Ha dato un notevole impulso alle riflessioni nei campi della psichiatria, della psicologia, della filosofia, della teologia e della politica.

Biografia Maggiore di tre fratelli (seguono Erna nel 1885 ed Enno nel 1889), mostrò un precoce interesse per la filosofia. L'attività del padre, Karl Wilhelm (1850-1940), che era un giurista e direttore di banca, influenzò la scelta universitaria di Jaspers che si iscrisse al corso di laurea in legge. Fu subito chiaro però che la scelta non era congeniale alle inclinazioni del giovane Karl che nel 1902 passò alla facoltà di medicina. Studiò a Heidelberg, Monaco di Baviera, Berlino e Gottinga. Dopo avere conseguito nel 1908 la laurea in medicina con la dissertazione Heimweh und Verbrechen (Nostalgia e crimine) Jaspers cominciò a lavorare a titolo gratuito, come assistente volontario, presso la Clinica psichiatrica dell'Università di Heidelberg, dove Emil Kraepelin aveva esercitato la professione qualche anno prima. Jaspers si mostrò subito critico nei confronti dell'approccio della comunità medica al problema della malattia mentale e si propose di migliorare la pratica psichiatrica.

Nel 1913 Jaspers ottenne un incarico temporaneo all'università di Heidelberg come docente di psicologia grazie allo scritto Allgemeine Psychopathologie (trad. it., Psicopatologia generale, 1964). Divenuto permanente l'incarico, Jaspers non fece più ritorno all'attività terapeutica. L'insegnamento afferiva alla Facoltà di Filosofia, e grazie al suo secondo scritto sistematico (Psychologie der Weltanschauungen del 1919 - trad. it., Psicologia delle visioni del mondo, 1950), nel 1919 divenne docente proprio di filosofia. Questo scritto è considerato il manifesto della filosofia dell'esistenza e precedeva di ben otto anni il più celebre Essere e tempo di Martin Heidegger che è del 1927 (trad. it., Essere e tempo, 1953).

In seguito Jaspers strinse amicizia con lo stesso Martin Heidegger - amicizia che si ruppe in seguito all'adesione di quest'ultimo al nazionalsocialismo, per poi ricomporsi ma in modo più freddo nel dopoguerra - e scrisse opere di carattere ormai prettamente filosofico: Die geistige Situation der Zeit del 1931 (trad. it., La situazione spirituale del tempo, 1982), i tre volumi del suo capolavoro, Philosophie del 1932 (Orientazione filosofica nel mondo, Chiarificazione dell'esistenza e Metafisica; trad. it., Filosofia, 1972 sgg.) e, sempre nel 1932, un libro sulla personalità universitaria che più ammirava, Max Weber, Max Weber - Politiker, Forscher, Philosoph (trad. it., Max Weber, politico, scienziato e filosofo, 1969).

Nel 1933 avvenne la grande svolta della sua vita: l'avvento al potere del nazionalsocialismo, inizialmente anche da Jaspers sottovalutato e ritenuto un fenomeno passeggero. Nello stesso anno dovette sopportare delle limitazioni alla propria attività accademica a causa del matrimonio contratto nel 1910 con Gertrud Mayer, ebrea. Questo matrimonio bastava a qualificare Jaspers come un potenziale nemico del regime. Ciononostante egli continuò a tenere lezioni e a scrivere fino al 1937, anno in cui fu posto forzatamente a riposo e obbligato a scegliere tra divorziare ed emigrare. Jaspers non fece nessuna delle due cose e da quel momento visse come un recluso, nascosto nella sua amata Heidelberg, per tutto il periodo del regime e della guerra. Le autorità sapevano della sua presenza, ma ormai la sua capacità di nuocere era ridotta al minimo.

In più una salute da sempre cagionevole gli impediva qualsiasi progetto di fuga (Jaspers confessò poi che oltre alla malattia, era stata l'ignoranza delle lingue a impedirgli di vivere come profugo in un paese straniero). Comunque l'ordine di arresto alla fine arrivò ed era previsto per il 14 aprile 1945, ma il 30 marzo gli Alleati liberarono Heidelberg. Jaspers visse la tragedia della guerra come una lacerante esperienza esterna e interna, pronto al suicidio (con delle pasticche di cianuro) pur di non essere preso vivo e quindi separato dalla amata Gertrud.

