I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono difficoltà che riguardano in modo selettivo alcune abilità scolastiche, come la lettura (dislessia), la scrittura a mano (disgrafia), l’ortografia (disortografia) e il calcolo (discalculia). Queste difficoltà, pur non compromettendo l’intelligenza generale, possono ostacolare l’autonomia nello studio e il pieno accesso all’istruzione.
In Italia, i DSA sono stati riconosciuti ufficialmente con la Legge 8 ottobre 2010, n. 170, “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre 2010. La legge si rifà alla classificazione internazionale ICD-10 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che identifica i DSA con la sigla F81.
Con l’entrata in vigore dell’ICD-11 (dal 1° gennaio 2022), la classificazione è stata aggiornata: i disturbi specifici dell’apprendimento rientrano nella categoria 6A03 – Developmental learning disorder, con una descrizione più ampia e flessibile, che include difficoltà persistenti nella lettura, nella scrittura e nel calcolo, senza più suddividerli rigidamente in sottocategorie come nella precedente versione.
Sebbene si possa parlare di "rischio di DSA" già nella scuola dell'infanzia, le difficoltà iniziali non sono necessariamente indicative di un disturbo. Per una diagnosi attendibile è necessario attendere almeno la fine della seconda classe della scuola primaria. Solo dopo un’adeguata esposizione agli strumenti e ai metodi didattici standard è infatti possibile valutare in modo affidabile eventuali difficoltà specifiche e definire gli interventi più adatti.
La certificazione di DSA deve essere rilasciata da strutture del Servizio Sanitario Nazionale o da centri privati accreditati. Essa consente agli alunni di accedere a misure didattiche personalizzate, che includono strumenti compensativi e misure dispensative, per garantire un percorso formativo adeguato e favorire il pieno sviluppo delle loro potenzialità.
I DSA rientrano tra i Disturbi del Neurosviluppo, come indicato nella sezione II del DSM-5.
I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) si manifestano in bambini e ragazzi con un funzionamento cognitivo nella norma, senza deficit sensoriali o neurologici, e con adeguate opportunità educative. Il disturbo riguarda una o più abilità scolastiche specifiche, non l’intelligenza generale o la capacità di apprendere in senso ampio.
Per una diagnosi di DSA sono necessari:
un funzionamento cognitivo adeguato; difficoltà significative e persistenti in una o più abilità scolastiche, documentate attraverso prove standardizzate e validate; un impatto rilevante sul rendimento scolastico, che non sia spiegabile da altri fattori.
In genere si fa riferimento a prestazioni inferiori al 5° percentile (o a -2 deviazioni standard) su almeno una prova, ma la valutazione deve considerare anche l’età, la storia evolutiva e la persistenza delle difficoltà.
In alcuni casi, se il disturbo è particolarmente grave o associato ad altre condizioni (es. disturbi del linguaggio, ADHD), può essere riconosciuto il diritto all’invalidità civile e, in presenza dei requisiti, all’indennità di frequenza. La valutazione è di competenza delle commissioni territoriali INPS e non è automatica. In caso di diniego, è possibile presentare ricorso attraverso un Accertamento Tecnico Preventivo (ATPO) presso il tribunale competente. Alcune sentenze (es. Tribunale di Perugia n. 270/2019, Cassazione n. 28817/2020) hanno riconosciuto l’invalidità in presenza di forme gravi o comorbilità, ma si tratta di valutazioni caso per caso.
Classificazione clinica dei DSA
I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) più frequentemente diagnosticati sono:
Dislessia: difficoltà nella lettura, in termini di correttezza, velocità e comprensione → ICD-11: 6A03.0 – Disturbo specifico della lettura Disortografia: difficoltà nella scrittura legata all’ortografia (errori di spelling, omissioni, inversioni) → ICD-11: 6A03.1 – Disturbo specifico dell’ortografia Disgrafia: difficoltà nella grafia, intesa come qualità e fluidità della scrittura manuale → Attualmente non ha una voce separata nell’ICD-11, ma può essere compresa nel disturbo specifico dell’ortografia o come manifestazione associata. Discalculia: difficoltà nelle abilità numeriche e di calcolo → ICD-11: 6A03.2 – Disturbo specifico del calcolo Disturbi misti delle abilità scolastiche: coinvolgono più di una competenza (es. lettura e calcolo insieme) → ICD-11: 6A03.3 – Disturbo specifico misto delle abilità scolastiche
In alcuni contesti anglosassoni, si fa talvolta riferimento anche ad altre condizioni che non rientrano ufficialmente nei DSA secondo ICD-11 o DSM-5, ma che possono coesistere:
Disturbo specifico del linguaggio (ICD-11: 6A01) Disprassia (classificata come disturbo dello sviluppo della coordinazione – ICD-11: 6A04) Disturbo dell’elaborazione uditiva (non ha una voce autonoma in ICD-11, ma può rientrare tra i disturbi del neurosviluppo) Disturbo dell’apprendimento non verbale (non formalmente riconosciuto come entità a sé stante in ICD-11 o DSM-5, ma descritto in ambito clinico e scolastico)
È possibile che un soggetto presenti più disturbi specifici insieme. I DSA hanno una base neurobiologica e mostrano spesso una componente ereditaria, con familiarità riscontrabile in parenti di primo gradoOrganizzazione Mondiale della Sanità (OMS). (2019). International Classification of Diseases 11th Revision (ICD-11). World Health Organization. Recuperato da https://www.who.int/classifications/icd/en/.
Il mondo della scuola
La legge 170/2010
La Legge 8 ottobre 2010, nº 170 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, denominati "DSA".
