generale) guidò una brigata di fanteria, distinguendosi in vari battaglie di quella difficile e fallita campagna.

Dopo questi ininterrotti impegni bellici in Africa, il generale Buller venne finalmente richiamato in Patria, dove sarebbe rimasto fino al 1899, prima con l'incarico di Quartiermastro generale, e poi con quello prestigioso ed importante di Aiutante generale delle Forze (1890). Promosso tenente generale, Buller divenne il principale collaboratore del feldmaresciallo Wolseley (divenuto nel 1895 comandante in capo dell'Esercito britannico) assumendo un ruolo cruciale nella organizzazione delle forze e nello studio di nuove tattiche e armamentiT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 146-147..

Alla vigilia dello scoppio della seconda guerra boera, Redvers Buller era uno degli ufficiali più esperti e stimati, provato sia su molti campi di battaglia africani sia nel lavoro burocratico e amministrativo di stato maggiore; sembrava quindi assolutamente qualificato, in virtù anche del suo prestigio tra le truppe, di assumere un importante comando operativo in caso di nuove complicazioni in Africa del SudT.Pakenham, La guerra anglo-boera, p.147..

La grande guerra boera All'inizio della seconda guerra boera Buller era al culmine della sua carriera; egli aveva il comando del I Corpo d'armata, il nucleo principale dell'Esercito britannico e sembrava il successore designato del feldmaresciallo Wolseley, ormai in fase di declino fisico ma ancora comandante in capo dell'esercitoT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 99-101.. Venne quindi assegnato a lui l'importante incarico di comandare la massa di manovra offensiva destinata ad intervenire in Africa del Sud ed invadere direttamente le due Repubbliche Boere.

Il comando gli venne affidato, in realtà, nonostante l'opposizione dei membri della cosiddetta "fazione indiana" del feldmaresciallo Frederick Roberts e dei suoi collaboratori già presenti in Africa, principalmente il generale Ian Hamilton, il generale George White, ed il colonnello Henry Rawlinson. Il cosiddetto Roberts ring era costituito prevalentemente da ufficiali impegnati in precedenza nelle vari guerre in India e Afghanistan, in costante rivalità con gli "africani" del feldmaresciallo Wolseley; anche lo stesso Ministro della Guerra Lord Lansdowne, un amico di Roberts, era dubbioso sulle effettive capacità del generale Buller. Questi avversari erano pronti a cogliere suoi eventuali errori militari per rimuoverlo dal comandoT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 101-104..

Ancor prima dell'arrivo del corpo di spedizione guidato da Buller, costituito da tre divisioni di fanteria al comando dei generali Paul Methuen, Francis Clery e William GatacreT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 202-203.) e da una divisione di cavalleria comandata dal generale John French, la situazione britannica in Africa del Sud si era pericolosamente deteriorata: l'imprudente strategia del generale White, comandante delle forze campali già stanziate in Natal, aveva causato, dopo alcuni successi locali, una grave sconfitta e il conseguente assedio delle forze britanniche bloccate dentro LadysmithT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 178-191.. La colonia del Capo, nel frattempo, praticamente sprovvista di truppe, aveva subito una vera invasione boera e le importanti città di Kimberley e Mafeking erano ugualmente sotto assedio.

Queste gravi notizie consigliarono a Buller, giunto al Capo il 1º novembre 1899, una grave decisione: egli decise la divisione del suo corpo di spedizione per liberare Kimberley, con la divisione rinforzata del generale Methuen e con la cavalleria del generale French, e di portarsi personalmente in Natal per guidare, con quattro brigate di fanteria, la marcia per sbloccare Ladysmith e il generale White, rimasto anch'egli dentro la città assediataT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 194-206..

Ripetuti fallimenti Mentre i generali Methuen e Gatacre conducevano i loro reparti nella colonia del Capo, dove sarebbero presto andati incontro alle pesanti sconfitte della battaglia di Stormberg e della battaglia di MagersfonteinT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 244-250., Buller quindi si portò in Natal e in un primo momento sembrò galvanizzare le truppe e i comandanti con il suo prestigio e la sua personalitàT.Pakenham, La guerra anglo-boera, p. 254.. La realtà si dimostrò tuttavia molto difficile: il nemico, guidato dall'abile generale Louis Botha, era saldamente trincerato sulla linea del fiume Tugela e si appoggiava ad un aspro terreno montuoso ideale per condurre una battaglia difensiva a protezione dell'assedio di LadysmithT.Pakenham, La guerra anglo-boera, p. 262..

Il primo tentativo di Buller di sfondare la linea del Tugela si concluse con la sconfitta nella battaglia di Colenso il 15 dicembre 1899, a causa soprattutto di errori dei comandi subordinati e delle deficienze tattiche delle truppe, impreparate alla nuova guerra moderna basata sul fuoco di fucileria a distanza e sull'artiglieriaT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 271- 288.. Di fronte alla sconfitta, Buller, forse logorato dalla difficile e inattesa situazione trovata in Africa e dalla lotta tra le fazioni in corso tra gli ufficiali del suo esercito, ebbe un grave cedimento del morale. Egli comunicò immediatamente a Londra la necessità di grandi rinforzi e inoltre propose, in attesa delle nuove truppe, di ripiegare più a sud, rinunciando a prestare soccorso al generale White ed ai suoi 13.000 soldati bloccati a LadysmithT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 288-291..

La notizia della sconfitta e poi le sorprendenti proposte di Buller, provocarono tra i dirigenti politico-militari britannici grandi polemiche e fornirono l'occasione al ministro Lansdowne ed al feldmaresciallo Roberts di screditare il generale, descritto come debole, pessimista e incapace, e di proporre la sua immediata sostituzione nel comando supremo in Africa del SudT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 292-296.. Nonostante la resistenza del feldmaresciallo Wolseley, Lansdowne appoggiato all'interno del governo Salisbury dall'influente Arthur BalfourT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 296-297., riuscì nel suo intento: già il 23 dicembre 1899, il feldmaresciallo Roberts partiva da Southampton per raggiungere il Capo e assumere il comando supremo, mentre veniva stabilito l'invio di un secondo corpo d'armata di rinforzo con quattro nuove divisioni di fanteria al comando dei generali Charles Warren, Thomas Kelly-Kenny, Charles Tucker e Leslie RundleT.Pakenham, La guerra anglo-boera, p. 304..

Buller, difeso dal feldmaresciallo Wolseley e anche dalla Regina VittoriaT.Pakenham, La guerra anglo-boera, p. 302., pur perdendo il comando supremo, venne mantenuto alla testa delle forze campali in Natal incaricate di liberare Ladysmith anche con il concorso della nuova divisione in arrivo del generale Charles Warren; nel frattempo il geldmaresciallo Roberts, coadiuvato dall'energico generale Horatio Kitchener, avrebbe organizzato una grande massa di manovra per marciare direttamente fin nel cuore delle Repubbliche BoereT.Pakenham, La guerra anglo-boera, pp. 373-376..