Alla fine della guerra, quando venne riabilitato all'insegnamento, il primo pensiero fu per la Die Schuldfrage (1946, trad. it., La colpa della Germania, 1947 in seguito tradotto in modo più letterale: La questione della colpa). In questo periodo Jaspers si adoperò per la reintegrazione nell'università del filosofo Johannes Hessen. Nel 1949 pubblicò Vom Ursprung und Ziel der Geschichte (trad. it., Origine e senso della storia, 1965), opera nella quale, rifacendosi alle ricerche di Max Weber sull'antichità, introduceva il concetto di "periodo assiale" per definire quel periodo storico (compreso tra il IX e III secolo a.C.) caratterizzato da cambiamenti fondamentali del pensiero.

E tuttavia, al momento di partecipare al dibattito per la ricostruzione della Germania, Jaspers si trova a prendere quella grave decisione che aveva sempre rifiutato durante la guerra: espatriare. Anche se in precedenza aveva resistito al terrore nazista e - nonostante la malattia e le difficoltà - non aveva mai abbandonato la sua patria, ora l'isolamento culturale nel quale si viene a trovare e l'amara constatazione che ciò che si andava ricostruendo nella Germania del dopoguerra non era uno Stato fondato sul senso della responsabilità civile e politica né tanto meno su una più alta moralità nazionale lo spinge ad accettare l'invito dell'Università di Basilea, in Svizzera, dove tenne una serie di lezioni nell'estate del 1947 e dove poi si trasferì definitivamente nel 1948 rimanendovi fino alla morte, avvenuta il 26 febbraio 1969.

Contributi alla psichiatria

L'insoddisfazione per il trattamento della malattia mentale indusse Jaspers a discutere sia i criteri diagnostici sia i metodi della psichiatria clinica. Nel 1910 pubblicò un testo rivoluzionario sulla paranoiaEifersuchtswahn. Ein Beitrag zur Frage: “Entwicklung einer Persönlichkeit” oder “Prozess”?, . Nell'opera venivano esposti i casi di alcuni pazienti affetti da paranoia, fornendo informazioni biografiche relative ai soggetti in cura e dando un resoconto del modo in cui gli stessi pazienti interpretavano i loro sintomi. Il metodo biografico si è affermato come una delle principali pratiche terapeutiche della moderna psichiatria.

Jaspers raccolse le sue ricerche sulla malattia mentale nella Psicopatologia generale, un classico della letteratura psichiatrica, da cui sono derivati alcuni criteri diagnostici. Di particolare importanza è la convinzione che i sintomi debbono essere analizzati e diagnosticati per la loro forma piuttosto che per il loro contenuto. L'opera rappresenta un contributo fondamentale alla nascita della psichiatria umanistica, grazie alla concezione del malato come essere umano, contrapposta a quella della "psichiatria clinica classica" di Griesinger, Meynert, Wernicke, Kahlbaum e Kraepelin, che lo concepiva come “complesso di sintomi” e preferiva i costrutti teorici a danno dell’interesse per il vissuto psicologico (o Erlebnis). Il primato epistemologico venne conferito da Jaspers alla questione metodologica. In questo ambito, utilizzò come fonte di concetti teorici e operativi sia la fenomenologia del primo Husserl (più precisamente: la quinta delle Ricerche logiche), sia la distinzione - elaborata in ambito filosofico e psicologico - fra il “comprendere” (Verstehen), strumento delle “scienze dello spirito” (Geisteswissenschaften, corrispondenti a quelle che oggi chiamiamo “scienze umane”) e lo “spiegare” (Erklären), strumento delle “scienze della natura” (Naturwissenschaften). Ascrisse infine la psicopatologia, da lui definita come quella parte della psicologia che ha per oggetto "l'accadere psichico reale e cosciente" del malato Allgemeine Psychopathologie, 1913, p. 2., alle Geisteswissenschaften.