Il diritto allo studio degli alunni con DSA è garantito mediante molteplici iniziative promosse dal MIUR e attraverso la realizzazione di percorsi individualizzati nell'ambito scolastico.
Ai sensi dell'art. 7, comma 2, della Legge 170/2010 si trovano le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere il corretto processo di insegnamento/apprendimento fin dalla scuola dell'infanzia, nonché le forme di verifica e di valutazione per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (di seguito “DSA”), delle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione e nelle università.
Al fine di garantire agli alunni e agli studenti con disturbi specifici di apprendimento di usufruire delle misure educative e didattiche di supporto di cui all'articolo 5 della Legge 170/2010, gli Uffici Scolastici Regionali attivano tutte le necessarie iniziative e procedure per favorire il rilascio di una certificazione diagnostica dettagliata e tempestiva da parte delle strutture preposte.
Il Decreto Ministeriale 5669
Il DM 5669, 12 luglio 2011, insieme alle Linee Guida, chiarisce i contenuti della Legge 170 e fornisce numerose indicazioni didattiche suddivise secondo i gradi d’istruzione, stabilisce “chi deve fare cosa”.
La scuola osserva, recupera e comunica le difficoltà dello studente e interviene con attività di rinforzo e di recupero, ma se le difficoltà fanno pensare a un possibile disturbo, la scuola deve comunicarlo alla famiglia.
La famiglia prende atto che il figlio può essere affetto da un disturbo specifico d’apprendimento e lo porta dallo specialista per una valutazione clinica che può concludersi con la certificazione che dovrà essere consegnata alla scuola.
La scuola, la famiglia e lo studente elaborano il PDP (Piano Didattico Personalizzato). Per la stesura del PDP, è necessario conoscere il Piano Funzionale dello studente in cui vengono descritte le competenze cognitive, linguistiche e meta fonologiche e la situazione affettivo-relazionale facendo attenzione al grado di autostima del ragazzo e alle sue competenze relazionali con i pari e con gli adulti. Il PDP va predisposto entro il primo trimestre dell’anno scolastico, ma è modificabile in qualsiasi momento. Nelle Linee Guida si fa riferimento alla scelta di una Didattica Individualizzata e Personalizzata che permetta allo studente con DSA di raggiungere gli obiettivi disciplinari e formativi del proprio percorso di studi. Per didattica Individualizzata si propone all’allievo con DSA il raggiungimento degli obiettivi didattici comuni alla classe, attraverso strategie differenti scelte in base alle sue difficoltà. Per didattica personalizzata si intende mettere al centro l’allievo con DSA e realizzare se stesso e il suo apprendimento, facendo raggiungere i massimi risultati possibili agendo sulle abilità più funzionanti per compensare quelle più carenti. Una riflessione attenta deve essere fatta sulla scelta degli strumenti compensativi e delle misure dispensative. Lo strumento compensativo serve a compensare una difficoltà dell’allievo (uso della calcolatrice, tavola pitagorica), la misura dispensativa consistenze nel dispensare l’allievo da un compito per lui troppo difficile (prova scritta, dettatura). Per quanto riguarda la dimensione relazionale è necessario che gli insegnanti prestino molta attenzione al clima di classe, in modo da evitare che alunni con DSA vengano fatti sentire “diversi” e “ghettizzati”. È compito dell’insegnante creare un clima accogliente e gestire la classe in modo inclusivo.
L'importanza di un ambiente consapevole ed inclusivo
Condizioni essenziali ad ogni apprendimento sono sia la rete di relazioni che si costruiscono sia l'organizzazione delle attività, degli spazi e dei materiali. In presenza di un alunno con DSA l'attenzione deve essere massima su entrambi gli aspetti per evitare di trasformare in sofferenza il percorso scolastico: dare fiducia, valorizzare le abilità proprie di ciascuno, predisporre al meglio spazi e strumenti sono azioni che dovrebbero comunemente far parte del ruolo dell'insegnante, in presenza di DSA esse rivestono un ruolo davvero fondamentale.
Il tragitto verso l'autonomia, nello svolgimento delle attività scolastiche, deve essere l'obiettivo primario di genitori ed insegnanti. Autonomia che per una alunno con DSA è spesso raggiungibile a costi elevati in termini di vissuto emotivo. Consapevolezza e collaborazione tra famiglia, scuola e comunità sono i pilastri che consentono di sostenere emotivamente e praticamente il percorso scolastico, ma essenziale è anche il clima che si crea all'interno della classe, con i compagni di scuola. È compito degli insegnanti favorire e promuovere una classe cooperativa ed inclusiva dedicando del tempo alla costruzione di relazioni significative e non giudicanti, alla valorizzazione dei diversi stili di apprendimento e della diversità in generale.
Vi sono alcuni utilissimi strumenti che possono facilitare la riflessione, la comprensione e l'accettazione consapevole delle diversità da parte del gruppo classe e dello stesso portatore di DSA. Uno di questi è il libro dal titolo "Il mago delle formiche giganti"Il mago delle formiche giganti, a cura di Associazione italiana Dislessia, ISBN 978-88-8415-076-9, fiaba illustrata per bambini che racconta le avventure di un gruppo classe assai variopinto e quindi assai "normale": c'è Tommaso il bello, Pietro che ha gli occhiali e che senza non ci vede un fico secco, Smilla che è magra e maldestra, Alessia che è già grassoccia e che ha sempre fame. Poi c'è Giovanni, che "non è né svogliato né pigro, è soltanto dislessico". Ogni alunno quindi si distingue dagli altri e nelle avventure che vivono ognuno di essi si presenterà nelle proprie debolezze e nei propri punti di forza.