La cerimonia del shikinen sengu consiste nella ricostruzione periodica, che avviene ogni vent'anni, del Santuario di Ise (Giappone), costruito in legno sacro, al fine di conservarlo sostituendone le parti che altrimenti si deteriorerebbero. La cerimonia conserva tuttavia un radicato significato religioso: serve a ricordare ai fedeli che tutto muore e risorge. Questa cerimonia si esegue regolarmente da 1300 anni: l'antico tempio di Ise viene considerato originale, sebbene "rinato".
Il sistema fu adottato dopo la rivolta Jinshin del 672, per volontà dell'imperatore Tenmu; la prima cerimonia si tenne durante il regno dell'imperatrice Jitō, nel 690 per il tempio interno e nel 692 per quello esterno. È nell'Engi jingū shiki (901-922) che si trova la prima formalizzazione legale del sistema, che sostituì il classico finanziamento a carico dei capi-sacerdoti del tempio con l'impiego di fondi pubblici.
Il santuario di Ise impiega uno stile architettonico unico, caratterizzato da magazzini concatenati linearmente e un tetto di paglia a forma di timpano, con materiali limitati a legno di cipresso, canna e rivestimenti in oro e rame: è proprio la semplicità di questo stile a comportarne l'inevitabile decadenza nel tempo. L'intero lavoro di ricostruzione, che si protrae per circa otto anni, prevede numerosi riti: quelli dei taglialegna per l'abbattimento e il trasporto del legname, quelli dei carpentieri per la preparazione del sito, e infine i rituali segreti degli ufficiali del santuario, che culminano nel rito dello Sengyo, celebrato in ottobre, durante il quale il kami viene trasferito nella sua nuova dimora nell'oscurità della notte.
Note
Voci correlate Paradosso della nave di Teseo
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