Filosofia Nell'opera filosofica di Karl Jaspers, appartenente al filone esistenzialista del Novecento, si ritrovano i temi trattati dai grandi predecessori dell'Ottocento: da un lato la considerazione profonda per l'esistenza umana nella sua totalità con chiaro riferimento a Kierkegaard e a Nietzsche, dall'altra l'incontro del 1909 con Max Weber, l'influenza di Dilthey e poi la lettura di Husserl e l'influenza della scuola fenomenologica.

Linee generali del testo Filosofia Il suo testo fondamentale Filosofia (1931) raccoglie la summa del suo pensiero ed è l'autore stesso ad ammettere che fra i suoi libri questo fu sempre per lui il più caroK. Jaspers, "Poscritto” 1955, in Filosofia.. L'opera nasce legata strettamente alla psicologia - che, come è stato detto, era l'attività cui Jaspers aveva scelto di dedicarsi – ed è infatti la conoscenza di quelle che verranno successivamente chiamate "situazioni limite", che si presentano così sovente nello studio della vita psicologica, che permette al filosofo di definire il ruolo della filosofia del suo tempo: "chiarificazione dell'esistenza"K. Jaspers, “Prefazione”, op. cit.. Questa ridefinizione prende ovviamente spunto dalla situazione delle scuole filosofiche tedesche all'inizio del secolo scorso. "La filosofia, che a partire dal 1901 cercai nelle università, mi deluse" così Jaspers in FilosofiaK. Jaspers, “Il senso di questo libro”, in op. cit. la constatazione di una situazione accademicamente paludosa nelle lezioni da lui frequentate lo portano a pronunciare una frase che può aiutare nella comprensione del testo, capolavoro della sua produzioneUmberto Galimberti, “Introduzione” all'op. cit.: "Era mio impulso salvarmi spiritualmente".

Questo impulso lo allontana da Edmund Husserl che non lo soddisfa per la difficoltà, dallo stesso Husserl ammessa, della sua fenomenologiaK. Jaspers, Poscritto 1955, in Filosofia e lo spinge verso la lettura di Kierkegaard soprattutto e di Nietzsche. Il legame stretto della filosofia con la vita "vera e propria", “concreta” è dato nelle domande filosofiche che fin dall'antichità riguardano il soggetto del pensiero e l'affermazione sopra citata dell'autore sottolinea questa prospettiva e la ribadisce. L'esistenza è ciò che viene chiamata in causa nell'interrogarsi dell'uomo. Jaspers definisce l'esistenza come "ciò che non diventa mai oggetto, l'origine partendo dalla quale penso e agisco, ciò che si rapporta a se stessa e, in ciò, alla sua trascendenza". Fin dalla prefazione al testo vengono a definirsi le parole chiave della sua speculazione:

Esserci (Dasein): l'essere qui proprio di tutte le cose che sono al mondo; Esistenza (Existenz): definisce solo la condizione dell'uomo che non può essere definita completamente, ma solo chiarita, delucidata, analizzata; Trascendenza (Transzendenz): ciò che è al di là della situazione attuale dell'esistenza, definisce la stessa pratica del filosofare come scoperta.

Orientazione filosofica Il testo si svolge presentando i tre impulsi principali che portano l'uomo alla trascendenza. Inizialmente l'uomo in quanto «esistente» si trova in contatto con il mondo che rappresenta un'infinità di oggetti esistenti e dati, e da questa situazione disorganizzata viene a definirsi l'orientazione filosofica del mondo circoscritta in un orizzonte che è quello del soggetto che pensa (esistente). Jaspers, attento al significato della storia della filosofia, vede nellidealismo e nel positivismo i due tentativi fatti nell'Ottocento per cercare di comprendere completamente il mondo superando il punto di vista del soggetto conoscente. Entrambi questi tentativi - che si risolvevano l'uno nella visione dell'assoluto, e l'altro nell'onnicomprensività scientifica - vengono visti da Jaspers come tentativi di determinare in maniera dogmatica l'orientazione filosofica del mondoK. Jaspers, Libro I, Cap. IV e Libro III, Cap. IV nell'op. cit..

Chiarificazione dell'esistenza